Proseguo con la replica in questo mio blog dei post inviati su FB per proporre anche su quella piattaforma alcune nozioni dell’Elettrotecnica di Base. E, come ho già fatto con gli altri, sottopongo lo scritto al giudizio di una IA: chatGPT. Dell’analisi ottenuta riporto un mio resoconto riassuntivo con le mie impressioni su questo strumento. Ne approfitto per ricordare che è aperto un apposito forum nel nostro spazio .
Il condensatore è il bipolo passivo in grado di immagazzinare energia elettrostatica o, ciò che è lo stesso, di dar origine ad un campo elettrico in un certo volume. Esso è costituito da due conduttori collegati ai morsetti e separati da un isolante. Su uno dei due conduttori, detti armature, quando il condensatore è carico, cioè contiene energia elettrostatica, c’è una prevalenza di carica positiva, genericamente indicata con Q, sull’altro un’identica carica negativa. La cariche opposte separate producono nell’isolante interposto un campo elettrico. L’intero volume in cui esiste il campo elettrico è il contenitore di energia elettrostatica.
[...] ]]>Perché sì, nel 1962 Totò vendeva la Fontana di Trevi a un povero paisà convinto di aver trovato il business del secolo. Sessant’anni dopo, qualcuno ha deciso che quella trama era troppo modesta. Perché limitarsi alla Fontana di Trevi quando puoi puntare direttamente alla Groenlandia?
Voce narrante impostata, stile anni ’50: “Signore e signori, dagli “U S A” giunge una notizia che ha dell’incredibile. Il Presidente, noto per la sua passione per gli affari immobiliari, avrebbe espresso vivo interesse per l’acquisto della Groenlandia. La Danimarca, interpellata, avrebbe risposto con un sonoro ‘NEJ’, che in lingua locale significa: ‘Ma siete impazziti?’.”
[...] ]]>Proseguo con il trasferimento dei miei post elettrotecnici su Facebook, sperimentando anche IA che, in questo testo, ha rilevato un certo numero di imprecisioni più o meno importanti. In un primo tempo mi sono allarmato perché ero convinto di scrivere cose sostanzialmente corrette. Mi sono allora concentrato su ognuna di esse, avviando un dialogo con questa entità che, per uno che non ha una grandissima fiducia in se stesso, appare di una superiorità inquietante. Ma non bisogna lasciarsi impressionare. Non riporterò le discussioni complete ma, alla fine dell’articolo che ho lasciato inalterato, cercherò di riassumerne alcune.
I componenti più semplici e fondamentali dei circuiti elettrici sono genericamente chiamati bipoli. Un bipolo può essere pensato come un corpo delimitato da una superficie che racchiude l’energia elettrica che esso scambia con altri bipoli mediante la connessione dei due terminali o morsetti che emergono dalla superficie, contrassegnati con due lettere, ad esempio A e B.
[...] ]]>Quando parliamo di persone, però, il rischio è confondere una valutazione “tecnica” con un vero e proprio giudizio sulla persona. Un esempio: un insegnante assegna un voto confrontando le risposte con ciò che ci si aspettava; questa è una valutazione funzionale, legata alla prestazione del momento. Ma se lo stesso insegnante, vedendo un 4/10, pensa “Questo studente è scarso in matematica”, allora sta trasformando un dato puntuale in un’etichetta sulla persona. In questo caso non sta più valutando una prova: sta dando un giudizio, cioè attribuendo allo studente una caratteristica “di essere” sulla base di un singolo risultato. È una confusione pericolosa, perché mescola la prestazione con il valore della persona.
[...] ]]>Proseguo nel trasferimento dei miei post su facebook in questo mio blog.
Siamo nell’era dell’IA. Le valutazioni su tale nuovo strumento sono di vario tipo. Per quanto mi riguarda, anche quando constato errori evidenti, sono stupito dalle possibilità offerte, inaspettate per quel che è la mia intelligenza (spero media almeno).
Ad ogni modo, sto provando ad usarla in vari campi. Nel caso specifico come critico tecnico scientifico del testo proposto, che però ho lasciato inalterato, ignorandone i suggerimenti “migliorativi” che, chi avrà la pazienza ed il tempo di leggere, potrà trovare alla fine dell’articolo.
La causa del possibile movimento di cariche è lo stato energetico da esse assunto nei diversi punti del corpo per il campo elettrico in esso presente. Nei circuiti elettrici è il generatore che produce il campo elettrico effettuando una disuniforme distribuzione delle cariche esistenti, la quale si manifesta con una prevalenza di cariche positive su uno dei suoi due morsetti (polo positivo) cui corrisponde una prevalenza simmetrica di cariche negative sull’altro morsetto (polo negativo).
[...] ]]>Proseguo nel trasferimento nel mio blog dei miei post di Elettrotecnica su Facebook, che avevano lo scopo di vedere se qualcuno fosse interessato ad una divulgazione tecnica. Come detto si trattava di una rivisitazione del Corso di Elettrotecnica di Base che avevo scritto 23 anni fa. L'idea era quella, dato il target, di usare nel testo il meno possibile formule matematiche, da inserire solo in una scheda grafica di accompagnamento. Ma il target è praticamente inesistente. Non so se qui possa interessare a qualche nuovo iscritto. Ad ogni modo mi sforzo di tenere in vita questo spazio. Purtroppo non ho molte cose tecniche nuove ed interessanti da proporre, quindi riciclo le poche che possedevo (...forse...spero almeno) :-(
[...] ]]>Proseguo il trasferimento dei post su Facebook nel mio blog per movimentare questo spazio. A chi lo frequenta da tempo, oltre che ad aver poco bisogno di queste informazioni, voglio dire che sono una specie di riscrittura del Corso di Elettrotecnica di base di oltre vent'anni fa, ripreso anche da lillo nel suo blog, per l'esperimento provato sul famoso Social che, per inciso, è quello più adatto a quelli della mia età.
In alcune sostanze, gli isolanti, nessun elettrone si sposta dal volume controllato dal loro nucleo; in altre invece gli elettroni più distanti riescono a liberarsi dal vincolo che li lega ad esso, diffondendosi nel reticolo in una zona che è chiamata banda di valenza, poiché gli elettroni che la occupano sono gli elettroni di valenza responsabili primari della formazione dei composti chimici. L’insieme di questi elettroni liberi è paragonabile ad un gas. Il loro vagare attraverso il reticolo è rapidissimo e casuale, con velocità determinata dalla temperatura.
[...] ]]>Le trappole migliori non scattano: si chiudono da sole. Non hanno denti, hanno tappeti. Non si presentano come gabbie, ma come ingressi privilegiati. Una trappola efficace non ti cattura: ti convince che entrare sia stata una tua scelta.
È così che si addomestica una nazione: non con la forza, ma con la forma; non con la minaccia, ma con la promessa; non con il comando, ma con il linguaggio.
Prima ti seducono, poi ti stringono, poi ti spiegano che sei tu ad averlo chiesto. E quando inizi a ringraziare per ciò che hai perso, l’addomesticamento è completo.
Oggi, 01 gennaio 2026, la Bulgaria è entrata nell’Euro. Benvenuta nel girone caldo dell’austerità: avanti, entra pure, qui il fuoco è regolato da chi non brucia mai.
[...] ]]>Quanto segue è la prima scheda di un tentativo fatto su Facebook di parlare della mia materia. Oltre a questa ne ho scritto qualche altra, ma non hanno avuto praticamente alcun seguito. È da un bel po' che ormai non scrivo più nulla di tecnico nel mio blog ed essendo completamente fuori dal mondo attivo del lavoro sono arrugginito perfino sulle nozioni elementari che ho cercato di insegnare come prof. di Elettro per trent'anni per poi inserirle nel mondo virtuale con questo sito. Sito che da tempo mostra i suoi limiti e stenta a mantenersi attivo. Sono sempre più rari nuovi iscritti di valore interessati a vivacizzare questo spazio, ed i bot spammer imperversano con decine di iscrizioni giornaliere da eliminare manualmente. È praticamente rimasto solo lo zoccolo duro formatosi nel periodo aureo di una quindicina di anni fa. Non sono mancate importanti defezioni per comprensibile stanchezza a volte, quando non dovute a contrasti di vario tipo che nemmeno EY è riuscito ad evitare, oltre che alle inevitabili e tristi sorprese che la vita di cui non siamo padroni ci riserva. La parte trainante è senz'altro il forum, probabilmente una forma di interazione virtuale destinata a scomparire, pur avendo pregi assenti ancora nei social network, forum per il quale però valgono le considerazioni dette sui partecipanti. Non voglio comunque dilungarmi su queste considerazioni, ma dire semplicemente che quanto proporrò, è la trascrizione di quanto fatto su Facebook (inutilmente e velleitariamente) ed ha principalmente lo scopo di mostrare una attività che continua anche nei blog.
[...] ]]>Ogni tanto sento il bisogno di condividere un pensiero che non chiede una risposta, ma che vorrebbe funzionare come un interruttore capace di accendere una riflessione comune.
L’occasione, in questo caso, è l’augurio di Buon Natale.
Lo diciamo tutti in questo periodo, e forse proprio per questo mi lascia un certo disagio: è un augurio che non dovrebbe concentrarsi in un solo momento dell’anno e che, per l’insistenza con cui viene ripetuto, rischia di assumere un significato diverso da quello originario.
Non lo interpreto con precisione filologica (che non mi appartiene) ma come una sensazione personale. Per questo lo rivolgo anch’io ai frequentatori di questo spazio, usando la simbologia della nostra tradizione, come un inno all’arrivo di una nuova vita, perché possa crescere in pace e serenità.
[...] ]]>Anche a Pàvana arrivava il Natale. Il mio primo ricordo è pieno di soldati americani e brasiliani che nel dicembre del 1944 si erano accampati, pochi giorni prima delle festività, in un campo poco lontano dalla mia casa. Ricordo che era, come accadeva prima del riscaldamento globale, un Natale bianco. La neve aveva coperto le siepi che delimitavano il mio orto dal campo dove moltissime tende di colore verde erano state allineate in lunghe file. Ricordo che io, molto curioso anche allora, andai a vedere cosa succedeva tra le tende, ed un uomo vestito di verde prese un oggetto metallico da una tasca, lo portò all’altezza degli occhi e disse una parola che allora assomigliava a pittura, cioè picture, e sentii un rumore metallico, un click. Corsi a casa e dissi a mia mamma che mi avevano fatto una pittura, lei mi guardò con un senso di protezione, mi passò le mani tra i capelli e continuò ad accudire alle faccende domestiche.
[...] ]]>Si descrivono alcuni difetti non trascurabili per committenti, progettisti, quadristi, installatori, collaudatori e verificatori contenuti nella guida CEI 121-5, che tratta le regole di costruzione dei quadri elettrici
Preparare e scrivere guide tecniche non è compito facile. Serve preparazione e impegno. E’ ovvio che il contenuto delle guide è sempre migliorabile. Per ottenere un valido prodotto è buona norma che anche l’utente della norma faccia sentire la propria voce. Più lo farà e più l’ambiente normativo sarà stimolato a dare il meglio. L’utente delle guide deve sempre guardare al loro contenuto alla luce delle proprie conoscenza e quando il caso deve lamentarsi. A proposito della guida CEI 121-5, la cui nuova edizione è in fase di inchiesta pubblica e di cui già di recente si è scritto in questo sito, vedi Nuova guida sulle regole di costruzione dei quadri elettrici (argomento aperto nel Forum) e Osservazioni critiche in questo mio articolo del blog, segnaliamo oggi, tra le altre, tre situazioni anomale. Ricordiamo che il testo della nuova futura edizione della guida CEI 121-5 è scaricabile nel sito del CEI, sotto la voce ‘inchieste pubbliche’ che compare tra altre voci alla fine della homepage. Ecco la prima situazione importante.
[...] ]]>I progettisti devono fare attenzione al fatto che non sempre i quadri dichiarati con corrente di cortocircuito condizionata inferiore o uguale a 10 kA risultano esenti dalla verifica di tenuta al cortocircuito. La guida CEI 121-5 preferisce bypassare il problema.
A pag. 113 della guida CEI 121-5, che regola la costruzione dei quadri elettrici, si propone l’esempio di un quadro con corrente nominale InA pari a 630A, che non necessita di essere provato nella sua tenuta al cortocircuito, in quanto da installare in corrispondenza di una corrente di cortocircuito presunta inferiore o uguale a 10 kA. L’esempio proposto a noi pare, se non errato, almeno fuorviante per tanti progettisti, quadristi e installatori. Non è compito di una guida semplificare troppo le diverse probabili situazioni. A noi sembra sia compito precipuo di una guida almeno avvertire i suoi utenti della possibile presenza di situazioni insidiose, in particolar modo se queste, come si vedrà, si possono ritrovare dietro ogni angolo e non sono di immediata/facile individuazione. L’esempio richiamato tratta di un quadro alimentato verosimilmente/probabilmente da un trasformatore da 400 kVA in resina con Vcc pari al 6%, con perdite nel rame pari a 4500 W, con conduttura lunga 8 m e con formazione 2 x 240 mm2 per ogni fase.
[...] ]]>La sera prima avevo letto un rapporto strategico della Casa Bianca. Evidentemente il cervello ha deciso di trasformarlo in incubo, e così nel sonno mi sono ritrovato davanti a un losco figuro in eurovisione, marchio “U S A” in bella vista, che parlava con la calma di chi legge il menù di un fast food: “Cari europei, vi stiamo fregando da quarant’anni. La novità è che ora possiamo dirvelo apertamente, mentre vi scarichiamo come un’app che non si aggiorna più.”
Applausi. Non da parte loro, ma da parte nostra. Perché siamo già pronti a ringraziare chi ci accompagna al funerale.
“È più facile ingannare la gente che convincerla che è stata ingannata.” (Mark Twain)
Per decenni ci hanno cullati con ninne nanne zuccherose: “progetto di pace”, “casa comune”, “visione culturale superiore”. Che poesia. Che dolcezza. Un bambino di tre anni avrebbe storto il naso, noi invece abbiamo applaudito con convinzione.
[...] ]]>Relativamente all'utilizzo non infrequente degli interruttori di protezione in condizioni fuori standard a proposito del suo fattore di potenza inferiore a quello convenzionale di prova sembra che qualcosa non torni nel comportamento del CEI. Dobbiamo preoccuparci ?
Nella Domanda-Risposta n. 15 presente nella guida CEI 121-5 in vigore a pag. 164 si affrontava finalmente il problema della corretta scelta degli interruttori di protezione tutte le volte, e sono numerosissime, che il fattore di potenza della corrente di cortocircuito presunta da contrastare risulta inferiore a quello di prova, alla quale in laboratorio gli stessi interruttori sono, secondo la norma tecnica applicabile, provati e pertanto abilitati.
[...] ]]>Ci sono voci che non si limitano a parlare: scuotono i muri di un teatro che da troppo tempo recita la stessa commedia. Quella di Vladimir Putin è una di queste voci: un tuono che interrompe il concerto di violini stonati che suonano a Bruxelles, Parigi e Washington. Dopo decenni di diplomazia mascherata da moralismo, la maschera è caduta: resta solo il nudo appetito di potere.
[...] ]]>In these notes I wanted to share something that often goes unnoticed when restoring or examining older electronic devices: the presence of hazardous substances on circuit boards produced before RoHS existed. I recently opened a small FM receiver module from the early 1990s. At first glance, it looked perfectly normal — resin-coated PCB, tin-lead solder joints, and a simple RF front-end. But as I worked on it, I was reminded how different today's electronics are, especially because of RoHS rules.
RoHS (Restriction of Hazardous Substances) has become one of the most influential regulations in the electronics world, and restoring older equipment is a good way to appreciate its importance. Before the mid-2000s, it was normal to find lead-based solders, chromium-treated metal casings, and plastic components containing brominated flame retardants. All of this made manufacturing easy, but it also meant that disposing of these devices could release chemicals that linger in the environment for decades.
[...] ]]>Gli appassionati di elettronica si trovano molto spesso a dover caricare e/o testare ogni genere di batteria, con uno o piu elementi in serie, che alimenta strumenti e utensili portatili di ogni genere . In questo articolo cercherò di evidenziare le qualità impensabili di questo interessante caricabatterie per il modellismo che ho pagato circa 35 euro.
Un tempo non tanto lontano la maggior parte degli strumenti portatili erano equipaggiati con una batteria al piombo o al NichelCadmio o con pile non ricaricabili spesso alcaline e zinco carbone a volte non più reperibili. Risulta spesso conveniente unire la nuova tecnologia di batterie ad uno strumento o utensile datato per riportarlo di nuovo in funzione. Attualmente le diverse tecnologie al Litio (LiIon LiPo LiFePO4 LTO ) hanno soppiantato le tecnologie precedenti in molte applicazioni. Ognuna di queste tecnologie spesso ha differenti strategie di ricarica con tensioni nominali diverse. Avere un unico strumento per la gestione corretta di queste batterie potrebbe quindi essere molto utile. Non c'è nulla di peggio di un utensile inutilizzabile nel momento del bisogno perché ha la batteria guasta o scarica.
[...] ]]>Sir Francis Drake, uomo di mare e di fede (a modo suo), baronetto e corsaro, fu il protagonista assoluto dell’egemonia britannica sui mari. La sua circumnavigazione della Terra, seconda della storia, non fu solo un’impresa geografica, ma un gigantesco atto di pirateria legalizzata: galeoni spagnoli depredati, porti incendiati, bottini accumulati e poi santificati dalla regina Elisabetta I con titoli nobiliari.
Henry Morgan, altro nome scolpito nella leggenda, servì la corona con la stessa dedizione con cui depredava i Caraibi. Non meno “illustri” furono John Hawkins, Walter Raleigh e Thomas Cavendish: uomini celebrati come esploratori e patrioti, ma in realtà corsari dediti alla tratta degli schiavi e al saccheggio sistematico.
[...] ]]>Lo ammetto: non sono il tipo che va d’accordo con il pensiero dominante. Sul forum dove scrivo, o scrivevo, non sono esattamente la mascotte del consenso. Non mi omologo, non mi accodo, non mi inginocchio davanti al mainstream. E questo, a quanto pare, disturba.
Ogni volta che provo a esprimere un pensiero fuori dal coro, mi ritrovo circondato da paladini dell’ortodossia ideologica, pronti a difendere la loro verità assoluta come se fosse un patrimonio UNESCO. Non si discute: si etichetta. Non si argomenta: si cancella. E se osi dubitare, sei subito bollato come provocatore, guastafeste, putiniano, anti-questo, anti-quello… o peggio: pensante.
Così ho deciso di scrivere questo articolo. Non per convincere qualcuno, non ne ho la presunzione, ma per mettere nero su bianco una riflessione che mi ronza in testa da tempo: la differenza tra ideale e ideologia. Una distinzione che, a mio avviso, separa chi cerca laverità da chi si accontenta di una versione comoda.
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