I fenomeni elettrici si possono utilizzare per tanti scopi;
due di questi sono molto importanti:
- al fenomeno elettrico è associata una energia che deve essere prodotta, trasportata e distribuita per essere convertita in altre forme di energia (meccanica, luminosa ecc); di questo si occupa l'elettrotecnica.
- al fenomeno elettrico è associata un'informazione che deve essere elaborata, memorizzata,trasmessa, ecc.; di questo si occupa l'elettronica.
Considera un tasto:
- se serve per consentire o interrompere un flusso di energia sono nell'ambito dell'elettrotecnica;
- se lo piazzo dietro una finestra perché mi deve informare se la finestra è aperta o chiusa sono nell'ambito dell'elettronica.
Considera una lampadina per illuminazione: anche se di pochissimi watt sono in elettrotecnica.
Considera un microfono che fornisce un segnale elettrico (informazione) da amplificare per migliaia di watt: sono in elettronica.
Ciao.
Che differenza c'é tra elettrotecnica ed elettronica?
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IsidoroKZ
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la domanda è tanto semplice quanto difficile è dare una risposta chiara.
io credo (forse perche cosi ho fatto io) che prima si studia elettrotecnica e poi elettronica , il contrario non lo vedo bene. chi conosce un po l'elettronica non puo non conoscere le basi dell'elettrotecnica , ma il contrario è possibile. è vero normalmente ci sono alte potenze , alte correnti in elettrotecnica e sempre normalmente è vero il contrario con potenze minori e correnti minori , ma non sempre perche chi prima parlava di cavi da 120 mm2 parlava sicuramente di elettrotecnica , ma il sottoscritto ha collegato ancora molti anni fa 2x 300 mm2 ( 600 mm2 )per polarita) in corrente continua e stabilizzati (quindi di provenienza elettronica e per uso elettronico)
ad ogni modo uno e forse il piu grosso confine tra elettrotecnica ed elettronica inizia dopo un ponte di graetz.
io credo (forse perche cosi ho fatto io) che prima si studia elettrotecnica e poi elettronica , il contrario non lo vedo bene. chi conosce un po l'elettronica non puo non conoscere le basi dell'elettrotecnica , ma il contrario è possibile. è vero normalmente ci sono alte potenze , alte correnti in elettrotecnica e sempre normalmente è vero il contrario con potenze minori e correnti minori , ma non sempre perche chi prima parlava di cavi da 120 mm2 parlava sicuramente di elettrotecnica , ma il sottoscritto ha collegato ancora molti anni fa 2x 300 mm2 ( 600 mm2 )per polarita) in corrente continua e stabilizzati (quindi di provenienza elettronica e per uso elettronico)
ad ogni modo uno e forse il piu grosso confine tra elettrotecnica ed elettronica inizia dopo un ponte di graetz.
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Secondo me la differenza sostanziale è la forma mentis con cui vedi e affronti i problemi e le potenze in gioco con cui lavori. Inoltre un elettrotecnico deve tenere a mente molto più di un elettronico che, se sbagli, puoi anche non tornare più a casa: l'elettrotecnica ti insegna in modo convincente a rispettare le forze con cui lavori, mentreco l'elettronica puoi anche permettersi un approccio un po' più rilassato. Io per esempio sono molto più sul chi va quando monti spine e lampadine che non quando monto transistori.
Ciao
Piercarlo
Ciao
Piercarlo
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IsidoroKZ ha scritto:Per capire come funziona il raddrizzatore a baffo di gatto e` indispensabile considerare le bande di valenza e di conduzione dei due materiali.
E in un metallo no? Tutto sta nel capire cosa significa "capire". I primi utilizzatori dei baffi di gatto non conoscevano le bande di valenza....
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marc96 ha scritto:- al fenomeno elettrico è associata una energia che deve essere prodotta, trasportata e distribuita per essere convertita in altre forme di energia (meccanica, luminosa ecc); di questo si occupa l'elettrotecnica.
- al fenomeno elettrico è associata un'informazione che deve essere elaborata, memorizzata,trasmessa, ecc.; di questo si occupa l'elettronica.
Se le cose stanno così, allora l'elettronica di potenza non è elettronica, bensì elettrotecnica (ma Isidoro non era d'accordo).
Da qui non se ne esce.
Potremmo fare una discussione analoga: dove finisce la meccanica razionale ed inizia la scienza delle costruzioni oppure l'idraulica.
Oppure l'esatto confine tra geometria, analisi, algebra.....
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Uno e` un metallo, l'altro no. E nella "definizione" che avevo dato prima dicevo che puo` solo essere spiegato tirando in ballo gli elettroni. Le proprieta` raddrizzanti erano note gia` da prima, ma solo negli anni 30, mi pare, sono cominciate le teorie elettroniche che hanno spiegato il fenomeno.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado)
Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
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Però non avete risposto alla mia domanda: un circuito fatto con soli diodi può essere considerare elettronico o no? I diodi sono forse componenti attivi?
A me piace pensare (forse sbagliando ma chi se ne importa tanto è solo una questione filosofica) che l'elettronica abbia avuto inizio con la comparsa del rubinetto per gli elettroni, insomma proprio il giorno in cui De Forest aggiunse la griglia al diodo di Fleming.
Mi piace pensare così forse perché quello è stato un passaggio davvero epocale: tutto quello che c'era prima, compresi i diodi, era concettualmente simile a qualcosa che c'era già precedentemente alla loro comparsa, mentre invece il triodo dà il via alla possibilità di amplificare che è qualcosa di nuovo senza precedenti e l'elettronica, da quel momento in poi, in ultima analisi, solo di questo si è occupata e si occupa.
Dire che i componenti elettronici siano tutti quelli il cui funzionamento non si può spiegare senza fare riferimento agli elettroni, come diceva il prof. Gatti amico di
IsidoroKZ, non mi piace molto: se fosse così allora dovremmo considerare componenti elettronici anche molti oggetti dell'elettrochimica, dei quali invece l'elettronica non si occupa affatto.
A me piace pensare (forse sbagliando ma chi se ne importa tanto è solo una questione filosofica) che l'elettronica abbia avuto inizio con la comparsa del rubinetto per gli elettroni, insomma proprio il giorno in cui De Forest aggiunse la griglia al diodo di Fleming.
Mi piace pensare così forse perché quello è stato un passaggio davvero epocale: tutto quello che c'era prima, compresi i diodi, era concettualmente simile a qualcosa che c'era già precedentemente alla loro comparsa, mentre invece il triodo dà il via alla possibilità di amplificare che è qualcosa di nuovo senza precedenti e l'elettronica, da quel momento in poi, in ultima analisi, solo di questo si è occupata e si occupa.
Dire che i componenti elettronici siano tutti quelli il cui funzionamento non si può spiegare senza fare riferimento agli elettroni, come diceva il prof. Gatti amico di
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BrunoValente
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BrunoValente ha scritto:Però non avete risposto alla mia domanda: un circuito fatto con soli diodi può essere considerare elettronico o no? I diodi sono forse componenti attivi?
Elettronico e i diodi sono attivi: pensa ad esempio ai moltiplicatori di frequenza. Tieni presente che la definizione di attivo e` diversa per gli elettronici e gli elettrotecnici. Ha sempre a che vedere con l'energia, ma un elettronico fa il bilancio di energia frequenza per frequenza.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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Ti riferisci al fatto che, sfruttando la non linearità, si possono ottenere in uscita componenti armoniche non presenti in ingresso?
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BrunoValente
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