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Amplificatori accoppiati in Dc verso il carico

MessaggioInviato: 20 ago 2016, 19:33
da leon77
Salve, vorrei chiedere delucidazioni, stavo discutendo su un altro forum in riguardo alla possibilità di eliminare il condensatore in uscita, le mie capacità di analisi di circuiti complessi sono limitate per cui vi chiedo aiuto per capire bene e comprendere come sia possibile.

Immagine



Questo è lo schema di un krell ksa50, si sostiene che non ci sono condensatori in uscita, che tecnica si usa per separare le polarizzazioni Dc dal segnale?

Qui, non si tratta di eliminare il cap interstadio, ma riuscire a portare in uscita il segnale che poi andrà come carico a dei diffusori.

Mi fate chiarezza

Grazie

Re: Amplificatori accoppiati in Dc verso il carico

MessaggioInviato: 20 ago 2016, 19:44
da alev
L'immagine che hai messo non si vede bene, suggerisco di inserirla sul forum, come spiegato qui

Re: Amplificatori accoppiati in Dc verso il carico

MessaggioInviato: 20 ago 2016, 19:54
da leon77
Ho allegato l'immagine dello schema.


Grazie mille
Emilio

Re: Amplificatori accoppiati in Dc verso il carico

MessaggioInviato: 21 ago 2016, 12:19
da leon77
Siete ancora tutti a Mare? :-)

Re: Amplificatori accoppiati in Dc verso il carico

MessaggioInviato: 21 ago 2016, 12:25
da alev
No, guarda...
Se qualcuno non ha dato risposta tecnica alla tua domanda è perché di tuttologi su EY non ne esistono

Certo, qualcuno degli esperti si starà godendo le meritate vacanze ma oggi è domenica e, comunque, non è il caso di uppare la tua domanda

Re: Amplificatori accoppiati in Dc verso il carico

MessaggioInviato: 21 ago 2016, 17:37
da claudiocedrone
:-) Se va bene un quasi-tuttologo (ovvero che non sa bene nulla ma si impiccia di tutto un po') e non molto esperto... :mrgreen: ... non serve alcun disaccoppiamento in uscita perché in quella configurazione detta simmetria complementare, la quale necessita di alimentazione duale, le tensioni di polarizzazione e alimentazione, essendo eguali ed opposte di segno, si annullano e non vi è alcuna tensione in uscita (0 V); in realtà date le tolleranze dei componenti, dispersione dei parametri etc. una certa tensione potrebbe presentarsi comunque e allora per ovviare a ciò è presente un circuito di bilanciamento (D1,D2 e componenti di contorno) mediante il quale, regolando il trimmer R19, come descritto nella nota 2 dello schema (offset) si ottiene l'annullamento della tensione di offset (ad essere pignoli qualche mV di sbilanciamento non genera danni e infatti, nella nota, è specificato il limite di tale tensione, "offset tolerance", di 30 mV). Aggiungo che quello è uno schema classico per gli amplificatori audio, la classe di funzionamento è AB1; (inoltre,se si vuole stare tranquilli, sarebbe bene adottare un circuitino di protezione degli speaker che li disconnetta al presentarsi di una tensione continua perché, in malaugurato caso di cedimento dei finali, la tensione di alimentazione si riversebbe sulle bobine mandandole al creatore... :mrgreen: ).
P.s. Emilio, benvenuto sul forum; i corsivi non li ho messi a caso ma sono spunti per la ricerca sul web, Google e Wikipedia non vanno in ferie ;-), googla figliuolo, googla :-) .

Re: Amplificatori accoppiati in Dc verso il carico

MessaggioInviato: 21 ago 2016, 17:48
da alev
iOi Alla faccia del quasi-tuttologo.... potrebbe essere il nome per una nuova medaglia? :mrgreen:

Re: Amplificatori accoppiati in Dc verso il carico

MessaggioInviato: 21 ago 2016, 18:02
da leon77
Claudio sei un grande!

Come fai a conoscere così bene l'elettronica?

Re: Amplificatori accoppiati in Dc verso il carico

MessaggioInviato: 21 ago 2016, 18:09
da leon77
Quindi il segnale viene prelevato tra lo 0V e la Gnd, che non capisco adesso a che potenziale sta... #-o

Re: Amplificatori accoppiati in Dc verso il carico

MessaggioInviato: 21 ago 2016, 18:21
da claudiocedrone
:D Come faccio a conoscere così bene l'elettronica ? Abbiamo cenato insieme ieri sera :mrgreen: ... in verità l'elettronica non la conosco affatto :oops: io sono solo un praticone con quattro nozioni in croce e qualcosa in più la ho imparata frequentando EY, i veri esperti del forum sono ben altri; ad ogni modo il Gnd (che in italiano correttamente si chiama riferimento equipotenziale) sta a potenziale 0 V esattamente come l'uscita, o meglio, in condizioni statiche (assenza di segnale) è l'uscita che sta al medesimo potenziale del riferimento; se vuoi capirne di più ribadisco che intanto ti conviene googlare i termini che ho inserito in corsivo. O_/