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Gli ultimi articoli inseriti da asdf


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pubblicato 9 anni fa, 1.196 visualizzazioni

L'intento del seguente dall'articolo è quello di esporre in breve alcune della caratteristiche del sottosistema dell'energia elettrica, nel tentativo di rendere un servizio utile a chi sia interessato a tali argomenti e, anche, nel tentativo, da parte del sottoscritto, di effettuare una ricapitolazione generale di alcuni concetti in vista dell'esame. Parleremo nell'ordine del sistema fisico dell'elettricità e della filiera del sottosistema elettrico.

Il servizio, oggi, è offerto per mezzo di un grande sistema infrastrutturale a rete. In quest'ultima viene immessa l'energia prodotta grazie all'impiego delle varie fonti. La rete si articola in più reti che sono caratterizzate da differenti livelli di tensioni. Il trasferimento dell'energia dal luogo in cui viene prodotta al luogo in cui viene utilizzata avviene in corrente alternata trifase.

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pubblicato 9 anni fa, 2.930 visualizzazioni

Si sente tanto e spesso parlare di inquinamento e si cerca da sempre, in particolar modo negli ultimi anni, di sensibilizzare le persone ad una maggiore attenzione verso l'ambiente che ci circonda.

Vediamo di capire, in breve, cosa si intenda per inquinamento e quali siano le "tipologie" (è un parola brutta ma credo sia forse la più indicata) di inquinamento dei nostri giorni.

L'inquinamento è definibile come l'alterazione, che riguarda l'uomo, che compromette l'ecosistema e danneggia una o più forme di vita. Questa è una definizione generale di inquinamento. Se volessimo scendere nel particolare ovviamente occorrerebbe fare riferimento al contesto specifico, cioè al sistema naturale che si prende in esame.

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pubblicato 9 anni fa, 875 visualizzazioni

Una fonte energetica è definibile come tutto ciò che la natura ci ha messo a disposizione per produrre energia. Si parla di :

fonti primarie, che consentono di produrre energia direttamente così come si trovano in natura; fonti secondarie, che sono invece prodotte in modo artificiale tramite una trasformazione delle prime.

Le fonti secondarie che possono essere trasportate fino ai siti di utilizzazione sono dette vettori energetici. Un'altra distinzione, a cui faremo riferimento nel seguito, è quella tra :

fonti non rinnovabili, che si sono formate in epoche antichissime ed hanno dei tempi di rigenerazione così lunghi, se relazionati alla nostra scala temporale, che, una volta sfruttate, si considerano esaurite; fonti rinnovabili, che si considerano sempre disponibili. [...]

pubblicato 9 anni fa, 849 visualizzazioni

Il seguente articolo vuole essere una breve rassegna panoramica degli impianti per la produzione di energia termica. Buona lettura.

Per caldaia si intende il dispositivo che realizza la conversione dell'energia chimica di un combustibile in energia termica per mezzo di una reazione esotermica di combustione con aria e consente il riscaldamento di un fluido termovettore, in genere acqua. Va detto comunque che oggi vi sono anche caldaie che adoperano l'olio diatermico come fluido termovettore. L'olio diatermico presenta le seguenti caratteristiche :

riesce a raggiungere temperature alte anche a pressioni basse; densità molto elevata; buona conducibilità termica; buona resistenza all'ossidazione; nessuna aggressività nei confronti dei materiali metallici; buone proprietà antischiuma e rilascio d'aria; alta temperatura di infiammabilità. [...]

pubblicato 9 anni fa, 4.053 visualizzazioni

Il seguente articolo vuole essere una prima introduzione a quelli che sono i motori alternativi a combustione interna, di cui verranno esposte le generalità e che cercheremo di classificare.

Va detto che quanto riportato in questo articolo è, ovviamente, solo una panoramica di alcuni degli aspetti essenziali di un argomento vastissimo come quello dei motori alternativi a combustione interna, che meriterebbe una trattazione molto più lunga, articolata e complessa. Buona lettura.

Il funzionamento cinematico e su cui si basa il trasferimento di lavoro per un motore alternativo a combustione interna, denominato anche in modo più "sbrigativo" motore a c.i., è quello delle macchine volumetriche alternative, con il meccanismo biella-manovella, che cercheremo ora di esporre brevemente.

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pubblicato 9 anni fa, 490 visualizzazioni

Nelle tante cavità sotterranee situate in numerose nazioni del mondo, in particolar modo nel Medio Oriente, insieme al petrolio è presente quasi sempre del gas ad alta pressione, composto perlopiù da metano, che viene detto gas naturale. Il metano può essere adoperato in vari servizi che impiegano in genere compressori centrifughi ad alta pressione che richiedono, affinché possano essere azionati, dei valori elevati di potenza meccanica. Nel seguito descriveremo alcuni di questi servizi.

In un giacimento petrolifero, quando si perfora un pozzo, la pressione che viene esercitata sul greggio dal metano, che è eventualmente presente, ne agevola la fuoriuscita e contemporaneamente determina la soluzione nel greggio di una notevole quantità di gas che dal pozzo fuoriesce con il greggio e che deve essere quindi rimosso. Vicino ad un pozzo petrolifero è quindi presente quasi sempre un impianto di separazione, schematicamente illustrato nella figura che segue :

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pubblicato 9 anni fa, 3.715 visualizzazioni

Nell'articolo dedicato alla macchina termica, avevamo visto nel finale la macchina di Carnot e il ciclo che essa segue, cioè il ciclo di Carnot, che riportiamo nuovamente di seguito :

Vediamo cosa succede se si percorre il ciclo in senso antiorario. Nella figura che segue è riportata tale situazione :

Si vede che l'area sottesa dalla isoterma superiore è diventata negativa (cioè qA < 0) e quella sottesa dalla isoterma inferiore è diventata positiva (cioè qB > 0) e quindi l'energia meccanica è negativa (cioè l = qA − qB < 0), cioè è l'ambiente a fornirla al sistema. Tra le varie cose, si nota anche che le isoterme si trovano all'esterno delle rette che indicano i livelli di temperatura dei due SET. Si parla, insomma, in tal caso, di ciclo inverso che implica una inversione per le interazioni energetiche che ci sono tra il sistema e l'ambiente.

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pubblicato 9 anni fa, 2.942 visualizzazioni

Nel seguente articolo cercherò di analizzare gli aspetti essenziali che ci serviranno per capire in linea generale cosa sia una macchina termica e per cercare di fare delle brevi considerazioni (analitiche e non) in merito. Onde evitare di fare una trattazione troppo lunga e "continua", ho cercato di suddividere in varie "sezioni" l'articolo (si consulti a riguardo l'indice cliccando su Mostra indice) al fine di comprendere meglio determinati concetti. Il "punto di partenza" è l'articolo dedicato ai bilanci di entropia nei sistemi termodinamici chiusi ed aperti. Buona lettura.

Nel corso della trattazione ricorreremo all'utilizzo del SET e di quello che poi vedremo essere il SEM. Partiamo dal primo. Il SET, Serbatoio di energia termica, è un sistema ideale di volume costante e con capacità termica infinita atto al trasferimento di energia nella sola modalità calore. Questo trasferimento di energia avviene a temperatura costante e con generazione entropica interna nulla. Dal punto di vista analitico :

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pubblicato 9 anni fa, 7.344 visualizzazioni

Prendiamo in esame un sistema isolato, SI, fatto in modo tale da essere composto da due sottosistemi, dei quali uno ha una temperatura maggiore dell'altro. Ad esempio, supponiamo che i due sottosistemi, A e B, siano due pezzi di metallo a contatto tra di loro e che all'istante iniziale si abbia :

Guardiamo ora quanto raffigurato schematicamente nella figura che segue e cerchiamo di spiegarne il significato:

Dall'esperienza di tutti i giorni, si osserva, nell'intervallo di tempo Δθ, il trasferimento di energia, in modalità calore, dal sistema A al sistema B. Tenendo conto della sola prima legge della termodinamica relativamente alle tre superfici di controllo SC1, SC2 ed SC3, si ha:

In sostanza, l'energia di A diminuisce, quella di B aumenta dello stesso ammontare e quella del sistema isolato SI rimane immutata. Per assurdo supponiamo che l'interazione avvenga nel senso opposto, cioè da B ad A; sempre secondo la prima legge si avrebbe:

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pubblicato 9 anni fa, 3.316 visualizzazioni

L'articolo che segue vuole essere, senza alcuna pretesa di rigore scientifico e di precisione assoluta, in quanto non ne possiedo le competenze, una trattazione breve e spero utile dell'argomento della codifica delle immagini nell'ambito dell'informatica. L'intento dell'articolo è di fornire dei concetti utili per lo studio (come nel caso del sottoscritto) o più in generale per una lettura disinteressata. Buona lettura.

Un'immagine è una informazione continua in tre dimensioni, che si caratterizzano in:

due dimensioni spaziali; una dimensione colorimetrica.

Per codificarle è necessario ricorrere a tre discretizzazioni. Quelle spaziali (in numero di due) riducono l'immagine ad una matrice di punti che sono denominati pixel (termine derivante da picture element); la discretizzazione colorimetrica limita l'insieme di colori che ogni pixel può assumere ad un definito sottoinsieme.

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(10 pagine)


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