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Manovre in sottostazione a 130 kV - Formazione specifica?

Progettazione, esercizio, manutenzione, sicurezza, leggi, normative...

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[1] Manovre in sottostazione a 130 kV - Formazione specifica?

Messaggioda Foto UtenteFranco140751 » 16 lug 2019, 17:25

Buongiorno,
mi sto confrontando con i responsabili di un ente che offre formazione.
Si discute di personale che occasionalmente si trova ad operare su impianti MT (20 kV) ed AT (150 kV).
Si tratta di manutentori elettrici, tutti formati secondo la CEI 11-27, tutti con qualifica PES e PEI.
Su questi impianti vengono effettuate:
- manovre di interruttori e sezionatori a 20 e 150 kV per inserzione/disinserzione di trasformatori (150/20 kV - 50 MVA);
-verifiche di assenza tensione mediante rilevatore capacitivo e fioretto.
Secondo me, ai sensi dell'art. 6.3.4.5 della CEI 11-27 si tratta di operazioni che non costituiscono lavori sotto tensione, indipendentemente dal livello di tensione.
Pertanto non è richiesta al personale alcuna formazione specifica oltre a quella impartita secondo CEI
11-27.
Le manovre atte a modificare lo stato di un impianto, anche in MT o AT, possono essere eseguite da persone adeguatamente addestrate ed autorizzate dal RI.
Le manovre di messa fuori tensione per lavori, e di successiva rimessa in tensione, possono essere eseguite da PES e PAV.
L'ente formatore sostiene invece la necessità di una formazione specifica.
Mi sorge il dubbio per via del Decreto 4 febbraio 2011, art. 2 comma 1 lett. b), che definisce tali attività come lavori sotto tensione.
Che ne pensate?
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[2] Re: Manovre in sottostazione a 130 kV - Formazione specifica

Messaggioda Foto Utentefpalone » 16 lug 2019, 18:41

La manovra di interruttori e sezionatori, nell'ambito di esercizio dell'impianto, non costituiscono lavori sotto tensione.
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[3] Re: Manovre in sottostazione a 130 kV - Formazione specifica

Messaggioda Foto UtenteFranco140751 » 16 lug 2019, 18:49

Anch'io la penso così, ma vado in crisi con il decreto 4 febbraio 2011 che, all'art. citato, li definisce invece lavori sotto tensione. Cito testualmente l’art. 2, comma 1, lett. b):
"Si considera altresì lavoro elettrico sotto tensione ogni altra attività in cui il lavoratore
raggiunga con parti del suo corpo, con attrezzi, con equipaggiamenti o con dispositivi
che vengono maneggiati, l’interno della zona dei lavori sotto tensione così come
definita nella norma CEI En 50110-1.
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[4] Re: Manovre in sottostazione a 130 kV - Formazione specifica

Messaggioda Foto UtenteFranco140751 » 16 lug 2019, 19:14

Anch'io la penso così, ma vado in crisi con il decreto 4 febbraio 2011 che, all'art. citato, li definisce invece lavori sotto tensione. Cito testualmente l’art. 2, comma 1, lett. b):
"Si considera altresì lavoro elettrico sotto tensione ogni altra attività in cui il lavoratore
raggiunga con parti del suo corpo, con attrezzi, con equipaggiamenti o con dispositivi
che vengono maneggiati, l’interno della zona dei lavori sotto tensione così come
definita nella norma CEI En 50110-1.
Per esempio la verifica di presenza tensione con fioretto e rilevatore capacitivo, si può considerare un lavoro fuori tensione?
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[5] Re: Manovre in sottostazione a 130 kV - Formazione specifica

Messaggioda Foto Utentefpalone » 16 lug 2019, 19:50

Salve Franco140751,

distinguiamo le cose, per praticità:
[quote="fpalone"]La manovra di interruttori e sezionatori, nell'ambito di esercizio dell'impianto, non costituiscono lavori sotto tensione.[/quote]
su questo punto non credo ci siano dei problemi, giusto?

Relativamente all'uso di sensori capacitivi portatili, per quella che è la mia esperienza, su impianti di AT si adotta una procedura del tipo che segue:

a) per prima cosa si sezionano i punti di possibile alimentazione (sezionatori di linea e, se necessario, di macchina) e chiudendo le opportune lame di terra;
b) mettendo in pratica le misure per assicurarsi contro la richiusura dei suddetti sezionamenti;
c) verificando assenza di tensione, in genere per mezzo di trasformatori di tensione;
d) applicando le terre di lavoro;


L'applicazione delle terre di lavoro, una volta verificata l'assenza di tensione, non dovrebbe costituire lavoro sotto tensione.
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