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RESISTENZA EQUIVALENTE Per determinare la resistenza equivalente di una qualunque rete resistiva vista da due terminali, è sufficiente immaginare di collegare ai due terminali un generatore ideale di tensione, calcolare la corrente da esso erogata e fare il rapporto tra la f.e.m del generatore e l’intensità di corrente calcolata.
Matematicamente ciò equivale a procedere nel seguente modo. Si immagini di scrivere il
sistema di equazioni che risolve la rete ricorrendo al metodo delle correnti di
maglia. La maglia con il generatore di tensione sia la n. 1 e sia m il
numero delle maglie. Il sistema, utilizzando la notazione matriciale sarà del tipo:
La corrente erogata dalla f.e.m.
E è I=i1 Si ha allora
Spesso si procede in altro modo, per calcoli e schemi
successivi ricorrendo ai concetti di serie e di parallelo. Più resistenze si dicono in serie quando sono percorse
dalla stessa corrente, in parallelo quando sono sottoposte alla medesima
tensione. La resistenza equivalente a n resistenze in serie
corrisponde alla somma delle n resistenze mentre la resistenza
equivalente di n resistenze in parallelo è l’inverso della somma degli
inversi delle n resistenze.
La tensione applicata alla serie è infatti, per il secondo
principio di Kirchhoff, la somma delle tensioni ai capi delle singole
resistenze, che per la legge di Ohm sono uguali al prodotto delle resistenze
per la corrente comune. Si ha allora:
Nel caso del parallelo invece, per il primo principio di Kirchhoff
la corrente totale è la somma delle correnti sulle singole resistenze le quali,
per la legge di Ohm, sono uguali alla tensione comune diviso la resistenza
stessa. Si ha in definitiva:
Da cui
Il metodo di calcolo consiste perciò nell’individuare
serie e/o paralleli di resistenze, sostituirli con il valore della loro
resistenza equivalente e procedere fino ad arrivare ad avere una sola
resistenza che è la resistenza equivalente totale. A volte però ci si imbatte in reti in cui non è possibile
individuare né resistenza in serie, né resistenze in parallelo com’è il caso
della rete di figura ( nota con il nome ponte di Wheatstone)
Si ricorre allora alla trasformazione stella-triangolo.
Una stella è un tripolo costituito da tre resistenze
aventi un terminale comune mentre i tre terminali liberi sono collegati a punti
di diverso potenziale. Un triangolo è un tripolo costituito da tre resistenze
collegate una di seguito all’altra formando una figura chiusa. I tre punti di
connessione delle resistenze sono assimilabili ai vertici di un triangolo e
sono collegati a punti di diverso potenziale. Le equazioni che definiscono la trasformazione si ricavano
estendendo il concetto di equivalenza espresso per un bipolo ad un tripolo. Un
tripolo è equivalente ad un altro se, considerati due qualsiasi poli dell’uno,
la relazione che lega tensione e corrente entrante è la stessa di quella che si
ottiene considerando i poli corrispondenti dell’altro tripolo. Ciò equivale ad impostare il sistema di equazioni
Si hanno dunque le relazioni:
Nel caso del ponte di Wheatstone R1, R2, R5 costituiscono una stella (come R3, R4, R5) mentre R1, R3, R5 formano un triangolo (come R2, R4,R5). Sostituendo allora o una stella con il triangolo equivalente o un triangolo con la stella equivalente si ottiene un circuito equivalente composto da resistenze in serie ed in parallelo come si evidenzia nelle figure seguenti.
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