Cos'è ElectroYou | Login Iscriviti

ElectroYou - la comunità dei professionisti del mondo elettrico

1
voti

Disaccoppiare con trasformatore di isolamento

Domanda:

Salve, sono uno studente di Ing. Elettronica e sto ultimando la preparazione dell'esame di Elettronica Industriale in cui si parla della realizzazione di convertitori DC/DC operanti in commutazione con isolamento interno (Fly-back o Forward). In questo contesto e' stato affrontato (in maniera molto superficiale) il problema dell'isolamento elettrico degli apparati mediante l'uso di un trasformatore. Come funziona? Come il trasformatore di isolamento e' in grado di "disaccoppiare" l'apparecchio dalla rete al fine di evitare la folgorazione dell'operatore che accidentalmente tocca lo chassis od un qualsiasi altro filo "caldo" ? Grazie Mille !!! Complimenti per il sito !!!! Saluti

Risponde admin

Affinché una corrente circoli nel corpo umano, questo deve essere parte di un circuito chiuso. Se si tocca una parte attiva della rete elettrica di distribuzione, poiché questa ha un punto collegato a terra si chiude il circuito parte attiva- corpo umano- terra. Il trasformatore di isolamento non ha alcun punto del secondario collegato a terra, e se si tocca una sua parte attiva non si chiude alcun circuito, quindi non c'è passaggio di corrente nel corpo. In realtà si chiude il circuito parte attiva - corpo umano- capacità della parte attiva del secondario verso terra (capacità di esercizio), ma la corrente che si instaura è limitata dall'elevata reattanza della capacità. Per questo motivo il circuito alimentato dal secondario del trasformatore di isolamento deve avere una estensione non eccessiva (come è il caso di trasformatori che sono sostanzialmente parte dell'apparecchiatura). Infatti maggiore è l'estensione dell'impianto maggiore è la capacità di esercizio e minore la corrispondente reattanza. Il secondario è inoltre perfettamente isolato dal primario, quindi non si può chiudere un circuito che interessi il primario e di cui faccia parte il corpo di chi è in contatto con il secondario: "il tasto" tra primario e secondario è sempre aperto.
7

Commenti e note

Inserisci un commento

di ,

C'è un forum apposito per le domande, con molti più esperti che possono vedere capire e rispondere

Rispondi

di ,

Buongiorno mi accodo a questa vecchia domanda relativa al trasfo di isolamento. Il problema è la verifica di circuiti elettronici alimentati direttamente dalla rete ( ved regolazioni a triac o simili) con l'oscilloscopio. L'oscilloscopio monotraccia o a doppia traccia ha il puntale collegato con un cavetto coassiale all'ingresso dello strumento e la calza di schermo del cavetto stesso collegata alla massa dello strumento. Ho notato che la massa dello strumento non è isolata dalla rete di alimentazione a 230 V ( fase neutro) quindi lo schermo del cavetto risulta collegato al neutro della rete ed è collegato anche al circuito in prova. Il neutro della rete è normalmente collegato a terra nella cabina di trasformazione del distributore (Enel o simili). Fra neutro rete di alimentazione del circuito e circuito di terra possono esserci valori di tensione nulli o molto piccoli dovuti alle perdite ed alla resistenza di terra. Per evitare l'intervento dell'interruttore differenziale che protegge la rete alimentante l'oscilloscopio, occorre utilizzare un trafo di isolamento rete/strumento?

Rispondi

di ,

Non credo in quanto Alex non ha mai postato messaggi nel forum

Rispondi

di ,

Scusa intendevo quello di Alex? sotto...

Rispondi

di ,

Perché quella che hai letto non è una risposta?

Rispondi

di ,

è mai stata data risposta sul forum a questo quesito?

Rispondi

di Alex ,

Secondario del trasformatore d'isolamento a terra. In un sistema che gestisce la movimentazione delle casse di manovra tranviarie è stato scelto di utilizzare per l'alimentazione un trasformatore di isolamento con il secondario messo a binario e quindi battezzando un conduttore come neutro. La carcassa del motore della cassa di manovra è stata ugualmente messa a binario per avere lo stesso potenziale. Subito a valle del trasformatore c'è un magnetotermico generale e per ogni singola cassa di manovra c'è un magnetotermico dedicato. Può questo sistema garantire una adeguata sicurezza sia alle persone che alle apparecchiature ?

Riaposta automatica

C'è il forum per le domande

Rispondi

Inserisci un commento

Per inserire commenti è necessario iscriversi ad ElectroYou. Se sei già iscritto, effettua il login.