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Moltiplicando i valori di corrente di una caratteristica
di intervento di un fusibile o di un MT per la resistenza di terra si
trova la durata di una data tensione sulle masse.
Se si riporta la curva ottenuta o con diverse Resistenze
ed uno stesso dispositivo o con diversi dispositivi dello stesso tipo ed una stessa
resistenza di terra nel grafico della caratteristica sicurezza, si
ottengono curve tipo quelle disegnate in rosso, verde, blu nella figura
di destra.
Le combinazioni resistenza di
terra - dispositivo che
soddisfano ai requisiti di sicurezza sono quelle che stanno sotto la
curva di sicurezza.
Se si considera ad esempio la corrente di intervento a 5
secondi del dispositivo, poiché 5 secondi è il valore massimo per cui
il corpo umano può sopportare la tensione limite UL, si può stabilire
il criterio per coordinare la resistenza di terra con il dispositivo di
protezione.
Deve essere:
RT*I5s < UL
Poiché la corrente di intervento a 5 secondi dei
dispositivi magnetotermici è abbastanza superiore alla corrente
nominale del dispositivo che corrisponde alla corrente nominale
dell'impianto, essendo UL=50 V, per ottenere la sicurezza
occorrerebbe realizzare resistenze di terra di frazioni di Ohm, e, tanto
più piccole quanto maggiore è la potenza installata. Il che, tra
l'altro, è abbastanza irrazionale in quanto non è che un impianto di
poca potenza installata sia meno pericoloso di uno a pari tensione
nominale e di maggiore potenza.
D'altra parte i dispositivi magnetotermici non sono nati
per proteggere le persone dai contatti indiretti, ma per proteggere
l'impianto dalle sovracorrenti.
Occorre allora ricorrere agli interruttori
differenziali.
I magnetotermici possono conseguire la protezione contro
i contatti indiretti nel sistema TN dove un guasto corrisponde in
effetti ad un cortocircuito.
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