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buffer per microfono da studio

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[21] Re: buffer per microfono da studio

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 17 lug 2019, 15:39

SediciAmpere ha scritto:Sì, si può fare con due LT1013, ma perché? Che difetti ha secondo te lo schema di Elliott a componenti discreti?


Che semplicemente non è nato per l'uso che ne vuoi fare tu... Visto che si parla di un qualcosa che deve lavorare in uno studio (quindi un oggetto professionale, non un giocattolo), sarebbe auspicabile un certo rigore nella scelta delle soluzioni da adottare. Poi ognuno faccia come crede, per carità...
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[22] Re: buffer per microfono da studio

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 17 lug 2019, 15:43

Bsergio ha scritto:Non l'ho inventato io il suono caldo, esso deriva dalle armoniche che si vengono a creare in un BJT e in un mosfet, nei BJT si creano armoniche dispari nei mosfet armoniche pari, il tutto ha l'effetto sopra riportato...


Queste sono tutte delle emerite frottole. Il suono "caldo" o "freddo" in realtà nessuno ha davvero idea di da dove arrivi esattamente. Ma non dalla sola composizione armonica del segnale, questo è ormai stato assodato da decenni.
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[23] Re: buffer per microfono da studio

Messaggioda Foto UtenteBsergio » 17 lug 2019, 19:30

Questo suono caldo e l'altro precisamente metallico (freddo), l'ho sperimentato quando avevo vent'anni sostituendo un pre-amplificatore a BJT con uno a MOS. La differenza era apprezzabile. Oggi che ho un impianto Marantz stessa cosa. Ai tempi c'era l'istituto di alta fedeltà che trattava diverse misure in proposito, inoltre c'erano le norme DIN molto severe per definire l'alta fedeltà, poi è chiaro dipende dalla sensibilità dell'udito di ognuno di noi. Ora che non ho più vent'anni riesco ancora a distinguere i due suoni, l'ultima occasione l'ho avuta ascoltando una vecchia radio degli anni cinquanta, il fatto è che ormai siamo abituati a sentire di tutto e il più delle volte non ci facciamo caso, saluti.
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[24] Re: buffer per microfono da studio

Messaggioda Foto Utenteclaudiocedrone » 17 lug 2019, 23:31

Foto UtenteBsergio, queste sono sensazioni personali che con l'elettronica non ci azzeccano una cippa ma piuttosto con la psicoacustica; il cervello elabora anche e soprattutto in senso emozionale i segnali che gli giungono; non esistono componenti elettronici che di per sé diano suono caldo freddo o tiepido o profondo o metallico e via discorrendo, se poi a tali baggianate audiofile ti fa piacere crederci liberissimo di farlo, ma per favore non tentare di argomentarle tecnicamente su questo forum; grazie.
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[25] Re: buffer per microfono da studio

Messaggioda Foto Utenteelfo » 18 lug 2019, 0:09

Bsergio ha scritto:il differenziale garantisce un migliore rapporto segnale/rumore

Quanto migliore?
Sei in grado di dare una "traccia" per un calcolo?
Bsergio ha scritto:Questo suono caldo [cut] non ho più vent'anni riesco ancora a distinguere i due suoni, l'ultima occasione l'ho avuta ascoltando una vecchia radio degli anni cinquanta

Qual e' (era) la larghezza di banda audio di una trasmissione radio italiana in modulazione di ampiezza?
Quale puo' essere il motivo del suono "caldo" delle vecchie radio a valvole?
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[26] Re: buffer per microfono da studio

Messaggioda Foto UtentePietroBaima » 18 lug 2019, 9:12

Nono, guardate che è tutto vero.
Io uso un amplificatore geomagnetico passivo e sento molti più suoni caldi di un amplificatore stereo da automobile.

Il discorso è che andrebbero utilizzati solo amplificatori passivi a trasformatore, niente valvole, FET vari e BJT che CREANO armoniche cattive per l'udito, tipo questo: https://www.hificollective.co.uk/kits/p ... ption.html

Il problema è che il trasformatore risente del campo geomagnetico e quindi questo va annullato tramite apposita schermatura in ferrite della stanza audio, dove non ci devono essere mobili o altri oggetti vari che distorcono il suono. Naturalmente il tutto va ascoltato in cuffia, per evitare l'effetto Frohm.

Poi naturalmente non bisogna utilizzare resistori a strato metallico perché rendono il suono metallico... appunto.
Piuttosto bisogna utilizzare resistori a impasto di carbone, per avere un suono legnoso, morbido e caldo.

Poi è anche vero che l'interno dell'amplificatore andrebbe messo in atmosfera di ossigeno paramagnetico, per evitare ionizzazioni nocive, però pochi possono permetterselo, purtroppo.

Chi ce l'ha però mi dice che sente un suono così caldo che per poco non gli prende fuoco il letto nell'altra stanza, quando aveva messo su i Pink Floyd :D
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Io capisco le cose per come le scrivete. Per esempio: K sono kelvin e non chilo, h.z è la costante di Planck per zepto o per la zeta di Riemann e l'inverso di una frequenza non si misura in siemens.
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[27] Re: buffer per microfono da studio

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 18 lug 2019, 9:58

Ne approfitto per fare una obiezione seria a questa storia delle armoniche pari calde e dispari fredde. Ammesso che siano così determinanti, il discorso ha senso solo se si parla di uno o al massimo due stadi in cascata... ma quando questi diventano molto più numerosi (in amplificatore ragionevolmente completo, anche escludendo ogni genere di circuito integrato, ve ne sono almeno sei: tre di segnale e tre di stadio di uscita) vi siete mai chiesti che cosa esce veramente in termini di "tappeto" di distorsione di fondo, anche supponendo che tutti i singoli stadi distorcano in un solo e unico modo "pulito"? Tenete conto che alla distorsione armonica si accompagna SEMPRE la distorsione di intermodulazione... Quindi? Fatevi un po' due conti...
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[28] Re: buffer per microfono da studio

Messaggioda Foto Utenteedgar » 18 lug 2019, 14:00

PietroBaima ha scritto:un suono così caldo che per poco non gli prende fuoco il letto nell'altra stanza, quando aveva messo su i Pink Floyd :D

Pietro, ti devo smentire, non è colpa del suono caldo: ha sicuramente sbagliato LP. Deve aver preso Wish you were here :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

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[29] Re: buffer per microfono da studio

Messaggioda Foto UtentePietroBaima » 18 lug 2019, 14:34

Sarà andata così, magari ha alzato un po’ troppo il volume... :mrgreen:
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[30] Re: buffer per microfono da studio

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 22 lug 2019, 8:37

Bsergio ha scritto:Non l'ho inventato io il suono caldo, esso deriva dalle armoniche che si vengono a creare in un BJT e in un mosfet, nei BJT si creano armoniche dispari nei mosfet armoniche pari, il tutto ha l'effetto sopra riportato, l'ottimale sarebbe la valvola termoionica, parlate con qualche musicista per avere una conferma. Nell'alta fedeltà non basta solo amplificare purtroppo.


E basta!! ancora con queste pippe? Sono 40 anni che le sento, è incredibile come ci si possa lasciare condizionare da certe stronzate.
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