ireon ha scritto:per quale motivo a regime l'errore tende ad annullarsi
perché come ogni sistema reale che esista su questa terra, anche il PLL ha una sua risposta temporale (o dualmente in frequenza) che consiste sempre in un transitorio e in un regime permanente. Bisogna capire
come si evolva verso la condizione di equilibrio, dipendentemente dall'
ordine del sistema (se è di primo ordine il transitorio evolve in un certo modo, se è di secondo ordine in un altro, ecc.) ed anche dal tipo di sollecitazione.
Ora il VCO è in effetti un modulatore di frequenza e il suo scopo, come hai correttamente detto, è fornire in uscita un segnale la cui frequenza (istantanea) sia proporzionale alla tensione di comando. Io non so il livello della trattazione con cui stai affrontando l'argomento, però io (penso) di fartelo capire analiticamente. Si dimostra che la funzione di trasferimento di un VCO ideale è la seguente:
![y(t)=Y\cdot \text{sgn}\left [\cos \left (2\pi \left (f_{VCO}t+k_{VCO}\int_{-\infty }^{t}v(\tau )\text{d}\tau \right ) \right ) \right ] y(t)=Y\cdot \text{sgn}\left [\cos \left (2\pi \left (f_{VCO}t+k_{VCO}\int_{-\infty }^{t}v(\tau )\text{d}\tau \right ) \right ) \right ]](/forum/latexrender/pictures/e8409f239b22da75508d7d5f47439ee3.png)
dove

è la frequenza di lavoro in assenza di oscillazione in ingresso (cioè in evoluzione libera quando
v = 0);

è invece l'indice di modulazione che fornisce l'informazione sulla "profondità" della modulazione esercitata dal VCO in presenza di un ingresso canonico (ad esempio un gradino), ossia in altre parole la
deviazione di frequenza del VCO indotto da una tensione di comando unitaria.
Piccola precisazione: per renderci conto che in questa relazione compare la frequenza istantanea, basta fare la derivata temporale dell'argomento di
y(t):
![f_{i}(t)=\frac{1}{2\pi }\frac{\mathrm{d} }{\mathrm{d} t}\text{arg}[y(t)]=f_{VCO}+k_{VCO}v(t) f_{i}(t)=\frac{1}{2\pi }\frac{\mathrm{d} }{\mathrm{d} t}\text{arg}[y(t)]=f_{VCO}+k_{VCO}v(t)](/forum/latexrender/pictures/f127f2fbc0050206438a58d6a2f81ab0.png)
Consideriamo ora lo schema base che hai indicato tu, cioè quello ad anello chiuso con comparatore, filtro ed amplificatore; per semplicità (e che comunque non lede la generalità, visto che stiamo spiegando soltanto come evolve il VCO) supponiamo che nella catena non c'è il filtro passa basso, così che l'intero sistema in catena chiusa sia del
primo ordine. Supponiamo che inizialmente la frequenza di oscillazione libera del VCO sia identica al segnale originale
f0, per cui

; si deve anche assumere che la deviazione di fase in ingresso al comparatore sia piccola in modo da rientrare nella zona lineare della sua trans-caratteristica:
cioè dobbiamo ricadere nell'intervallo che ho evidenziato in rosso; in formule significa avere

. Visto che manca il filtro, l'uscita del comparatore di fase è l'ingresso del VCO per cui ho:

differenziando:

Se definisco la costante:

ottengo la seguente equazione differenziale del primo ordine che governa il funzionamento del PLL (di primo ordine):

Adesso arriva in ingresso il nostro bel segnale affetto da uno scarto di frequenza tale da "rompere" il sincronismo con la frequenza del VCO; supponiamo che l'ingresso sia canonico, ad esempio un gradino unitario
u(t); si ha:

da cui

Per le semplificazioni che abbiamo fatto, l'uscita del PLL è l'ingresso del VCO e la forma d'onda si trova risolvendo l'equazione differenziale che ho scritto sopra, in presenza di una forzante rappresentata dal gradino unitario (o meglio la sua derivata temporale):
![v(t)=\frac{\Delta f}{k_{VCO}}[1-e^{-t/\lambda }] v(t)=\frac{\Delta f}{k_{VCO}}[1-e^{-t/\lambda }]](/forum/latexrender/pictures/82ec9f24db5bbc9ac96f6be509badb10.png)
che ha il classico andamento esponenziale visto e stra-visto ad esempio nei circuiti di carica e scarica R-C / R-L; in questo caso , il raggiungimento dell'equilibrio avviene con andamento aperiodico di questo tipo (sempre per il fatto che il sistema ha molteplicità unitaria e la sollecitazione è un segnale di ordine zero):
Quindi cosa succede? Succede che il sistema raggiunge con andamento esponenziale e costante

il nuovo punto di equilibrio e all’uscita del comparatore la tensione si mantiene
costante a quel valore che
basta per
spostare la frequenza del VCO:

Ora per capire circuitalmente cosa succede nel VCO è un bel macello; per semplificare, all'ingresso del VCO c'e' un circuito integratore realizzato con un ampl. operazionale, che tende a mantenere l'ingresso invertente ad una tensione uguale a quella dell'ingresso non invertente: cerca quindi di
contrastare l'azione della reazione. A questo circuito segue un trigger di Smith il cui morsetto invertente è collegato all'uscita del primo operazionale. Il trigger
trasforma il segnale uscito dall'integratore in una
tensione ben definita: tale tensione varia tra due valori di tensione a seconda che l'ingresso superi una certa soglia o sia inferiore ad una seconda soglia, minore della prima. Poi ci sono dentro altre millemilacose da considerare, ma terra terra funge in questo modo.
Quindi è questa "opposizione" alla reazione che fa "adattare" (non è il termine adatto) il VCO allo shift

di frequenza imposto dalla tensione di controllo, sempre che sia garantita quella condizione iniziale di piccolo scarto (che dà poi origine al cosidetto
intervallo di tenuta).
Quindi non è che il VCO azzera l'errore magicamente, ma ogniqualvolta si presenta un ingresso con scarto di frequenza, c'è un corrispondente "adattamento" o a quest'ultimo da parte del VCO, o meglio
insegue continuamente la nuova situazione, raggiungendo ogni qualvolta un regime permanente dove l'errore è nullo (come puoi vedere dall'ultima figura).
Non so se ho ben interpretato il tuo dubbio...