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domande a corredo dei PLC

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[1] domande a corredo dei PLC

Messaggioda Foto Utenteantonio07 » 17 mag 2015, 2:49

salve,

ho recentemente avuto un colloquio per una posizione come progettista software PLC, posizione che non ho mai ricoperto finora.

Oltre al ladder mi hanno chiesto:
1. di sviluppare degli algoritmi in C o Java o C# e la conoscenza dell'SQL. Ma non ho ben chiara la rilevanza della programmazione in uno di questi linguaggi ai fine dei PLC, mi sarei aspettato piuttosto che mi avessero chiesto l'AWL.

2.Ad ogni modo tra i linguaggi citati, c, c# e java, c'è ne è uno particolarmente rilevante per i PLC?

3. il PID, ma vorrei sapere la correlazione PLC/PID?

4. le mie conoscnze sui protocolli di comunicazione, io ho citato il profibus, quali altri sono rilevanti per i PLC?

grazie
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[2] Re: domande a corredo dei PLC

Messaggioda Foto Utentemir » 17 mag 2015, 12:14

antonio07 ha scritto:3. il PID, ma vorrei sapere la correlazione PLC/PID?

un po' di PID
L'automazione e il PID
and other...
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[3] Re: domande a corredo dei PLC

Messaggioda Foto UtenteCandy » 17 mag 2015, 13:05

Quando si programma un PLC si programma la logica i una macchina, o di un impianto. Macchina od impianto non sono isolati dal mondo. Anzi, in un mondo dove la comunicazione è sempre più essenziale, questi sono sempre più integrati. Venti anni fa i PLC registravano dati di produzione che venivano poi archiviati su database trami dei PC dedicati. Oggi i PLC sono anche integrati nei PC, chiamati softPLC e sempre più integrati con sistemi di comunicazione, motion, ecc.

Sono sempre meno le applicazioni stand-alone di macchine isolate dal mondo. E per quanto isolate siano, la richiesta minima è: "ma sono accessibili tramite internet?"

...

Nessuno è più disposto a vedere una macchina ferma, nessuno è più disposto a vedere la machina come oggetto rude e morto he non dice nulla.

...

Per fare tutto questo, quindi, il PLC è solo una parte delle tecnologia utile, che si deve poi interfacciare a sistemi SCADA sempre più evoluti ed integrati, personalizzati. E quindi è evidente, occorre conoscere bene il mondo dei database, ed i linguaggi per realizzare applicativi per PC... Finché questi sopravvivranno.

...

Solo i disegnatori di contatti e bobine pensano che il PLC si programmi in LADDER od AWL. Fare il programmatore è un poco diverso, un pochino oltre al disegnare contatti e bobine.
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[4] Re: domande a corredo dei PLC

Messaggioda Foto Utenteantonio07 » 17 mag 2015, 16:36

mir ha scritto:un po' di PID
..........


ti ringrazio per i riferimenti, ora e li vado a vedere, comunque se non ho capito male da quello che ci siamo detti al colloquio, attraverso il PLC di realizzano le azioni derivative, proporzionali ed integrative del PID. Io fino a qualche giono fa ero convinto che i PID fossero entità a sè stanti, delle sorte di integrati dove andassero settate le tre costanti.....


Candy ha scritto:Per fare tutto questo, quindi, il PLC è solo una parte delle tecnologia utile, che si deve poi interfacciare a sistemi SCADA sempre più evoluti ed integrati, personalizzati. E quindi è evidente, occorre conoscere bene il mondo dei database, ed i linguaggi per realizzare applicativi per PC... Finché questi sopravvivranno.


a tal proposito tu quali letture suggerisci?
All'università ho fatto C che ricordo abb. bene, sql che ricordo discretamente e java di cui ho vaghi ricordi.

ultimamente vedo che si parla molto di c#, è davvero così usato?

a proposito dei protocolli e reti, quali aspetti sono rilevanti?

Candy ha scritto:Solo i disegnatori di contatti e bobine pensano che il PLC si programmi in LADDER od AWL. Fare il programmatore è un poco diverso, un pochino oltre al disegnare contatti e bobine.


a parte la programmazione in LADDER, io mi sono concentrato su oledinamica, sensori e pneumatica, anche se almeno questa azienda mi ha detto di demandare questa parte a terzi.

Credi che l'AUTOCAD sia rilevante per lavorare nel settore?

A parte quanto elencato a me come utile sembrano le parti di azionamenti e interruttori elettrici, mentre non mi pare che ci sia una parte di progettazione elettrica spinta...

Avete altri suggerimenti?

Ad ogni modo sono rimasto contento perché hanno detto che mi sono avvicinato alla soluzioni di problemi che avevano bloccato persone con 10 anni di esperienza, anche se mi hanno detto che se lo trovano prenderanno uno con più esperienza effettiva...

Mi parlavano di lavori di commissioning in italia e all'estero (africa e turchia per il momento), sapete a quanto si possa aggirare lo stipendio di un tecnico con queste mansioni e responsabilità?

grazie
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[5] Re: domande a corredo dei PLC

Messaggioda Foto UtenteCandy » 17 mag 2015, 19:41

Da zero a tutto passando per il rimborso dei danni causati Prima pensa a divenire un tecnico poi ti preoccuperai di questo dettaglio.
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[6] Re: domande a corredo dei PLC

Messaggioda Foto Utenteantonio07 » 17 mag 2015, 20:18

Candy ha scritto:Da zero a tutto passando per il rimborso dei danni causati Prima pensa a divenire un tecnico poi ti preoccuperai di questo dettaglio.


immagino tu ti riferisca ai soldi, infatti io ho chiesto quanto guadagna un tecnico, non un tirocinante, nella mia mente pensavo ad una persona dopo un anno di esperienza, nn che io abbia particolari illusioni, da un po' ho capito che se puntavo ai soldi sarebbe stato meglio studiare economia, giurisprudenza o medicina oppure nn studiare affatto..

certo un dettaglio proprio nn è, occorre pure sopravvivere per fare esperienza
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[7] Re: domande a corredo dei PLC

Messaggioda Foto UtenteCandy » 17 mag 2015, 21:41

Si, certo, ma devi anche mettere in conto che tu per ora non sai nulla di nulla e una azienda, qualunque, che decida di inserirti nell'organico tecnico, per i primi mesi od anni, ha solo di costi senza ritorno.
Per ora più che preoccuparti di quale può essere lo stipendio di un buon tecnico, preoccupati di diventarlo un buon tecnico. Tutte le professioni hanno bisogno di un discreto periodo di tirocinio. Solo col tempo potrai mettere a frutto le capacità che maturerai.
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[8] Re: domande a corredo dei PLC

Messaggioda Foto UtenteSjuanez » 17 mag 2015, 22:00

In economia si dice che dal lavoro non si ottiene solo lo stipendio. Cioè, metti in conto anche l'esperienza che andrà a formare le tue skills future e ti faranno guadagnare sempre di più.

Se uno valuta un lavoro solo per lo stipendio all'inizio è chiaro che c'è poco da stare allegri, ma se calcoli anche il valore dell'esperienza ti rendi conto che magari stai facendo un ottimo impiego del tempo.

Chiaro che poi questa esperienza va saputa "vendere" man mano che la si ottiene e vivere proprio di questa.

Da parte mia, il migliore in bocca al lupo per il tuo nuovo lavoro. Cerca sempre di monetizzare il prima possibile l'esperienza! :ok: :ok: :ok:
Più so e più mi accorgo di non sapere.

Qualsiasi cosa abbia scritto, tieni presente che sono ancora al mio primo rocchetto di stagno.
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[9] Re: domande a corredo dei PLC

Messaggioda Foto Utenteantonio07 » 17 mag 2015, 22:40

sono d'accordo su tutto, io facevo questa domanda anche perché vedo come ing. elettrico 2 vie davanti a me: la progettazione elettrica o l'automazione, entrambe sono interessanti ma volevo anche capire in termini economici quali erano le loro prospettive..

il rammarico è aver fatto il liceo e poi ingegneria perché mi rendo conto che nelle professioni tecniche la pratica conta molto più della teoria anche perché la teoria che si fa all'univ. è molto distante da quella necessaria nel lavoro, quindi credo che la formula più breve e che porta prima alla professionalità e quindi ai guadagni sia itis + inserimento lavorativo ovvero senza gli anni spesi all'univ.

ad ogni modo chiedevo anche dei consigli tecnici viewtopic.php?f=8&t=58371&p=578193#p578140 , se aveste del tempo mi farebbe piacere raccoglierli.

grazie
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[10] Re: domande a corredo dei PLC

Messaggioda Foto Utenteantonio07 » 18 mag 2015, 0:54

per la questione del percorso formativo, tieni presente che all'univ ti avrebbero riempito di una inutile teoria (tipo sulle modulazioni nelle comunicazioni elettriche o sui campi elettromagnetici con un livello di dettaglio del tutto inutile), mettendo in secondo piano se non trascurando del tutto molte cose di interesse pratico. Inoltre saresti entrato nel mondo del lavoro almeno con 7/8 anni di ritardo, ovvero avresti perso 7/8 anni di guadagni.

L'univ. va bene se ti dà l'accesso a qualcosa che non potresti fare senza possedere il titolo (es. nn puoi fare l'avvocato senza avere la laurea in giurisprudenza) ma per i tecnici puoi fare più o meno le stesse cose avendo la laurea, il diploma o la terza media purchè tu sia debitamente preparato su ciò su cui lavori....
Ultima modifica di Foto Utenteantonio07 il 18 mag 2015, 1:52, modificato 2 volte in totale.
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