In generale, credo che l'utilizzo primo del numero complesso j o i ovvero

sia stato quello di coefficiente di rotazione.
Mi spiego meglio.
Se prendiamo un vettore e lo moltiplichiamo per un numero reale

otteniamo un riscalamento ovvero, direzione e verso restano invariati mentre il modulo cambia.
Se scomponiamo il vettore in una componente in asse x e uno in asse y, quello che stiamo facendo è riscalare individualmente queste due componenti.
Se prendiamo un numero reale

quello che otteniamo non è soltanto un riscalamento ma anche una rotazione di 180°. Questo vuol dire che stiamo cambiando sia il modulo che il verso lasciando inalterata la direzione del vettore.
Anche in questo caso stiamo agendo su modulo e segno delle due componenti x e y.
Quello che fa l'operatore complesso i è ruotare il vettore di 90° in senso antiorario.
Se quindi moltiplichiamo il nostro vettore per i, non alteriamo il suo modulo ma modifichiamo sia direzione che verso.
Cosa dire delle componenti in x e y? Variano entrambe possiamo dire "scambiandosi di posto".
Se immagini un vettore parallelo all'asse x avremo

. Se lo ruotiamo di 90° avremo

dove

.
Questo è proprio quello che accade applicando l'operatore complesso i.
Per sottolineare la cosa, se applichiamo due volte l'operatore i, ci troviamo proprio con una rotazione di 180° proprio perché

.
Spero di aver dato uno spunto utile sebbene decisamente poco "matematicamente" preciso.