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GTE, Siemens, Italtel, Nokia e poi il nulla

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[21] Re: GTE, Siemens, Italtel, Nokia e poi il nulla

Messaggioda Foto Utentelemure64 » 6 nov 2020, 16:54

luxinterior ha scritto:richiurci credo sia un dei post più belli che ho letto in questi ultimi tempi


Sì, lo so è necroposting ad alto tasso di decomposizione ma apprendo solo ora di questo thread solo tramite un altro. Potrei ripetere le stesse identiche tue parole, che ho quotato...
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[22] Re: GTE, Siemens, Italtel, Nokia e poi il nulla

Messaggioda Foto Utenterichiurci » 6 nov 2020, 18:50

Grazie ragazzi, ma così mi avete risvegliato quel ricordo amaro.

E visto che sono chiuso in casa, positivo al COVID, non è proprio il massimo :mrgreen:
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[23] Re: GTE, Siemens, Italtel, Nokia e poi il nulla

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 6 nov 2020, 18:57

richiurci ha scritto:Grazie ragazzi, ma così mi avete risvegliato quel ricordo amaro.

E visto che sono chiuso in casa, positivo al COVID, non è proprio il massimo :mrgreen:
va beh, dai, visto che lo sei già per lui, prova ad essere "positivo" per te, a modo tuo ...
Auguroni Foto Utenterichiurci, in bocca al lupo per una pronta guarigione !

Saluti
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[24] Re: GTE, Siemens, Italtel, Nokia e poi il nulla

Messaggioda Foto Utenterichiurci » 6 nov 2020, 19:09

Si sto bene, per fortuna forma molto lieve.

Rileggendo il 3d mi sono reso conto che non avevo messo il link ad un video fatto da ex dipendenti, vado a guardarmelo (magari l'avevo già fatto) e lo metto per eventuali nostalgici di passaggio

https://www.youtube.com/watch?v=W6f013o ... e=youtu.be
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[25] Re: GTE, Siemens, Italtel, Nokia e poi il nulla

Messaggioda Foto Utentemir » 6 nov 2020, 19:13

richiurci ha scritto:Si sto bene, per fortuna forma molto lieve.
In bocca al lupo Foto Utenterichiurci :ok:
I circuiti sono controcorrente. Seguono sempre la massa

-Per rispondere utilizza il tasto [RISPONDI] e non il tasto [CITA], grazie.-
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[26] Re: GTE, Siemens, Italtel, Nokia e poi il nulla

Messaggioda Foto Utenterichiurci » 6 nov 2020, 19:38

Vabbe' dai in linea col mio carattere la butto un po' sulla risata (amara).

Non sono mai andato a fare la spesa in quel supermercato dal nome per me nuovo: IPERAL chi?
Raramente tento confronto di prezzi, e finisco sempre con l'andare al Carrefour, che è di strada tra lavoro e casa. Dicono sia più caro, ma ogni volta che tento un confronto non vedo tutta sta differenza.
Ho memorizzato il percorso per trovare in fretta i beni che acquisto sempre, e andare in altri negozi mi innervosisce, così come mi innervosisco al limite dell'attacco di schizofrenia quando spostano gli scaffali, per spingere i consumatori a vagare più a lungo alla ricerca del lievito perduto.

Ma il caso vuole, proprio in occasione di questo necroposting di Foto Utentelemure64, che io mi ritrovi in quarantena.
Il vicino, gentile compagno di passioni motoristiche e di lotte condominiali, si è offerto tempo fa di farmi un po' di spesa. Gli ho chiesto 4 cose, ed ho scoperto che lui fa ben 6+6km per recarsi proprio all'IPERAL.

Lui non ha nemmeno l'auto elettrica, e mi chiedo perché vada proprio lì bruciando combustibili fossili (ed euro) che si potrebbero risparmiare.

Tra le poche cose comprate un prosciutto crudo in vaschetta. Neanche tanto economico, praticamente una fetta di sale color carne.

Forse era meglio continuare a farci microonde in quel di Cassina de Pecchi...
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[27] Re: GTE, Siemens, Italtel, Nokia e poi il nulla

Messaggioda Foto Utenteedgar » 6 nov 2020, 20:11

richiurci ha scritto:Raramente tento confronto di prezzi

Ho memorizzato da tempo i prezzi degli articoli di prima necessità e il confronto mi viene automaticamente.
Un esempio: il latte a lunga conservazione italiano che consumo abitualmente, all'hard discount costa 89 centesimi, mentre lo stesso latte nelle catene "normali" viaggia tra 1,2 e 1,4 euro.

mi chiedo perché vada proprio lì bruciando combustibili fossili (ed euro) che si potrebbero risparmiare

Il risparmio su appena 10 litri di latte potrebbe già giustificare economicamente il viaggio.

Forse era meglio continuare a farci microonde in quel di Cassina de Pecchi

Indubbiamente!

In bocca al lupo Foto Utenterichiurci O_/
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[28] Re: GTE, Siemens, Italtel, Nokia e poi il nulla

Messaggioda Foto Utenteclaudiocedrone » 7 nov 2020, 0:42

In bocca al lupo anche da parte mia Foto Utenterichiurci!
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[29] Re: GTE, Siemens, Italtel, Nokia e poi il nulla

Messaggioda Foto UtenteDarwinNE » 7 nov 2020, 1:35

Qualche tempo fa, per scrivere un documento, ho fatto un po' di bibliografia della storia delle telecomunicazioni ottiche. Conoscevo gli avvenimenti fondamentali, ma è stato comunque utile per piazzare il tutto in un contesto più chiaro.

Da quello che ho capito, semplificando un bel po', quello che è successo (non solo in Italia) è sostanzialmente:

- Un'esplosione delle capacità dei sistemi di comunicazione, che si sono evoluti in maniera spaventosa a partire più o meno dalla metà degli anni 1970, grazie alla disponibilità di fibre di buona qualità.
- Nel 1988 è stato posato il primo cavo transatlantico a fibre ottiche (TAT-8).
- Il 1996 primo cavo transatlantico sfruttante amplificatori ottici basati su terre rare (TAT-12/13).
- Fino alla fine degli anni '90 il mercato delle telecom è stato sostanzialmente pilotato da investimenti statali e da grandi/grandissime aziende parastatali.
- A partire dagli anni 2000 la configurazione dei mercati è cambiata radicalmente e le telecom sono state sempre di più appannaggio di investitori privati. Gli stati si sono gradualmente ritirati, ovviamente controllando sempre alcuni settori strategici come l'assegnazione delle frequenze.
- Quanto sopra non è tanto dovuto a scelte politiche di un tal paese, ma tantomeno di un tal partito, ma è accaduto in maniera globale, spinto dalla disponibilità tecnologica raggiunta e dalla richiesta di banda a buon mercato.
- Piano piano, il mercato delle telecom è passato sempre di più verso il mercato consumer con i benefici che conosciamo, ma con esigenze di economia di scala e necessità di rendimenti assolutamente paurosi. Non è un caso che in questo contesto si sia cercato dalla metà degli anni 2000 in poi a mettere insieme microelettronica e dispositivi ottici integrati. Gli attori sono cambiati e grandi imprese di microelettronica come Intel (ma anche ST) sono entrate nel campo delle telecomunicazioni, tirandosi dietro tutto un ecosistema legato al packaging ed a tutto quanto vi si collega.
- Non è strano che in questa situazione attori tradizionali fra cui grandi centri di ricerca privati o pubblici/privati, di grosse imprese si sono trovati in difficoltà ed abbiano sostanzialmente chiuso i battenti verso la metà degli anni 2000 o hanno cambiato forma ed attività ridimensionandosi notevolmente (si pensi ai vari CNET, CSELT, etc...)

Insomma, non mi stupisce di leggere che all'inizio degli anni 90 si facevano sistemi raffinati tarati praticamente a mano (dal costo spaventoso). Oggi non si fa più così perché il mercato e le applicazioni sono cambiate, quello che costa è produrre a bassissimo costo perché le richieste (a parte in applicazioni di nicchia come l'aereospaziale) si sono evolute.

Ovviamente, sto semplificando e mescolando contesti diversi, prima si parlava di filtri a microonde ed io di comunicazioni ottiche, ma credo che il quadro generale sia più o meno lo stesso.
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[30] Re: GTE, Siemens, Italtel, Nokia e poi il nulla

Messaggioda Foto Utenterichiurci » 7 nov 2020, 11:49

Ni, o per lo meno non mi sembra siano questi i motivi legati al declino di grandi aziende come Siemens, Telettra, Italtel.

Sto parlando soprattutto del "mio" settore, quello dei ponti radio. E' da decenni che si scrivono necrologi sui ponti radio, ed effettivamente c'è stata probabilmente una riduzione della loro importanza strategica a causa della diffusione dei collegamenti in fibra.

Ma nuove applicazioni hanno dato ai ponti radio nuovi mercati dove continuare a vivere, e anche bene, in particolare le comunicazioni mobili con la loro richiesta di milioni di "celle" che in buona parte ancora comunicano via ponte radio.

I margini di guadagno si sono certamente ridotti, e alcuni apparati costosi non avrebbero più spazio di mercato, ma in SIEMENS nei primi anni 90, quando ho iniziato, eravamo all'avanguardia nell'uso dei nuovi software di simulazione e delle nuove tecnologie, e questo permetteva (per esempio) di sviluppare ponti radio con la parte microonde "senza viti", cioè senza taratura manuale, abbattendo costi e permettendo di sviluppare prodotti molto economici rispetto a pochi anni prima.

Io qualche errore politico ce lo vedo nel crollo di queste grandi aziende statali o parastatali, per il semplice fatto che altri colossi in altre nazioni hanno continuato e continuano a spadroneggiare.
Forse è mancata la flessibilità e la capacità di aggredire e conquistare anche mercati piccoli e in crescita, come ha fatto la mia attuale azienda...che comincia a soffrire solo oggi, e solo perché colossi come Huawei possono permettersi di fare dumping per eliminare concorrenti "piccoli" come noi (che siamo comunque circa 1000 dipendenti)
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