schema finale audio
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IsidoroKZ
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venexian ha scritto:Eh sì, ma quelli erano meccanici!
Hai ragione!
Sai che mentro lo scrivevo mi sono detto: "Mi sembra di conoscere qualche Ing. meccanico qui sul forum , ma 'un mi rihordo chi e'"
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Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
Plug it in - it works better!
Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado)
Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
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http://sound.whsites.net/project10.htm
http://sound.whsites.net/project76.htm
Ho guardato vari progetti, sono molto interessanti! Mi pare di capire che l'idea di fondo è quella di usare uno stadio push pull (o a simmetria complementare) e retroazionare sull'uscita sullo stadio differenziale in ingresso.
Quello che mi chiedo è: quali fattori portano a preferire uno stadio diffeenziale discreto rispetto ad un opamp?
Cioè: l'opamp ha sicuramente un'impedenza di ingresso più alta di quello discreto, e una impedenza di uscita più bassa con un guadagno ad anello aperto sicuramente maggiore. Questo non dovrebbe renderlo più adatto a svolgere il ruolo di differenziale per la retroazione? D'altra parte un guadagno ad anallo aperto così elevato potrebbe portare instabilità, ma questo è l'unico motivo per preferire una soluzione discreta ad un operazionale?
http://sound.whsites.net/project76.htm
Ho guardato vari progetti, sono molto interessanti! Mi pare di capire che l'idea di fondo è quella di usare uno stadio push pull (o a simmetria complementare) e retroazionare sull'uscita sullo stadio differenziale in ingresso.
Quello che mi chiedo è: quali fattori portano a preferire uno stadio diffeenziale discreto rispetto ad un opamp?
Cioè: l'opamp ha sicuramente un'impedenza di ingresso più alta di quello discreto, e una impedenza di uscita più bassa con un guadagno ad anello aperto sicuramente maggiore. Questo non dovrebbe renderlo più adatto a svolgere il ruolo di differenziale per la retroazione? D'altra parte un guadagno ad anallo aperto così elevato potrebbe portare instabilità, ma questo è l'unico motivo per preferire una soluzione discreta ad un operazionale?
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Non m'intendo di amplificatori audio e vado per analogia cogli alimentatori lineari:
la soluzione integrata, rispetto ai componenti discreti, presenta peggiore voltage dropout e migliore protezione termica e dal corto circuito.
la soluzione integrata, rispetto ai componenti discreti, presenta peggiore voltage dropout e migliore protezione termica e dal corto circuito.
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presenta peggiore voltage dropout e migliore protezione termica e dal corto circuito.
vero, però pensavo che, accettando di pagare il prezzo del dropout mi verrebbe da dire che sia una soluzione più ragionevole usare un opamp low noise piuttosto che una soluzione integrata in cui bisogna combattere con la stabilizzazione della corrente e accoppiare lo stadio differeziale senza transistor matched. Voi che dite?
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Ci sono 2 punti (in ordine di importanza):
1) L'elettronica audio (anche volendo ecludere argomenti come "snake oil" e "trasformatori avvolti in una notte di plenilunio con filo d'argento") e' una "brutta bestia" in cui si sommano aspetti di "buona elettronica classica" e valutazioni "piu' soggettive".
Ad esempio - ma non solo - caratteristiche come impedenza di ingresso oppure stabilita' in continua sono aspetti poco importanti in un amplificatore audio mentre sono molto ben caratterizzati nel data sheet di un qualunque Op-Amp.
Detto questo nei libri di Doug Self e Bob Cordell trovi le risposte a molti dei tuoi dubbi.
Un aspetto che e' molto importante nell'audio e' la stabilita' su carico complesso (reattivo) e questo ha portato a topologie di compensazioni poco trattate in altri ambiti.
TMC (Transient Miller Compensation) e' trattata nei libri citati
Cerca anche con google "tmc compensation audio edmond stuart" senza virgolette.
Qui e' imperativo l'intervento di
Piercarlo
2) Rod Elliott curatore del sito citato da
IsidoroKZ e' un ottimo tecnico e didatta ed il materiale pubblicato e' altrettanto ottimo.
Ad esempio gli amplificatori progetto 03 e 3A 60-100 W sono amplificatori "classici" sicuramente funzionanti - ed aggiungo -ben suonanti ma la "radice" dello schema risale agli anni 60. Questo vuol dire che sono ottimi per imparare ma oggi "c'e' di meglio" anche come "teoria"
Se guardi lo schema dell'amplificatore postato in http://www.synaesthesia.ca/ vedi che c'e' "una certa differenza"
Lo schema del sito http://www.synaesthesia.ca/ e' confrontabile con quello degli amplificatori Halcro (ditta australiana) che non sono piu' in produzione e che costavano (molte) decine migliaia di euro e non per fuffa ma per "solida" elettronica: dimensioni da cassettiera sotto scrivania, alimentazioni switching stabilizzate, PFC e via discorrendo.
Per concludere l'audio e' un argomento per cui alcume persone - amici da molti anni - si sono poi tolte il saluto
P.S. gli schemi che hai linkato sono progetti particolari (uno ad es e' in classe A) e *non* comincerei da quelli ne' a studiare ne' a costruire.
1) L'elettronica audio (anche volendo ecludere argomenti come "snake oil" e "trasformatori avvolti in una notte di plenilunio con filo d'argento") e' una "brutta bestia" in cui si sommano aspetti di "buona elettronica classica" e valutazioni "piu' soggettive".
Ad esempio - ma non solo - caratteristiche come impedenza di ingresso oppure stabilita' in continua sono aspetti poco importanti in un amplificatore audio mentre sono molto ben caratterizzati nel data sheet di un qualunque Op-Amp.
Detto questo nei libri di Doug Self e Bob Cordell trovi le risposte a molti dei tuoi dubbi.
Un aspetto che e' molto importante nell'audio e' la stabilita' su carico complesso (reattivo) e questo ha portato a topologie di compensazioni poco trattate in altri ambiti.
TMC (Transient Miller Compensation) e' trattata nei libri citati
Cerca anche con google "tmc compensation audio edmond stuart" senza virgolette.
Qui e' imperativo l'intervento di
2) Rod Elliott curatore del sito citato da
Ad esempio gli amplificatori progetto 03 e 3A 60-100 W sono amplificatori "classici" sicuramente funzionanti - ed aggiungo -ben suonanti ma la "radice" dello schema risale agli anni 60. Questo vuol dire che sono ottimi per imparare ma oggi "c'e' di meglio" anche come "teoria"
Se guardi lo schema dell'amplificatore postato in http://www.synaesthesia.ca/ vedi che c'e' "una certa differenza"
Lo schema del sito http://www.synaesthesia.ca/ e' confrontabile con quello degli amplificatori Halcro (ditta australiana) che non sono piu' in produzione e che costavano (molte) decine migliaia di euro e non per fuffa ma per "solida" elettronica: dimensioni da cassettiera sotto scrivania, alimentazioni switching stabilizzate, PFC e via discorrendo.
Per concludere l'audio e' un argomento per cui alcume persone - amici da molti anni - si sono poi tolte il saluto
P.S. gli schemi che hai linkato sono progetti particolari (uno ad es e' in classe A) e *non* comincerei da quelli ne' a studiare ne' a costruire.
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Interessante, ma non vedo proprio dove 'molte decine di migliaia di Euro' possano finire in un amplificatore audio se non nel pagare il marchio.
Alimentatori switching stabilizzati e PFC costano qualche Euro, non diecimila volte tanto.
Non per fare polemica (meglio precisare), ma giusto per capire.
Alimentatori switching stabilizzati e PFC costano qualche Euro, non diecimila volte tanto.
Non per fare polemica (meglio precisare), ma giusto per capire.
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venexian ha scritto:Alimentatori switching stabilizzati e PFC costano qualche Euro, non diecimila volte tanto.
Non per fare polemica (meglio precisare), ma giusto per capire.
Nessuna polemica (sul forum e' difficile essere chiari e sintetici).
La prima risposta e' che c'e' una certa differenza di marchio/prezzo/prestazioni/mettici_quello_che_ti_pare tra un "cinese" e un HP_Agilent_Keysight da qualche kW.
Unfortunately si trova (e si trovava anche all'epoca) poca documentazione di questi amplificatori (data sheet e prove su riviste) ma gia' la foto dell'interno ti dava una idea dell'ingegnerizzazione del prodotto.
Gli schemi *non* sono mai riuscitoa trovarli ma da quello che posso intuire hanno delle somiglianze con quello pubblicato su http://www.synaesthesia.ca/
Tieni presente che l'autore del sito citato parla di un costo di costruzione di 1000 $ (se ricordo bene_ che *non* sono molte decine di migliaia), ma valuta te se la cifra che dice di aver speso e' realistica (a me sembra di no perche' - spesso - se ti serve un componente ne devi comprare 10 o perche' uno ti si rompe o perche' vuoi fare una selezione)
Il prezzo di un oggetto spesso *non* e legato al costo industriale e gli Halcro forrnivano prestazioni non facilmente eguagliabili da cui prezzi elevati.
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