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Impianti Hi-Fi moderni: troppo costosi?

hi-fi, luci, suoni, effetti speciali, palcoscenici...

Moderatore: Foto UtenteIsidoroKZ

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[1] Impianti Hi-Fi moderni: troppo costosi?

Messaggioda Foto Utentebanjoman » 20 dic 2021, 21:22

Dopo aver visto l'interesse suscitato dal SAE TWO, scrivo qua un mio pensiero, per sentire le opinioni degli altri colleghi del forum.

Un po' di tempo fa mi sono rimboccato le maniche e ho tirato fuori dagli scatoloni, ancora imballati dall'ultimo trasloco, i componenti del mio vecchio impianto hi-fi.
Ovviamente non pretendevo funzionasse tutto suito e alla perfezione: mi ci sono volute un bel po' di settimane per ripulire bene tutto, regolare e lubrificare, fare il recapping ove serviva eccetera.
La strumentazione ovviamente non mi mancava (anzi :D ). Mi sono procurato i nastri di riferimento per ricalibrare i miei tape deck e il mio reel-to-reel; cambiato cinghie a iosa, sistemato le testine dei giradischi (che gli appassionati chiamano "piatti", mentre i registratori a cassette sono le "piastre" :D ) e comprandomene anche una nuova "moderna" (una Ortofon) .
Ho dovuto modificare un po' l'arredamento di casa per sistemare tutto l'impianto (con un po' di perplessita' daparte di mia moglie), acquistando anche due mobiletti adatti alla bisogna e mettendo un terzo scaffale a muro per sistemare tutti i miei LP (piu' di 550 che pesano un botto argh...). Non ho ancora sistemato le cassette (circa 200) e i CD (forse 200 booh non li ho contati)..

Alla fine sono rimasto soddisfattissimo. Anche mia moglie si e' dovuta ricredere ascoltando la qualita' del suono complessiva :mrgreen: (di musica se ne intende, il suo ex marito era chitarrista professionista e suo figlio e' un affermato pianista jazz).

Poi mi sono guardato intorno per colmare il vuoto di 20 e passa anni senza aver piu' toccato l'argomento "impianti hi-fi".
Dai quando avevo 16 anni, fino ai 30 circa, sono stato un musicofilo, audiofilo, musicista (chitarrista). Mi ricordo le battaglie che si facevano coi compagni di scuola superiore o di universita': si faceva a gara chi aveva l'impianto piu' figo, o piu' potente, o piu' ... insomma era l'apoteosi dell'hi-fi e della musica ascoltata tra appassionati: jazz, heavy metal, hard rock, blues, chi piu' ne ha piu' ne metta.
Essendo anche un elettronico, praticamente tutti i miei amici venivano da me per consigli sugli acquisti, piccole riparazioni eccetera.

Poi molte cose sono successe: lutti in famiglia, problemi di lavoro e di salute (come molti di voi gia' sanno), gli anni sono passati, e chitarre, dischi e impianto stereo rimasero malinconicamente abbandonati... persi la "voglia" di ascoltare o fare musica seriamente.

La ripresa, che risale a pochi mesi fa, e' dovuta al fatto che da piu' parti leggevo o sentivo parlare di "rinascita del vinile, delle cassette. Possibile, mi dissi?
Cominciai a sfogliare qualche numero di Audio Review o SUONO e vidi che effettivamente c'e' una discreta fetta di appassionati, non so dire se di nicchia o meno, che ancora ascoltano LP. Che moltissimi artisti odierni pubblicano sia in CD che su vinile.

Mi sono accorto che il mio impianto hi-fi attualmente sarebbe una chicca per gli appassionati del genere, e che vale un discreto gruzzolo.
Parlando della cosa con i miei colleghi di lavoro, mi sono accorto che gli impianti hi-fi classici sono pressoche' sconosciuti ai piu'.
Mi hanno chiesto ovviamente consigli su come iniziare, spinti dalla curiosita'. Come e dove acquistare un piatto, una coppia di casse e un ampli senza spendere troppo.

E li' la mia seconda sorpresa: a vedere i componenti audio recensiti sulle due riviste succitate e i loro prezzi, sono rimasto stupefatto: piatti decenti a non meno di 250 euro, ampli integrati sui 800/000, casse da 800 euro fino a 18.000 euro. Un lettore CD da 3000 euro. Una testina per giradischi da 14.000 euro.
Vabbe' sapevo gia' che ci sono sempre gli "audiofili esoterici" che amano spendere cifre esorbitanti, pure per una coppia di cav i per altoparlanti, fin li' non mi stupisco. Sono casi estremi.

Quello che mi stupisce invece e' l'assoluta mancanza, almeno a me cosi' risulta, dopo varie ricerche, di prodotti decenti a prezzi "abbordabili": diciamo 1500 euro per piatto, testina, altoparlanti e ampli.

Mi ricordo benissimo che negli anni '80 c'erano impianti per tutte le tasche: dal coordinato monomarca da 500/800 mila lire (incluso il registratore!) fino ai super-impianti da svariati milioni.

Molte marche blasonate sono passate a miglior vita. ALtre producono ciofeche orrende che hanno solo il marchio. Sulla rete trovi piatti o registratori che una volta aperti ... sono vuoti. Con una meccanica che nemmeno i mangiadischi o le fonovaligie di una volta.

Non posso proporre a un collega una spesa di 3000 euro minimo: lui mi risponderebbe che piuttosto continua col suo iphone e gli auticolari (Koss, Technics, ce ne sono di ottimi) e vive contento cosi'.

Secondo me, se si volesse incentivare la passione per l'ascolto "decente" della musica e non il consumo selvaggio della cosiddetta "musica liquida" occorrerebbe che ci fosse un'offerta di tipo "entry level" ma che non sia composta da "baracchette".
Per una testina Ortofon 100 euro ci stanno benissimo. Un piatto 200/300 euro anche. ma un ampli non possono chiedere 1000 euro per un 60+60 W. Va bene, e' un ampli che al suo interno ha un micro, legge e scrive pennette USB, si connette con Wi-Fi e bluetooth, ha la presa LAN per i collegamenti a un NAS, il display a cristalli liquidi, il telecomando... ma porca eva, un ampli basico no?
ALmeno uno inizia a toccare con mano la differenza tra la musica liquida e la musica un po' piu' vicina a quella reale (studio o live).

Anche gli altoparlanti (le casse): una coppia di JBL a 3000 euro il ragazzino non le puo' avere, suo padre lo fulminerebbe sull'istante. Mi ricordo che c'erano le casse Technics, Pioneer, AKai: due vie, massimo tre, da scaffale (io iniziai proprio con una coppia di Pioneer e un ampli Pioneer SA-5050) che costavano 200/300 mila lire. Dignitose, almeno iniziavi ad ascoltare musica in maniera un po' piu' seria che non con i radioregistratori o le fonovaligie :D

Voi che ne pensate?

Max
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[2] Re: Impianti Hi-Fi moderni: troppo costosi?

Messaggioda Foto Utenteedgar » 20 dic 2021, 23:16

Non posso non riconoscermi nello stesso tuo percorso, chitarra esclusa. La prima coppia di "casse" delle JBL L40 comprate con i risparmi di mesi nel 1980 o giù di lì. Giradischi e amplificatore stesso percorso.
C'era una vasta scelta di componenti per tutte le tasche: piatti, amplificatori e diffusori a partire dalle 100 klire a qualche milione. Si poteva mettere insieme un impianto molto base con 500 klire.
banjoman ha scritto:Molte marche blasonate sono passate a miglior vita. ALtre producono ciofeche orrende che hanno solo il marchio.

Il mercato è cambiato in maniera drammatica per noi, vecchi nostalgici. Ho appena fatto una ricerca sull'offerta attuale di JBL: ho trovato solo il fantasma del nome che era, con prodotti principalmente destinati ai ragazzetti che si accontentano del volume generato e che non sanno nemmeno dove stia di casa la qualità.
i componenti audio recensiti sulle due riviste succitate e i loro prezzi, sono rimasto stupefatto

Che le riviste recensiscano prodotti costosi ci sta, tengono famiglia e immagino che la platea a cui si rivolgono abbia disponibilità economica adeguata.
I giovani "consumatori" attuali conosceranno il nome del più sconosciuto smartphone ma se chiedessi loro cosa produce una Onkio, una Kef, una Klipsch, ti guarderebbero con aria smarrita: semplicemente non sono interessati. A loro basta ascoltare anzi, sentire un po' di musica, che la catena di riproduzione riesca a rendere l'esecutore che scorre con le dita sulle corde della chitarra non è poi così fondamentale.
Lo vedo coi miei figli, le mie ingombranti JBL L45 per loro sono giusto una curiosità, ascoltano musica a casa loro ma non cercano la qualità nella riproduzione.

banjoman ha scritto:Quello che mi stupisce invece e' l'assoluta mancanza, almeno a me cosi' risulta, dopo varie ricerche, di prodotti decenti a prezzi "abbordabili": diciamo 1500 euro per piatto, testina, altoparlanti e ampli.

Dipende sempre da cosa si vuole ottenere. Ho visto, per esempio, che ci sono (ancora) degli amplificatori Onkio e diffusori Wharfedale a prezzi abbordabili (ma ci saranno sicuramente anche altri marchi), penso che aggiungendo piatto e testina nei 1500 euro ci si possa stare.
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[3] Re: Impianti Hi-Fi moderni: troppo costosi?

Messaggioda Foto Utentebanjoman » 20 dic 2021, 23:48

Beh le JBL fanno ancora roba decente. Ho visto le prove dei monitor HDI-1600: niente male ma...1950 euro.
Poi si sa le JBL hanno sempre avuto estimatori e denigratori (come le Bose) ma credo che nel complesso facciano ancora ottime casse.
Poi esistono ancora le Indiana Line, che dovrebbero avere almeno dei componenti abbordabili (non lo so, non ho ancora sfogliato il loro catalogo per non farmi venire un coccolone :-) )

Poi ho visto le prove delle ELAC Uni-Fi UB 52 che costano 860 euro. Fin qua ci stiamo direi.

Io personalmente possiedo una coppia di Visonik David 70 e delle Jamo Power 250 (tre vie, bass reflex midrange con lente acustica e tweeter a tromba :mrgreen: )

Wharfedale mi sembra che fosse andata deviando piu' verso le sonorizzazioni per discoteche e live (mi ricordo che riparai anni fa un ampli finale Wharfedale da 250 W di una discoteca: molto ben fatto e robusto, ma non adatto secondo me ad un uso audiofilo. E poi insomma: che ci fai con due finali da 250 W in casa suvvia :?

La cosa piu' divertente e' che c'e' un florido mercato di compact cassette che vengono vendute a prezzi spropositati. Per esempio una TDK MA C60 nuova a 30 euro. So per certo che c'e' un florido mercato di collezionisti, non solo di piastre a cassette, ma di cassette proprio: le collezionano come i francobolli.
Per fortuna cercando con calma si possono trovare cassette a prezzi dignitosi, per esempio 5 TDK D C90 per 25 euro che, tutto sommato, rispecchiano il prezzo reale se fossero ancora prodotte.
Esistono comunque un paio di produttori che producono in proprio il nastro magnetico e le relative cassette, uno in USA e uno in Europa.

Per i registratori a bobine le cose sono un po' diverse. Tenendo conto che moltissimi studi di incisione lavorano anche (dico anche, non solo) coi R2R e vi e' una discreta platea di utilizzatori casalinghi, si possono trovare agevolmente bobine vergini di ottima qualita' a prezzi onesti nonche' i ricambi piu' richiesti: cinghie, capstan, pinch-roller e tanto altro.
C'e' chi si occupa del "relapping" delle testine (uno in Inghilterra e uno in USA) che tornano come nuove. Chi fornisce i motori elettrici DC per i capstan o i motori AC per le bobine.

Qualche tempo fa ho fatto un esperimento: ho registrato un CD di jazz della TELARC sul mio TEAC a bobine. Poi ho chiesto a mia moglie di distinguere tra i due.
Mi ha detto che a parte forse un fruscio finissimo e praticamente impercettibile tra un brano e l'altro, non sentiva differenza alcuna.
Altro esperimento: ho invitato a casa mia un collega di lavoro. Gli ho fatto ascoltare qualche brano di musica ad elevata dinamica senza fargli capire l'origine. Quando ha visto che era il registratore a cassette gli e' cascata la mascella a terra dallo stupore. Poi gli ho fatto sentire l'originale su vinile. Altra mascella a terra.

QUello che piu' l'ha stupito (ma io lo sapevo gia') era la dinamica e la pulizia del suono. Lui era abituato a sentire musica con l'iphone o il PC, magari da radio web.

Le radio in FM le sento volentieri anche io, ma usando il mio sintonizzatore. C'e' un'ottima stazione locale che trasmette rock 24/24h (anche hard o metal). Ottimi brani ma dinamica inesistente.
Lo stesso mio collega mi ha detto che quasi tutte le radio sono oramai cosi': fanno a gara a chi suona piu' "forte", con bassi pompati e acuti a volte al limite del clipping. Questo per facilitare l'ascolto, che avviene perlopiu' in auto o tramite l'iphone mentre cammini o fai altro.

Di fatto per me il risultato e' una schifezza immonda. Sentire e riconoscere nella cacofonia trasmessa un brano dei Black Sabbath che nell'originale e' vivo, aperto, con l'assolo di batteria, diventato nella resa della stazione trasmittente un muro sonoro senza dinamica (i VU meter a momenti manco si spostano) per non parlare dello stereo che boh, sembra diventato mono.... vabbe' stendiamo un velo pietoso.
Mi ricordo le trasmissioni delle radio private anni 80/90: alcune trasmettevano cosi' bene che ci potevi registrare delle ottime cassette per riascoltarle piu' volte con calma.

Di fatto sempre il mio collega m9 ha detto che oramai i dj non sono piu' come li conoscevo io: si preparano le scalette su supporti tipo chiavette ecc. poi li infilano in trasmissione e siccome i livelli sono pressoche' costanti, gia' preprocessati, compressi, equalizzati in precedenza, non devono preoccuparsi regolare gli slider per evitare di sovramodulare la portante.... :?
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[4] Re: Impianti Hi-Fi moderni: troppo costosi?

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 21 dic 2021, 2:18

Mi permetto di spezzare una lancia in favore della musica "liquida" intesa come musica immagazzinata e riprodotta dal computer attraverso un normale impianto ad alta fedeltà casalingo. Ascoltando perlopiù musica in cuffia per ragioni pratiche (posso fregarmene del volume di riproduzione e aggirare così i problemi legati alla mia sordità) ho sempre riscontrato ottimi risultati qualitativi, perfino da molti canali youtube, per non parlare poi delle tonnellate di musica scaricata dal mulo. Talmente ottimi in effetti che ormai, soddisfatti alcuni indispensabili requisiti tecnici di base (MP3 sempre al massimo della risoluzione possibile ovvero 320 kb/sec), l'unico parametro di cui tengo conto è il livello qualitativo degli artisti ed esecutori: devono saper fare il loro mestiere. Tutto il resto conta veramente zero.

Riguardo alle elettroniche ho da tempo consolidato alcuni metri di giudizio. Per quanto riguarda gli amplificatori posso dire tranquillamente che bisogna davvero essere dei cani di infimo livello per progettare e costruire amplificatori che suonano male e questo in modo largamente indipendente dalla qualità dei componenti usati: basta solo usare componenti nuovi e saper saldare su un circuito stampato di qualità decente e ovviamente progettato come si deve, soprattutto con i circuiti più complessi. Riguardo alla scelta di questi vale la pena di tener sempre a mente che si tratta di circuiti di bassa frequenza, non per un oscilloscopio o uno strumento di misura: evitare fregole inutili è il primo passo per conseguire risultati decorosi e soddisfacenti.

Gli apparecchi davvero critici sono essenzialmente quelli che hanno a che fare con una sorgente meccanica: giradischi, testine, registratori e non pochi lettori CD. Su questi. se ci si tiene alle prestazioni, occorre spendere e cercare bene, più o meno come si fa con le casse.

Sui tuner ci sarebbero tante cose da dire... ma qui ad ammazzare tutto contribuisce la programmazione musicale disponibile: il livello di quanto offerto da molte radio è tale da indurre a non accendere mai la radio. Ciò non toglie che, qualora le stazioni valgano la pena di essere ascoltate, la qualità dei sintonizzatori si faccia sentire eccome. Vi è da dire in proposito che, poiché nell'usato ormai i sintonizzatori te li tirano sulla schiena, vi è uno spazio abbastanza ampio per sperimentare un po' di occasioni senza svenarsi. Per quel che mi riguarda posso dire che mi son trovato bene con apparecchi a sintonia digitale prodotti dagli anni novanta in poi ma occorre sempre muoversi con una certa cautela. Se avete dimestichezza con la riparazione di elettroniche, date un occhio ai vari "defekt" presentati su ebay: le buone occasioni non mancano.

Un ultimo consiglio: non innamoratevi delle tecnologie in quanto tali. Valvole, transistori, integrati, FET, MOSFET, bipolari... In sé non contano davvero un fico secco; conta solo il cervello, l'esperienza e la sensibilità di chi le usa e di come le usa.

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[5] Re: Impianti Hi-Fi moderni: troppo costosi?

Messaggioda Foto UtenteSediciAmpere » 21 dic 2021, 8:56

Negli ultimi 30 anni sono cambiate molte cose: il potere d'acquisto è diminuito, la facilità di accedere a informazioni in rete è aumentata enormemente, gli interessi e i passatempi sono cambiati completamente (esiste ancora avere un hobby? Quanti ragazzi vogliono imparare a suonare uno strumento? Quando torniamo a casa dal lavoro, se abbiamo mezz'ora libera, ascoltiamo un cd oppure la passiamo a guardare contenuti, anche interessanti, su Facebook, Whastapp, Youtube o anche Electroyou?) e inoltre la musica, essendo più facilmente accessibile e meno costosa (basta sopportare di essere costretti ad ascoltare qualche pubblicità sparata a +6dB) di fatto la musica ha perso valore.
All'ascolto della musica, madiamente, non vengono più dedicati il tempo, l'attenzione e l'impegno che richiederebbero l'ascolto di capolavori, oggi quanti giovani hanno il tempo e la voglia di ascoltare e gustarsi fino in fondo Atom Earth Mother, Supper's Ready, Ommadawn o Starless?
L'ascolto della musica deve essere principalmente facile, rapido e pratico , la qualità del suono , lo dico con grandissimo malinquore, è passata in secondo piano e insieme a questa anche la qualità e l'affidabilità degli apparecchi
E così molti grandi produttori, come Jbl, hanno seguito il mercato di massa producendo oggetti pratici come le casse bluetooth, mono, piccole, molto ben progettate, che per le loro dimensioni e il loro costo sononano anche troppo bene.
E di pari passo i mix sono sempre più compressi e meno articolati, fatti per suonare decentemente sul cellulare, non per i pochissimi che ancora ascoltiamo con l'hi-fi.
Con le mie enormi Epicure a500 le nuove registrazioni sono inascoltabili, mi fanno schifo, non c'èprofondità, non c'è respiro, voci sparate in primo piano con basse frequenze pigiate a tappare i buchi, i vu-meter che non si smuovono di un millimetro dagli 0dB e purtroppo da qualche anno anche le radio della Rai, che prima trasmettevano con una qualità eccelsa, si sono adeguate a questa compressione assurda, anche con la musica classica.

Detto questo, oggi si trovano prodotti di tutte le fasce, un ottimo piatto della fascia di prezzo richiesta potrebbe essere il Technics SL-1200GR.
Ci sono ancora costruttori di casse acustiche di ottima qualità, come Wharfedale (in particolare la serie con mid-range a cupola), Chario, Polkaudio, chiaramente essendo prodotti di nicchia non possono costare 300€ , personalmente se avessi 2000€ da spendere, li dedicherei molto più volentieri ad un hi-fi che per comprarmi l'ultimo modello di i-Phone (che tra l'altro divrei buttare dopo pochi anni)
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[6] Re: Impianti Hi-Fi moderni: troppo costosi?

Messaggioda Foto Utentebanjoman » 21 dic 2021, 10:04

Posso concordare con Foto UtentePiercarlo sulla qualita' tecnica dei brani in streaming, ma non concordo sulla fruibilita' dal lato musicale.
Per me ascoltare musica significa concedersi una pausa di realx, di riflessione, distacco dal mondo.
Ascoltare un lp o un cd e' anche leggere le note di copertina, i testi ecc...
E' come leggere un bel libro stampato. Non c'e' paragone col leggere un pdf online.
Oltretutto molti album hanno le sequenza dei brani che spesso rispecchia la storia che l'artista vuole raccontare: un inizio, il tema, la fine, eventuali digressioni. Tutto questo con la musica fluida va perso.
Per fortuna lacuni artisti, come Adele, hanno iniziato ad opporsi a questo andazzo, come si puo' leggere qui.

Gli shuffle di brani vari ed eterogenei possono forse andare bene per un ascolto in automobile o in viaggio.

Ad ogni modo, tornando all'argomento della discussione: Foto UtenteSediciAmpere propone il Technics 1200: costa pero' 999 euro da quel che vedo. Difficile spiegare un prezzo simile a un neofita.
Io proporrei un Pioneer PLX-500 (io possiedo il PL-516 del 1978), oppure un House of Marley o ancora un Rega Pro-Ject che costa 220 euro.

Come testina per iniziare trovo ottima la Ortofon 2M Red: 99 euro
Restano da definire ampli integrato e casse. Eventualmente un lettore CD.

Un ampli basico da 30+30, cosa proponete? Spesa massima 300 euro.
Un paio di diffusori non oltre i 500 euro (altrimenti ci sono le ELAC a 800 euretti)

Forza, creiamo la lista della spesa per il neofita che vuole cimentarsi con l'hi-classica! :D

Sono sicuro che in questo momento ci stanno leggendo anche molti giovanotti :mrgreen: ai quali sta salendo un po' di curiosita'.... fatevi sotto ragazzi!
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[7] Re: Impianti Hi-Fi moderni: troppo costosi?

Messaggioda Foto UtenteSediciAmpere » 21 dic 2021, 10:40

io consiglierei senz'altro di fare qualche giretto ai mercatini dell'usato
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[8] Re: Impianti Hi-Fi moderni: troppo costosi?

Messaggioda Foto UtenteEcoTan » 21 dic 2021, 10:47

Io non saprei dire, per mia ignoranza, che limitazioni presenti la codifica mp3, e se la analisi con toni puri sia sufficiente per valutarne tutte le forme di distorsione presenti.
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[9] Re: Impianti Hi-Fi moderni: troppo costosi?

Messaggioda Foto Utenteedgar » 21 dic 2021, 11:01

banjoman ha scritto:Io proporrei un Pioneer PLX-500 (io possiedo il PL-516 del 1978), oppure un House of Marley o ancora un Rega Pro-Ject che costa 220 euro.

Non mi dispiacerebbe l'Onkyo A-9110, circa 300 euro
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[10] Re: Impianti Hi-Fi moderni: troppo costosi?

Messaggioda Foto Utentebanjoman » 21 dic 2021, 11:51

SediciAmpere ha scritto:io consiglierei senz'altro di fare qualche giretto ai mercatini dell'usato

Sicuramente si puo' trovare qualcosa. Si trova molto sulla baia, a prezzi anche onesti.
Il problema poi e' che si rischia di comprare un ottimo apparecchio che pero' necessita di una revisione e messa a punto.
A problema si aggiunge problema: trovare persone qualificate che sappiano metterci mano e' diventato sempre piu' difficile. E si rischia di spendere oltre il previsto.
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