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Multiplexing termocoppie

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[11] Re: Multiplexing termocoppie

Messaggioda Foto UtentePioz » 7 dic 2012, 15:28

Nel post precedente forse mi sono espresso un po' male.
Intendevo che le temperature da 400 a 850° circa sarebbero importanti ed è lì che vorrei avere un errore/incertezza di 10°.
l'incertezza è data dal valore maggiore tra e , dove è la temperatura Celsius: a 1000 °C l'incertezza della sola termocoppia è di 7,5 °C

Questo errore di cosa tiene conto? della non linearità della caratteristica V/°T?
perché, sempre via software avevo in mente di correggerla facendo imparare all'arduino la tabella di corrispondenza, sempre se ci riesco, con un salto da valore a valore di 5°-10°.

tieni però presente che la temperatura ambiente non è la temperatura dei giunto freddi

Intendi perché il giunto freddo dovrebbe essere riferito alla temperatura di 0°?
Scusa, ma non ho ancora ben chiaro questo concetto.
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[12] Re: Multiplexing termocoppie

Messaggioda Foto UtenteDirtyDeeds » 7 dic 2012, 16:23

Pioz ha scritto:Questo errore di cosa tiene conto?


Incertezza ;-) Tiene conto soprattutto delle tolleranze di composizione dei materiali della termocoppia.

La non linearità della caratteristica non è un incertezza e neanche un errore, ne puoi tenere conto implementando o una look-up table (eventualmente con interpolazione lineare tra due valori) oppure puoi implementare direttamente il modello nominale che trovi qui fermandoti a un ordine sufficiente per la tua applicazione.

Pioz ha scritto:Intendi perché il giunto freddo dovrebbe essere riferito alla temperatura di 0°?


No, non per quello. Vediamo in dettaglio il meccanismo di compensazione. Le caratteristiche delle termocoppie sono date per una temperatura del giunto freddo t_0 = 0\,{}^\circ\text{C}: indichiamo con \mathcal{E}(t_0\rightarrow t) la tensione ai capi della termocoppia quando il giunto freddo è a temperatura t_0 e il giunto caldo è a temperatura t. Se il giunto freddo è a temperatura t_\text{A} generica, la tensione ai capi della termocoppia è \mathcal{E}(t_\text{A}\rightarrow t) diversa da quella necessaria per poter usare le tabelle. La compensazione può allora essere fatta aggiungendo una tensione corrispondente al salto di temperatura t_\text{A}-t_0:

\mathcal{E}(t_0\rightarrow t) = \mathcal{E}(t_\text{A}\rightarrow t) + \mathcal{E}(t_0\rightarrow t_\text{A})

La fregatura è che se il sistema non è fatto bene, il termometro ausiliario non misurerà t_\text{A}, ma misurerà una temperatura t^\prime_\text{A} e la tua correzione sarà

\mathcal{E}(t_0\rightarrow t) = \mathcal{E}(t_\text{A}\rightarrow t) + \mathcal{E}(t_0\rightarrow t^\prime_\text{A})

con un errore di misura pari a t^\prime_\text{A}-t_\text{A}. E' questo l'errore a cui mi riferivo: siccome hai 32 termocoppie sarà difficile che i giunti freddi delle tue termocoppie siano a temperatura uniforme, uguale a quella del termometro ausiliario, soprattutto se sei in un ambiente in cui ci possono essere forti gradienti termici (p.es. a bordo di un auto o vicino ad essa). Insomma, è facile che, tenendo anche conto dell'incertezza del termometro ausiliario, questo fenomeno aggiunga (2-3) °C di incertezza.
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[13] Re: Multiplexing termocoppie

Messaggioda Foto UtentePioz » 7 dic 2012, 23:00

Fermo lì che mi pare di aver capito di non aver ben chiaro ancora cosa sia il giunto freddo.
Fino a prima avevo una idea sbagliata di giunto freddo, adesso forse ho capito cosa si intende.
Mi spiego con questo disegno:

Ta sta per la temperatura del giunto caldo
Tf1 sta per la temperatura in un qualsiasi punto della Tc
Tf2 è la tua T0, la temperatura del giunto freddo.
Per giunto freddo si intende quindi il punto in cui "finiscono i fili" di ferro e costantana della termocoppia ( o quello che sono in base al tipo di Tc) e mi collego al circuito di misura, giusto :?:
Dovrei avere quindi che:
\Delta V1=\varepsilon (Ta-Tf1)
\Delta V2=\varepsilon (Tf1-Tf2)
\Delta V=\varepsilon (Ta-Tf2)

Dove \varepsilon è la costante caratteristica della Tc, nel mio caso 41 \mu V / ^{\circ}C. Right :?:
Ti prego scusa la mia ignoranza, ma è la prima volta che lavoro con le Tc iOi ...Quello che imparo qua però mi servirà più avanti in TDP :D
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[14] Re: Multiplexing termocoppie

Messaggioda Foto Utenteedgar » 7 dic 2012, 23:42

Non vorrei fare l'avvocato del diavolo ma a quanto ne so la risoluzione dell'arduino è di soli 10 bit. Se l'OP vuole eseguire misure in un range di 900 gradi temo che la risoluzione non andrà molto sotto il grado e l'incertezza probabilmente sarà di qualche grado. A questo punto anche cercare di avere una compensazione del giunto freddo molto spinta non darà grandi benefici stante la limitata risoluzione del sistema.
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[15] Re: Multiplexing termocoppie

Messaggioda Foto UtentePioz » 7 dic 2012, 23:47

Sì, hai detto bene. L'ADC interno ad Arduino è a 10 bit quindi avrei una risoluzione di 1°C nella conversione.
Non intendendomi, non so risponderti se ne valga la pena o meno... :(
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[16] Re: Multiplexing termocoppie

Messaggioda Foto UtenteDirtyDeeds » 8 dic 2012, 15:20

edgar ha scritto:A questo punto anche cercare di avere una compensazione del giunto freddo molto spinta non darà grandi benefici stante la limitata risoluzione del sistema.


Il punto non è quello di avere una compensazione molto spinta: il punto è quello di averne una che non sia molto sballata ;-) Anni fa uno che aveva un termometro palmare per termocoppie mi chiamò perché non riusciva a capire come mai l'indicazione dello strumento fosse sbagliata di parecchi gradi: teneva lo strumento sul palmo e le dita della mano a contatto con il connettore della termocoppia ne riscaldavano il giunto freddo, dando origine a un errore elevato perché il termometro di compensazione era all'interno dello strumento. Insomma, anche per fare misure grossolane, le termocoppie vanno capite bene ;-)

Pioz ha scritto:Right :?:


Sì, Foto UtentePioz, hai capito abbastanza bene: si ha un giunto freddo dovunque ci sia una transizione dai conduttori della termocoppia a conduttori realizzati con materiali differenti.

Per esempio, nel circuito sotto una termocoppia di materiali A e B è connessa a due conduttori di materiale C: il punto in cui c'è la giunzione, a temperatura t_1 è il giunto freddo. Se tu collegassi un voltmetro nell'estremo a temperatura t_2 i due tratti in materiale C non genererebbero una tensione netta e tu misureresti \mathcal{E}_\text{AB}(t_1\rightarrow t).



Per capire bene le termocoppie bisogna ricordarsi che ogni tratto di conduttore omogeneo tra i cui estremi ci sia una differenza di temperatura genera una tensione (la tensione non si genera ai capi della giunzione, come crede erroneamente qualcuno).

Per esempio, il circuito sopra è composto da 4 conduttori omogenei in serie, ognuno dei quali genera una tensione: la tensione all'uscita si ottiene applicando la legge di Kirchhoff delle tensioni alla maglia contenente questi conduttori:

V_\text{O} = \mathcal{E}_\text{C}(t_2\rightarrow t_1)+\mathcal{E}_\text{B}(t_1\rightarrow t)+\mathcal{E}_\text{A}(t\rightarrow t_1)+\mathcal{E}_\text{C}(t_1\rightarrow t_2)

dove \mathcal{E}_\text{X}(t^\prime\rightarrow t^{\prime\prime}) indica la tensione che si genera nel conduttore di materiale X quando gli estremi sono alle temperature t^\prime e t^{\prime\prime}.

Tali tensioni termoelettriche hanno le seguenti proprietà (dimostrabili a partire dalle equazioni che descrivono l'effetto Seebeck):

(1)\qquad\mathcal{E}_\text{X}(t^\prime\rightarrow t^{\prime\prime}) = -\mathcal{E}_\text{X}(t^{\prime\prime}\rightarrow t^{\prime})

(2)\qquad\mathcal{E}_\text{X}(t^\prime\rightarrow t^{\prime\prime}) +\mathcal{E}_\text{X}(t^{\prime\prime}\rightarrow t^{\prime\prime\prime}) = \mathcal{E}_\text{X}(t^{\prime}\rightarrow t^{\prime\prime\prime})

La proprietà (2) è talvolta chiamata legge delle temperature intermedie.

Sulla base delle proprietà date sopra, si vede che nell'espressione della tensione V_\text{O} i termini \mathcal{E}_\text{C}(t_2\rightarrow t_1) e \mathcal{E}_\text{C}(t_1\rightarrow t_2) si cancellano e si ottiene:

\begin{align}V_\text{O} &= \mathcal{E}_\text{C}(t_2\rightarrow t_1)+\mathcal{E}_\text{B}(t_1\rightarrow t)+\mathcal{E}_\text{A}(t\rightarrow t_1)+\mathcal{E}_\text{C}(t_1\rightarrow t_2) \\
&= \mathcal{E}_\text{B}(t_1\rightarrow t)+\mathcal{E}_\text{A}(t\rightarrow t_1) \\
&= \mathcal{E}_\text{B}(t_1\rightarrow t)-\mathcal{E}_\text{A}(t_1\rightarrow t) \\
&= \mathcal{E}_\text{BA}(t_1\rightarrow t)
\end{align}

dove con \mathcal{E}_\text{BA}(t_1\rightarrow t) ho indicato la tensione netta generata dalla coppia di conduttori A e B. Si vede allora che la temperatura t_2 non conta e che l'effettivo giunto freddo è quello a temperatura t_1.

Il risultato sopra ci dice anche che per prolungare i cavi di una termocoppia non si possono usare conduttori qualunque, ma bisogna usare o conduttori dello stesso materiale (cavi di estensione) o conduttori di materiale diverso ma che generino una tensione termoelettrica approssimativamente uguale a quella dei conduttori della termocoppia (cavi di compensazione, tipicamente meno costosi di quelli di estensione ma adatti solo se la differenza t_1-t_2 è al più di pochi gradi).
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[17] Re: Multiplexing termocoppie

Messaggioda Foto UtentePioz » 8 dic 2012, 15:46

Bene dai, anche io ero tra quelli che erroneamente credeva che la tensione si generasse sulla giunzione...Ma dopo la tua stupenda spiegazione ho capito in un lampo che la mia idea era sbagliata...
Grazie.

Le Tc probabilmente hanno bisogno di un cavo di estensione/compensazione quindi dovrei acquistare anche quello, il cavo sarebbe soggetto alla temperatura ambiente, però adesso non saprei quantificare la differenza di temperatura rispetto al vero giunto freddo che sarebbe il mio header sulla PCB.
Pochi gradi, credo la differenza di temperatura si aggiri intorno ai 5 gradi, perché la PCB sarebbe racchiusa dentro una scatola, mentre i cavi sarebbero solo inguainati.
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[18] Re: Multiplexing termocoppie

Messaggioda Foto Utenteedgar » 9 dic 2012, 2:06

DirtyDeeds ha scritto:
edgar ha scritto:A questo punto anche cercare di avere una compensazione del giunto freddo molto spinta non darà grandi benefici stante la limitata risoluzione del sistema.


Il punto non è quello di avere una compensazione molto spinta: il punto è quello di averne una che non sia molto sballata ;-)

Concordo in generale, mentre nel caso particolare ci troviamo di fronte ad un sistema che oltre ad avere risoluzione limitata deve anche misurare temperature molto elevate. Se anche il giunto freddo sbagliasse di 10 gradi, l'errore su una misura di 900 gradi sarebbe di poco più dell'1%, nemmeno tantissimo tutto sommato. Ovvio che a 100 gradi l'errore sarebbe molto più alto.
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[19] Re: Multiplexing termocoppie

Messaggioda Foto UtentePioz » 11 dic 2012, 18:20

Va bene ragazzi..Appena ho un attimo mi dedico alla progettazione dell'amplificatore. Avevo pensato per il momento di provare a realizzarla con i 358 visto che gli ho a casa. Poi però non saprei se ci siano problemi di offset o altro (nel 358 non c'è la correzione dell'offset di uscita). Adesso valuto meglio anche quelli proposti da [user]gohan[/user] e mi leggo il datasheet. Se mi dite che con i 358 avrei lo stesso un buon risultato intanto provo con quelli...
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[20] Re: Multiplexing termocoppie

Messaggioda Foto UtenteDirtyDeeds » 12 dic 2012, 22:15

L'LM358 non va bene: con una tensione di offset di 3 mV aggiungerebbe un'incertezza di 3 mV/(40 µV/°C) = 75 °C. Potresti compensarlo, ma con la deriva termica aggiungeresti comunque qualche grado di incertezza. Cerca un op amp che abbia un offset meglio del centinaio di µV.
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