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buffer per microfono da studio

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[51] Re: buffer per microfono da studio

Messaggioda Foto Utentedadduni » 29 lug 2019, 10:46

Per un ingresso differenziale con un guadagno fissato conviene utilizzare una configurazione ad "amplificatore da strumentazione" (se cerchi online trovi tutte le risposte con instrumentation amplifier).
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[52] Re: buffer per microfono da studio

Messaggioda Foto UtenteSediciAmpere » 29 lug 2019, 14:26

- l'impedenza di carico ottimale è 3kohm, le resistenze da 1,8k sono una per ramo, perciò la bobina "vede" 3,6 kohm, ho preferito tenermi leggermente più alto

- è differenziale

- quello è uno schema classico, solitamente chiamato "amplificatore differenziale per strumentazione, al quale ho solamente aggiunto un secondo differenziale
L'amplificatore a guadagno unitario serve più che altro per il polo freddo, che ha un'impefenza d'ingresso dipendente dal segnale
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[53] Re: buffer per microfono da studio

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 29 lug 2019, 15:43

Scusa Foto UtenteSediciAmpere ma credo che quello schema non sia la cosa migliore: il rumore dei resistori da 20k mi pare possa risultare eccessivo per quell'applicazione.

Meglio evitare di utilizzare un amplificatore a guadagno unitario dove il segnale è così basso perché sicuramente introdurrebbe del rumore non trascurabile, se dai una sbirciatina ai datasheet di operazionali adatti per l'audio puoi trovare varie proposte di preamplificatori adatti ai microfoni e in nessun caso il guadagno è unitario, nei punti del circuito dove il segnale è basso, in zona ingresso, si lavora con valori dei resistori dell'ordine delle centinaia di ohm, valori più alti li trovi solo più a valle dove ha poca importanza il rumore dei resistori perché il segnale è più ampio.

Inoltre, se a valle del preamplificatore il cavo è lungo, amplificare va a beneficio anche del rumore captato dal cavo.

Ad esempio qui di seguito si utilizzano i resistori R di alto valore ma in parallelo agli ingressi, quindi non contribuiscono significativamente al rumore e servono solo a vincere le capacità parassite per garantire un segnale bilanciato in ingresso e il resistore da 200 ohm, quindi di basso valore, perché ai suoi i capi c'è un livello di segnale della stessa ampiezza del segnale di ingresso che è basso.

Gli altri resistori sono da 10k e il loro rumore, che è alto, non dà fastidio proprio perché a monte c'è un forte guadagno

mic.png


Aggiungo che, se l'impedenza di ingresso dei due dispositivi a valle, quelli che vorresti collegare al microfono, è sufficientemente alta, conviene parallelare brutalmente i cavi e amen, è una soluzione semplice e sicuramente non si va ad aumentare il rumore.
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[54] Re: buffer per microfono da studio

Messaggioda Foto Utenteelfo » 29 lug 2019, 19:35

Guarda questi schemi (e manuali) di pre per microfoni:

di Bob Cordell
http://www.cordellaudio.com/preamplifie ... eamp.shtml

della ditta Rane
https://www.rane.com/oldman.html#gpm1_11

MS 1 Mic Stage Data Sheet/Manual
MS 1 Schematic
MS 1a Mic Stage Data Sheet/Manual
MS 1a Schematic
MS 1b Mic Stage Data Sheet/Manual 2000 version
MS 1b Schematic 2000 version
MS 1b Mic Stage Data Sheet/Manual 2003 version
MS 1b Schematic 2003 version
MS1S Mic Stage Data Sheet
MS1S Mic Stage Manual
MS1S Schematic

Qui puoi scaricare:

Audio/Radio Handbook National Semiconductor 1980 in cui trovi molte info interessanti sull'audio (alcune datate) ma altre - es. rumore - magnificamente spiegate.

ftp://bitsavers.informatik.uni-stuttgar ... ndbook.pdf

Guarda anche la strafamosa AN104 sempre della National Semiconductor

Noise Specs Confusing?

che puoi scaricare da
ftp://bitsavers.informatik.uni-stuttgar ... _appNotes/
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[55] Re: buffer per microfono da studio

Messaggioda Foto UtenteSediciAmpere » 29 lug 2019, 20:51

Grazie infinite per le informazioni BrunoValente e elfo
Riferirò al mio amico che non conviene costruire un buffer attivo a guadagno unitario
nel frattempo mi leggo gli handbook consigliati
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[56] Re: buffer per microfono da studio

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 31 lug 2019, 21:55

Piercarlo ha scritto:
PietroBaima ha scritto: Chi vuole credere in queste bufale non vuole sentire alcuna spiegazione e chi non ci crede non ne ha bisogno.
.
Questo è poco ma sicuro ma ciò non toglie che, alla base, vi siano comunque questioni che andrebbero chiarite per bene una volta per tutte. Le storie sul suono "caldo" o "freddo" e sulla sua supposta e indimostrata correlazione con lo spettro armonico della distorsione di un circuito vanno avanti da mezzo secolo e oltre ma, a quel che vedo, nessuno si è preso ancora la briga di dimostrare definitivamente che, appunto, sono solo storie e basta. Un buon dibattito servirebbe forse a pochi e a salvarne altrettanto pochi... ma è pur sempre meglio che nessuno.


Piercarlo, un dibattito su cose che non esistono non credo servirebbe a qualcosa, sarebbe come voler convincere quelli che credono ai fantasmi che invece non esistono attraverso un buon dibattito...

La convinzione più ingenua contro la quale nessun dibattito potrà mai servire consiste nel credere che l'orecchio umano goda di una stravagante quanto assurda proprietà grazie alla quale riuscirebbe a cogliere dettagli che sfuggono alle misurazioni strumentali, per cui due amplificatori che strumentalmente appaiono identici potrebbero risultare completamente diversi all'orecchio o che alcune caratteristiche del suono, alle quali l'orecchio umano sarebbe sensibile, non sarebbero state ancora scoperte e che quindi gli strumenti non sarebbero in grado di rilevarle o, peggio ancora, che non sarebbero proprio rilevabili in alcun modo perché incompatibili con un approccio strumentale o idiozie simili. Ecco: se questo è il punto di partenza allora hai voglia a dibattiti!

In realtà l'orecchio gode di un'altra particolare proprietà che però va in direzione opposta: a differenza degli strumenti si accorge solo di difetti grossolani, gli ormai famosi file di IsidoroKZ , o anche questa discussione ne sono la dimostrazione.

C'è poco da discutere: se due amplificatori, pur essendo diversi per tipologia, valvole, transistor, mosfet, ecc., hanno banda passante sufficientemente ampia e distorsione sufficientemente bassa, allora suonano nello stesso modo e nessun orecchio sente differenze, tutte le prove fatte, quelle serie, portano a questa conclusione, punto.

Ovviamente va detto che amplificatori di diversa tipologia con caratteristiche simili potrebbero invece saturare (clippare) in modo molto diverso, cioè, fuori dalla zona lineare, potrebbero distorcere in modo diverso e quindi manifestare un timbro diverso e credo che questo abbia creato da sempre gran confusione: è noto come i musicisti siano particolarmente affezionati al "suono inconfondibile" di certi tipi di amplificatori ma, inconsapevolmente, si riferiscono proprio al diverso modo di distorcere che gli amplificatori possono manifestare quando vengono sovrapilotati e quella del sovrapilotaggio è prassi comune tra i musicisti.

Altra questione è l'impedenza di uscita: gli amplificatori a valvole ce l'hanno alta e credo che questo possa fare la differenza quando pilotano carichi niente affatto resistivi quali le casse acustiche.

Quest'ultimo aspetto è mascherato se le misurazioni vengono eseguite con carichi fittizi.
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