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Gli ultimi articoli inseriti da asdf


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pubblicato 9 anni fa, 755 visualizzazioni

L'intento di questo articolo è di affrontare, si spera sempre nel modo più corretto e chiaro possibile, la trattazione di un argomento importante nell'ambito dell'algebra lineare quale quello della diagonalizzazione.Cercherò di affrontare l'argomento in maniera graduale percorrendo le varie tappe necessarie alla comprensione dell'argomento nel suo insieme.Data la lunghezza dell'articolo, per orientarsi nella sua consultazione, si consiglia di cliccare sul pulsante Mostra indice posto in alto.Buona lettura.

Consideriamo, su un campo K, il polinomio seguente:

Data una matrice A quadrata, essa può essere definita come:

dove I è la nota matrice identità.In particolare, diremo che A è una radice, o uno zero, del polinomio f(t) se [Formula] .

[...]

pubblicato 9 anni fa, 715 visualizzazioni

Lo scopo del seguente articolo è quello di effettuare un'introduzione alle applicazioni lineari. Il punto di partenza sono i tre articoli riguardanti le matrici, i sistemi di equazioni lineari e gli spazi vettoriali, sperando di essere chiaro e corretto nella trattazione e di offrire agli utenti un buon articolo (qualora dovessi aver fatto degli errori, me ne scuso, e vi chiedo in anticipo di segnalarmeli al fine di correggerli al più presto). Buona lettura.

Partiamo da due insiemi A e B. Se supponiamo che ad ogni elemento appartenente ad A sia assegnato un unico elemento appartenente a B, la "collezione" di queste assegnazioni è detta applicazione o mappa da A in B. L'insieme A è detto dominio dell'applicazione mentre B è detto codominio. La simbologia adottata per definire una applicazione f da A in B è la seguente:

[...]

pubblicato 9 anni fa, 5.820 visualizzazioni

Un aspetto indubbiamente importante che va considerato quando si è nella fase di selezione dei materiali nella progettazione, nello sviluppo e nella produzione di componenti vari è il tenere conto della possibilità di fallimento del componente stesso, quando è "in attività". Cosa vuol dire fallimento? Fallimento può voler dire tre cose:

incapacità di eseguire una precisa funzione; incapacità di incontrare i criteri di prestazione nonostante il componente sia ancora funzionante; incapacità di lavorare in sicurezza in affidabilità anche dopo l'avvenuto deterioramento.

Esempi di situazioni di fallimento sono lo snervamento, l'usura, la deformazione di compressione, la corrosione e la frattura. Nel seguente articolo ci interesseremo del fallimento per frattura dei componenti progettati, fallimento che gioca un ruolo influente nelle prestazioni meccaniche degli stessi componenti. Verranno analizzate le varie modalità di frattura e di collasso.

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pubblicato 9 anni fa, 1.822 visualizzazioni

Il seguente breve articolo ha l'intento di rendere note le linee generiche (quindi senza alcuna presunzione di definirsi esaustivo al 100%) di alcuni degli aspetti principali relativi agli scambiatori di calore, raccogliendo e sistemando gli appunti presi durante i corsi. Dopo una definizione iniziale di cosa sia uno scambiatore di calore, verranno analizzate in via panoramica alcune tipologie di scambiatori di calore. Verranno poi definite, anche analiticamente, le prestazioni di uno scambiatore di calore.

Uno scambiatore di calore (per comodità di scrittura e di lettura lo chiameremo nel corso della trattazione con la sigla SDC) è un dispositivo che permette il trasferimento di energia termica da un fluido a temperatura maggiore ad uno a temperatura minore. Cercando di essere più specifici si può dire che assolve ad una duplice funzione:

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pubblicato 9 anni fa, 4.382 visualizzazioni

I supporti sono gli elementi funzionali che sorreggono gli elementi rotanti e ne vincolano la posizione agli assi. I cuscinetti, invece, costituiscono la parte del supporto che è a contatto con l'elemento rotante; essi sono in genere vincolati al supporto ma sono costruiti con diverso materiale e con caratteristiche diverse atte a ridurre l'attrito al contatto. La seguente figura ritrae dei supporti con cuscinetti:

In base all'attrito i cuscinetti si dividono in due categorie:

cuscinetti a strisciamento o radenti; cuscinetti a rotolamento o volventi.

Va poi considerato che vi sono anche cuscinetti atti a sopportare carichi in direzione radiale o assiale. Per i cuscinetti volventi c'è anche la possibilità di sopportare un carico misto, radiale più assiale, cioè obliquo.

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pubblicato 9 anni fa, 25.487 visualizzazioni

Come abbiamo potuto vedere negli articoli dedicati alle filettature, tra i filetti della vite e quelli della madrevite c'è un certo gioco. Accade che quando nell'accoppiamento i filetti stessi sono a contatto si ha un attrito che impedisce il movimento reciproco e quindi si incorre in un probabile svitamento spontaneo e quando vi sono vibrazioni, urti e dilatazioni termiche il contatto può cessare con conseguente allentamento del collegamento o persino scioglimento dello stesso.

Per evitare un rischio del genere è possibile intervenire secondo due modalità:

si può operare mantenendo sempre a contatto i filetti della vite con quelli della madrevite: tale metodo è detto anche a sicurezza relativa poiché permette sì di diminuire il rischio di allentamento ma non di impedirlo del tutto; si può operare impedendo la rotazione relativa tra vite e madrevite: può basarsi quindi su un impedimento alla rotazione con un bloccaggio elastico (si parlerà ancora di sicurezza relativa) oppure può basarsi su un dispositivo di arresto meccanico ed allora si parla di sicurezza assoluta perché o svitamento avviene solo rimuovendo il dispositivo. [...]

pubblicato 9 anni fa, 998 visualizzazioni

Il dado è un elemento con un foro assiale filettato, dotato di un dispositivo di trascinamento avvitato su di una vite o su di un prigioniero, al fine di realizzare un collegamento a pressione.

Riportiamo ora la seguente tabella che passa in rassegna i vari tipi unificati di dado, di cui riportiamo denominazione e rappresentazione.

Di seguito invece sono proposte alcune immagini relative ad alcuni dei tipi di dadi elencati nella tabella di cui sopra:

I tipi più comuni di dadi sono quelli esagonali:

nei quali il rapporto tra la lunghezza assiale e il diametro di filettatura, variabile da 1 per i dadi alti a 0.4 per i dadi bassi, conferma il fatto che lunghezze di avvitamento elevate non sono necessarie. I dadi normali sono quelli più utilizzati, i dadi alti sono utilizzati in casi eccezionali e i dadi bassi sono utilizzati per sforzi limitati e per ingombri ridotti.

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pubblicato 9 anni fa, 17.313 visualizzazioni

Partendo dall'articolo dedicato agli elementi principali di una filettatura, vogliamo ora con il seguente articolo effettuare una rassegna dei vari sistemi di filettature. Poiché la trattazione è risultata un po' lunga, vi consiglio di spulciare l'indice , ( cliccando su Mostra indice, poco più in alto, a destra) se siete interessati ad un argomento in particolare.

Gli elementi che caratterizzano ogni sistema di filettatura sono:

forma del filetto; valori dei diametri scelti per la vite e madrevite; valori dei passi in relazione a vari diametri; tolleranze di lavorazione.

Inoltre in base, ad esempio, alla forma del filetto vi sono filettature a profilo triangolare, trapezoidale, a denti di sega, etc.Oppure se si prende come riferimento la lunghezza del passo rapportata al diametro si hanno filettature a passo grosso e a passo fine.

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pubblicato 9 anni fa, 9.502 visualizzazioni

Il seguente articolo si propone di realizzare un excursus dei principali metodi di esecuzione di una filettatura. Ci soffermeremo maggiormente su alcuni di questi metodi.

Due sono le tipologie sostanziali di esecuzione di una filettatura:

lavorazione per deformazione plastica a freddo, o rullatura, a cui si ricorre per grosse produzioni; lavorazione per asportazione di truciolo, a mano o su una macchina utensile, qualora si dovesse richiedere una maggiore precisione o comunque per filetti di grosse dimensioni.

Nel processo di rullatura, il profilo viene ricavato grazie ad un procedimento di deformazione plastica del materiale con cui si possono eseguire filettature esterne in grande serie. In pratica si tratta di un processo di coniatura a freddo su delle macchine apposite dette rullatrici. Sono macchine a ciclo automatico ad elevata produttività.

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pubblicato 9 anni fa, 9.701 visualizzazioni

La filettatura è un risalto a sezione costante, detto filetto, che è avvolto ad elica sulla superficie esterna di un elemento cilindrico, oppure conico, detto vite o sulla superficie interna di un elemento simile, detto madrevite. Nelle figure che seguono (tratte da http://www.vuototecnica.net/companie.php) sono ritratti alcuni esempi di elementi filettati:

Vite e madrevite formano un accoppiamento poiché i due risalti sono realizzati in modo tale che al vuoto dell'uno corrisponda il pieno dell'altro. La vite può essere inserita nella madrevite qualora alla sporgenza della vite corrisponda l'incavo della madrevite: si parla in tal caso di elemento maschio per la vite e di elemento femmina per la madrevite. La vite avanza in direzione assiale: se l'avanzamento è impedito da un ostacolo, su questo si esercita una pressione che genera un attrito tale da impedire ogni spostamento reciproco. Quindi i collegamenti filettati sono dei collegamenti per attrito e le vite agiscono mediante un'azione di compressione dei pezzi da collegare e non agiscono solo da ostacolo al movimento.

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(10 pagine)


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