Amplificatore CE con specchio di corrente, alta frequenza
Moderatori:
carloc,
g.schgor,
BrunoValente,
IsidoroKZ
21 messaggi
• Pagina 2 di 3 • 1, 2, 3
0
voti
strato, strato...


Ultima modifica di
claudiocedrone il 11 feb 2013, 17:20, modificato 1 volta in totale.
"Non farei mai parte di un club che accettasse la mia iscrizione" (G. Marx)
-

claudiocedrone
21,3k 4 7 9 - Master EY

- Messaggi: 15300
- Iscritto il: 18 gen 2012, 13:36
0
voti

"Non farei mai parte di un club che accettasse la mia iscrizione" (G. Marx)
-

claudiocedrone
21,3k 4 7 9 - Master EY

- Messaggi: 15300
- Iscritto il: 18 gen 2012, 13:36
0
voti
strato ha scritto:poi penso che quel 2Cu nasca dal fatto che vedendo in questo modo il piccolo segnale dello specchio,assumendo per semplicità rx1=0 ed
se valuti R' circa uguale ad 1/gm e se trascuri i termini inottieni
quindi circa uguale il tutto a
ottenendo quindi una
che è appunto il parallelo fraed
Ovviamente per calcolarmi la wh ho usato il metodo delle costandi di tempo..è un approssimazioneclaudiocedrone mo me lo tatuo..oppure mi faccio una maglietta con la stampa della copertina
Interessante questo fatto di esprimere l'impedenza di uscita come una funzione di trasferimento... non l'avevo mai visto!
Io avevo fatto il calcolo con un procedimento più semplice, cioè semplificando il circuito laddove possibile e applicando un generatore test al collettore del transistor di uscita.
ps: perché quella che hai calcolato è una frequenza di taglio superiore?
0
voti
forse il termine Wh può fuorviare..vedila solo in riferimento allo specchio non all'intero circuito compreso il CE.
Il ragionamento che ho fatto è che studiando il comportamento in frequenza dello specchio di corrente,a bassa frequenza i condensatori interni posso vederli come degli aperti quindi Cu2 disaccoppia la ro2 dalla restante parte del circuito ed ottengo come resistenza di uscita solo ro2..la
(il "guadagno" a centro banda)
Man mano che si sale in frequenza il contributo dei condensatori interni si fa sentire e quindi devo calcolare quella che in una funzione di trasferimento è definita come la
..Siccome i condensatori sono interagenti non posso velocemente capire quali siano le costanti di tempo associate ad ognuno,ricorro quindi alla approssimazione a polo dominante sfruttando il metodo delle costanti di tempo OCTC.
Non so il calcolo che hai fatto tu..altra via,quella rigorosa,è calolarti tutto il papiello (permettimi il termine tecnico
) con uno dei metodi noti dall'elettrotecnica..ma poi devi saperci giocare ed estrapolare da quello che ottieni i poli e gli zeri..
Le mie comunque sono pur sempre riflessioni di un pivello,prendile con le pinze.
Il ragionamento che ho fatto è che studiando il comportamento in frequenza dello specchio di corrente,a bassa frequenza i condensatori interni posso vederli come degli aperti quindi Cu2 disaccoppia la ro2 dalla restante parte del circuito ed ottengo come resistenza di uscita solo ro2..la
(il "guadagno" a centro banda)Man mano che si sale in frequenza il contributo dei condensatori interni si fa sentire e quindi devo calcolare quella che in una funzione di trasferimento è definita come la
..Siccome i condensatori sono interagenti non posso velocemente capire quali siano le costanti di tempo associate ad ognuno,ricorro quindi alla approssimazione a polo dominante sfruttando il metodo delle costanti di tempo OCTC.Non so il calcolo che hai fatto tu..altra via,quella rigorosa,è calolarti tutto il papiello (permettimi il termine tecnico
Le mie comunque sono pur sempre riflessioni di un pivello,prendile con le pinze.
0
voti
strato, vorrei approfittare della tua conoscenza del Sedra-Smith per un'ultima domanda: nel paragrafo sulla risposta in frequenza dell'amplificatore a source comune (intendo il paragrafo sull'analisi esatta, quello in cui si calcola la fdt con l'analisi circuitale senza approssimazioni), s'individuano due zeri di trasmissione (uno all'infinito e uno al finito); il numeratore della fdt è 
Il libro individua lo zero di trasmissione
e dice che è sull'asse reale del piano-s, per tanto "non c'è una frequenza fisica
alla quale lo zero di trasmissione è realmente zero".
Quindi questo zero non va disegnato nel diagramma di Bode?
Come faccio a sapere se lo zero di cui parlavo nei post precedenti, cioè quello introdotto dal condensatore dello specchio di corrente, è uno zero "fisico"?

Il libro individua lo zero di trasmissione
e dice che è sull'asse reale del piano-s, per tanto "non c'è una frequenza fisica
alla quale lo zero di trasmissione è realmente zero".Quindi questo zero non va disegnato nel diagramma di Bode?
Come faccio a sapere se lo zero di cui parlavo nei post precedenti, cioè quello introdotto dal condensatore dello specchio di corrente, è uno zero "fisico"?
1
voti
TUTTI gli zeri sono fisici, e sono messi nel piano complesso.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
Plug it in - it works better!
Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado)
Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
Plug it in - it works better!
Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado)
Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
0
voti
tu per ottenere gli zeri "precisi" non devi per forza ricorrere allo studio completo dell'amplificatore..puoi ad esempio per gli zeri ad alta frequenza (che spaccano le balls) imporre che la corrente di uscita (nel caso del CS quella di drain) sia nulla.Se non scorre corrente nel carico di uscita,la tensione sarà nulla.Imponendo questo puoi giocare con le equazioni ai nodi e ad esempio dire che la corrente del pilotato è uguale alla corrente che scorre nella Cgd.
da questa equzione ottieni due zeri..uno "nascosto" all'infinito che ricavi imponendo
(cioè quando il condesatore Cgs si cortocircuita) ed un'altra ad
.
Su bode puoi disegnare tutte le frequenze che vuoi,l'informazione "parte reale positiva" ti interessa al massimo nel "luogo delle radici" dove vai a posizionare la tua radice a destra dell'asse immaginario (dolori di pancia).
In bode uno zero a parte reale positiva ti fa ritardare anzichè anticipare (lo vedi tracciando la fase,dal modulo non te ne accorgi ovviamente)
da questa equzione ottieni due zeri..uno "nascosto" all'infinito che ricavi imponendo
(cioè quando il condesatore Cgs si cortocircuita) ed un'altra ad
.Su bode puoi disegnare tutte le frequenze che vuoi,l'informazione "parte reale positiva" ti interessa al massimo nel "luogo delle radici" dove vai a posizionare la tua radice a destra dell'asse immaginario (dolori di pancia).
In bode uno zero a parte reale positiva ti fa ritardare anzichè anticipare (lo vedi tracciando la fase,dal modulo non te ne accorgi ovviamente)
2
voti
Quel metodo per trovare gli zeri non mi ha creato dubbi, più che altro mi ha un po' confuso la precisazione sulla "fisicità". Ci ho pensato, però: il fatto che nessuna frequenza corrisponda ad uno zero situato sull'asse reale è coerente con il tracciamento del diagramma di Bode del modulo, dove quello zero sarà responsabile di una riduzione della pendenza e non di un azzeramento del guadagno.
1
voti
OTTIMO
sPaCeMaN! Proprio cosi`.
Quasi tutti gli zeri e buona parte dei poli sono situati sull'asse reale. Quando tracci il diagramma di Bode guardi che cosa capita lungo l'asse immaginario, visitando il quale non vai a sbattere nella singolarita`, ma ne vedi solo il suo effetto.
Se avessi due poli complessi coniugati, molto vicini all'asse immaginario, che vuol dire con smorzamento basso, passando lungo l'asse immaginario vedresti il guadagno salire, e avresti un picco in frequenza. Guarda anche le figure di questo thread viewtopic.php?f=2&t=16994
Quasi tutti gli zeri e buona parte dei poli sono situati sull'asse reale. Quando tracci il diagramma di Bode guardi che cosa capita lungo l'asse immaginario, visitando il quale non vai a sbattere nella singolarita`, ma ne vedi solo il suo effetto.
Se avessi due poli complessi coniugati, molto vicini all'asse immaginario, che vuol dire con smorzamento basso, passando lungo l'asse immaginario vedresti il guadagno salire, e avresti un picco in frequenza. Guarda anche le figure di questo thread viewtopic.php?f=2&t=16994
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
Plug it in - it works better!
Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado)
Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
Plug it in - it works better!
Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado)
Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
21 messaggi
• Pagina 2 di 3 • 1, 2, 3
Chi c’è in linea
Visitano il forum: Nessuno e 37 ospiti

Elettrotecnica e non solo (admin)
Un gatto tra gli elettroni (IsidoroKZ)
Esperienza e simulazioni (g.schgor)
Moleskine di un idraulico (RenzoDF)
Il Blog di ElectroYou (webmaster)
Idee microcontrollate (TardoFreak)
PICcoli grandi PICMicro (Paolino)
Il blog elettrico di carloc (carloc)
DirtEYblooog (dirtydeeds)
Di tutto... un po' (jordan20)
AK47 (lillo)
Esperienze elettroniche (marco438)
Telecomunicazioni musicali (clavicordo)
Automazione ed Elettronica (gustavo)
Direttive per la sicurezza (ErnestoCappelletti)
EYnfo dall'Alaska (mir)
Apriamo il quadro! (attilio)
H7-25 (asdf)
Passione Elettrica (massimob)
Elettroni a spasso (guidob)
Bloguerra (guerra)




![w_{h}^{-1}=c_{\pi1}[R^I||(r_{x2}+r_{\pi2})]+[c_{\pi2}+c_{\mu2}(1+g_{m2}r_{o2})][R^I||(r_{\pi1}+r_{x2
})||r_{\pi2}]+c_{\mu2}r_{o2} w_{h}^{-1}=c_{\pi1}[R^I||(r_{x2}+r_{\pi2})]+[c_{\pi2}+c_{\mu2}(1+g_{m2}r_{o2})][R^I||(r_{\pi1}+r_{x2
})||r_{\pi2}]+c_{\mu2}r_{o2}](/forum/latexrender/pictures/2f8f8a5e92e784e7ec45cea2e4bda730.png)
ottieni


ed 



