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voti

Loop tester

Domanda:

Come funziona e cosa misura un loop tester?

Risponde admin

Il loop tester misura la resistenza complessiva di un circuito chiuso o, come si dice, la resistenza dell'anello di guasto. E' spesso usato per la misura della resistenza di terra nei sistemi TT. In realtà però non misura la sola resistenza di terra dell'impianto in esame, Rt, ma la totale resistenza, comprensiva anche della resistenza dei fili, dei collegamenti e della messa a terra del neutro di cabina. Fornisce cioè un valore superiore ad Rt, quindi cautelativo. Trascurando la resistenza dei fili, com'è in genere lecito rispetto a quella di messa a terra, se la resistenza di messa a terra del neutro è pure di valore basso, come in genere è, la resistenza totale misurata, RT, è abbastanza vicina alla Rt dell'impianto. Nella figura è illustrato lo schema di principio

Lo strumento in pratica crea un guasto tra una fase e la terra mediante la chiusura dell'interruttore. Questo già consente di fare immediatamente due osservazioni.

La prima è che se la corrente di guasto è troppo elevata sulle masse può esserci una tensione pericolosa, maggiore di 50 V, per cui lo strumento deve essere dotato di un dispositivo che apre l'interruttore di misura.

La seconda è che lo strumento non può essere usato a valle di un differenziale.

Si misura dunque dappprima la tensione verso terra a vuoto, U0, con interruttore aperto. Quindi, una volta chiuso l'interruttore si legge la tensione U che è la tensione ai capi di una resistenza interna allo strumento e di valore noto, selezionabile con un commutatore e che in genere ha un valore multiplo di 10 ohm.

Nota la Rc scelta, la resistenza totale si ricava con

RT= Rc*(U0- U ) / U

Come detto il loop tester misura la resistenza dell'anello di guasto, quindi è pure impegato nei sistemi TN quando la resistenza prevale sulla reattanza del circuito, cosa che si verifica nei circuiti terminali ma non nelle immediate vicinanze del trasformatore. La resistenza si può allora considerare uguale all'impedenza dell'anello di guasto e verificarne il valore in modo che sia soddisfatta la condizione di sicurezza prevista. Lo strumento va collegato tra una fase ed il conduttore di protezione immediatamente a monte dell'interruttore o del fusibile successivo a quello del quale si vuole accertare il coordinamento. Potrebbe essere necessario by-passare gli eventuali interruttori differenziali presenti.

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Commenti e note

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di ,

Ricaricata: grazie per la segnalazione

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di ,

L'immagine non si vede più è possibile ricaricarla?

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di ,

Salve, ho letto l'articolo, quindi vi espongo il mio caso. Ho un multitester della Fluke. Sulla guida del multitester leggo che l'impedenza d'anello è l'impedenza del generatore misurata tra fase e terra e che l'impedenza di linea è invece l'impedenza del generatore misurata tra fase e neutro[/b. Ho misurato entrambe le grandezze sulla rete domestica a 220 V. Per [b] l'impedenza di linea ho selezionato i terminali L (fase) -N (neutro): il valore mi appare subito e risulta essere uguale a 0,37 Ohm. Per l'impedenza di anello ho selezionato i terminali L-PE (terra): il valore mi appare dopo una quindicina di secondi e risulta essere 0,65 Ohm. Potete chiarirmi in cosa consistono e le differenze tra le due grandezze? Vi ringrazio, augurandovi buona giornata

Redazione: è lo stesso quesito posto nel Forum

http://www.electroportal.net/phpBB2/viewtopic.php?t=10802

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di ,

alex12,
leggi meglio: c'è scritto invece che è spesso usato nei sistemi tt ma che non si può usare a valle di un differenziale perché questo interviene.

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di alex12,

perchè non si usa il loopmetro nei sistemi tt??

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di studiocampo,

sono d'accordo con lei. Io indendevo dire che con 15K appunto uno riesce a capire abbastanza bene se e sotto i 1650 ohm almeno. Aggiungo una cosa, con tutta la modestia del caso, l'errore sulla misura è principalmente quello di lettura delle 2 tensioni. la R potendosi misurare si puo ritenere nota. PS. io non ho un loop tester, la ne ho fatto uno artigianale con una r di 15K fra fase e terra in una spina, misuro la V a vuoto, poi la V sulla Resistenza con un volmetro ed il gioco e' fatto. Ripeto riesco a vedere se almeno sono ragionevolmente sotto i 1600 ohm. buona giornata

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di ,

Certo, se si fa circolare una corrente inferiore a quella di intervento del differenziale, questo non scatta. Ma per avere una misura accettabile la differenza tra U0 ed U deve essere apprezzabile. SE Rc è troppo elevata, 15 k ad esempio e la RT è 50 ohm U0=230 V, U=229,2 teorici. L'errore percentuale di misura è, per valori così vicini eccessivo, quindi in genere Rc è molto inferiore a 15 kohm, tra l'altro selezionabile con un commutatore, ed il differenziale interviene.
Ricordo che l'errore percentuale ex% sulla differenza di due grandezze, X=A-B, se ipotizziamo lo stesso errore percentuale e% su A e su B, nel caso peggiore in cui non si conosca il segno degli errori, è dato da
ex%=e%*(A+B)/(A-B)
Non è difficile allora capire perché non si può utilizzare una Rc da 15 kohm

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di studiocampo,

Nel suo articolo, molto chiaro, non capisco perche in un sistema TT lo "strumento non può essere usato a valle di un differenziale". Io penso, che in realtà si possa usare a valle del differenziale basta prendere una Rc che sia tale che la corrente di guasto sia minore di 15mA, per essere sicuri che non apra il differenziale. quindi si potrebbe fare la prova con una R= 230/15mA=15K 5W. In questo modo anche se l'ultima cifra in scala 700Vac è il volt posso apprezzare Rt di 40/50 V.

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