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La riffa annuale su X2B4

Indice

La situazione oggettiva.

Da molti secoli, prima dell'ultimo giorno convenzionale dell’anno, l'Assemblea Generale ed il governo che si proclamava mondiale, eseguivano la riffa.

Nessuno sapeva o meglio voleva sapere da quanto tempo si tenesse questo rituale, nessuno voleva pensarci prima del primo avviso, che si teneva alla meta’ dell’undicesimo mese.
Il governo mondiale, come amava definirsi l'Assemblea Generale, teneva sotto stretto controllo la situazione del pianeta X2B4 dal punto di vista demografico, economico, sociale e comportamentale. Occorre dire che al momento della nascita ogni cittadino veniva sia vaccinato contro i piu' pericolosi virus che cippato, cioe' nel polpaccio destro veniva inserito un cip multifunzionale collegato al sistema nervoso che dava ad ognuno i dati anagrafici, una specie di battesimo computerizzato, e permetteva una grande varieta' di funzioni senza mai interferire con la privacy di ciascun cittadino.


Ciascuna singola persona dei circa tre miliardi di abitanti in grado di lavorare aveva un lavoro, produceva reddito e aveva tutto quello che poteva desiderare. Negozi pieni di merci, servizi, musei, teatri, cinema, divertimenti e una certa rilassatezza dei costumi. Chi invece aveva raggiunto il momento della pensione o non aveva la possibilita' di lavorare era classificato in una particolare categoria che il governo chiamava di sospensione ma che il popolo chiamava l'elenco di riffa.

Per tenere in equilibrio la situazione venivano fatti dei calcoli molto complessi che tenevano conto dei risultati economici dell'ultimo periodo e in base ai risultati si determinava la sostenibilita’ complessiva del sistema. Per valutare meglio la gestione economica di X2B4 riporto i parametri usati e che erano basilari per i calcoli econometrici.

Valprod

Era il valore complessivo del prodotto generato dalla popolazione produttiva.

Valmang

Era il valore mangiato (consumato) dalla popolazione. Comprendeva ogni tipo di spesa, anche voluttaria o non proprio lecita (mazzette, estorsioni, locali malfamati, ecc...)

Valuffo

Era il valore consumato dai cittadini, individuati uno per uno, che non avevano una occupazione fissa. Potevano essere pensionati, boy frend, ammalati, papponi, o chiunque non avesse una occupazione produttiva nell'anno per almeno un mese. I cittadini che formavano il valore di valuffo erano inseriti nell’apposita lista di riffa e costituivano l'anagrafe dei riffabili, l’ ordine era dato prima di tutto dal valore prodotto nella loro vita da PROD , poi dall'eta’ ed infine da meriti sociali, non meglio identificati, che venivano assegnati dall'Assemblea Generale su proposta del Gran Revisore. Non era noto niente altro ma si vociferava che ci fossero mercimoni e turpi mercati, ma nessuno avrebbe mai sollevato questa questione per non alterare l'ordine ormai consolidato e mantenuto da oltre dieci milioni di androidi convincitori capaci di leggere i cip disintegranti.

Valriffa

Era il valore che deveva essere rettificato usando la riffa per equilibrare il sistema economico. Qualche economista lo chiamava Valfelic, valore della felicita', ma pochi usavano questo termine.

La formula

Valprod = valmang + valuffo

era la base di tutto: Il valore prodotto doveva essere uguale al valore consumato da chi lavorava piu' il valore consumatoda chi non lavorava (a uffo).

La formula si poteva anche scrivere:

Valprot—(valmang+valuffo) = Valriffa

Si evince che Valriffa poteva assumere valori positivi, zero, o negativi, cioe' si poteva determinare un surplus di valore, ed allora si era prodotto piu’ di quanto consumato, tutta la popolazione godeva di premi e grandi vantaggi, oppure aveva valore zero e per quell'anno nessun intervento, oppure mancavano risorse ed allora si dava un valore economico a Valriffa .

Purtroppo da molto tempo era la norma che le spese generali del sistema statale superassero il valore del lavoro dei cittadini (cioe’ le tasse che il sistema riusciva a spremere alla maggior parte del popolo) e veniva fatta la riffa. Un certo numero di persone estratte a sorte della lista dei riffabili (la lista uffo) venivano inserite nel processo di compensazione economica.

Alcuni dicevano, a bassa voce per non farsi sentire dagli androidi controllori, che il numero delle persone dell'apparato della Assemblea Generale fosse cresciuto a dismisura e che gli emolumenti degli alti burocrati fossero fuori controllo, ma tutti sanno che erano solo maldicenze subito smentite e cancellate da ogni pagina della rete di diffusione delle notizie.

Se una persona veniva riffata (estratta) il suo cip inserito nel polpaccio veniva attivato e la persona era semplicemente disintegrata, cioe' spariva. La comunita' ed i parenti venivano informati a cosa avvenuta dopo la pubblicazione degli elenchi dei riffati.

A chi poteva mai interessare la eliminazione di un cittadino inserito nell'elenco dei riffabili considerando che erano quelli che erano solo singuffo (Singole persone che vivevano a uffo).

Il numero dei riffati, cioe' degli estratti, era determinato in modo scientifico e inoppugnabile da questa formula, il modo piu' preciso per valutare il numero dei riffati con riferimento al Valuffo totale. Il procedimento di estrazione procedeva fino al superamento di almeno un marengo Valuffo

La formula dell

La formula dell'equilibrio economico

Il sistema, economicamente, era molto equo, la riffa dava una precedenza ai soggetti piu’ anziani che godevano da tempo, senza alcun merito sociale, di un cospicuo reddito che un tempo, molto lontano, veniva chiamato pensione. Esisteva una consuetudine non scritta ma tramandata oralmente. Dato che la riffa si riferiva ad n sistema che tendeva a recuperare ingenti spese a carico della collettivita’, coloro che potevano pagare il valore della loro uffoquota erano saltati dalla riffa di quell'anno.

Piu’ di una volta si erano levate proteste che tendevano o ad abolire la riffa o ridimensionare il sistema della quote, ma diverse votazioni referendarie, basate sul valore inverso dell'eta’ avevano bocciato variazioni al sistema consolidato e onestamente molto democratico. In fondo i cittadini che contribuivano in modo minore al benessere dello stato, per eta’, capacita’ o altro, era giusto che fossero accantonati e che fossero grati che per un certo tempo, erano stati mantenuti a spese della societa'.

Qualcuno obiettava che era un lavoro sporco, che qualche brillante mente anziana era stata riffatata (cosi’ si diceva), ma nel complesso il sistema aveva un suo equilibrio.

La struttura statale preposta alla riffatura era formata da circa cinquantamila androidi, dal piu’ umile, quello incaricato di premere il pulsante per la disintegrazione immediata dei riffati, ai livelli intermedi che erano preparati per la ricerca di eventuali fuggitivi, fino ai gradi piu’ alti che erano a diretta dipendenza dal Supervisore Generale che sapevano fare di conto e che riferivano unicamente all'Assemblea Generale.

I fuggitivi.

Nessuno lo avrebbe mai ammesso, nessuno si sarebbe compromesso con questa diceria, ma nei corridoi meno frequentati, nelle stanze senza possibilita’ di spionaggio se ne parlava.

Un certo numero di individui con scarsissimo senso sociale, con poco senso di collaborazione, al sopraggiungere delle date della riffa si erano resi, come si diceva, uccel di macchia.

Non si sapeva quanti fossero, ma poco importava al Supervisore Generale, una volta fuggiti il loro costo di mantenimento era azzerato e questo era quello che contava. Ci si chiedeva come facessero a procurarsi i mezzi per il sostentamento, non si conosceva di che vivessero, con chi si relazionassero, quale fosse la vita sociale che conducevano. Tutto questo al Supervisore Generale non importava. A lui serviva solo il dare e l'avere per i tre miliardi di persone che popolavano X2B4.

A lui importava solo che il valore ottenuto dal prodotto che ciascun lavoratore forniva alla societa’ meno il costo del loro mantenimento fosse zero. Questo sistema rendeva da infiniti anni equilibrata e felice la vita sul pianeta X2B4. Era il primo punto del corso di contabilita’ generale per gli androidi ragionieri alla scuola di management pubblico.

Il popolano Luigi

Luigi aveva superato indenne diverse riffe precedenti ma questa volta sentiva che sarebbe stato scelto. Aveva ancora troppa voglia di tendere la canna da pesca sulle anse del fiume Verde, aveva ancora desideri inconfessabili su come passare le prossime festivita’ della primavera per rischiare di entrare a piedi pari nella prossima riffa.

Qualche volta, nei mesi precedenti, durante le battute di pesca in alcuni punti molto remoti del fiume Verde, aveva intravisto, o aveva creduto di vedere, persone che si aggiravano nel folto dei boschi. Chissa’, forse erano quelli NOPROD, cosi’ si diceva che si chiamassero. Nessuna voce ufficiale, nessun membro a nessun livello dello stato avrebbe mai ammesso che esistevano, ma ogni tanto, qualche persona chiedeva: Ma e' vero che esiste una popolazione NOPROD?

Nessuno rispondeva, orecchie acute e indiscrete erano presenti ovunque e nessuno voleva rinunciare alla sicurezza e alla tranquillita’ che il sistema di X2B4 assicurava ai suoi cittadini.

Verso la fine dell’undicesimo mese Luigi ando’ come al solito a pesca sul fiume Verde. Tempo ne aveva moltissimo e penso’ di trascorrere alcuni giorni in compagnia della sua canna.

Un poco a piedi, un poco su giroplano, risali’ il fiume per molte, moltissime leghe. Accese un fuoco, cosse il pesce che aveva preso, ceno', e si accinse a dormire nel giroplano.

Una figura prima indistinta poi precisa fece capolino al finestrino. Era una donna, un poco piu’ vecchia di lui. Luigi penso’ che fosse una sopravvissuta ad una o piu’ riffe, era molto tempo che non vedeva una persona cosi’ vecchia.

Chi sei? chiese la donna, ah disse forse vieni dal mondo del nord.

Luigi apri’ lo sportello del giroplano e si trovo’ davanti una persona dall'aspetto molto curato, con una apparente eta’ avanzata, ma ben ferma sulle gambe, ed apprese, di nome Lucia.

La lingua che Lucia parlava era simile alla sua, solo con una accentazione diversa, ed un modo cantilenante di sillabare le parole, ma alla fine molto comprensibile.

In un breve colloquio Luigi apprese quello che non aveva saputo nell'intera vita: Il pianeta X2B4 era essenzialmente diviso in due parti. Il mondo del nord e quello del sud.

Nel mondo del nord tutto era pianificato, regolato da leggi economiche, con regole burocratiche che regolavano ogni aspetto della vita. Ogni notizia era filtrata dagli androidi al servizio della Assemblea Generale. I viaggi al di fuori del pianeta del nord (cosi' si autochiamava l'Assemblea Generale) non servivano alla felicita' dei cittadini.

Luigi mentre parlava con Lucia, era molto titubante. Tutto quello che aveva, quello che gli veniva dato gli sembrava ben di piu' di quanto avesse bisogno per una vita felice. L'Assemblea Generale, con tutte le sue ramificazioni gli davano ogni cosa di cui avesse bisogno.

Poi chiese: Lucia hai superato la riffa?

Chissa' perche' Lucia inizio' a ridere e non smetteva. Povero grullo, disse, da noi non esiste la riffa.

Poi continuo'. Se vuoi hai molto da imparare, ma vedrai, sempre se vuoi, che sara' facile e naturale, poi sottovoce sussurro' a Luigi: Il sistema partecipativo popolare e' facile e intuitivo. Non e' perfetto, ma e' di gran lunga quello piu' adatto per la vita delle persone.

Luigi, un poco timoroso, chiese: e la riffa?

Non esiste nel nostro mondo, lo stato e' diviso in piccole regioni che si autogestiscono, la gente muore naturalmente, si puo' essere poveri ricchi belli, brutti, ma tutti sono liberi e responsabili del proprio destino, per chi non ce la fa esiste un sistema di aiuto sociale, ma solo per che non si e' reso responsabile di reati o birbonate. Ci sono i furbi, ma sono pochi e alla fine sono isolati e marginalizzati.

Ma io ho il cip, disse Luigi.

Non ti preoccupare, sappiamo toglierlo e rendere la vita di nuovo piena di futuro anche per le persone come te. Ci sono qualche migliaio di fuggitivi all'anno.

Luigi chiuse il giroplano, lo disattivo' per non farlo trovare e si mise in cammino dietro Lucia. Camminarono per quasi cinque ore fino a superare la cime di una delle montagne della catena equatoriale, che era per Luigi il confine del mondo come aveva sempre saputo dai comunicati dell'Assemblea Generale.

Dopo altre tre ore arrivarono in una piccola citta' chiamata Hierba Buena, come indicava il cartello all'ingresso dell'abitato.

Dopo qualche centinaio di metri Lucia entro' in un edificio con una insegna "Accoglienza" e esclamo' ad alta voce 'Eccone un altro'. Da una porta laterale usci' una ragazza con un camice bianco, sorrise, e con voce sicura e cantilenante disse: "Sei abbastanza giovane per essere riffato, siediti e racconta."

Luigi inizio' a parlare e continuo' per almeno un quarto d'ora, disse delle sue paure, della voglia di primavera e del desiderio di continuare a pescare. Le due donne ridevano e chiedevano, Luigi parlava e raccontava.

Poi Lucia disse: Ti affido a Marika. Lei ha un alloggio per ogni fuggitivo, e ti dira' come rimuovere il cip dal tuo polpaccio destro. Se vuoi Marika ti dara' il mio indirizzo, ed usci' sulla strada mescolandosi alla folla.

Marika fece accomodare Luigi in un piccolo ufficio attrezzato da studio medico.

Questo e' il programma di assistenza iniziale per i fuggitivi. Nella busta troverai le chiavi di un microalloggio, qualche banconota. Ti bastera' per qualche giorno, poi riceverai quello che spetta ad ogni cittadino dopo l'operazione, ed infine dovrai arrangiarti. Nel frattempo prelevo un piccolo campione della tua saliva per far crescere il cubo bionico che ospitera' il tuo cip. Torna domani, e lo accompagno' alla porta.

Luigi si ritrovo' nella strada, nessuno faceva caso alla sua presenza, in breve tempo arrivo' al suo alloggio. Il frigo con qualche alimento, ma era troppo stanco per avere voglia di mangiare. Si addormento' di colpo. Al risveglio si accorse che era giorno, aveva appuntamento da Marika, si preparo' ed usci'.

Appena arrivato Marika lo accolse assieme ad un uomo che si presento' come il chirurgo , fu fatto sdraiare su un lettino pronto per l'operazione.

Luigi scopri la gamba destra, nel polpaccio era evidente un ampio rigonfiamento, il bracciale di disintegrazione. Il chirurgo con un gesto semplice, preciso e rapido apri’ la pelle mise a nudo i collegamenti nervosi che legavano il braccialetto a Luigi. Dal coltivatore bionico estrasse un cubo di cinque centimetri di lato, lo apri’ leggermente e lo applico’ sul braccialetto. Il dispositivo riconobbe una compatibilita’ nervosa migliore di quella di Luigi e si affretto' a collegarsi con il cubo bionico. Un leggero lampo di un bisturi laser e Luigi fu definitivamente liberato del suo parassita.

Il cip ed il cubo furono immediatamente inviati con un drone al deposito dei cubi bionici ove si ritrovo’ in compagnia di almeno altri ventimila destinati alla prossima riffa.

Luigi salto’ giu’ dal lettino, rigrazio’ il chirurgo e senti’ una grande scrosciare di applausi e grida di benvenuto provenienti dagli altoparlanti del soffitto.

Strisciando le parole alla moda del sud improvviso’ un breve discorso, molto breve "Grazie Amici" disse ed usci’ all’aperto.

Forse non era un mondo perfetto, forse qualche persona aveva le mani bagnate quando contava il denaro cosi' qualche foglio gli rimaneva attaccato, forse molti commercianti avevano bilance non molto precise e la carne era piu’ colorata del normale, ma la gente era cordiale, e sopratutto si prendeva cura delle persone anziane.

Ne apprezzavano la saggezza, amavano conversare con chi aveva tanti ricordi e tante cose da raccontare. E se lo stato non aveva tutta la ricchezza per pagare i cittadini, l’Assemblea del Sud dava ordine alla Stamperia di Stato di procedere, ed ogni cittadino, proprio ogni cittadino, riceveva un bel mucchio di denaro con cui comprare quello di cui aveva bisogno.

La moneta ricevuta era inversamente proporzionale al reddito prodotto. Una incredibile misura di equita’ sociale. Cosi’ i ricchi diventavano piu' poveri ed i poveri piu’ ricchi.

Anche Luigi, come nuovo cittadino, ricevette un discreto mucchio di denaro con l’obbligo di spenderlo entro un mese, altrimenti si sarebbe incenerito.

Luigi si stiracchio’ al sole, si tocco’ il polpaccio meravigliandosi di non sentire quel piccolo bubbone, poi penso’ che in fondo la casa di Lucia era grande e riceveva il sole al primo mattino, Lucia amava fare l'esploratrice e stava nei boschi per lunghi periodi Luigi amava pescare ed aveva imparato a strascicare le vocali.

Giro’ l'angolo compro’ una bottiglia di vino spumante per la prossima sera di fine anno, compro' un mazzo di fiori, fiori molto colorati e profumati. Poi con passo sicuro entro’ in casa di Lucia.

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Commenti e note

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Buona sera a tutti. Sicuramente l'ídea di estrarre a sorte le persone anziane per evitare che pesino sul sistema sociale e' una idea che e' meglio non divulgare dato il fatto che io ho ottantadue anni, e nel contempo penso sia presente in qualche piega del cervello di illuminati governanti. Questa storia sta avendo un secondo tempo, come mi sembra naturale. Sono indeciso se fare una lotteria dei ventenni per non avere troppo affollamento dei vecchi, ci sono gia' le leggi sulla lotteria. Pensate ad un vcchio programmatore che manda un virus sul compuer estrattore. Oppure fare una guerra di conquista del mondo libero verso quello lotterizzato (perdonate il neologismo), ma questo finale mi sembra troppo far west americano. Vediamo come gireranno le celluline grigie alle tre di notte, ora che riservo alla scrittura. Un tempo era dedicata ad altre cose, anche se non ricordo bene quale fosse l'attivita' svolta. BUone tre di notte a tutti Carlo

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di ,

Mi ricorda alla lontana un racconto che lessi una quarantina di anni fa (lo so, sono vecchio :P ), anche quello parlava di una lotteria annuale tenuta su una terra del futuro, ma la storia era diversa ... l'iscrizione era volontaria, il premio non rifiutabile, se vincevi, ricevevi un contrassegno olografico da indossare sulla fronte, non falsificabile e non rimuovibile, ed i tuoi dati erano inseriti nel sistema mondiale, e per 24 ore diventavi, letteralmente, il padrone del pianeta, potevi fare qualsiasi cosa, costrure o distruggere tutto cio che volevi, aiutare o derubare chiunque e qualsiasi istituzione, emanare ordini tassativi che dovevano essere obbediti in modo assoluto, persino uccidere chiunque volevi, la polizia era obbligata a non toccarti se commettevi crimini e se qualcuno opponeva resistenza a qualsiasi cosa tu facessi veniva condannato a morte ... ovviamente c'era anche il "contro", al termine delle 24 ore, il contrassegno ti uccideva (ma in fondo ogni cosa ha i suoi pro ed i suoi contro :) ) Comunque mi e' piaciuto, niente a che vedere con quello che scrivevo io da giovane (dove se andava tutto bene, c'erano un centinaio di morti :D )

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di ,

Buon giorno, hai per caso incontrato Lucia???

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Io abito vicino al fiume Verde :)

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di ,

Vedi come sonop ignorante. Per me Pavana e'un piccolissimo borgo della Toscana al confine con l'Emilia in cui io sono nato prima della seconda guerra mondiale. I ricordi non sono molti ma sono molto nitidi. Grazie delle tue notizie. mi sono di molto aiuto.

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di ,

Tra l'altro Pavana è un romanzo presente su Urania, di tale Keith Roberts!

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di ,

Ti ringrazio infinitamente, sono molto vecchio e ho poche soddisfazioni, lo stato la salute la pensione e scrivo, di tutto. Grazie veramente e'il miglior complimento per l'anno che non e'stato molto collaborativo. Grazie ancora.

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di ,

La mancanza delle "faccine" rende tutto molto incasinato. Comunque, a maggior ragione, il racconto è degno di essere paragonato ad un romanzo di fantascienza, tale da poter tranquillamente stare in una biblioteca!

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di ,

Non ho mai letto Urania, e non ho una raccolta di quel periodico. Quello che ho scritto e'solo frutto di una mia fantasia, l'idea e' nata mentre aspettavo il treno alla stazione di Milano mercoledi' 29 e scritta di getto. Mentre aspettavo per fare il biglietto, una persona anziana (io ho 82 anni) ha iniziato ad inveire contro la burocrazia e la lentezza degli addetti. Un'altra persona ha litigato con quello che blaterava e si sono scambiati una serie di cortesie fino a far intervenire la Polfer. Tra le cortesie scambiate tra le persone era una velata richiesta di scomparire tanto che la polfer ha portato da parte le due persone per una spiegazione piu' pacata. Questo e'il seme dl mio racconto. Comunque se ritiene che io abbia copiato, indichi quali sono i passi copiati e li posti cosi' vediamo se ci sono parole e frasi da copia e incolla. Carlo

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di ,

Ricorda molto "La Fuga di Logan" e "2022 I Sopravvissuti".

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Il racconto e'nato il 29 dicembre nel viaggio tra Milano e Pistoia in treno nel pomeriggio tra le 15 e le 18. Totalmente personale. Carlo

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di ,

Bello! Forse è presente nella mia sterminata collezione di Urania!

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