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Interruttori cinesi

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[31] Re: Interruttori cinesi

Messaggioda Foto UtenteFranco012 » 26 mar 2016, 20:56

Nel senso che in alcuni casi i tempi d'intervento sono ancora più brevi di quelli che ho misurato con l'ABB.
Con corrente di 30 mA (test RCDx1), l'ABB si assesta sui 25 ÷ 35 ms, mentre questo circa 7 ÷ 17 ms.
Più brevi sono i tempi d'intervento, meglio è.
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[32] Re: Interruttori cinesi

Messaggioda Foto UtenteGoofy » 27 mar 2016, 9:07

Grazie per le tue prove che sono utili e ben fatte.
Anche se superfluo e già parzialmente emerso nella discussione, evidenzio che:
- sarebbero interessanti le prove fatte dopo qualche anno di funzionamento
- servirebbe provare un numero di interruttori più alto
- oltre a corrente differenziale e tempo di intervento sarebbero da valutare gli interventi intempestivi
- chissà come si comportano in caso di sovraccarico e, soprattutto, cortocircuito.

Penso che in Cina siano capaci di fare apparecchi di qualità come o meglio che in qualsiasi parte del mondo, si glieli paghiamo (è più facile fare le cose lussuose che quelle economiche); se vendono un magnetotermico differenziale a 5 euro compreso trasporto però è normale che ci sia qualche perplessità che tocca a loro dimostrare infondata.
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[33] Re: Interruttori cinesi

Messaggioda Foto Utentealphabit » 27 mar 2016, 10:45

Vero, è normale che sorgano perplessità e ne ho anche io, tuttavia a parte noi che facciamo verifiche diciamo " empiriche" dovrebbero essere gli altri costruttori storici nostrani a evidenziare i pregi dei loro prodotti, ad esempio su che cosa potrebbero avere risparmiato i cinesi, sulle plastiche? sul rame? Sui cinematismi? Sulla manodopera? Sul know how? Sui controlli? Un costruttore che fa lo stesso mestiere dovrebbe saperlo e sgamarli subito no? Poi sui modulari dopo cent'anni di elettrotecnica non mi pare ci sia tutta sta tecnologia ed innovazione... per questo mi sono sempre chiesto come fa un quadri polare modulare MTD a costare quanto una lavatrice che pesa 100 volte di più e che di tecnologia non ne ha poca.... un saluto
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[34] Re: Interruttori cinesi

Messaggioda Foto UtenteNSE » 27 mar 2016, 11:56

Provo a fare un discorso per paradossi sull'argomento "perché i produttori storici non attuano politiche informative tali da dare gli strumenti informativi per capire qunto i loro prodotti siano migliori".

Io credo che questa non sia la "moda" commerciale odierna.

La "moda" commerciale odierna (secondo me) è:
a) far finire la propria marca sul capitolato
b) che sia presente una serie di vincoli (relazioni di calcolo, interazioni con altri componenti, fidelizzazione con il progettista) tali che un concorrente che si vuol inserire deve sottostare ad una serie di costi aggiuntivi tali da scoraggiarlo.

Non è previsto che le imprese storiche facciano formazione sul tipo di plastiche, sul tipo di leveraggi, sul tipo di soluzioni meccaniche sul tipo di molle sulle modalità di invecchiamento previste, sulle prove tecniche ecc ecc solamente perché non vogliono dare ai progettisti la capacità di scegliere e di discernere!
E inoltre correrebbero il rischio che i concorrenti facciano altrettanto in questo modo c'è il rischio che emerga realmente quale prodotto è migliore e perché.

Ho già visto una cosa del genere in ambito termotecnico, quando sono apparsi i primi impianti a pavimento.
Le imprese che proponevano i sistemi, si guardavano bene di dare quelle informazioni che potevano servire ai progettisti per discernere quale poteva essere la soluzione migliore o meno onerosa per il cliente.

La tecnica era: tu mi chiedi una offerta, io ti faccio l'offerta e il progetto, tu mi fai fare il lavoro e mi aiuti.
STOP
Se poi l'impianto costava il 30% in più del necessario. . . poi al più si va a cena tutti felici e contenti.

Veniamo agli interruttori made in cina.

Avrei da obbiettare su l'approccio.

Secondo me uno degli aspetti qualitativi di un prodotto non è la sua performence "estemporanea" ma la sua performance "ripetibile".
Puoi avere 100 mtd cinesi di cui 20 hanno performances migloiri degli europei, 65 come gli europei e 15 sono da buttare.
Questo non è un prodotto accettabile per la gestione di un lavoro, in quanto quei 15 sottosoglia comportarno: tornare sul cantiere, modificare, chiedere sostituzione in garanzia giustificarti con il cliente.
Un buon prodotto deve avere 98 interruttori entro il range accettabile.
pertanto le prove sui tempi di intervento a parer mio lasciano il tempo che trovano, se noncondotte su numeri significativi.

QUALITA' di un prodotto nel tempo.
Io non sono in grado di valutarla.
Se il tipo di plastica utilizzata con vari cicli di caldo/freddo (invecchimento) tende a crepare e a rompersi
Se il tipo di lega di metallo con vari cicli di stringi/allenta dopo un po' si "spana"
Se il tipo di leveraggi interni con il tempo tende a deformarsi e/o ossidarsi in maneria tale da variare i propri tempi di manovra.

Certo se uno è in grado di valutarle queste cose è anche in grado di fare dei buoni affari.

Di sicuro questi prodotti low-cost sono una sfida per chi si vuole cimentare a capire come valutare la qualità di un prodotto a basso prezzo per poterlo inserire nel proprio portafoglio di offerte.

IMHO
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[35] Re: Interruttori cinesi

Messaggioda Foto Utente6367 » 27 mar 2016, 19:30

Franco012 ha scritto:Nel senso che in alcuni casi i tempi d'intervento sono ancora più brevi di quelli che ho misurato con l'ABB.



Più breve, meglio è?
Pensa a quei progettisti che si danno da fare perché il tempo di apertura degli interruttori differenziali non sia troppo breve....




BUONA PASQUA
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[36] Re: Interruttori cinesi

Messaggioda Foto Utenteargonauta » 29 mar 2016, 11:33

Franco012 ha scritto:Le uniche scritte sono nella parte frontale, mentre su di un lato ci sono queste incisioni:


Non ho visto la marcatura CE: il prodotto è arrivato con qualche documentazione accompagnatoria CE, come riferivano altri utenti nei post precedenti?
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[37] Re: Interruttori cinesi

Messaggioda Foto UtenteFranco012 » 29 mar 2016, 11:54

Nessun documento accompagnatorio. L'articolo è arrivato in confezione minimalista (avvolto solo in un foglio millebolle con etichetta indirizzo appiccicata).
L'unico riferimento alla marcatura CE è dato solo dalla prima immagine che appare sul sito web di Aliexpress (ossia questo):

JOMALL su Aliexpress.png
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[38] Re: Interruttori cinesi

Messaggioda Foto Utentedemos81 » 29 mar 2016, 12:16

Se succede qualcosa su territorio Europeo tu che sei primo importatore e distributore (oltre ad averci messo il tuo marchio) ne rispondi sia in termini civili che penali.
La marcatura CE in quel caso è tua e tuoi son i guai che ne conseguono..
Conosco un azienda che ha fatto un giochino simile su un altro tipo di prodotti e sta rischiando di passare guai dell'ordine della decina di milioni.
Dovresti almeno pensare un ricarico del 20-25% e farti una bella polizza assicurativa aziendale per la copertura su territorio EU.
Per il resto credo che già case come ABB etc facciano così.

Alla fine nel prezzo di interruttore che paga l'installatore (condivido i prezzi indicati da Foto Utenteattilio, anzi oserei dire che forse nel Nord Italia trovi anche qualcosina meno) c'è dietro un insieme di garanzie comunitarie.
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[39] Re: Interruttori cinesi

Messaggioda Foto Utentedemos81 » 29 mar 2016, 12:19

Poi perdonatemi ma quello che mi fa ridere del prodotto made in Cina (che in alcuni casi son di ottima fattura) è che qualunque cosa (ma proprio qualunque) ha la ISO 9001.
Ci tengono proprio a lavorare ordinati e con protocolli organizzativi di fino. :D
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[40] Re: Interruttori cinesi

Messaggioda Foto UtenteGoofy » 29 mar 2016, 21:24

Quando ci sono stato io vari anni fa stavano facendo modulari di un altro marchio italiano
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