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amplificatori a valvole: impedenza di carico

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[21] Re: amplificatori a valvole: impedenza di carico

Messaggioda Foto UtenteSediciAmpere » 28 feb 2020, 9:01

Un chitarrista e il suo fonico mi hanno chiesto di prelevare il segnale dall'uscita di potenza dell'amplificatore da chitarra (che devo ancora vedere, ma so che è un valvolare da 150W) per mandarlo, tramite un trasformatore che abbiamo già, al mixer dello studio di registrazione.
La richiesta era di fare proprio così, senza l'altoparlante collegato, e facendo lavorare l'ampluficatore vicino alla saturazione.
Io nel dubbio gli ho subito risposto che ci vuole un carico e poi ho chiesto a voi di Electroyou.
Il valore di 30ohm nasce dal fatto che ho già in laboratorio due resistenze corazzate da 15 ohm 20W montate su un dissipatore, ma collegate in parallelo;mettendole in serie sopporterebbero i 35 volt dell'oscita a 8ohm
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[22] Re: amplificatori a valvole: impedenza di carico

Messaggioda Foto Utenteabusivo » 28 feb 2020, 10:58

Esistono gli Speaker Emulator, ma hanno il loro costo...
Ne ho usato uno della Marshall in passato.
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[23] Re: amplificatori a valvole: impedenza di carico

Messaggioda Foto Utenteclaudiocedrone » 28 feb 2020, 11:45

Ma a quanto pare non desiderano affatto una emulazione di speaker, piuttosto una specie di power brake (altro aggeggio Marshall)... è una richiesta piuttosto insolita chissà cosa sperano di ottenere :?
io veramente gli avrei chiesto da chi si riforniscono... :-"
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[24] Re: amplificatori a valvole: impedenza di carico

Messaggioda Foto UtenteGirogiro » 28 feb 2020, 11:57

..secondo me se ti mettessi nelle peggiori condizioni staccando il carico e facendo scorrere
nel primario del trasformatore finale la massima corrente di placca per poi interromperla di colpo
con la valvola come interruttore,
al massimo per la sovratensione sulla placca otterresti di farci un generatore di raggi X :D
https://www.youtube.com/watch?v=2Phwno1Deh8

..ma non è una risposta seria ma così per metterne una differente ..dai non ho esperienze per dirlo!
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[25] Re: amplificatori a valvole: impedenza di carico

Messaggioda Foto Utenteclaudiocedrone » 29 feb 2020, 2:46

Foto UtenteSediciAmpere, quindi se ho capito bene preleveresti il segnale ai capi del carico fittizio e lo applicheresti al primario di un ulteriore trasformatore per ridurre la tensione di ca. 35 V (max) a livelli accettabili per l'ingresso di linea del mixer?
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[26] Re: amplificatori a valvole: impedenza di carico

Messaggioda Foto UtenteSediciAmpere » 29 feb 2020, 9:17

Esatto, applicherei i 35V ad un partitore resistivo 3,3k ohm + 150 ohm e poi ad un trasformatore 2:1 da 600 ohm, che serve per disaccoppiare il segnale da mandare al mixer dall'uscita di potenza e per renderlo bilanciato.

Il trasformatore (fornito dal fonico) è il Lundahl LL4502, il partitore resistivo purtroppo c'è già, perché l'avevo fatto io un anno fa, per usare questo oggetto in parallelo alla cassa, dal vivo
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[27] Re: amplificatori a valvole: impedenza di carico

Messaggioda Foto Utenteabusivo » 29 feb 2020, 10:23

SediciAmpere ha scritto:...Lundahl LL4502...

Non nascondo che mi piacerebbe farci un giro di pista!
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[28] Re: amplificatori a valvole: impedenza di carico

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 29 feb 2020, 11:47

SediciAmpere ha scritto:Esatto, applicherei i 35V ad un partitore resistivo 3,3k ohm + 150 ohm e poi ad un trasformatore 2:1 da 600 ohm, che serve per disaccoppiare il segnale da mandare al mixer dall'uscita di potenza e per renderlo bilanciato.


La malsana abitudine di prelevare il segnale dall'uscita dell'amplificatore di potenza dovrebbe servire, attraverso il mixer e un altro amplificatore più potente, a riprodurre il suono con più potenza ma con lo stesso timbro del primo amplificatore, tutto questo perché evidentemente, a torto o a ragione ma non voglio entrare in questa questione, a qualcuno piace il modo in cui il primo amplificatore distorce il segnale... perché, sia ben chiaro, se il primo amplificatore manifesta un suo particolare timbro vuol dire che distorce il segnale.

Detto questo vorrei far notare che il timbro manifestato dal primo amplificatore non dipende solo da quanto difetta quanto satura o comunque da quanto distorce la parte circuitale ma dipende anche molto da quanto si comportano male gli altoparlanti specialmente se in condizioni di sovraccarico, quindi può capitare che il segnale elettrico in uscita dal primo amplificatore non abbia il timbro che ci si aspetta perché manca il contributo degli altoparlanti, soprattutto se lo si fa lavorare a vuoto o con un'impedenza di carico più alta o comunque diversa da quella degli altoparlanti originali, questo perché, trattandosi di amplificatori poco o per nulla controreazionati, il modo con cui distorce lo stadio finale dipende molto dalle caratteristiche dell'impedenza di carico.

A questo punto, schifezza per schifezza, credo abbia più senso prelevare il segnale attraverso un microfono piazzato davanti all'altoparlante in modo che anche l'altoparlante possa contribuire alla distorsione (timbro)... che è una tecnica a dir poco ridicola ma molto in uso negli ambienti musicali.
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[29] Re: amplificatori a valvole: impedenza di carico

Messaggioda Foto UtenteSediciAmpere » 29 feb 2020, 12:06

E' esattamente quello che gli ho detto anch'io, ma vogliono fare così...
Aggiungo che l'ampli a valvole ha un'impedenza d'uscita non trascurabile, che quando è chiusa sull'impedenza irregolare dell'altoparlante modifica la risposta, se viene richiusa su un carico perfettamente resistivo si perdono queste irregolarità.

BrunoValente ha scritto: A questo punto, schifezza per schifezza, credo abbia più senso prelevare il segnale attraverso un microfono piazzato davanti all'altoparlante in modo che anche l'altoparlante possa contribuire alla distorsione (timbro)... che è una tecnica a dir poco ridicola ma molto in uso negli ambienti musicali.

Non è una schifezza, è il sistema più utilizzato: gli amplificatori per strumenti musicali non sono fedeli, ma modificano la risposta in frequenza (e come dicevi giustamente anche in ampiezza) dello strumento in modo tutt'altro che lineare, il risultato finale è dato dal connubio strumento + amplificatore. Microfonare un amplificatore (magari con un microfono con una risposta modellata altrettanto gradevole) già mi sembra sensato. Forse vogliono proprio prelevare il segnale modellato e distorto dall'amplificatore ma senza le ulteriori irregolarità dell'altoparlante
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[30] Re: amplificatori a valvole: impedenza di carico

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 29 feb 2020, 12:18

SediciAmpere ha scritto:
BrunoValente ha scritto: A questo punto, schifezza per schifezza, credo abbia più senso prelevare il segnale attraverso un microfono piazzato davanti all'altoparlante in modo che anche l'altoparlante possa contribuire alla distorsione (timbro)... che è una tecnica a dir poco ridicola ma molto in uso negli ambienti musicali.

Non è una schifezza, è il sistema più utilizzato...

Che sia il sistema più utilizzato non esclude che sia una schifezza: hai idea di quanto si deteriora il segnale quando subisce l'enorme attenuazione imposta dal microfono e la forte amplificazione successiva per essere di nuovo portato ai livelli necessari? Per non parlare del rumore captato acusticamente dal microfono e di quello circuitale del preamplificatore microfonico e delle intermodulazioni, del livello del ronzio....
SediciAmpere ha scritto:...Forse vogliono proprio prelevare il segnale modellato e distorto dall'amplificatore ma senza le ulteriori irregolarità dell'altoparlante
credo li stia sopravvalutando :roll:
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