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Caduta di tensione massima

Domanda:

E' obbligatorio che la caduta di tensione massima non superi il 4%?

Risponde admin

La risposta immediata è no. Non c'è alcuna legge che lo imponga, e nemmeno norme tecniche che lo esigano.

La caduta del 4% del valore della tensione nominale dell'impianto, tra l'origine dell'impianto stesso e qualunque punto di alimentazione di un utilizzatore, è un consiglio che le Norma CEI 64.8 (art. 525) fornisce come valore massimo da rispettare. Un consiglio per un corretto funzionamento delle apparecchiature, che non coinvolge la sicurezza delle persone. Tra l'altro, in un ulteriore commento, la norma lascia in pratica la decisione al committente, il quale può sia esigere una caduta di tensione inferiore al 4% che tollerarne una superiore. In definitiva il valore percentuale della caduta è una specifica di progetto che deriva da considerazioni tecnico-economiche e funzionali.

Vale anche la pena di osservare che si tratta di un valore a regime. Durante i transitori che si hanno ad esempio all'avviamento diretto di grossi motori sono tollerabili cadute percentuali anche del 15%.

Un'ulteriore osservazione è bene farla sulla temperatura da considerare per determinare il valore della resistenza nel computo della caduta. Come noto la resistenza dipende dalla temperatura ed è tanto più elevata quanto quest'ultima è maggiore. Secondo un rapporto CENELEC si dovrebbe considerare come temperatura il valore massimo che l'isolante tollera a regime. Molti programmi di calcolo utilizzano proprio questo dato. Ma se il progettista ha tutti gli elementi per poter dire che con la corrente di impiego a regime la temperatura non supererà il valore di 40°, e sta usando un cavo di gomma etilenpropilenica che ammette una temperatura di 90°, può benissimo decidere di usare i 40° per il calcolo della resistenza. L'ultima parola (e la responsabilità) sulle scelte spetta ancora al progettista.

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Commenti e note

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di ,

Riprendo l'argomento, applicandolo al caso fotovoltaico: premesso che nel lato CC (moduli-inverter) si abbia una caduta di tensione massima dell'1%, se nel lato CA si arriva (per motivi tecnico-economici) a valori di c.d.t. del 10-12%, non si possono avere problemi nell'interfaccia impianto FV-rete elettrica? Inoltre, se è solo una questione di perdita di energia (che si avrebbe comunque nei momenti di produzione massima) basta un documento firmato dal committente in cui accetta tale condizione? Grazie

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di ,

L' unico problema e' che sprechi inutilmente energia.

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di ,

Nel caso di un circuito alimentato a 48Vac (alimentazione schede elettroniche tramite un trafo 220/48Vac), visto che le mie schede hanno un range di funzionamento tra 24 e 48 Vac...posso tollerare c.d.t. anche ad esempio del 40%? o potrebbero subentrare altre problematiche? Grazie

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di GT,

Completa ed esauriente!

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