Bentornato!
Analogik ha scritto: parla senza cognizione di causa, è in grado di consigliare qualcosa anche se non ne ha idea di come funzioni e ribatte in modo petulante, non sto scherzando, ce ne sono altre di discussioni così, ma la cosa + ingrata è che si permette di criticare e insultare apertamente e pubblicamente chi i consigli invece ci prova a darli per aiutare qualcuno, anche se + un aiuto di esperienza e "strategia tecnica" come la chiamo io
Le mie ultime due esperienze in campo di celle solari sono state l'anno scorso la realizzazione di un circuito mppt e relativo caricabatteria (litio polimeri) per un aereo ad energia solare. Potenza 400W, 130 celle sunpower A-300. Apertura alare dell'aereo 7m. Controllo analogico per i loop veloci, e con un micro per i loop lenti.
Altra applicazione, mppt e interfaccia verso il bus di alimentazione per una cella da 1 dm^2, triplo layer, rendimento dalle parti del 28%. Questo e` ancora in corso, non e` un progetto in cui lavoro in prima persona, do solo qualche parere quando me lo chiedono.
Analogik ha scritto:Pensate solo se non avete intenzione di leggervela tutta che era convinto che un pannello fotovoltaico a 12V generasse 12V!!!...

una batteria per caricarsi ha bisongo di almeno 13,8V

c'è vi rendete conto quali consigli possa sfornare questo elemento? Spero che non siano tutti così.
Quando la potenza e` importante, si guarda solo il punto di massima potenza, il convertitore dopo mette a posto le tensioni. Ad esempio nell'aereo le celle forniscono 36V, le batterie vanno da 30V a 42.5V. E comunque le carico :). I convertitori possono anche alzare la continua. La tensione a vuoto delle celle e` l'ultimo dato che vado a guardare (e in effetti non l'ho mai guardato :)).
Analogik ha scritto:vabbè tralascio tutte le sue scelte tecniche visto che a giudicare da come risponde gli saranno state inculcate nel cervello così tante nozioni tecniche tutte insieme che forse ha perso di vista il lato pratico delle cose e il risparmio di componenti, in un circuito e la miniaturizazione dei circuito stesso e il possibile riciclaggio, o suluzioni "strategiche" ma forse a lui non è in grado di generarne e/o non gli interessano questi aspetti.
Ti avevo chiesto di segnalarmi le scelte non corrette, documentandole. Avevo anche detto che le scelte di progetto sono sempre difficili, faccio del mio meglio. E piu` cose si sanno, piu` diventa difficile! E tutto sommato con l'elettronica mi pago le bollette e i divertimenti.
Analogik ha scritto:Ora forse qualcuno dovrebbe convincerlo che il mio schema postato poco fa potrebbe non dico funzionare perché causerebbe problemi nei suoi circuito hem nella sua psiche, però io non me la sento di modificare le sue convinzioni o fargli "capire" qualcosa, anche perché la buona educazione non la si può insegnare...
Il circuito di flash slave per conto mio non funziona per questi motivi.
Un flash elettronico ha una durata di luce dell'ordine del millisecondo. La durata cosi` breve serve ad evitare foto mosse, ed e` anche ragionevolmente facile da fare dal punto di vista elettronico.
Un flash slave deve rivelare un impulso di luce di durata di 1ms, e reagire in tempi dello stesso ordine. La ragione e` che il secondo flash deve arrivare quando l'otturatore e` ancora aperto, e non troppo in ritardo per non dare problemi di foto mossa (anche se questo problema e` meno sentito).
Una fotoresistenza ha tipicamente dei tempi di risposta delle decine di millisecondi, sia come tempo di salita che di discesa (anzi il passaggio al buiO e` un ordine di grandezza piu` lungo). Una fotoresistenza semplicemente non vede un lampo troppo breve.
Questo e` quanto dice perkin elmer sull'argomento. Se dai una occhiata a
questa tabella, vedi che i tempi di salita sono sempre abbastanza piu` lunghi rispetto a quanto serve.
Altro punto importante nello schema e` che il flash slave deve avere una elevata dinamica di luce, nel senso che deve poter lavorare sia quasi al buio che con forte illuminazione (i flash si usano anche quando c'e` la luce solare :)). La tensione continua del partitore fotoresistenza/trimmer non puo` variare piu` di tanto, altrimenti non c'e` piu` spazio per avere la variazione di tensione richiesta (V/3). Avere un flash in cui prima di usarlo devi regolare un trimmer per adattarlo alla luminosita` ambiente non e` molto comodo.
Negli slave flash tipicamente si usa un integratore che compensa la luce ambiente e fa da filtro passa alto, ovviamente con un sensore veloce.
Non tutti gli operazionali sono in grado di lavorare con quel circuito, perche' viene tipicamente violata la specifica di modo comune dell'ingresso.
Inoltre il flash non dovrebbe vedere il proprio lampo. Nel circuito che hai indicato, anche se la fotoresistenza fosse bastanza veloce (mi pare che sensibilita` e velocita` siano due cose completamente diverse), quello che capita e` che il sensore vede il proprio lampo e non essendo una sorgente a scarica ma un led, spegne i led con la costante di tempo RC, facendo una coda di una decina di millisecondi.
Analogik ha scritto:Stando così le cose non considerò + il forum ad un "mio" livello.
Ma sopratutto Io invece non permetto di mancarmi di rispetto in questo modo dal primo "svitato" che neanche conosco e spero mai conoscerò, detto proprio sinceramente

anche contanto che non porge neanche le sue scuse evidentemente non ha coscienza di farlo cvd.
Che cosa c'e` di sbagliato nelle cose che ho detto? Se ritengo che una cosa che dici non va, cerco di dire perche' non va. Se poi questo lo interpreti come lesa maesta` e non come una occasione per imparare qualcosa... it's up to you!
Analogik ha scritto:Tornando al circuito mi sono tenuto al limite di frequenza per le fotoresisitenze per evitare il fatto che potesse intervenire con piccole variazioni di luce comunque repentine, in modo da fare uno strumento migliore di quelli in commercio seppure un po' critico,
Posso vedere il datasheet della fotoresistenza che hai considerato e i conti che hai fatto?
Se avessi una idea di come e` fatto uno slave flash saresti piu` cauto nel pensare che con un operazionale e una fotoresistenza possa fare qualcosa di migliore di quelli commerciali. Ad esempio
qui ci sono cose un po' piu` complicate di un semplice op amp.
Non voglio dire che si debba fare a livello hobbistico qualcosa del genere, ma almeno un oggetto che risponda in un millisecondo dal flash principale, che non faccia la coda a causa della propria luce e che lavori in un elevato range di dinamica, quello si`, si deve fare.
Analogik ha scritto:il calcolo di Renzo + o - te lo dimostra e le considerazioni fatte sono appunto corrette,
Renzo proponeva di aumentare di un fattore 10 il condensatore, quindi forse in origine non era del valore corretto.
Se hai fatto dei calcoli in proposito e ce li mostri, possiamo imparare qualcosa.