comunque avevo ben poco da aggiungere: io chiedevo per sapere, non perché avessi qualcosa da dire in proposito.
E come al solito si è andati a finire nei dibatti anti audiofili che tanto mi stanno simpatici(i dibattiti) solo peccato che non ci sia qualcuno di loro a provare a difendersi...
Beh sì qualcosina da aggiungere(chiedere) ce l'avrei:
sì è detto che la qualità dell'alimentazione non dovrebbe influenzare le prestazioni di un buon amplificatore. Resta il fatto che al giorno d'oggi la maggior parte degli amplificatori a valvole in uso è nelle mani di chitarristi, e che questi amplificatori non sono-a quanto pare-di ottima fattura, nel senso che pare che la tecnologia utilizzata nel raddrizzamento influenzi effettivamente in qualche maniera il suono.
Dunque ecco due domande:
1 - la prima più tecnica : la valvola diodo che caratteristica V I ha, confrontata con quella di un diodo a stato solido? che altre differenze ci sono nel comportamento dei due componenti?
2 - questo in che maniera può influenzare il suono di un amplificatore NON ben fatto(amplid da chitarra)?
edit : ho visto che nell'altro post mlessio ha scritto:
il fatto sta che, per quanto ne so io, la raddrizzatrice a valvola lavora in modo moooooooolto più lento dei diodi, e quindi questo influisce sul suono smorzando l'attacco.
questo accade perché quando il segnale in ingresso è più potente, il circuito richiede più corrente, e la valvola ci mette più tempo ad erogare questa corrente rispetto ai diodi(che sono di tipo fast o ultrafast, solitamente).
in termini sonori, con la valvola si ha meno attacco, suono più pastoso e "cremoso"... d'altro canto, abbiamo anche più distorsione, in quanto cala la tensione... se non erro le classiche gz hanno una caduta di tensione di una 20ina di V...
il diodo, per contro, ha più attacco, e suono più tagliente quindi... inoltre rimane più cristallino per la tensione superiore...
alcuni simulano la rettifica valvolare mettendo in serie all'anodica(e prima di qualsiasi altro componente) una resistenza da 50 o 100 watt di circa 200K, ottenendo così un effetto chiamato SAG... sinceramente non ho mai provato questo metodo, quindi non saprei dirvi se realmente simula un tubo!
sempre grazie alla vs scienza e alla vs voglia di condividerla

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