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Costruirsi un alimentatore da laboratorio

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[11] Re: Costruirsi un alimentatore da laboratorio

Messaggioda Foto UtentePaolino » 6 ott 2009, 15:36

Sono d'accordissimo. Una uscita o due, però? Il "duale" lo lasciamo perdere per il momento?
Aggiungo: una uscita fissa 5V, 1A (alimentazione TTL). Che ne dite?

Ciao.

Paolo.
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[12] Re: Costruirsi un alimentatore da laboratorio

Messaggioda Foto Utenteposta10100 » 6 ott 2009, 15:52

Paolino ha scritto:Una uscita o due

Direi almeno 2.
Il duale sicuramente e` utile.

Paolino ha scritto:Aggiungo: una uscita fissa 5V, 1A (alimentazione TTL). Che ne dite?


Anche questa e` utilissima, bravo! Tra l'altro per correnti di 1 A si puo` utilizzare il 7805 con il relativo ponte e condensatore.
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[13] Re: Costruirsi un alimentatore da laboratorio

Messaggioda Foto UtenteGalaxi93 » 6 ott 2009, 16:20

Ehi! E io? Mi lasciate solo!?! :mrgreen:

Mi aggrego anche io, se me lo permettete. Io nel mio lab (si fa per dire) ho solo un alimentatore da computer modificato, ma che mi è sempre tornato utile. Mi fornisce 3,3v, 5v, 12v -12v e -5v e ha una potenza notevole (quasi 30A per i 5v e 10A per il 12v). In più, e questa cosa e molto utile, in caso di superamento dell'corrente massimo erogabile o cortocircuito, si spegne senza creare danni e basta spegnerlo e riaccenderlo.

Secondo me questa protezione è d'obbligo e molto utile su un alimentatore "professionale" (non come un alimentatore da computer che "casualmente" è esploso! :roll: ).
L'idea del PIC mi balenava anche a me per la testa, ma non possedevo (ma anche oggi non possiedo) le conoscenze necessarie, però se abbiamo l'esperto di PIC, Paolino, possiamo stare tranquilli! :mrgreen: (a proposito, mi sa che lo devo comprare il tuo libro!).


Saluti,
Galaxi93.

Visita il mio sito!! E' ancora in costruzione, ma anche tu puoi contribuire a farlo crescere e darmi dei consigli per migliorarlo! Dai prova, provare non costa nulla! Vieni!
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[14] Re: Costruirsi un alimentatore da laboratorio

Messaggioda Foto Utentebrabus » 6 ott 2009, 18:12

la traslo da 0 a 5 al range 0 - 30 V usando un AO


Scusa bluettino, che operazionale hai usato per l'amplificazione :shock: ? Quanta corrente puoi "tirare"?

Tornando al discorso delle alimentazioni singole/duali, io ho realizzato l'alimentatore con due unità indipendenti interne, in modo da poterle mettere in serie, in antiserie, in parallelo (non in antiparallelo :mrgreen: !), etc, in modo da ottenere tutte le combinazioni che mi servono. Fermo restando che finora ho lavorato quasi completamente con circuiti ad alimentazione duale :!:

Parlando delle protezioni, io ho escluso istantaneamente il relé: troppo lento, e non mi piace l'idea di avere archi elettrici in giro per i circuiti (che peraltro riducono ulteriormente la velocità d'intervento).
Nuova elettronica proponeva una efficacissima protezione per alimentatori, basata su un mosfet di potenza usato come bypass, che veniva brutalmente spento quando veniva rilevata una corrente superiore a quella fissata. La sensibilità poteva essere regolata da alcuni A, fino alle decine di mA :!: Credo proprio che lo costruirò a breve, ovviamente duale e in un modulo a sé stante.

Che ci crediate o no, anche io avevo in mente di buttarci dentro un PIC, ma ho definitivamente abbandonato l'idea.
Il concetto è molto semplice: un PIC mi servirebbe unicamente per la gestione di un display o di qualche comando digitale, e sinceramente preferisco il classico potenziometro, magari multigiri. Non sopporto l'idea che una interferenza o un errore indotto da chissà che possano distruggere ciò che ho collegato!
Nella mia ottica, l'alimentatore deve poter sopportare violenti "strapazzi", ovviamente involontari, senza alcuna paura, e il PIC mi pare un po' suscettibile... :roll:
Infine, volendo realizzare un completo controllo digitale di tensione e di corrente... beh direi che è decisamente più semplice e robusto affidarsi ad una rete analogica :!: Voi che dite?
Un motivo ulteriore per il quale ho rinunciato al PIC è che lo vedo "sprecato". Insomma, nel primo progetto che prevedeva un PIC, volevo integrare una interfaccia LAN per controllare l'alimentatore da remoto, e leggere in tempo reale i valori di tensione e corrente erogati (e ovviamente di temperature, etc), in modo da ricostruire al meglio la dinamica di eventuali guasti all'apparecchiatura che sto alimentando #-o .
L'idea era un po' megalomane, quindi ho preferito rimanere con i piedi per terra e puntare solo alla robustezza e alla totale flessibilità.
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[15] Re: Costruirsi un alimentatore da laboratorio

Messaggioda Foto Utenteposta10100 » 6 ott 2009, 18:20

Brabus, il tuo è lineare giusto?
Quindi immagino scaldi parecchio in caso di bassa tensione e alta corrente, per raffreddarlo ti sei affidato solo ai dissipatori o hai usato qualche trucco? Del tipo riduzione della tensione in ingresso, etc...

Sarebbe interessante fare uno step-down dalla tensione di ingresso (la max che si può ottenere) a quella desiderata.
Magari pilotato dal PIC che tanto è li a fare poco niente. Il problema più grosso sono i 5A di corrente max...
Secondo voi è una strada percorribile?
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[16] Re: Costruirsi un alimentatore da laboratorio

Messaggioda Foto Utentebrabus » 6 ott 2009, 18:30

Il modulo lineare va sempre collegato alla presa (o alla combinazione di prese) che più si adatta alla tensione continua da erogare :!:
Peraltro il modulo lineare per grandi correnti (10 A max) è ancora in alto mare :!: , per ora vado benissimo con le tensioni duali fornite dalla coppia 317/337 :D
Quando avrò il tempo adeguato provvederò a completare il modulo, con ovvia generosità di dissipatori!

Certo, la dissipazione diventerà un problema se dovrò realizzare una rampa da 0 a 30 V su un carico che assorbe molto... beh ma quando mai :roll: ?

Se dovessi passare ad una soluzione switching, beh credo che mi affiderei a qualche schema già pronto, ma sarebbe banale e decisamente critico. Forse un giorno ne progetterò uno da zero, ma per ora non ritengo di avere sufficiente preparazione per affrontare "al meglio" un progetto simile.

Per avere un circuito originale e "alla portata", io pensavo ad una insana soluzione a raddrizzamento controllato. In sostanza, sostituisco il ponte a diodi con un ponte a SCR, e filtrare l'onda parzializzata con un bel LC di potenza :roll: . Soluzione ingombrante, inusuale, ma a mio avviso interessante. Anzi sai che ti dico, appena ho un secondo mi cimento. Gli switching continuo a studiarmeli sui libri, per ora :D :!:
Ultima modifica di Foto Utentebrabus il 6 ott 2009, 18:45, modificato 3 volte in totale.
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[17] Re: Costruirsi un alimentatore da laboratorio

Messaggioda Foto Utenteginfizz » 6 ott 2009, 18:34

A proposito di step-down, io gia' da tempo stavo pensando di inserire nel mio lineare da 5 A uno step down subito dopo il ponte, in modo che la parte lineare riceva sempre solo 3 V il piu' del necessario per lavorare bene e con scarsa dissipazione, e poi la parte lineare si occuperebbe di eliminare spurie e sporcizia varia proveniente dallo step-down.
Inoltre penso come Brabus, che due alimentatori siano meglio di uno :-)
Quando voglio tensione alta non raggiungibile da un solo alimentatore collego i meorsetti in serie, per la tensione duale metto il morsetto positivo dell'uno in collegamento con il negativo dell'altro, etc.
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[18] Re: Costruirsi un alimentatore da laboratorio

Messaggioda Foto Utentebrabus » 6 ott 2009, 18:44

ginfizz ha scritto:A proposito di step-down, io gia' da tempo stavo pensando di inserire nel mio lineare da 5 A uno step down subito dopo il ponte, in modo che la parte lineare riceva sempre solo 3 V il piu' del necessario per lavorare bene e con scarsa dissipazione, e poi la parte lineare si occuperebbe di eliminare spurie e sporcizia varia proveniente dallo step-down.


Ginfizz hai detto una cosa che mi ha fatto tornare alla mente un progetto semplicemente MAESTOSO. Il Venerando Decano Prof. L. Malesani dell'Università di Padova (lavarsi la bocca prima di dire il suo nome) ha pubblicato nel 2005 una dispensa a libero uso degli studenti. Ebbene, tale dispensa contiene il progetto COMPLETO di un alimentatore da laboratorio, in grado di erogare tensioni da 0 a 60 V, con corrente fino a 5 A, con zona di lavoro V e I programmabile, strutturato in questo modo:

1) PFC attivo e DC-link a 380 V DC;
2) Convertitore Half-Bridge da 380 V DC a tensioni fra 4 e 70 V;
3) Stadio finale lineare a MOSFET, con regolazioni di tensione e di corrente;

Lo stadio lineare è retroazionato verso l'half-bridge (mediante un fotoaccoppiatore), con lo scopo di mantenere pressoché costante la caduta di tensione ai capi del modulo lineare (circa 4 V), per contenere l'inutile dissipazione di potenza :!:

Il progetto è sviluppato in modo semplicemente maniacale, ogni rete di compensazione è stata studiata e realizzata con criterio: dopo aver studiato la dispensa, ho deciso di approfondire il più possibile lo studio dei circuiti lineari, in modo da acquisire una certa solidità nella mia preparazione; solo successivamente affronterò il mondo dello switching con il giusto spirito. Non mi va di realizzare delle "cose" solo per dire "ecco, funziona, ma non ne so davvero il perché" :!:
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[19] Re: Costruirsi un alimentatore da laboratorio

Messaggioda Foto UtenteIvan_Iamoni » 6 ott 2009, 21:48

Eccomi quà , l'autore del post è tornato. :mrgreen:
Sono un poco in panne con internet per cui la mia connessione è abbastanza problematica e limitata.
Comincio con ringraziare Brabus per i link , cito a questo proposito un commento dal suo blog " riesci a comunicarci la tua passione".
Intanto diciamo che il tuo alimentatore è semplicemente stupendo , non discosta molto dall'idea che si sta formando nella mia testa.
L'idea del PIC , per ora la lascio stare , perché credete che mi stia costruendo un buon alimentatore?
Ma per iniziare a fumarmi anche qualche PIC!
Mentre invece l'uscita fissa duale 5 VDC per i TTL è proprio una cosa che mi serve , sino ad ora ho attinto , diciamo che scroccavo dall'alimentatore del mio vecchio PC funzionante , con tre orripilanti fili che poi ho provveduto ad inserire in un connettore..... lasciamo perdere i commenti.

Per adesso mi manterrò in linea generale su un lineare , di modesta potenza , altrimenti i costi del trasformatore aumenterebbero sensibilmente , insieme alla accessoristica per la ventilazione forzata ,con una componentistica di buona qualità , ma pertinente al mio livello cognitivo dell'elettronica.
Le intezioni sono buone , ma le risorse che posso dedicargli , data la natura hobbistica della cosa , non sono molte.

Vedo la partecipazione di tutti all'argomento, che per altro si occupa di un oggetto importante ma sempre poco considerato , quale l'alimentatore , quindi pare che raccolga molti consensi e si stia facendo via via veramente interessante.

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[20] Re: Costruirsi un alimentatore da laboratorio

Messaggioda Foto UtenteLayer » 6 ott 2009, 21:52

Vi sto sempre seguendo... :wink: E la cosa si fa interessante (come sempre su questo forum!).
Da parte mia butto lì un paio di cose, anzi... una possibile esigenza e un dubbio che forse sorge solo per le mie limitate conoscenze elettroniche.
1) Disponendo di adatto trasformatore o di possibilità di serie/parallelo secondo me (oltre ai 5V 1A TTL) sarebbe utile avere a disposizione una uscita "di potenza" anche fissa (per ridurre la dissipazione) sui 12 - 13.8V con una decina di A. Il tutto ben filtrato e immune ai disturbi RF. E' una richiesta importante per chi (come me... :mrgreen: ) è interessato a usare o provare trasmettitori radio o amplificatori di una certa potenza, magari per uso veicolare. Uscita che per il valore appunto attorno ai 12V è comunque utile un po' per tutti gli impieghi di apparecchiature veicolari o a batteria auto...
2) Il dubbio: usando uno o più relè per una scelta automatica del valore di secondario da usare a seconda della tensione di uscita desiderata... non si hanno problemi?? Sia all'alimentatore che al carico, considerando che la commutazione di secondario avverrebbe anche durante l'alimentazione stessa. :?: Eppure un alimentatore di cui dispongo (commerciale) lo fa regolarmente e girando la manopola della tensione di uscita si sente distintamente lo scattare dei relè che selezionano le prese sul secondario del trasformatore! Sin che si sceglie una tensione a priori ok, ma mettiamo che ci colleghi una semplice lampadina auto, che si parta da 5V e si aumenti sino a 14V... che succede?? Non si danneggia nulla? I cambi di secondario avverrebbero "a caldo", con il carico collegato! Boh... :roll:

Da ultimo aggiungo che anch'io sarei tentato dallo switching e dal suo rendimento... ma davvero non mi considero all'altezza di una simile realizzazione. Temo sia troppo critico, anche a livello di componentistica. E di certo fuori dalle mie portate conoscitive! Un peccato, ma temo rimarrò ancorato al "lineare".
Ciao! :wink:

Aggiunta: Anch'io ho modificato con successo un ali da PC giusto per tirarci fuori 13.8V (tensione modificata rispetto ai 12 originali ovviamente...) con quasi 20 A. Funziona... Però sinceramente... non so quanto fidarmi! Parlo di alimentarci cose di un certo valore... Lo uso come "muletto" giusto per carichi resistivi (lampade, riscaldatori e simili...), ma non mi fiderei mai a collegarci un RTX di valore. E poi mi sa che qualsiasi fonte seria di RF rischierebbe di mandarlo in tilt con conseguenze imprevedibili! In fondo non nasce per questi impieghi!
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