Cos'è ElectroYou | Login Iscriviti

ElectroYou - la comunità dei professionisti del mondo elettrico

Diamo voce ad una pendola

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

Moderatori: Foto Utentecarloc, Foto UtenteDirtyDeeds, Foto UtenteIsidoroKZ, Foto Utenteg.schgor, Foto UtenteBrunoValente

0
voti

[41] Re: Diamo voce ad una pendola

Messaggioda Foto Utenteclaudiocedrone » 31 gen 2016, 3:07

:-) In pratica con magnete e reed si ottiene un impulso con cui triggerare quello che ti pare e il microcontrollore è la "estensione" più semplice e pratica. O_/
"Non farei mai parte di un club che accettasse la mia iscrizione" (G. Marx)
Avatar utente
Foto Utenteclaudiocedrone
14,4k 4 6 9
Master
Master
 
Messaggi: 9976
Iscritto il: 18 gen 2012, 13:36

0
voti

[42] Re: Diamo voce ad una pendola

Messaggioda Foto Utenteguidama » 31 gen 2016, 12:01

Grazie per partecipazione. Valente ha ragione: la modifica deve essere reversibile e non deve snaturare il meccanismo esistente.

Il circuito che mi è stato proposto, per dare un semplice tocco all'ora o ad ora e mezz'ora sembra essere perfetto... ad una condizione, che il contatto avvenga per caduta di una leva munita di magnete: solo in quel caso, data la rapidità dell' evento si può essere certi del funzionamento preciso e senza rimbalzi.

Non mi fiderei di un sensore che deve distinguere tra posizioni vicinissimen nello spazio, ma distanti nel tempo.

Quindi il piolino o la camma alzano la leva che quando ricade chiude il circuito e manda l'impulso al solenoide.

Domanda: il fatto che poi per un certo tempo il magnete resti davanti al reed e se ne allontani lentamente (e quindi il circuito resti chiuso per un minuto o più) è stato considerato? e quando si allontana abbastanza da aprire il circuito siamo certi che non ci siano aperture-chiusure momentanee che facciano però partire il solenoide? per questo avevo pensato al sensore Hall, perché non dà questi disturbi, ma se mi dite che anche il Reed è altrettanto affidabile mi va bene.
Avatar utente
Foto Utenteguidama
30 2
New entry
New entry
 
Messaggi: 56
Iscritto il: 24 nov 2012, 20:26

0
voti

[43] Re: Diamo voce ad una pendola

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 31 gen 2016, 12:04

A questo punto direi che le vie praticabili potrebbero essere due:

1) Senza processore.

Sarebbe troppo complicato gestire sequenze complesse per cui credo non convenga andare oltre il solo colpetto ogni ora, che tradotto in pratica significherebbe un solo finecorsa (o simile) azionato da un piolino da porre sulla ruota che fa un giro all'ora con una semplice circuiteria per la generazione dell'impulso e il comando per l'elettromagnete.

2) Con il processore.

Sarebbe svantaggioso non approfittare del fatto che il processore è anche un orologio, quindi, con soli due finecorsa (o simili) si potrebbe generare qualsiasi sequenza senza alcuna limitazione alla creatività.

I due finecorsa dovrebbero servire:

Il primo a generare un impulso ogni ora (da ricavare applicando un piolino alla ruota che fa un giro all'ora) per dare lo start alla sequenza prevista per quell'ora.

Il secondo a generare un impulso ogni 12 ore (da ricavare prolungando uno dei dodici piolini della ruota che fa un giro ogni dodici ore) per resettare tutto e quindi sincronizzare correttamente le dodici sequenze in memoria con l'orario.

Inoltre con il processore si potrebbe attivare un singolo l'elettromagnete o più elettromagneti nel caso si volessero produrre più note, oppure comandare un altoparlante se si volessero riprodurre motivi musicali... e, se si optasse per quest'ultima soluzione, la pendola viennese, oltre tutto, si avvantaggerebbe anche dei requisiti necessari per la vendita sulla bancarella dei cinesi :mrgreen: .
Avatar utente
Foto UtenteBrunoValente
31,9k 6 10 13
G.Master EY
G.Master EY
 
Messaggi: 6149
Iscritto il: 8 mag 2007, 14:48

0
voti

[44] Re: Diamo voce ad una pendola

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 31 gen 2016, 12:05

Ops, scusa Foto Utenteguidama, ci siamo sovrapposti.
Avatar utente
Foto UtenteBrunoValente
31,9k 6 10 13
G.Master EY
G.Master EY
 
Messaggi: 6149
Iscritto il: 8 mag 2007, 14:48

0
voti

[45] Re: Diamo voce ad una pendola

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 31 gen 2016, 12:19

guidama ha scritto:
Domanda: il fatto che poi per un certo tempo il magnete resti davanti al reed e se ne allontani lentamente (e quindi il circuito resti chiuso per un minuto o più) è stato considerato?

Il circuito proposto da Foto UtenteGuidoB al messaggio [26] tiene conto di questo: la durata dell'impulso elettrico che eccita l'elettromagnete dura un tempo breve (regolabile modificando il valore di R2 o di C1) indipendente dal tempo (lungo) di chiusura del reed.
guidama ha scritto:
..e quando si allontana abbastanza da aprire il circuito siamo certi che non ci siano aperture-chiusure momentanee che facciano però partire il solenoide?

I contatti reed hanno una certa isteresi che garantisce l'assenza di rimbalzi, ovviamente il magnete non deve rimbalzare altrimenti...
Avatar utente
Foto UtenteBrunoValente
31,9k 6 10 13
G.Master EY
G.Master EY
 
Messaggi: 6149
Iscritto il: 8 mag 2007, 14:48

0
voti

[46] Re: Diamo voce ad una pendola

Messaggioda Foto Utenteguidama » 31 gen 2016, 12:33

Ho letto con interesse quello che hai scritto circa l'uso del microprocessore e la soluzione per certi aspetti è ghiotta..

Quindi allo scoccare dell'ora, il processore batte prima i colpi dell' ora, poi, ogni 15 minuti, i quarti (oppure dopo 30 minuti la sola mezzora) e poi attende che la meccanica gli comunichi quando iniziare la nuova sequenza.

Alla mezzanotte il sensore resetta il tutto e si ricomincia d'accapo

Questo però è inutile se il programma comunque dopo la dodicesima ora prevedesse di ricominciare da uno. Così ci si risparmia un sensore e quindi un intervento sulla meccanica, spazio e denaro.

Utile sarebbe invece avere un pulsante per avanzare manualmente quando si deve resettare l'orologio.

Bene, l'idea mi piace: dove lo trovo un processore adatto e user-friendly? e quanto contorno richiede? e quanto costa?
Quanto spazio occupa? il tutto, batteria compresa deve entrare nella base dell'orologio

In più considera che mettere insieme un circuitino come quello suggerito è nei miei mezzi, ma non sono in grado di fare molto di più né di programmare dei PIC ... a meno che qualcuno non faccia la programmazione per me :)
Avatar utente
Foto Utenteguidama
30 2
New entry
New entry
 
Messaggi: 56
Iscritto il: 24 nov 2012, 20:26

4
voti

[47] Re: Diamo voce ad una pendola

Messaggioda Foto Utenteguidama » 31 gen 2016, 13:14

Qualcuno ha parlato delleie possibilità di eseguire queste sequenze in maniera puramente meccanica ... non vi voglio annoiare, ma gli orologiai del '600 e del '700 hanno brillantemente risolto questo problema con grandissima eleganza, sviluppando due tipi di concetti di suoneria.

In un tipo, il più diffuso, la mecccanica della suoneria, che è sempre separata dal movimento, non "sa" che ore sono ... essa riceve dal movimento l'input di ogni mezz'ora e lei esegue il passo seguente del suo programma, tornando in attesa alla fine di esso.

Il programma è definito da una ruota, detta partiore, il cui bordo presenta segmenti più alti e più bassi che vengono "letti" da una leva, detta "pescatore"

partiore.jpg
partiore.jpg (63.34 KiB) Osservato 1198 volte


Nel secondo sistema, invece, la suoneria "sa" che ore sono, perché il numero di colpi da battere viene determinato dalla caduta di un rastrello dentato che viene arrestata da una chiocciola solidale con l'asse dei minuti. LA chiocciola, il cui profilo è a gradini, determina di quanto può abbassarsi il rastrello, ogni ora un gradino in più. Poi il meccanismo della suoneria "risale" lungo il rastrello e ad ogni dente corrisponde una battuta: ovviamente tanti più sono i denti da risalire, tante più battute,

chiocciola rastrello.jpg
chiocciola rastrello.jpg (158.09 KiB) Osservato 1198 volte


Questo secondo sistema si presta ad essere concatenato a scatola cinese con sistemi delle stesso tipo ... insomma delle "subroutine" ... per cui al cadere del rastrello sulla chiocciola partono i quarti (una chiocciola con solo 4 gradini), ma al quarto gradino, cade un ulteriore rastrello a dodici gradini e fa battere le ore da un altro meccanismo.

Infatti le pendole con solo tempo hanno una molla di carica, quelle con ore e mezze ore, hanno due "motori" e quell con i quarti hanno tre punti di carica, corrispondenti a 3 motori a molla.

Spero mi perdoniate per questa parentesi non elettrotecnica, ma pensate che gli orologiai del '700 sono i primi tecnici di precisione e "programmatori" della storia della tecnologia, tant'è che anche per la costruzione delle prime macchine macchine elettriche, oltre che per gli strumenti astronomici, gli scienziati dell'epoca andavano dagli orologiai.

Allego in foto, per dare l'dea della complicazione meccanica, il meccanismo di una pendola Biedermeier viennese con ore e quarti


viennese con quarti.JPG
Avatar utente
Foto Utenteguidama
30 2
New entry
New entry
 
Messaggi: 56
Iscritto il: 24 nov 2012, 20:26

0
voti

[48] Re: Diamo voce ad una pendola

Messaggioda Foto Utenteclaudiocedrone » 31 gen 2016, 17:24

guidama ha scritto: ...dove lo trovo un processore adatto e user-friendly? e quanto contorno richiede? e quanto costa?... ...Quanto spazio occupa? il tutto, batteria compresa deve entrare nella base dell'orologio...

:-) Microprocessori user friendly praticamente non ne esistono; le funzioni richieste sono una inezia per un micro, quindi... uno qualsiasi; il contorno diciamo che è minimo, il prezzo... qualche centesimo (per quantità) al massimo pochi euro; le dimensioni... come le vuoi tu: se sai lavorare gli SMD e hai l'attrezzatura (micrscopio compreso) per farlo :lol: e forse ti conviene di orientarti su qualcosa con dimensioni "umane" :-); per la programmazione qualche anima pia si trova (non io, ma non perché non voglia ma perché non sono in grado). O_/
"Non farei mai parte di un club che accettasse la mia iscrizione" (G. Marx)
Avatar utente
Foto Utenteclaudiocedrone
14,4k 4 6 9
Master
Master
 
Messaggi: 9976
Iscritto il: 18 gen 2012, 13:36

0
voti

[49] Re: Diamo voce ad una pendola

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 31 gen 2016, 19:00

guidama ha scritto:Spero mi perdoniate per questa parentesi non elettrotecnica, ma pensate che gli orologiai del '700...

Per quanto mi riguarda non c'è nulla da perdonare, anzi grazie per la bella spiegazione, si tratta comunque di archeologia dell'elettronica perché dietro quelle tecniche comunque si nascondono i concetti, i principi, le intuizioni che poi sono stati riutilizzati in altri campi, anche e soprattutto nell'elettronica.
guidama ha scritto:Ho letto con interesse quello che hai scritto circa l'uso del microprocessore e la soluzione per certi aspetti è ghiotta... ma non sono in grado di fare molto di più né di programmare dei PIC ... a meno che qualcuno non faccia la programmazione per me :)

Insomma, io che sono contrario a mischiare il sacro con il profano, alla fine sono stato quello che ti ha convinto all'uso del processore :( ma neanch'io saprei aiutarti, non mi intendo di processori.
Avatar utente
Foto UtenteBrunoValente
31,9k 6 10 13
G.Master EY
G.Master EY
 
Messaggi: 6149
Iscritto il: 8 mag 2007, 14:48

2
voti

[50] Re: Diamo voce ad una pendola

Messaggioda Foto UtenteGuidoB » 1 feb 2016, 14:29

claudiocedrone ha scritto: :-) Microprocessori user friendly praticamente non ne esistono; le funzioni richieste sono una inezia per un micro

...ma non per un umano che debba tradurle in programma...

claudiocedrone ha scritto:se sai lavorare gli SMD e hai l'attrezzatura (micrscopio compreso) per farlo :lol: e forse ti conviene di orientarti su qualcosa con dimensioni "umane"

Per aggirare il problema della saldatura SMD io partirei da una scheda che contenga microcontrollore e contorno già saldati: come il Pierin PIC18, che però non è più in vendita. Comunque se leggi gli articoli che lo riguardano sul blog di Foto UtenteTardoFreak ti fai un'idea di quello che è programmare un microcontrollore.

Altre schede, chiamate "minimum system board", sono in vendita su Aliexpress a basso costo (per esempio quelle basate su STM8S003F3P6, un micro a 8 bit, che si programmano con l'apposito programmatore STlink, anch'esso in vendita a pochi euro, o quelle basate su STM32F103C8T6, a 32 bit e fin troppo poderoso per quest'uso, ma visto il costo...).
Queste schede potrebbero aver bisogno di qualche piccola modifica per poter avere bassi consumi e quindi un'alimentazione a pile. Bisogna studiarle, e studiare i datasheet del micro che montano.

Alla scheda si può poi collegare una millefori con saldati i MOSFET, un tastierino per programmare le varie opzioni di funzionamento e quel poco altro che serve.

Il bassissimo costo dell'hardware non deve trarre in inganno. Queste sono macchine molto complesse e per imparare a farle funzionare, se si parte da zero, ci vogliono passione e anni di studio.
Bisogna saper programmare e bene, fondamentalmente in linguaggio C, o nel linguaggio assembly del micro specifico.
Bisogna saper strutturare il programma come una macchina a stati, e anche questo è un argomento da studiare.
Bisogna imparare a usare gli interrupt per le temporizzazioni, e non i cicli ripetuti milioni di volte per far "perdere tempo" al micro (la "delay()" di arduiniana memoria) altrimenti non fai più multitasking, il micro mentre è impegnato non può reagire agli eventi esterni, e consuma continuamente e inutilmente, rendendo impossibile alimentarlo a pile.

claudiocedrone ha scritto:per la programmazione qualche anima pia si trova

Auguri...

Il programma è relativamente semplice, ma non si fa in un batter d'occhio. Sono comunque migliaia di righe di codice da scrivere, provare e correggere, visto che un programma non viene esente da errori al primo colpo.

Per farlo bene bisogna parametrizzare tutto:
- la durata dell'impulso sugli elettromagneti per controllare la forza con cui i battacchi colpiscono le campanelle;
- le pause tra un impulso e l'altro;
- le diverse sequenze di impulsi per i diversi tipi di suonerie;
- la possibilità di silenziare la suoneria in alcuni intervalli orari programmabili (per esempio di notte), sia per non disturbare che per prolungare la durata delle pile;
- la possibilità di calibrare un ritardo nell'attivazione dei rintocchi per non dover diventare matti a far cadere la levetta esattamente allo scoccare dell'ora;
- e un lungo eccetera.

Tutti questi parametri avranno un valore iniziale che dovrà potersi modificare con appositi comandi, per esempio da tastiera.

Per questa complessità ti chiedevo, Foto Utenteguidama, nel post 36, se pensi che un dispositivo del genere possa avere mercato (almeno qualche centinaio di pezzi, per diluire il costo di sviluppo sul totale), eventualmente gestendo anche un carillon programmabile opzionale per renderlo più vendibile, quindi tante campanelle per generare varie melodie, tipo "Big Ben" o più complesse.

Lo potrei eventualmente fare come esercizio. Si tratta comunque di un "lead time" di vari mesi, ho anche altre cose in ballo.
Big fan of ƎlectroYou!
Avatar utente
Foto UtenteGuidoB
14,4k 6 12 13
G.Master EY
G.Master EY
 
Messaggi: 2243
Iscritto il: 3 mar 2011, 16:48
Località: Madrid

PrecedenteProssimo

Torna a Elettronica generale

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 45 ospiti