edgar ha scritto:A questo punto anche cercare di avere una compensazione del giunto freddo molto spinta non darà grandi benefici stante la limitata risoluzione del sistema.
Il punto non è quello di avere una compensazione molto spinta: il punto è quello di averne una che non sia molto sballata

Anni fa uno che aveva un termometro palmare per termocoppie mi chiamò perché non riusciva a capire come mai l'indicazione dello strumento fosse sbagliata di parecchi gradi: teneva lo strumento sul palmo e le dita della mano a contatto con il connettore della termocoppia ne riscaldavano il giunto freddo, dando origine a un errore elevato perché il termometro di compensazione era all'interno dello strumento. Insomma, anche per fare misure grossolane, le termocoppie vanno capite bene
Pioz ha scritto:Right

Sì,
Pioz, hai capito abbastanza bene: si ha un giunto freddo dovunque ci sia una transizione dai conduttori della termocoppia a conduttori realizzati con materiali differenti.
Per esempio, nel circuito sotto una termocoppia di materiali A e B è connessa a due conduttori di materiale C: il punto in cui c'è la giunzione, a temperatura

è il giunto freddo. Se tu collegassi un voltmetro nell'estremo a temperatura

i due tratti in materiale C non genererebbero una tensione netta e tu misureresti

.
Per capire bene le termocoppie bisogna ricordarsi che
ogni tratto di conduttore omogeneo tra i cui estremi ci sia una differenza di temperatura genera una tensione (la tensione non si genera ai capi della giunzione, come crede erroneamente qualcuno).
Per esempio, il circuito sopra è composto da 4 conduttori omogenei in serie, ognuno dei quali genera una tensione: la tensione all'uscita si ottiene applicando la legge di Kirchhoff delle tensioni alla maglia contenente questi conduttori:

dove

indica la tensione che si genera nel conduttore di materiale X quando gli estremi sono alle temperature

e

.
Tali tensioni termoelettriche hanno le seguenti proprietà (dimostrabili a partire dalle equazioni che descrivono l'effetto Seebeck):


La proprietà (2) è talvolta chiamata
legge delle temperature intermedie.
Sulla base delle proprietà date sopra, si vede che nell'espressione della tensione

i termini

e

si cancellano e si ottiene:

dove con

ho indicato la tensione netta generata dalla coppia di conduttori A e B. Si vede allora che la temperatura

non conta e che l'effettivo giunto freddo è quello a temperatura

.
Il risultato sopra ci dice anche che per prolungare i cavi di una termocoppia non si possono usare conduttori qualunque, ma bisogna usare o conduttori dello stesso materiale (
cavi di estensione) o conduttori di materiale diverso ma che generino una tensione termoelettrica approssimativamente uguale a quella dei conduttori della termocoppia (
cavi di compensazione, tipicamente meno costosi di quelli di estensione ma adatti solo se la differenza

è al più di pochi gradi).