dimaios ha scritto:....e questa contiguità suggerisce l'impiego della medesima figura professionale per la progettazione nel suo insieme ( analisi e sintesi ).
Io userei la parola
dovrebbe suggerire.
Non so se è per l'iperspecializzazione dei corsi odierni, unita alla divisione triennale+completamento biennale, ma sto notando uno scadimento generalizzato della figura dell'ingegnere come la intendi tu.
Intendiamoci, magari incontro ingegneri bravissimi, ma ristretti nel loro campo. Forse sara' colpa della didattica, forse dell'ipertecnicismo e iperspecializzazione per me troppo esasperate, chi lo sa.
Inoltre mi ricordo che mi confrontavo anche coi dei periti elettronici/meccanici che al giorno d'oggi potevano facilmente essere scambiati per pseudo-ingegneri (nel senso positivo della parola).
Poi ci sarebbe il sempre annoso discorso del "calcolo". Durante la fase di progettazione è risaputo che un ingegnere un po' di conti se li deve pur fare. Ma io lavoro alla vecchia maniera, carta penna e calcolatrice. Quando serve, ovviamente uso anche io sw di simulazione e affini. Ma il grosso del lavoro, per fissare bene le idee, mettere a fuoco i punti critici fondamentali eccetera, io li faccio con calcoli elementari e la mia cara vecchia TI59
Non capisco invece la gente che, anche per cose elementari, si fionda subito su PSPICE, Mathlab e via discorrendo, col risultato (visto coi miei occhi) di prendere cantonate a volte colossali. E la cosa peggiore è che questo andazzo viene incentivato dagli stessi professori.
Quando a me uno mi dice: °
Ho progettato questo e funziona io gli rispondo immediatamente: "Ah, e dov'è il prototipo?" e lui: "
L'ho simulato con PSPICE e funziona", io gli suggerisco di costruire (o far costruire) un prototipo
reale e provarlo, prima di dare fiato alle trombe...
