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Carlo Zanetti
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Interruttore generale

Domanda:

Esiste un criterio generale per determinare le caratteristiche elettriche ("In" sopprattutto) dell'interruttore generale di un quadro elettrico industriale in BT? La sua In può essere sempre uguale alla somma delle "In" degli interruttori dei singoli circuiti in partenza?

Risponde Carlo Zanetti

La scelta dell'interruttore generale è vincolata ad una notevole serie di elementi. Il criterio più semplice sarebbe quello di scegliere un interruttore con In pari alla somma delle In dei singoli interruttori in partenza, ma è generalmente poco proponibile sotto l'aspetto economico. E' infatti estremamente improbabile che tutte le linee siano contemporaneamente attive alla loro potenza nominale per cui è in realtà corretto e conveniente riparametrare, in base al coefficiente di contemporaneità e al coefficiente di utilizzo di ogni singolo interruttore la In dell'interruttore generale. Anche la richiesta dell'impegno di potenza all'ente distributore (ENEL) è vincolata allo stesso parametro di contemporaneità e di utilizzo. Se vogliamo prendere come esempio una abitazione solitamente si installa un interruttore MT In 16 A per la linea prese FM ed un interruttore MT In 10A per al linea illuminazione. La somma dei due interruttori è 26A. Nella maggior parte dei casi si trova un interruttore MTD o D con In pari a 25A che è sovradimensionato per un impianto ENEL di 3,3kW pari a 16A che è in grado di fornirci sia luce che forza motrice ma non per una corrente complessiva di 26 A che si avrebbe se luce e forza motrice utilizzassero contemporaneamente l'intera potenza permessa dai rispettivi interruttori di protezione...

Carlo Zanetti

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Commenti e note

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di ,

"Se in un abitazione avessi ad esempio 4 linee protette da un interruttore da 16 A..." Le 4 linee ovviamente si intendono protette singolarmente da un interruttore da 16 A.

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Non capisco il metodo della somma delle In degli interruttori a valle per poter definire la corrente nominale dell'interruttore generale (magneto-termico) a monte. Se in un abitazione avessi ad esempio 4 linee protette da un interruttore da 16 A (zona giorno, zona notte, zona studio1 e zona studio2) sommandole avrei una corrente di 64 A ma chiaramente se la fornitura è da 3 kW basterebbe un 25 A considerando il famoso 10 % in più prelevabile sulla potenza contrattuale. Al massimo ci metto un 40 A se voglio prevedere una fornitura da 6 kW ma di più per un abitazione non credo sia il caso. Poi è chiaro che in ambito industriale le cose cambiano considerando il vincolo al ciclo produttivo dell'attività. Se ci sono delle macchine che funzionano contemporaneamente alla massima potenza bisogna tener conto di questo ma secondo me sommare le In degli interruttori a valle del generale per poter definire la In di questo significherebbe sovradimensionare l'interruttore. Conviene sempre ragionare in termini di potenza assorbita.

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