Cosa è e come funziona un fototransistor?
qual è l'utilità di collegare più transistor
in serie (il collettore del primo con la base del secondo e così via)?
Transistor
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IsidoroKZ
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Suppongo, e sottolineo SUPPONGO che il fototransistor sfrutti il fatto che a livello atomico (microscopico), i fotoni di una sorgente luminosa che illuminano un transistor (che altro non è che un pezzo di semiconduttore), forniscano energia agli elettroni degli atomi del semiconduttore (del transistor), i quali acquistano abbastanza energia da staccarsi dagli atomi e dare vita a un fenomeno di corrente elettrica che certamente conoscerai.
Purtroppo per spiegare questa cosa (se davvero sta così come penso io), occorre sapere come stanno le cose a livello microscopico, quindi occorrono basi di fisica ed elettromagnetismo (molte), nonchè di meccanica quantistica (poche).
In ogni caso, prendi per esempio un diodo LED.
Un diodo è un "pezzo" di semiconduttore (drogato in 2 modi diversi, ma questo lasciamolo perdere...).
Un diodo LED funziona perché è fatto in modo tale che se gli fornisci energia (con una corrente ad esempio), gli elettroni della corrente che hai fornito, urtano con gli atomi del diodo, i quali per via dell'urto, liberano dei fotoni (questa volta fotoni perché il diodo LED è fatto apposta per emettere fotoni e non elettroni) e quindi emette luce.
Il processo è reversibile.
Cioè....se tu illumini un diodo LED spento, con una sorgente luminosa sufficientemente forte, e misuri la differenza di potenziale ai suoi piedini, dovresti notare che è nata una differenza di potenziale (comunemente tensione).
Tuttavia il diodo è progettato per assorbire elettroni ed emetere fotono, quindi il processo inverso ha un rendimento scarsissimo tale da non permetterti di apprezzare la tensione ai capi del LED, se lo illumini con una normaletorcia a batterie.
Se lo illuminassi con una lampada molto potente forse, con strumenti adeguati e molto sensibili forse riusciresti a misurarla.
Questo fenomeno è lo stesso su cui si basano le celle fotovltaiche, soltanto che esse sono costruite per operare proprio in questa direzione,e la vedo dura fcargli emettere luce.
Purtroppo per spiegare questa cosa (se davvero sta così come penso io), occorre sapere come stanno le cose a livello microscopico, quindi occorrono basi di fisica ed elettromagnetismo (molte), nonchè di meccanica quantistica (poche).
In ogni caso, prendi per esempio un diodo LED.
Un diodo è un "pezzo" di semiconduttore (drogato in 2 modi diversi, ma questo lasciamolo perdere...).
Un diodo LED funziona perché è fatto in modo tale che se gli fornisci energia (con una corrente ad esempio), gli elettroni della corrente che hai fornito, urtano con gli atomi del diodo, i quali per via dell'urto, liberano dei fotoni (questa volta fotoni perché il diodo LED è fatto apposta per emettere fotoni e non elettroni) e quindi emette luce.
Il processo è reversibile.
Cioè....se tu illumini un diodo LED spento, con una sorgente luminosa sufficientemente forte, e misuri la differenza di potenziale ai suoi piedini, dovresti notare che è nata una differenza di potenziale (comunemente tensione).
Tuttavia il diodo è progettato per assorbire elettroni ed emetere fotono, quindi il processo inverso ha un rendimento scarsissimo tale da non permetterti di apprezzare la tensione ai capi del LED, se lo illumini con una normaletorcia a batterie.
Se lo illuminassi con una lampada molto potente forse, con strumenti adeguati e molto sensibili forse riusciresti a misurarla.
Questo fenomeno è lo stesso su cui si basano le celle fotovltaiche, soltanto che esse sono costruite per operare proprio in questa direzione,e la vedo dura fcargli emettere luce.
""I numeri hanno organizzato una festa, ma l'esponenziale rimane tutto solo in un angolo, allora si avvicina la radice e gli chiede:""perché non ti integri?"" e l'esponente risponde:""Che importa, tanto rimango sempre uguale"
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MarcoSalvadori
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