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raddrizzamento a tubo vs raddrizzamento a stato solido

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[21] Re: raddrizzamento a tubo vs raddrizzamento a stato solido

Messaggioda Foto Utenteoromoiluig » 18 lug 2010, 3:11

sono le 3 ed eccomi... sì oggi ho acceso il computer poco..
comunque avevo ben poco da aggiungere: io chiedevo per sapere, non perché avessi qualcosa da dire in proposito.
E come al solito si è andati a finire nei dibatti anti audiofili che tanto mi stanno simpatici(i dibattiti) solo peccato che non ci sia qualcuno di loro a provare a difendersi...

Beh sì qualcosina da aggiungere(chiedere) ce l'avrei:
sì è detto che la qualità dell'alimentazione non dovrebbe influenzare le prestazioni di un buon amplificatore. Resta il fatto che al giorno d'oggi la maggior parte degli amplificatori a valvole in uso è nelle mani di chitarristi, e che questi amplificatori non sono-a quanto pare-di ottima fattura, nel senso che pare che la tecnologia utilizzata nel raddrizzamento influenzi effettivamente in qualche maniera il suono.

Dunque ecco due domande:
1 - la prima più tecnica : la valvola diodo che caratteristica V I ha, confrontata con quella di un diodo a stato solido? che altre differenze ci sono nel comportamento dei due componenti?
2 - questo in che maniera può influenzare il suono di un amplificatore NON ben fatto(amplid da chitarra)?

edit : ho visto che nell'altro post mlessio ha scritto:
il fatto sta che, per quanto ne so io, la raddrizzatrice a valvola lavora in modo moooooooolto più lento dei diodi, e quindi questo influisce sul suono smorzando l'attacco.

questo accade perché quando il segnale in ingresso è più potente, il circuito richiede più corrente, e la valvola ci mette più tempo ad erogare questa corrente rispetto ai diodi(che sono di tipo fast o ultrafast, solitamente).

in termini sonori, con la valvola si ha meno attacco, suono più pastoso e "cremoso"... d'altro canto, abbiamo anche più distorsione, in quanto cala la tensione... se non erro le classiche gz hanno una caduta di tensione di una 20ina di V...

il diodo, per contro, ha più attacco, e suono più tagliente quindi... inoltre rimane più cristallino per la tensione superiore...

alcuni simulano la rettifica valvolare mettendo in serie all'anodica(e prima di qualsiasi altro componente) una resistenza da 50 o 100 watt di circa 200K, ottenendo così un effetto chiamato SAG... sinceramente non ho mai provato questo metodo, quindi non saprei dirvi se realmente simula un tubo!


sempre grazie alla vs scienza e alla vs voglia di condividerla
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[22] Re: raddrizzamento a tubo vs raddrizzamento a stato solido

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 18 lug 2010, 7:52

Scusate ma secondo me, come sempre accade in questo genere di discussioni, si fa confusione: cosa c’entra la distorsione della chitarra elettrica o dell’amplificatore per chitarra elettrica con quella dell’amplificatore con il quale si ascolta musica in casa?
E’ forse una questione del tipo “i gusti sono gusti”? non sono affatto convinto sia così e provo a spiegare perché.
E’ vero che un certo amplificatore a valvole che amplifica il suono di una chitarra può rendere un particolare effetto come pure è vero che un certo distorsore fa la stessa cosa... ci si potrebbe chiedere: ma allora se quel distorsore applicato a quella chitarra produce un effetto così piacevole vuol dire che la distorsione è piacevole?
Spero sia chiaro dove voglio portare il ragionamento.
Il caffè diventa più gradevole con l’aggiunta dello zucchero ma questo non significa che si possa generalizzare dicendo che allo stesso modo l’aggiunta dello zucchero rende più gradevole qualsiasi cibo.
Gli esempi che avete fatto a proposito di distorsori e altoparlanti sfondati secondo me non servono affatto perché non sono minimamente generalizzabili: volete forse farmi credere che sia meglio aggiungere un distorsore all’impianto con cui ascoltiamo musica o che forse un bel calcio alla membrana del woofer migliorerebbe la piacevolezza di ascolto?
Un pittore che voglia esprimere la sua arte può utilizzare qualsiasi tecnica e nessuno si sognerebbe di dire che l’arte migliore è quella che meglio approssima la realtà o che i quadri migliori sono quelli che somigliano a delle fotografie...abbiamo esempi a non finire di capolavori dove i soggetti rappresentati derivano da una forte distorsione della realtà così come il suono di una chitarra può essere distorto. Un quadro che rappresenta un paesaggio appena accennato dai contorni incerti e sfumati può essere un grande capolavoro, una formidabile espressione dell’arte...ma non venitemi a dire che è meglio osservarlo con degli occhiali appannati o che lo deformano!!
Sono fermamente convinto che per apprezzare bene le belle distorsioni dei chitarristi o i piacevoli difetti di esecuzione sia necessario riprodurre i brani attraverso amplificatori fedelissimi che non distorcano affatto altrimenti sarebbe come andare ad ammirare i capolavori in una mostra di quadri indossando occhiali appannati o deformanti.

Immaginiamo ancora di andare a visitare una mostra fotografica dove le foto esposte non sono solo delle semplici riproduzioni nude e crude della realtà ma dove in alcuni casi, proprio perché sono espressione dell’arte, alcuni fotografi/artisti hanno voluto arricchire le immagini anche con effetti speciali applicando filtri vari alle loro macchine oppure effetti di sgranatura piuttosto che di solarizzazione ecc.
Ora vi chiedo: se volessimo portarci a casa una riproduzione di quelle foto esposte e decidessimo quindi a nostra volta di fotografarle, sarebbe meglio aggiungere anche alla nostra macchina qualche piccolo effetto di sgranatura piuttosto che di solarizzazione oppure la cosa migliore sarebbe quella di riprodurre quelle immagini nel modo più fedele possibile? perché in questo caso la risposta è ovvia e invece nel caso delle riproduzioni audio tende a non esserlo più?
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[23] Re: raddrizzamento a tubo vs raddrizzamento a stato solido

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 18 lug 2010, 8:25

Provo a rispondere a oromoiluig.
La caratteristica dei diodi a vuoto è unidirezionale come in quelli a stato solido. Non è così verticale per cui aumentando la tensione la corrente non va alle stelle come accade in quelli a stato solido...è come se in serie vi fosse una resistenza.
A quanto mi risulta non vi sono altre differenze sostanziali, forse con una rete costituita da più diodi a stato solido e resistenze si potrebbe simulare in modo più preciso il diodo a vuoto ma, così a naso, direi che un solo diodo con una resistenza in serie sia già una approssimazione sufficiente.
Non è vero che i diodi a vuoto siano lenti, non lo sono certamente per le frequenze di interesse in campo audio. Semmai la lentezza deriva dalla maggiore resistenza serie che insieme alla capacità di filtro costituisce una costante di tempo maggiore.
In che maniera può influenzare il suono di un amplificatore NON ben fatto(amplid da chitarra)?
Direi in due modi: riduce il ronzio e aumenta la distorsione soprattutto alle frequenze basse.
Gli stessi effetti dovrebbe realizzarli una resistenza di qualche centinaio di ohm in serie ai diodi a stato solido.
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[24] Re: raddrizzamento a tubo vs raddrizzamento a stato solido

Messaggioda Foto Utenteoromoiluig » 18 lug 2010, 12:56

?
bruno valente ha scritto:Sono fermamente convinto che per apprezzare bene le belle distorsioni dei chitarristi o i piacevoli difetti di esecuzione sia necessario riprodurre i brani attraverso amplificatori fedelissimi che non distorcano affatto

pienamente d'accordo, io infatti davo quasi per scontato, all'inizio della discussione, che avremmo parlato di amplificatori da chitarra, cioè degli amplificatori-distorsori, perché sinceramente dell'esistenza di amplificatori a valvole "hi-fi" per "audiofili" non tenevo proprio conto...

bruno valente ha scritto:aumenta la distorsione soprattutto alle frequenze basse.

perché?
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[25] Re: raddrizzamento a tubo vs raddrizzamento a stato solido

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 18 lug 2010, 15:16

Per i motivi che credo di aver detto nell'intervento [12]
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[26] Re: raddrizzamento a tubo vs raddrizzamento a stato solido

Messaggioda Foto Utenteoromoiluig » 18 lug 2010, 21:37

Significa ancora che se la corrente di alimentazione, che segue le stesse vicende del segnale audio, fosse in grado di produrre una caduta di tensione sull’impedenza interna dell’alimentatore (condensatore di filtro e impedenza interna non lineare dei rettificatori), questa caduta di tensione, che in qualche misura e in modo non lineare segue ancora le vicende del segnale audio (soprattutto alle basse frequenza dove aumenta la reattanza del condensatore di filtro) produrrebbe a sua volta un segnale audio distorto che si sovrapporrebbe a quello buono in altoparlante.


Provo a riassumere, per vedere se ho capito: se l'amplificatore è suscettibile alle variazioni della tensione di alimentazione(cioè ha un basso Power Supply Rejection Rate), allora è suscettibile, in particolare, alle cadute di tensione sulla resistenza interna del generatore causate dalla variazione della corrente assorbita dall'amplificatore, corrente che è proporzionale al segnale audio. E questo causa una distorsione del segnale in uscita.

Si può in qualche maniera dire che il segnale è in questa maniera modulato in ampiezza da se stesso o è una bestialità?
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[27] Re: raddrizzamento a tubo vs raddrizzamento a stato solido

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 18 lug 2010, 23:13

oromoiluig ha scritto: Si può in qualche maniera dire che il segnale è in questa maniera modulato in ampiezza da se stesso o è una bestialità?


Non è una bestialità. Si chiama autointermodulazione e riguarda in realtà tutti gli ampificatori i cui stadi condividono una linea di alimentazione in comune ed è dovuta al fatto che nessun alimentatore ha impedenza di uscita nulla. E' un po' lunga da spiegare ma la stragrande maggioranza dei problemi di "suono" degli amplificatori derivano quasi per intero dall'aver preso più o meno sottogamba questo problema, che interessa tanto gli amplificatori a transistori che a valvole.
Sotto questo aspetto la vera differenza tra i due tipi è che il secondo, non consentendo in genere gli elevati fattori di retroazione tipici dei primi, costringe i progettisti a lavorare un po' più coscienziosamente - in sostanza a fare meglio il lavoro per cui sono pagati... ma è tutto. Se si applica a entrambi i tipi di amplificatori la stessa cura ai problemi di fondo senza contare sui favori della controreazione le differenze UDIBILI cessano in pratica di esistere (quelle strumentali no ma è un altro discorso).

Ciao
Piercarlo
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[28] Re: raddrizzamento a tubo vs raddrizzamento a stato solido

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 19 lug 2010, 9:41

D'accordo con Piercarlo,
se si pensa poi che la stessa linea in molti casi alimenta anche gli stadi precedenti a quello finale che sono altrettanto affetti da un basso Power Supply Rejection Rate, si capisce come le cose possano complicarsi ulteriormente e se ne deve tenere conto in fase di progetto.
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[29] Re: raddrizzamento a tubo vs raddrizzamento a stato solido

Messaggioda Foto Utenteoromoiluig » 20 lug 2010, 2:14

e i regolatori di tensione in genere servono proprio ad evitare l'intermodulazione tra le varie sezioni di un circuito, oltre a evitare gli effetti del ripple, giusto ?
e non è possibile realizzarne alcuni per le alte tensioni in gioco negli amplificatori a valvole?
mi rendo conto che non sarebbe questo uno stimolo a progettare amplificatori migliori, ma a progettare alimentatori migliori, ma se il risultato finale migliora, perché no?
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[30] Re: raddrizzamento a tubo vs raddrizzamento a stato solido

Messaggioda Foto UtenteTardoFreak » 20 lug 2010, 9:38

E' l' amplificatore quello che deve essere progettato bene. Un ampli di potenza non usa un alimentatore stabilizzato, se e' bene fatto non ne ha bisogno.
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