Ricarica di fortuna presso gli alberghi
Inviato: 11 ago 2020, 11:22
Ricevo questa foto da un amico effettuata nel garage di un albergo in una località turistica italiana.
Un'auto elettrica è in carica da una presa domestica tramite un "carichino" modo 2 dotato di spina domestica schuko (su questa modalità di ricarica si veda https://www.electroyou.it/6367/wiki/pos ... sa-di-casa).
La spina è stata forzata in una presa non compatibile con l'effetto - tra gli altri - di non avere la messa a terra (alcuni veicoli verificano l'effettivo collegamento a terra del veicolo, ma non è un requisito generale, la norma richiede solo che sia verificata la continuità del PE tra il veicolo e il dispositivo di ricarica fisso o portatile, si presume che la presa fissa sia a posto).
*** da una analisi successiva è risultato che la spina non è stata forzata nella presa ma era inserita tramite un classico adattatore schuko ***
Senza fare troppe analisi, si capisce che questa è una condizione pericolosa, che danneggia la presa utilizzata in modo non corretto, con tutto quel peso che le grava addosso e i contatti forzati. Questo anche caricando a bassissima potenza 10 A, 8 A, 6 A.
Possiamo trarre alcune conclusioni.
1. Le auto elettriche sono una realtà in Europa anche se in Italia ci si ostina a considerarle un fenomeno del tutto irrilevante, una nicchia solo per la città o per persone eccentriche. L'Italia è ancora priva di una infrastruttura di ricarica adeguata, soprattutto veloce in autostrada. Già oggi questa mancanza ostacola il turismo. Se le auto ibride ricaricabili non hanno bisogno di infrastrutture veloci, i loro proprietari si aspettano comunque di trovare punti di ricarica idonei e sicuri nei garage degli alberghi. In ogni caso, anche le elettriche pure ormai sono idonee a lunghi viaggi purché abbiano a disposizione punti veloci come in Europa.
2. La mancanza di infrastrutture di ricarica adatte, induce gli utenti ad arrangiarsi, con i rischi e le scomodità che conseguono. Soprattutto se si alimentassero dallo stesso circuito non dedicato due o tre veicoli. Non è certo con una prolunga o un adattatore che si risolve il problema.
3. A complicare ancora di più la situazione in Italia, è la presenza contemporanea di due o tre formati di presa domestica in uso, con la conseguente necessità di usare adattatori oppure di forzare spine non compatibili. L'installazione di prese industriali anziché domestiche, come molti suggeriscono per evitare di installare una stazione di ricarica fissa, non sarebbe di grande giovamento visto che la maggior parte dei carichini portatili sono dotati di spina schuko. I connettori giusti per la ricarica dei veicoli elettrici sono stati definiti nella Direttiva AFID ormai nel lontano 2014.
Un'auto elettrica è in carica da una presa domestica tramite un "carichino" modo 2 dotato di spina domestica schuko (su questa modalità di ricarica si veda https://www.electroyou.it/6367/wiki/pos ... sa-di-casa).
La spina è stata forzata in una presa non compatibile con l'effetto - tra gli altri - di non avere la messa a terra (alcuni veicoli verificano l'effettivo collegamento a terra del veicolo, ma non è un requisito generale, la norma richiede solo che sia verificata la continuità del PE tra il veicolo e il dispositivo di ricarica fisso o portatile, si presume che la presa fissa sia a posto).
*** da una analisi successiva è risultato che la spina non è stata forzata nella presa ma era inserita tramite un classico adattatore schuko ***
Senza fare troppe analisi, si capisce che questa è una condizione pericolosa, che danneggia la presa utilizzata in modo non corretto, con tutto quel peso che le grava addosso e i contatti forzati. Questo anche caricando a bassissima potenza 10 A, 8 A, 6 A.
Possiamo trarre alcune conclusioni.
1. Le auto elettriche sono una realtà in Europa anche se in Italia ci si ostina a considerarle un fenomeno del tutto irrilevante, una nicchia solo per la città o per persone eccentriche. L'Italia è ancora priva di una infrastruttura di ricarica adeguata, soprattutto veloce in autostrada. Già oggi questa mancanza ostacola il turismo. Se le auto ibride ricaricabili non hanno bisogno di infrastrutture veloci, i loro proprietari si aspettano comunque di trovare punti di ricarica idonei e sicuri nei garage degli alberghi. In ogni caso, anche le elettriche pure ormai sono idonee a lunghi viaggi purché abbiano a disposizione punti veloci come in Europa.
2. La mancanza di infrastrutture di ricarica adatte, induce gli utenti ad arrangiarsi, con i rischi e le scomodità che conseguono. Soprattutto se si alimentassero dallo stesso circuito non dedicato due o tre veicoli. Non è certo con una prolunga o un adattatore che si risolve il problema.
3. A complicare ancora di più la situazione in Italia, è la presenza contemporanea di due o tre formati di presa domestica in uso, con la conseguente necessità di usare adattatori oppure di forzare spine non compatibili. L'installazione di prese industriali anziché domestiche, come molti suggeriscono per evitare di installare una stazione di ricarica fissa, non sarebbe di grande giovamento visto che la maggior parte dei carichini portatili sono dotati di spina schuko. I connettori giusti per la ricarica dei veicoli elettrici sono stati definiti nella Direttiva AFID ormai nel lontano 2014.