Proviamo ad affrontare la cosa diversamente.
Quello che segue è lo schema classico, cioè privato dello specchio, dove però ho messo in evidenza la resistenza che si vede guardando dentro all'emettitore di Q3 e Q4.
REq4 rende conto della variazione che subirebbe la tensione di uscita a fronte di una variazione della corrente richiesta dal carico.
In realtà anche REq3 contribuirebbe a quella variazione ma in misura molto minore perché la corrente in REq3 è piccola rispetto a quella nel carico e perciò per i nostri scopi possiamo non tenerne conto.
Possiamo quindi dire che l'impedenza di uscita del circuito corrisponde a circa REq4.
Significa che un aumento della corrente del carico, provocherebbe un aumento della tensione ai capi di REq4 e quindi un abbassamento della tensione di uscita della stessa entità (il potenziale dell'emettitore di Q4 resterebbe fisso)
Aggiungiamo ora lo specchio e osserviamo di nuovo cosa succede se la corrente del carico varia.
Ora, a causa dello specchio, REq3 e REq4 sono percorse da correnti di uguale valore, quindi un incremento della corrente del carico provocherebbe su REq4 lo stesso incremento di tensione osservato nel caso precedente ma ora un incremento di uguale valore si avrebbe anche su REq3.
L'incremento di tensione su REq3, se il potenziale dell'emettitore di Q3 non varia, lo si ritrova tutto nel potenziale della base di Q4 e di conseguenza anche in quello dell'emettitore di Q4 che quindi ora, a differenza di prima, non resta invariato ma si sposta della stessa entità e in direzione opposta rispetto a quello di uscita del caso precedente.
Il risultato ora è che un incremento della corrente del carico non provoca più un abbassamento della tensione di uscita, di conseguenza l'impedenza di uscita del circuito si è ridotta/annullata rispetto a prima.
Questa riduzione/annullamento dell'impedenza di uscita, nonostante la presenza di REq4 in serie, non può che essere giustificata dalla presenza di una reazione positiva o sbaglio?