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Chiarimenti sugli ICC-PD o "carichini"

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Moderatore: Foto Utente6367

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[1] Chiarimenti sugli ICC-PD o "carichini"

Messaggioda Foto Utenterichiurci » 19 nov 2020, 0:44

Ciao a tutti,

dopo aver riletto l'articolo di Foto Utente6367
https://www.electroyou.it/6367/wiki/n-a

chiedo qualche chiarimento tecnico e normativo a lui ed altri.

In attesa della mia Twingo ho comprato un cavo per la ricarica in modo 2
carichino.jpg


L'ho preso perché su altro forum era stato aperto ed esaminato approfonditamente, e giudicato di qualità per lo meno per fattura e integrati usati.

Su facebook si è aperta una bella discussione animata sulle certificazioni mancanti/farlocche e sulla presunta pericolosità dell'oggetto :mrgreen:

Rileggendo l'articolo mi sono rimasti alcuni dubbi, siate comprensivi perché pur avendo auto elettrica da ormai 8 anni per me i modi 1-2-3 di ricarica sono una novità :D

L'oggetto dichiara max 16A (si può impostare su 8-10-13-16 se ricordo bene) ma può erogarli e in quali condizioni? Intendo dal punto di vista interfaccia, non di sicurezza connessioni/cavi/prese.

Mi spiego meglio: tutte le auto che ho visto sembrano limitate a 2,3 kW per la ricarica domestica in modo 2. Pensavo fosse uno standard ma sembra che la Tesla e altre auto vadano oltre.

Se alla mia Twingo attacco questo carichino secondo me caricherà massimo a 2,3 kW; per andare oltre dovrò usare il cavo (quello si in dotazione) che se ho capito bene avrà presa di tipo 2 da ENTRAMBI i lati e permetterà di caricare da colonnina fino a 22 kW.

Un dispositivo come quello acquistato potrebbe far caricare fino a 16A da una presa Schuko inadatta, se manda all'auto un segnale PWM adatto?

Grazie in anticipo per le eventuali risposte
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[2] Re: Chiarimenti sugli ICC-PD o "carichini"

Messaggioda Foto UtenteJAndrea » 19 nov 2020, 9:00

Nel processo di ricarica, anche in AC, avviene una sorta di contrattazione tra la colonnina e l'auto connessa.
Se il caricatore rende disponibili fino a 16 A monofase, l'auto in ogni caso non supererà quel valore.
Il raddrizzatore interno può operare ulteriori limitazioni a sua discrezione.

L'auto non sà se se è connessa ad un powerwall ad un carichino domestico o altro, lei sa solo che il massimo prelievo sono 16 A monofase, che quasi tutte le auto mi sembra supportino ben di più...
La colonnina fornisce il limite tramite un segnale PWM, che l'auto può solo leggere.
https://www.energy.gov/sites/prod/files ... 2014_p.pdf
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[3] Re: Chiarimenti sugli ICC-PD o "carichini"

Messaggioda Foto Utente6367 » 19 nov 2020, 9:06

L'auto ovviamente non distingue tra modo 2 e modo 3. L'auto deve non superare la corrente indicata dal segnale PWM inviato dalla stazione fissa o dall'apparecchio portatile.
Il modo 2 è ammesso sino a 32 A.

Qualora il modo 2 utilizzi una spina domestica, es Schuko, non esiste ahimé un limite normativo unico della corrente PWM. Del resto la questione è controversa: esistono soluzioni proprietarie come le Schuko rinforzate oppure quelle con monitoraggio della temperatura della spina che permetterebbero corrente un po' più elevata.

Esistono però "raccomandazioni" nazionali. Es 10 A, 8 A ecc. quando si usano spine domestiche. Mi sembra che di recente i costruttori europei siano orientati verso gli 8 A, dopo una iniziale preferenza per i 10 A , a meno che non siano previsti accorgimenti particolari.
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[4] Re: Chiarimenti sugli ICC-PD o "carichini"

Messaggioda Foto Utenterichiurci » 19 nov 2020, 10:23

Bene, grazie, quando avrò l'auto proverò a impostare fino a 16A e vedere cosa succede. Spero che le auto moderne siano obbligate dalle norme a una serie di controlli che fermino la carica in caso di problemi, perfino la mia Elettra si bloccava usando la linea condominiale, a causa della caduta di tensione eccessiva
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[5] Re: Chiarimenti sugli ICC-PD o "carichini"

Messaggioda Foto Utente6367 » 19 nov 2020, 11:10

richiurci ha scritto: Spero che le auto moderne siano obbligate dalle norme a una serie di controlli che fermino la carica in caso di problemi, perfino la mia Elettra si bloccava usando la linea condominiale, a causa della caduta di tensione eccessiva


Di certo le auto non sono obbligate a verificare problemi sulla spina del carichino, sulla presa o sull'impianto (soprattutto se il carichino fosse fornito da terzi).
Anche la verifica della caduta di tensione al fine di individuare un eventuale guasto serie, non è molto affidabile, visto che la tensione che arriva al veicolo di suo può variare di parecchio per svariati motivi.

Purtroppo, l'uso di "prese qualunque" di un "impianto qualunque" non è mai consigliabile per una automobile elettrica, a meno di non limitare di parecchio la corrente di ricarica.
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[6] Re: Chiarimenti sugli ICC-PD o "carichini"

Messaggioda Foto Utenterichiurci » 19 nov 2020, 11:55

No mi sono spiegato male :mrgreen:

Io HO una linea dedicata di sezione opportuna e con prese opportune, le prove di cui parlo le farei solo per curiosità
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[7] Re: Chiarimenti sugli ICC-PD o "carichini"

Messaggioda Foto UtenteJAndrea » 19 nov 2020, 12:46

Bene così, ma la sicurezza deve venire dall'impianto e dalla soluzione di ricarica scelta.
Non si può pensare l'auto limiti in automatico se l'impianto non è affidabile, altrimenti si rischierebbe di bloccare o rallentare la ricarica del veicolo per falsi allarmi.
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[8] Re: Chiarimenti sugli ICC-PD o "carichini"

Messaggioda Foto Utenterichiurci » 19 nov 2020, 14:16

Non conosco le norme vigenti a bordo auto, però ripeto, già la mia auto del 2000 prevedeva una serie di controlli per fermare la ricarica, controlli che intervengono non solo in caso di problemi "interni" (es sbilanciamento batterie, perdita di isolamento verso la scocca) ma anche esterni, appunto un calo di tensione eccessivo (se volete ripesco il valore di soglia) e la mancanza di messa a terra.

Ovviamente il circuito di ricarica deve essere adeguato, ma l'auto deve tutelare se stessa (e il proprietario) da impianti fatti male (es impianto di ricarica presso albergo) ma soprattutto da un guasto sull'impianto, che può sempre accadere anche in impianti adeguati.
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[9] Re: Chiarimenti sugli ICC-PD o "carichini"

Messaggioda Foto UtenteJAndrea » 19 nov 2020, 14:22

All'epoca l'idea di un infrastruttura di ricarica non esisteva, ma poteva essere una qualsiasi presa.
Ad oggi, una parte significativa delle protezioni sono nel punto di ricarica e, in modo da staccare a monte alimentazione in caso di guasto.
Per esempio il l'interruttore differenziale per l'intervento in caso di guasto a terra tipo A, o la protezione impianto in caso di sovraccarico.
Se il caricatore dichiara al veicolo di poter erogare X A, deve rispettare questo dato, non che l'auto si limita perché ha paura...
Nella tua vecchia auto questo mancava, perché era ancora presto.
Visto che hai posato una linea dedicata e cavi adeguati, valuta l'idea nel box di installare una wallbox ad es. https://e-mobility.scame.com/prodotti/e ... -basicfree
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[10] Re: Chiarimenti sugli ICC-PD o "carichini"

Messaggioda Foto Utente6367 » 19 nov 2020, 14:43

richiurci ha scritto:Non conosco le norme vigenti a bordo auto, però ripeto, già la mia auto del 2000 prevedeva una serie di controlli per fermare la ricarica, controlli che intervengono non solo in caso di problemi "interni" (es sbilanciamento batterie, perdita di isolamento verso la scocca) ma anche esterni, appunto un calo di tensione eccessivo (se volete ripesco il valore di soglia) e la mancanza di messa a terra.


Nessuno dei due è un requisito obbligatorio.

Molti anni fa, i sostenitori della non necessità di prese e impianti dedicati, sostenevano il controllo della tensione da parte dell'auto per metterci al riparo da impianti non adeguati. E' sufficiente fare due conti, tenuto anche conto della variabilità della tensione al contatore, che è molto difficile individuare un guasto o una anomalia solo leggendo la tensione.

Anche la verifica del collegamento a terra non è richiesto anche se qualche veicolo lo fa. La stazione di ricarica verifica il corretto collegamento del PE sino al veicolo (cosa che non accade con una presa qualunque). Lo fa anche il "carichino". Dalla stazione di ricarica in su, si presume che l'impianto sia verificato.

Quindi vanno bene i controlli extra che può effettuare il veicolo. Ma nessun controllo può verificare le eventuali magagne di un impianto e non vorrei che il veicolo fosse scambiato per un verificatori di impianti elettrici!
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