Sorgente di corrente
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Be', non necessariamente, si potrebbe fare tutto con componenti standard, pero' il micro in questo caso farebbe risparmiare un bel po di progettazione "analogica" fra rilevazione di segnali, feedback bilanciati, circuiti di "calcolo analogico" e pilotaggi, e forse sarebbe pure piu veloce come reazioni ... non che non si possa fare in analogico, in effetti lo si faceva in passato, ma usando circuti abbastanza complessi e componenti non proprio economici (ed a volte tirando giu un po di santi per risolvere lag, oscillazioni e problemi simili), quindi si, in casi come questi un micro semplifica un (bel) po la vita 
"Sopravvivere" e' attualmente l'unico lusso che la maggior parte dei Cittadini italiani,
sia pure a costo di enormi sacrifici, riesce ancora a permettersi.
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Etemenanki
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Purtroppo da quel lato, se si vuole un po di risoluzione, tocca usare componenti esterni, perche' gli ADC nella maggior parte dei micro sono solo a 10bit (e spesso non ci sono proprio i DAC)
Comunque esistono soluzioni abbastanza comode, ad esempio, per la parte ADC, ADS1113 , interfaccia I2C, 16bit delta/sigma, incorpora internamente riferimento ed oscillatore (e se serve anche un comparatore programmabile, ADS1114), semplificando di parecchio la realizzazione ... mentre per la parte DAC, DAC8751 , sempre 16bit, questo necessita di riferimento esterno ma si puo usare un REF02 o un altro riferimento simile.
Comunque esistono soluzioni abbastanza comode, ad esempio, per la parte ADC, ADS1113 , interfaccia I2C, 16bit delta/sigma, incorpora internamente riferimento ed oscillatore (e se serve anche un comparatore programmabile, ADS1114), semplificando di parecchio la realizzazione ... mentre per la parte DAC, DAC8751 , sempre 16bit, questo necessita di riferimento esterno ma si puo usare un REF02 o un altro riferimento simile.
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Etemenanki
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Etemenanki ha scritto:Be', non necessariamente, si potrebbe fare tutto con componenti standard, pero' il micro in questo caso farebbe risparmiare un bel po di progettazione "analogica" fra rilevazione di segnali, feedback bilanciati, circuiti di "calcolo analogico" e pilotaggi
No, non è quello che intendo. Intendo che il micro serve per impostare il valore desiderato (certo, posso usare un potenziometro, ma a questo punto torniamo al LT3092). Il loop di controllo deve essere analogico.
e forse sarebbe pure piu veloce come reazioni
Non ci credo nemmeno se lo vedo.
(ed a volte tirando giu un po di santi per risolvere lag, oscillazioni e problemi simili)
Se provi con un micro e un ADC di santi non ne tiri giú un po'. Li tiri giú tutti.
Boiler
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boiler ha scritto:... di santi non ne tiri giú un po'. Li tiri giú tutti.
Una trentina o poco piu di anni fa avevo realizzato un doppio alimentatore da banco, con tracking e regolazione di tensione e corrente con potenziometri a 10 giri (e strumentini analogici, all'epoca quelli digitali erano ancora troppo rari e costosi) ... fra soluzioni per portare la minima tensione a zero volt, la regolazione di corrente stabile, risolvere le oscillazioni con certi tipi di carichi, rendere il tracking preciso ed affidabile, e risolvereun'altro paio (di decine) di problemini che saltavano fuori, nel mese circa che mi e' servito per ottenere il risultato che volevo, la millefori "doppio eurocard" da cui ero partito si e' popolata in fretta, fino ad ospitare una dozzina di operazionali e circa una ventina di transistor, piu alcuni chili di componenti discreti, e di santi ricordo di averne tirati giu parecchi
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Etemenanki
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Perdonatemi ma io col mio caricabatterie "tutto in software" mi trovo bene. Devo anche dire che la regolazione non è di altissima precisione, come d'altronde è giusto che sia per un caricabatteria. C'è qualcuno che sappia dire come sono fatti i caricabatterie commerciali? Per esempio, quelli delle biciclette elettriche.
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boiler ha scritto:e forse sarebbe pure piu veloce come reazioni
Non ci credo nemmeno se lo vedo.
E allora sarebbe inutile fartelo vedere.. battute a parte, secondo me gioca molto il rapporto fra le istruzioni al secondo della MCU e gli impulsi al secondo del PWM. Qualche centinaio dovrebbe bastare. Poi non discuto, se un magnetico un po' più grosso viene a costare più di un hardware più pesante allora la convenienza economica della MCU che fa tutto viene a cadere.
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EcoTan ha scritto:Perdonatemi ma io col mio caricabatterie "tutto in software" mi trovo bene. Devo anche dire che la regolazione non è di altissima precisione, come d'altronde è giusto che sia per un caricabatteria
Ni, nel senso che nel tuo caso non fai una vera e propria regolazione di corrente: gli imponi una corrente di picco a primario fissa in hardware (resistenza di sense), e per limitarla spegni in anticipo il MOS con una relazione (suppongo non lineare) tra ON-time e tensione di uscita. La costante di tempo della carica della batteria è estremamente alta, ragion per cui il software riesce a stare dietro senza problemi e riesci a stabilizzarlo bene anche a bande basse; ma se tu avessi dovuto controllare la corrente in maniera più precisa oppure usato una uscita arbitraria (cioè alzi un po' le tue richieste di banda), allora lì cominciano i veri problemi.
Sono anche io convinto che non c'è loop digitale che tenga in favore di un analogico apposito, ma ovviamente dipende dai requisiti.
EcoTan ha scritto:C'è qualcuno che sappia dire come sono fatti i caricabatterie commerciali? Per esempio, quelli delle biciclette elettriche.
Dipende da quanta potenza cerchi. Per basse potenze ti può andare bene anche un flyback (tipo il tuo), se vai su in potenza devi sia controllare meglio il lato Vin ed emissioni verso la rete (con un PFC, che mi sembra sia obbligatorio sopra i 50W), sia cambiare topologia in favore di una più efficiente.
Questo della TI ad esempio è un modulo LLC ad half bridge da 500W, con un PFC in ingresso e un INA in uscita per fare il current sense, con loop completamente analogico. Qui il flyback ad esempio è utilizzato per tirare fuori tutte e sole le tensioni di pilotaggio dei vari blocchi, cioè dove non ti serve eccessiva potenza, mentre le informazioni concorrenziali di tensione e corrente di uscita sono mixate con due error amplifier diversi che pilotano il medesimo fotoaccoppiatore.
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