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Inchiesta pubblica CEI 64-8

Progettazione, esercizio, manutenzione, sicurezza, leggi, normative...

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[11] Re: Inchiesta pubblica CEI 64-8

Messaggioda Foto Utenteconsole6 » 1 mag 2020, 9:25

Avevo notato la stessa, ma non ho mai progettato case in legno per cui non mi ero mai posto il problema; se ci penso bene, per me ci sta
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[12] Re: Inchiesta pubblica CEI 64-8

Messaggioda Foto UtenteBONANG » 1 mag 2020, 11:50

iosolo35 ha scritto:L'articolo però in questione mi fa capire che gli impianti di una casa in legno con strutture portanti in legno, quindi soggetta alla sez.751, devono avere un pulsante di emergenza, cosa che finora non si è mai vista.


Ribadisco che per l'articolo in oggetto non è richiesto alcun sgancio di emergenza ma semplicemente un dispositivo di interruzione di emergenza che, come ho illustrato nel mio post precedente, si immedesima nell'interruttore generale dell'utenza (DG), nel caso più semplice oppure (non più un DG ma due DGL ) nel caso di un'utenza che sia predisposta oltre per l'alimentazione ordinaria anche per l'alimentazione di circuiti di sicurezza che devono funzionare durante l'incendio (naturalmente se tali circuiti esistono). Nel caso più semplice quindi non necessita altro poiché nella ipotizzata casa in legno sicuramente il progettista già aveva previsto un interruttore generale.
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[13] Re: Inchiesta pubblica CEI 64-8

Messaggioda Foto Utenteiosolo35 » 1 mag 2020, 11:54

Questa è la tua opinione ma non coincide sicuramente con la mia, se ciò fosse vero allora basterebbe utilizzare l'interruttore in prossimità del contatore anche per sganciare l'alimentazione di un albergo.
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[14] Re: Inchiesta pubblica CEI 64-8

Messaggioda Foto UtenteBONANG » 1 mag 2020, 12:02

Naturalmente è la mia opinione.

Per un albergo vale quanto scritto nelle due ultime righe del mio post che sotto riporto

Un eventuale ulteriore comando di emergenza verrebbe infatti richiesto (solo quando necessita) da disposizioni legislative e regolamentari o da norme tecniche specifiche.
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[15] Re: Inchiesta pubblica CEI 64-8

Messaggioda Foto Utenteferri » 1 mag 2020, 13:08

Salve; in precedenza lo sgancio elettrico, o dispositivo di interruzione di emergenza lo si prevedeva, nella maggioranza dei casi, in quanto richiesto da VVF, da decreti o da norma tecnica verticale specifica. Io qui lo vedo esteso a tutti gli edifici soggetti al 151, ed a tutti i luoghi classificati.
es. edifici civili, con all'interno (o connessi al sistema di vie di fuga, scale/ androni etc), ove ove la struttura è soggetta al 151 o comunque classificata.
Oppure ho preso un abbaglio?
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[16] Re: Inchiesta pubblica CEI 64-8

Messaggioda Foto Utenteiosolo35 » 1 mag 2020, 14:45

Concordo con te
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[17] Re: Inchiesta pubblica CEI 64-8

Messaggioda Foto UtenteBONANG » 1 mag 2020, 15:51

L'art.lo 751.04.2.9 "Interruzione degli impianti in caso d'incendio" come ho già scritto è stato proposto dal Progetto in I.P. come nuovo-sotto articolo della 751.04.2 "Prescrizioni comuni di protezione contro l'incendio per le condutture" riferite ad ambienti a maggior rischio in caso d'incendio come definito nella sezione 751. Richiede in tutti questi ambienti [751.03.2 751.03.3 e 751.03.4] un dispositivo di protezione di emergenza che si configura come già da me ampiamente illustrato nei post precedenti. L'articolo, a mio parere, vuole prevalentemente evidenziare che nel caso esistano circuiti di sicurezza destinati a rimanere in servizio durante l'incendio, occorre un secondo dispositivo (preso a monte dell'int. generale) che metta fuori tensione in tempi diversi anche tali circuiti di sicurezza. Per cui semplificando al massimo, ipotizziamo n. 2 situazioni:
A) ambiente maggior rischio in caso d'incendio per la protezione delle condutture per la sola alimentazione ordinaria e di riserva -----> basta un solo interruttore quello generale che io ho chiamato DG
B) ambiente a maggior rischio in caso d'incendio con presenza anche di circuiti di sicurezza destinati a rimanere in servizio durante l'incendio occorrono invece n. 2 interruttori separati di cui uno per la protezione delle condutture per la alimentazione ordinaria ed un altro per l'alimentazione delle condutture dei circuiti di sicurezza che io ho chiamato DGL.
Eventuali ulteriore/i comando/i di emergenza , non avente come scopo la protezione delle condutture in ambienti M.A.R.C.I., derivano da altre disposizioni legislative e regolamentari o da norme tecniche specifiche che niente hanno a che vedere con questo articolo in discussione.
Q. s. serve per chiarire a me stesso ed a chi mi legge cosa intende il normatore. Se non si è d'accordo con la mia interpretazione motivate la vostra. Se non siete d'accordo con l'articolo perché non vi pare sufficientemente chiaro ponete le vostre osservazioni al CEI entro il 19/6/20.
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[18] Re: Inchiesta pubblica CEI 64-8

Messaggioda Foto Utenteferri » 1 mag 2020, 18:02

Premessa. Sto facendo una analisi già proiettata all'utilizzo, non della proposta di norma in se.
A mio avviso o si modifica approccio progettuale in ambiente classificati/classificabili oppure ne vedremo delle belle
Senza approccio condiviso con ci studia l'edificio (creazione comparti ove realizzare montanti elettriche, vani contatori, distribuzione orizzontale verso le unità, ove attraversino gli spazi comuni) avremmo da divertirci con pulsanti e bobine.

Già arduo nelle nuove costruzioni (senza contare che nei in vecchi palazzi abbiamo tipicamente le forniture elettriche alla base della scala, nell'androne di ingresso, e spesso sono con altezza >24 m).

Che poi per i circuiti di sicurezza andranno previsti pulsanti di sgancio o dispositivi di emergenza dedicati non vi sono dubbi.

Capitato mai un edificio con destinazione d'uso con svariate attività? Avete presente alcuni alberghi della capitale (anche due-tre alberghi entro strutture <25 posti letto nello stesso stabile, "datato" con montanti energia, vie di esodo etc in comune con svariati appartamenti?).
La classificazione dei luoghi avrà ripercussioni a mio avviso importanti.

Il tecnico, ne avrà di considerazioni, prima di classificare, e di materia di confronto con il tecnico antincendio. Che a volte non viene nemmeno interpellato (quanti preliminari con magazzini di tondini in ferro, o di elementi in cls vengono richiesti?).
Senza pensare ai rifacimenti degli impianti, ove non è così scontato che il tecnico antincendio sia presente o coinvolto.

Qualcuno di voi ha provato ha mai provato a calcolare il carico di incendio di un ufficio di un professore universitario, o uffici ove la carta ancora impera (avvocati, commercialisti..)? cosa ne deriva?
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[19] Re: Inchiesta pubblica CEI 64-8

Messaggioda Foto Utentelillo » 3 mag 2020, 14:42

Foto Utenteiosolo35 ha scritto:Questa è la tua opinione

la mia opinione è che il normatore scrive, scrive, scrive, scrive e scrive.
lo so, l'ennesima lamentela inutile.
abbiamo capito, il CEI ha bisogno di aumentare i fatturati, forse gli abbonamenti sono in calo.
Foto Utenteferri ha scritto:Qualcuno di voi ha provato ha mai provato a calcolare il carico di incendio di un ufficio di un professore universitario, o uffici ove la carta ancora impera (avvocati, commercialisti..)? cosa ne deriva?

conosciamo entrambi la risposta.
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