che permette di determinare l incognite dove l è il
numero dei lati o rami della rete.
Se la rete è costituita da resistenze costanti, che
non dipendono cioè dai valori delle correnti nei rami, e da generatori
ideali di tensione e di corrente, si dice lineare.
Infatti l'applicazione dei due principi conduce ad un sistema
di equazioni a coefficienti costanti, le cui soluzioni sono combinazioni
lineari dei termini noti.
Si calcoli ad esempio
l'intensità I nella resistenza R della rete di figura utilizzando
normalmente i principi di Kirchhoff.

I+I1=
- I0
-R*I+R1*I1=E
Con
Kramer si ha:
I=(-I0*R1-E)/(R1+R)=
- I0*R1/(R1+R) - E/(R1+R)
Ponendo
I'=
- I0*R1/(R1+R)
I''=
- E/(R1+R)
Si
ha
I=I'+I"
dove
I' ed I'' sono le correnti nelle due sottoreti

La
prima è la rete che si ottiene da quella originaria, annullando l'azione
del generatore di tensione, la seconda quella in cui è annullata l'azione
del generatore di corrente.
Quanto
sopra non è una dimostrazione generale, solo un esempio, ma si può
facilmente intuire, e matematicamente dimostrare, che si tratta di un fatto
generale.
Si ha allora che la corrente in un singolo ramo (effetto) è
uguale alla somma algebrica delle correnti che vi sarebbero prodotte dai
singoli generatori presenti nella rete se agissero separatamente.
La figura illustra il concetto mostrando, nel contempo, in che modo si
esclude l'azione dei generatori: per i generatori di tensione si annulla
la loro f.e.m. cortocircuitandola, per i generatori di corrente si lascia
aperto il ramo in cui essi sono inseriti.

Risolvere una rete con il principio di sovrapposizione degli effetti
significa allora scomporre la rete originaria in tante rete parziali
quanti sono i generatori, calcolare la corrente nei rami per ognuna di
queste reti, utilizzando il metodo della resistenza equivalente, sommare
infine algebricamente le correnti parziali.