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Recensioni Elettriche: una buona stazione saldante

Faccio seguito a questo articolo di Attilio che mi ha fatto venir voglia di recensire

Indice

La mia stazione saldante

uellema

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Una domanda ricorrente nel forum riguarda l'acquisto di una stazione saldante, attrezzo di fondamentale importanza per chiunque si dedichi all'elettronica.
C'è chi investe cifre importanti per l'acquisto di una stazione saldante "azzurrina", la cui fama è ben meritata e la cui affidabilità e qualità costruttiva sono ben note, ma il suo costo è, verosimilmente, eccessivo per chiunque dall'elettronica non ne ricavi un reddito.
L'alternativa tra un saldatore a stilo di buona qualità, funzionante a 230V, ed una "azzurrina", è scegliere tra una miriade di stazioni saldanti di costo contenuto, di fabbricazione cinese e dalle forme e colori più disparate.

La stazione saldante che ho acquistato rappresenta, secondo me, un ottimo compromesso tra prezzo e prestazioni. Prima ero solito utilizzare saldatori a stilo di potenze differenti, dai 25 ai 100W, a seconda della tipologia di saldatura del momento; da quando ho acquistato la stazione saldante in questione ho avuto necessità di accendere una volta il saldatore "brutale" da 100W con punta enorme per stagnare dei pezzi di lamiera di rame. Tutto il resto del lavoro lo ho svolto egregiamente con la stazione saldante.

Cinque o sei anni or sono mi trovavo a sfogliare le pagine web di un noto negozio online di materiale elettronico; dato che avevo appena buttato l'ultima punta del mio stilo da 25W e dato che si mormora che le stazioni saldanti a temperatura controllata prolunghino la vita delle punte, ho deciso di acquistarne una.

In quel sito una gran quantità di materiale, dai kit per autocostruire di tutto alla strumentazione, viene venduto con un marchio dal "sapore" vagamente germanico o paesibassico.

È mia opinione, peraltro non suffragata da alcun riscontro fattuale, che tale strumentazione/attrezzatura sia acquistata in Cina, in grandi partite, dai distributori e personalizzata con dei marchi a piacere, essendo comunque la stessa roba a dispetto delle differenze di prezzo tra un marchio e l'altro. Ribadisco che quanto sopra è una mia opinione o, se preferite, sensazione; so per certo che questa pratica è comunque assai diffusa anche in altri settori (es. smerigliatrici angolari, seghetti alternativi e trapani).

Tornando alla stazione saldante, che io acquistai corredata da una manciata di punte di ricambio, ecco di seguito le foto, cortesia di google immagini, di tale stazione in tre diverse denominazioni:
tizio

tizio

caio

caio

sempronio

sempronio


Le caratteristiche principali

La stazione saldante ha uno stilo a bassa tensione (24V) di 48W di potenza che si collega alla stessa tramite un connettore DIN a 5 poli ed è mantenuto alla temperatura impostata e visualizzata tramite display digitale da qualche sofisticatissimo circuito termostatico sulla cui natura non ho intenzione di indagare. L'immancabile interruttore di accensione si trova in basso a sinistra. Oltre al marchio ed alla sigla che contraddistingue il modello, il frontale presenta:

  • un display digitale
  • un potenziometro per la regolazione della temperatura
  • un commutatore per passare dalla impostazione della temperatura desiderata alla lettura della temperatura corrente sul suddetto display.

Dettagli del display

Si tratta di un display a led rossi a 3 cifre da sette segmenti più un'ulteriore cifra ausiliaria, a led verdi e più piccola.
Altri tre led illuminano il frontale: due servono a ricordare all'utente se il commutatore sia in posizione "SET" o "READ", quindi se il display stia visualizzando la temperatura desiderata o la temperatura misurata, il terzo led si accende insieme all'elemento riscaldante. Il display fornisce un'ulteriore indicazione relativa all'unità di misura della temperatura; nel mio caso esso recita "°C" e non esiste alcun controllo accessibile dall'utente per modificare la lettura in gradi Fahrenheit, di uso comune in altre parti del mondo. Probabilmente ci sarà un piccolo interruttore o un ponticello sul circuito stampato per assolvere a questa importantissima (?) funzione. C'è chi si ostina a misurare il mondo in piedi, pollici e iarde, la febbre in Fahrenheit e la birra in pinte; lo trovo piuttosto anacronistico ma tant'è, in fondo c'è pure chi tiene la sinistra ma, finché lo fa al paese suo dove è la norma, troppi danni non ne può fare.

Altre caratteristiche

Sulla fiancata di sinistra c'è il connettore DIN a 5 poli femmina per collegare lo stilo alla base. Sulla parte superiore della base si trova una vaschetta metallica destinata ad ospitare la spugnetta da inumidire per pulire la punta del saldatore e nella parte posteriore, subito dietro la vaschetta, ci sono due fessure che permettono di posizionare il reggistilo a destra o a sinistra della base.

Impressioni dopo anni di utilizzo

La stazione saldante lavora poco, in quanto non mi guadagno il pane con l'elettronica e, pertanto, rimane spenta per giorni salvo poi essere accesa tutto il giorno quando sto lavorando su qualcosa di elettronico.

Lo stilo è appena un po' rumoroso, nel senso che emette un leggero scricchiolìo dovuto alle sollecitazioni termiche ma la ha sempre fatto, fin da nuova, e non lo trovo un grosso problema.

La variazione della temperatura ovviamente funziona. Non saprei dire se il display dica il vero o meno; non ho mai pensato di misurare con un termometro la temperatura della punta per confrontare la misura con quanto affermato dal display ma vedo chiaramente la differenza nella fusione della lega tra 275°C e 325°C.

Da ragazzino feci apprendistato presso un laboratorio "serio" dove qualche "azzurrina" c'era; se consideriamo che ho pagato la mia stazione saldante circa un quarto di una di quelle, per l'uso che ne faccio posso ritenermi soddisfatto.

La manciata di punte di ricambio è nel cassetto che aspetta, la punta fornita con lo stilo è malconcia ma ancora fa il suo lavoro.

Dolenti Note

  • La vaschetta portaspugnetta è di acciaio cromicchiato§1 e si è arrugginita; non è un grosso problema ma non ci vuole un genio per immaginare che a perenne contatto con una spugnetta umida un materiale da 4 soldi si ossida.
  • L'imballo in cui mi giunse la stazione saldante recava una scritta che prometteva il collegamento a terra dello stilo; ciò è falso, in quanto la stazione saldante non ha il collegamento di terra nel cavo di alimentazione.

Piccola ed utile aggiunta

Come potete notare nella prima foto, alle spalle della stazione saldante si nota una bottiglietta verde che non è una bottiglietta. Più precisamente essa era una bottiglietta d'acqua minerale da 25cl, di quelle erogate dai distributori automatici. Un foro sul tappo, una cannuccia pieghevole ed un po' di silicone l'hanno trasformata in un' utile spruzzetta, da tenere sempre piena d'acqua nei pressi della stazione saldante per mantenere umida la spugnetta con cui vi prenderete amorevole cura della punta dello stilo.

spruzzetta

spruzzetta

Per chi non avesse mai utilizzato una spruzzetta, a costo di risultar lapalissiano, spiego che esercitando una leggera pressione sul corpo della stessa si otterrà una fuoriuscita del liquido ivi contenuto in quanto la cannuccia pesca a una 'nticchia§2 dal fondo e quindi è sempre sommersa e solo liquido può sputar.

§1 si definisce cromicchiato un oggetto che è stato ricoperto da una cromatura di qualità assai modesta, tale da farne dubitare l'utilità.

§2 si definisce 'nticchia un'unità di misura assai piccola il cui rapporto con le unità di misura convenzionali è lasciato alla fantasia del lettore.

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Commenti e note

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di ,

Grazie, Attilio! Come sai è merito tuo se mi sono deciso ad inaugurare il blog con questa recensione.

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di ,

Bell'articolo!

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