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GTE, Siemens, Italtel, Nokia e poi il nulla

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[11] Re: GTE, Siemens, Italtel, Nokia e poi il nulla

Messaggioda Foto Utenteelfo » 13 dic 2019, 9:14

Grazie Foto Utenterichiurci per il bel post.

Mi ha fatto ricordare questi articoli di Foto Utenteattilio e Foto UtenteGuidoB

https://www.electroyou.it/attilio/wiki/ ... istrazione
https://www.electroyou.it/attilio/wiki/ ... e-per-caso
https://www.electroyou.it/guidob/wiki/vogliamo-lavorare

Ci sarebbero da fare molte considerazioni politiche e tecniche (dovrei meditare molto prima di farle per limitare al max banalita' e menate) ma voglio limitarmi a segnalare un "pezzo di storia" degli anni '90 e di come e' nato (e morto) il progetto di un "collegamento a larga banda" italiano - (1,5 Mb di velocità in download e 64 kb in upload) il Progetto Socrate.

https://it.wikipedia.org/wiki/Progetto_Socrate
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[12] Re: GTE, Siemens, Italtel, Nokia e poi il nulla

Messaggioda Foto Utenterichiurci » 13 dic 2019, 10:24

Di Attilio ricordo anche "ritornando a casa", citato da Guido nel suo e che avevo tra i preferiti ma ora risulta non più accessibile.

Ce ne sono di perle in EY, fa riflettere il fatto che molte siano su sfondo malinconico perché legate a episodi di chiusure aziendali.
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[13] Re: GTE, Siemens, Italtel, Nokia e poi il nulla

Messaggioda Foto Utentebrabus » 13 dic 2019, 10:36

MarcoD ha scritto:(…) ma con gli artioli del
progettista analogico Pease Porridge o, non ho mai capito bene... era Pease porridge ossia minestra di Pease o di piselli ?
(…)


Parliamo in realtà del leggendario Robert Allen Pease, detto Bob, che assieme a Jim Williams e Bob Widlar ha gettato le basi dell'elettronica analogica moderna.

Leggo con Interesse e in silenzio i vostri ricordi, autentiche perle di storia dell'Industria italiana.
Alberto.
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[14] Re: GTE, Siemens, Italtel, Nokia e poi il nulla

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 13 dic 2019, 11:50

richiurci ha scritto:(...) Ma un paese che produce sempre meno che futuro ha?
la domanda è semplice ma fondamentale, investe la collettività, chi la rappresenta e chi si fa rappresentare.
Le risposte, anche differenti tra loro, perché ci saranno molteplici opinioni, credo porterebbero ad una lunga lunga discussione, non tediosa e molto interessante.
Siamo un paese ch'è stato sempre tenuto al guinzaglio, in alcuni momenti la presa si è allentata ma il controllo non ce lo siamo mai scrollato di dosso e nonostante tutto credo abbiamo avuto le nostre opportunità, ma forse ce le siamo giocate male.
Così ci si caratterizza sempre più come meri consumatori, magari bruciando anche il legno dei mobili di casa per continuare ad esserlo, lasciando il ruolo di protagonisti ad altri, emergenti o meno che siano.
Foto Utenterichiurci, emblematica l'immagine del post d'apertura, bravo.

Saluti
W - U.H.F.
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[15] Re: GTE, Siemens, Italtel, Nokia e poi il nulla

Messaggioda Foto Utenteboiler » 13 dic 2019, 12:02

La cosa interessante è che conosco due ex-dipendenti Siemens di Monaco di Baviera (dove facevano/fanno i mainframe per le centrali telefoniche).
Ebbene, quello che mi hanno raccontato ha molti aspetti in comune con quello che hai raccontato tu.

Erano nel reparto che si occupava della formazione interna. Ad un certo punto hanno sentito che la fine si avvicinava e tutto il reparto ha dato le dimissioni in blocco per poi aprire una ditta di consulenza e training.

La mossa da ammunitamento è riuscita loro piuttosto bene, visto che oggi sono una delle principali imprese tedesche in questo settore e Siemens è loro cliente :mrgreen:

Boiler
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[16] Re: GTE, Siemens, Italtel, Nokia e poi il nulla

Messaggioda Foto Utenteedgar » 13 dic 2019, 12:20

Bravissimi a trasformare un problema in un'opportunità :ok:
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[17] Re: GTE, Siemens, Italtel, Nokia e poi il nulla

Messaggioda Foto Utenterichiurci » 13 dic 2019, 12:33

Boiler, citando la Siemens di Monaco mi hai fatto tornare in mente un altro bel ricordo.

Durante i 5 anni in Siemens avevo/avevamo introdotto come già accennato nuovi metodi di simulazione e progettazione per i filtri a microonde.
Questi metodi avevano un riscontro anche nella fase di taratura dei filtri, una operazione manuale affascinante che forse un ingegnere odierno non gradirebbe, ma che allora era "prassi".
In pratica i filtri hanno (avevano) viti che penetrando in guida permettevano di variare frequenze di risonanza e accoppiamenti tra le cavità, fino ad ottenere la risposta in frequenza più usata (equiripple tipo Chebychev).

Io avendo già allora una patologica tendenza ai lavori manuali non disdegnavo affatto di togliere le chiavi di taratura dalle manone del tecnico aiutante di laboratorio, un omone di nome Lino De Maron che credo avesse solo la 3a media ma che ovviamente a tarare i filtri era più bravo di me.
Era per me, immigrato da Potenza, un "nordico" alto e grosso, coi capelli rossi ma veramente una brava persona. Ricordo ancora la sua emozione quando, per ricambiare la lunga collaborazione e i calli sulle mani, io e altri 2 "autori" decidemmo di citarlo in un articolo tecnico e nel brevetto che ci frutto la medaglia.
Chissà se è ancora vivo.

In quegli anni però in Siemens c'era un cervellone esperto di filtri che aveva contribuito a perfezionare la "taratura in fase": invece che guardare l'adattamento (in dB) si guarda la risposta in fase, che permette di tarare in successione le singole cavità risonanti senza dover fare la classica taratura, che richiedeva molte più iterazioni e esperienza.

Per apprendere quella tecnica ci recammo in 3 presso la Siemens di Monaco e conoscemmo il guru, tale Pfitzenmaier, che scopro ora essere citato in qualche articolo
https://books.google.it/books?id=1b5ODw ... er&f=false

E dopo il lungo preambolo sono arrivato alla Siemens di Monaco.
Ricordo quanto era diversa dall'ambiente italiano di Cassina: una separazione rigorosa tra gli uffici, e soprattutto ogni banco di misura e ogni postazione di computer era isolata visivamente e acusticamente da un tendaggio pesante!
Per me abbastanza deprimente, in Siemens io e i coetanei giovani eravamo dei caciaroni e ci divertivamo forse anche troppo, la vicenda delle puntine da disegno e delle "stimmate" di Stefano ancora la ricordano :mrgreen:

I tedeschi però in compenso alle 15, se ricordo bene, schizzavano via verso casa.
A differenza di tanti italiani che facevano e fanno overworking a volte senza che ce ne sia un reale bisogno.
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[18] Re: GTE, Siemens, Italtel, Nokia e poi il nulla

Messaggioda Foto Utenteadmin » 13 dic 2019, 12:59

richiurci ha scritto:Lux grazie, se fossi bravo come admin o altri ...

Ti ringrazio per la citazione, ma, se può consolarti, io non mi sento tanto bravo. :-)

Trovo invece che la parte finale del tuo post sia emotivamente intensa ed abbia anche una valenza letteraria.

L'abitudine che si concretizza nella frequentazione dello stesso barbiere, il desiderio ed il timore di ritornare nei posti dove abbiamo lasciato molta nostra gioventù con il suo bagaglio di desideri e speranze, l'amara constatazione che un sogno si è trasformato nell'ennesimo supermercato.

Le tue sensazioni hai saputo fissarle con efficacia in righe che hanno colpito la sensibilità di chi le ha lette, si è immedesimato nella tua esplorazione notturna, ritrovandovi momenti della propria vita.
:ok:
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[19] Re: GTE, Siemens, Italtel, Nokia e poi il nulla

Messaggioda Foto Utenteboiler » 13 dic 2019, 13:39

richiurci ha scritto:I tedeschi però in compenso alle 15, se ricordo bene, schizzavano via verso casa.

Conosco abbastanza bene Monaco e i suoi abitanti.
Ti posso garantire con una certa sicurezza che non schizzavano via verso casa, ma verso una birra fresca O_uu_O
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[20] Re: GTE, Siemens, Italtel, Nokia e poi il nulla

Messaggioda Foto Utenteattilio » 13 dic 2019, 15:47

Foto UtenteEcoTan ha scritto:Quando ci passo vedo ancora il parcheggio con qualche macchina, ma credo che abbiano chiuso l'attività.

Te lo confermo. Ci passo spesso abitando da quelle parti. La produzione è cessata da qualche anno. Vedo anche io qualche auto, come se ne vedono dentro l'ex stabilimento FCA di Termini (dopo la vergognosa presa per il c. di Blutec)
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera


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