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Si dice "equity crowdfunding" ...

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[1] Si dice "equity crowdfunding" ...

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 16 mag 2018, 17:20

Un'idea, se rimane tale, ovvero non passa ad un livello di concretizzazione, serve a poco.
E' la sensazione d'una realtà che forse molti hanno già, purtroppo, sperimentato.

I problemi o le difficoltà da superare possono essere diverse, tra queste, per quanto non esclusiva, v'è anche la necessità di recuperare fondi, essere finanziati.
In questa puntata di Fuori TG del 16/05/2018 si parla anche di equity crowdfunding.
Anche se molti probabilmente sanno già di cosa si tratta, credo che il servizio valga il tempo che occorre per dargli un'occhiata.

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[2] Re: Si dice "equity crowdfunding" ...

Messaggioda Foto Utentevenexian » 16 mag 2018, 17:45

Quando lo Stato smetterà di buttare i nostri soldi in questo modo, il nostro Paese forse avrà qualche possibilità in più per uscire dalla palta nella quale è invischiato.

Purtroppo, queste 'agenzie statali' per ogni Euro che danno a Tizio o a Caio per progetti-buffonata, ne mangiano dieci in stipendi per i vari dirigenti, quindi...
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[3] Re: Si dice "equity crowdfunding" ...

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 16 mag 2018, 22:03

venexian ha scritto:(...) Purtroppo, queste 'agenzie statali' per ogni Euro che danno a Tizio o a Caio per progetti-buffonata, ne mangiano dieci in stipendi per i vari dirigenti, quindi...
temo tu possa avere ragione, purtroppo.
Nel servizio l'ospite in studio commentava una tabella che m'ha lasciato un pochino perplesso, a meno ch'io non mi dia l'interpretazione errata; la conduttrice è in gamba, penso che il dubbio le sia sorto, ma credo che per tempistiche televisive abbia soprasseduto.

[FT]
Mi ha fatto effetto l'apertura del servizio con la riproposizione di quella rubrica all'interno di Portobello: scelta compiuta, immagino, per tracciare una sorta di comparazione.
La trasmissione me la ricordo abbastanza, ma fa un certo effetto pensare alla distanza che c'è tra allora e adesso, sembra sia trascorso più trempo di quanto effettivamente c'è in mezzo.
[/FT]

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[4] Re: Si dice "equity crowdfunding" ...

Messaggioda Foto Utentevenexian » 16 mag 2018, 22:43

Il cowdfunding che si trova in rete è quasi al 100% vera e propria truffa: sono pubblicizzati in modo impeccabile progetti fantastici ma irrealizzabili. Gli autori portano avanti il progetto di anno di anno, racimolando dai più sprovveduti, qualche centinaio di euro per ognuno di essi. Dato che un gruppo di lavoro ne sforna decine, la cosa diventa un discreto business.

Gli incubatori italiani sono stati un fallimento totale. Hanno fagocitato centinaia di milioni di Euro con risultati praticamente inesistenti. Nonostante questo, continuano ad essere sovvenzionati perché sono una pubblicità grandiosa per ogni politico. Più ancora adesso, con l'aumento della disoccupazione giovanile, mostrare di sovvenzionare i giovani e le idee high-tech porta ritorni in voti come poco altro.

Po ci sono le agenzie, dove il meccanismo è quello descritto nel post precedente.

La realtà dell'imprenditoria è molto, molto, molto differente. Ciò che manca ai giovani non sono i fondi, è prima di tutto la cultura imprenditoriale. Non si può fare impresa se non si sa leggere un bilancio, se non si conoscono le leggi, le direttive e le norme che regolano la conduzione delle imprese. Il messaggio sbagliato che trasmissioni come queste trasmettono è che il punto di partenza per fare impresa sia l'idea innovativa, l'invenzione. Non è così. Le idee innovative sono quasi sempre un fallimento annunciato.

Per fare impresa serve pianificazione, cultura multidisciplinare, adattabilità, partnership. A cosa serve l'idea della maglietta intelligente che rileva la frequenza cardiaca se poi è un oggetto che anche il più naif capisce non se ne venderà neppure una? Produrre 'per il mercato' è il modo più difficile di fare impresa, serve depositare marchi, brevetti, fare il packaging, le istruzioni i manuali tecnici le certificazioni, le campagne pubblicitarie, trovare i distributori, fornirli di materiale in conto vendita, gestire i ritorni, i mancati pagamenti... un incubo. Iniziare da zero su questa strada, come fanno credere quei servizi è praticamente impossibile, il tasso di successo è di poche parti per milione.

Produrre 'per il cliente' è una strada molto più semplice: si fa quello che serve a qualcun altro, su sue specifiche, spesso anche con i suoi soldi, se si dimostrano le giuste capacità. Certo che questo modo di fare impresa fa molta meno scena, non si possono fare i prototipi dei robottini con le stampanti 3D, neanche i programmi televisivi che fanno audience, neppure gli show come Portobello...

Un dettaglio curioso è che quella puntata di Fuori TG dipinge una falsa idea di impresa e, facendolo, fa impresa vera, catturando l'attenzione di milioni di telespettatori e vendendo spazi pubblicitari per milioni di Euro. E' il meccanismo con il quale vivono i parassiti...
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[5] Re: Si dice "equity crowdfunding" ...

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 16 mag 2018, 23:19

venexian ha scritto:(...) Un dettaglio curioso è che quella puntata di Fuori TG dipinge una falsa idea di impresa e, facendolo, fa impresa vera, catturando l'attenzione di milioni di telespettatori e vendendo spazi pubblicitari per milioni di Euro. E' il meccanismo con il quale vivono i parassiti...
questo mi sembra un giudizio che quasi sfocia nel paranoico.

Che nel crowdfunding viaggino tante sole, si sa, non è un segreto.
Che qualcuno grazie a questa modalità di raccolta di denaro sia riuscito a realizzare qualcosa di concreto è vero.
Che tra i tanti siano più che pochissimi a mettere in piedi un'impresa è un fatto.
Ma non ostante ciò, quale sia il motivo per cui si debba screditare tutto quanto non lo comprendo.

Non esalto queste nuove opportunità, ne prendo atto, è quello che sta intorno a noi, fanno parte della realtà e sono possibilità una volta inesistenti, allora impensabili.

Realizzare una impresa e mandarla avanti con successo è una "impresa", appunto, ma questo non significa che per iniziare occorra l'esperienza manageriale che rivendichi.
Lo spirito del servizio m'è parso fosse un altro: con quale alternativa un'idea può diventare qualcosa di concreto.
Non si sta scrivendo del mito di due ragazzini che partono dal garage di casa ma più semplicemente di proposte che potrebbero trovare una loro posizione nel mercato.

Sarà questo a condizionarne gli sviluppi e chi avrà spazio per crescere si avvalerà della competenza di chi in grado di gestire, se non sarà nella condizione di farlo in modo autonomo.
Ma non è che per dar gambe ad una idea, si dovrebbe prima fare un corso alla Bocconi.

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[6] Re: Si dice "equity crowdfunding" ...

Messaggioda Foto Utentevenexian » 17 mag 2018, 0:12

WALTERmwp ha scritto:Realizzare una impresa e mandarla avanti con successo è una "impresa", appunto, ma questo non significa che per iniziare occorra l'esperienza manageriale che rivendichi.

E invece è proprio qui il problema. Se si analizza con la dovuta attenzione non si capisce perché si debba accettare che per progettare un ponte o un amplificatore serva una preparazione nozionistica di anni, mentre per realizzare un'impresa si debba affidare tutto all'improvvisazione. Io non ho parlato di 'esperienza' manageriale, ma di cultura di impresa. Non è necessario aver fatto impresa, ma è indispensabile saper cosa fare, altrimenti diventa proprio un'impresa, nell'altra accezione del termine.

Condurre un'azienda è un'attività impegnativa e le conoscenza necessarie per ottenere un risultato positivo non possono essere delegate all'istruzione sul campo, magari con il metodo del prova-e-ripeti. Purtroppo questa è la convinzione di molti, e programmi come quello in oggetto non fanno altro che rinforzare questa errata convinzione.

Il mio commento sulla trasmissione era per far notare che Fuori TG non è nato da due pivelli alle prime armi senza nessuna esperienza manageriale, ma da un team di persone preparate che hanno studiato in anticipo ogni dettaglio del progetto per ottenere da tutte le persone impegnate il risultato previsto e per massimizzare il profitto dall'investimento iniziale.

Trovo curioso che un'impresa strutturata in modo così perfetto, trasmetta proprio l'informazione opposta a chi segue la trasmissione e non si accorge dell'evidente incongruenza.
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[7] Re: Si dice "equity crowdfunding" ...

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 17 mag 2018, 0:33

venexian ha scritto:(...) Trovo curioso che un'impresa strutturata in modo così perfetto, trasmetta proprio l'informazione opposta a chi segue la trasmissione e non si accorge dell'evidente incongruenza.
ma la contraddizione è tale per te, sei tu che vuoi così connotare quell'approfondimento.
Ognuno ha la propria opinione, e la mia impressione sulla tua è che tu denigreresti la pratica del crowdfunding a prescindere, forse perché prevenuto.
E la critica al contenuto la estendi al contenitore, semplicemente, forse, perché presentano un metodo di raccolta fondi come una opportunità: d'altra parte non lo è ?

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[8] Re: Si dice "equity crowdfunding" ...

Messaggioda Foto Utentevenexian » 17 mag 2018, 1:03

WALTERmwp ha scritto:ma la contraddizione è tale per te, sei tu che vuoi così connotare quell'approfondimento.

Mi pare innegabile che le due imprese, quella che 'rappresenta' e quella 'rappresentata' siano condotte in modo manageriale differente. A meno che non si voglia affermare che la RAI è nata con il crowdfunding da entusiasti senza preparazione specifica... Ad ogni modo, il cameo sulla trasmissione è marginale.

Il vero punto focale è la visione distorta dell'idea di impresa che a ben pochi appare come uno dei motivi dell'arretratezza del nostro Paese nei confronti degli altri Paesi comunitari. La volontà e l'entusiasmo non possono sostituire la preparazione oggettiva, neppure se supportati da una sostanziosa iniezione finanziaria. Il far vedere la mancanza di fondi come l'unico ostacolo al successo di impresa è una mistificazione della realtà. Possiamo anche astenerci dal puntualizzare se tale atteggiamento sia da ritenersi solo colposo oppure anche volontario, ma non è comunque un semplice peccato veniale.
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[9] Re: Si dice "equity crowdfunding" ...

Messaggioda Foto Utentevenexian » 17 mag 2018, 9:04

Basterebbe togliere tutti i finanziamenti, sovvenzioni, detassazioni, incentivi, rottamazioni, partecipazioni, sussidi, e tutti gli altri termini che significano solo trasferimenti di denaro dallo Stato a 'qualche' azienda. Con i soldi risparmiati si potrebbe ridurre l'assurda tassazione che identifica il nostro Paese. Questo sarebbe il più grande aiuto all'imprenditoria e al lavoro.

Se un cittadino vorrà fare l'imprenditore e per farlo acquisirà le nozioni e la cultura necessarie, verrà premiato dai risultati che sarà in grado di ottenere senza supporto e senza ingerenze esterne. Se per diversa indole preferirà non impegnarsi in un'attività imprenditoriale, troverà occupazione dipendente in aziende che per loro natura saranno sane, non essendoci meccanismi perversi in grado di mantenere in vita strutture che invece dovrebbero aver terminato da tempo la loro esistenza.

Il lato negativo di una soluzione come questa sarebbe l'aumento della disoccupazione. Non quella di operai, quadri e dirigenti aziendali che transiterebbero da aziende comatose ad altre sane, ma di tutti i dirigenti statali che si ritroverebbero a spasso senza alcun ente inutile a stipendiarli e senza alcuna trasmissione televisiva di prima serata ove aprire la vanvera.
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[10] Re: Si dice "equity crowdfunding" ...

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 17 mag 2018, 10:37

venexian ha scritto:
WALTERmwp ha scritto:ma la contraddizione è tale per te, sei tu che vuoi così connotare quell'approfondimento.

Mi pare innegabile che le due imprese, quella che 'rappresenta' e quella 'rappresentata' siano condotte in modo manageriale differente. A meno che non si voglia affermare che la RAI è nata con il crowdfunding da entusiasti senza preparazione specifica... Ad ogni modo, il cameo sulla trasmissione è marginale.(...)
ma cosa c'entra la RAI, come azienda, col contenuto di quella trasmissione ?
A mio parere, hai forzato una comparazione che nulla spiega rispetto all'oggetto della discussione, per proseguire e supportare giudizi draconiani.

venexian ha scritto:(...) La volontà e l'entusiasmo non possono sostituire la preparazione oggettiva, neppure se supportati da una sostanziosa iniezione finanziaria. Il far vedere la mancanza di fondi come l'unico ostacolo al successo di impresa è una mistificazione della realtà. (...)
mi sorge il dubbio che tu non abbia letto quel che ho scritto o tu abbia visto il servizio solo in parte, o entrambe le cose.
Nessuno ha propagandicizzato "la voglia di fare" quale panacea d'ogni affermazione imprenditoriale, tanto meno s'è scritto e sentito che il finanziamento rappresenti la chiave di svolta, ma è stato precisato ben altro.

Varrebbe lo sforzo di leggere e ascoltare invece d'esprimere, a priori, la propria assoluta convinzione, perché questa è la provvisoria conclusione alla quale mi portano i tuoi post.
Ma sono pronto ad essere smentito lungo questo thread.

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