Il fatto è che le piste di rame non sono dei collegamenti perfetti ma presentano delle grandezze parassite: mascherano una piccola resistenza in serie, una piccola induttanza in serie e una piccola capacità verso tutto quello che è vicino, inoltre piste tra loro parallele si comportano in minima parte come fossero gli avvolgimenti di un trasformatore e quindi le correnti di segnale che scorrono nell'una inducono piccole tensioni di segnale nell'altra.
Tutti questi effetti indesiderati, che sono di piccola entità e che però crescono con la frequenza, a volte sono impercettibili e quindi trascurabili, a volte invece, se i provvedimenti necessari non vengono presi, sono tutt'altro che trascurabili e generano casini più o meno pericolosi: si va dal ronzio appena percepibile al cattivo funzionamento del circuito causato da auto-oscillazioni e, se il circuito è di potenza, si può addirittura arrivare alla distruzione di componenti importanti, chi ha provato a costruire amplificatori di potenza o peggio ancora trasmettitori RF sa bene di quale brutta bestia si tratta.
E' necessaria la conoscenza del funzionamento dei circuiti e direi anche una certa abilità nel saper dare il giusto peso alle varie insidie, in modo da riuscire a rimediare senza tralasciare nulla e senza esagerare... insomma alla fine è un'arte ma proprio questo è il bello dell'analogica.
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BrunoValente,
IsidoroKZ
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Eh, cosa vuoi che sia? Una domandina da niente.
Tutto sommato il concetto lo avevo anche compreso, quel che mi risultava e mi risulta un po' più difficile è l’attuazione pratica.
L’ultimo paragrafo dell’intervento di Bruno ne riassume con poche righe le condizioni indispensabili e per me forse irraggiungibili. Nel condividere che ciò sia il bello o l’arte dell’Analogica, aggiungerei in modo esplicito, tra i fondamenti, la possibilità di esprimere anche il concetto di “compromesso”, che nella Logica è precluso.
Tutto sommato il concetto lo avevo anche compreso, quel che mi risultava e mi risulta un po' più difficile è l’attuazione pratica.
L’ultimo paragrafo dell’intervento di Bruno ne riassume con poche righe le condizioni indispensabili e per me forse irraggiungibili. Nel condividere che ciò sia il bello o l’arte dell’Analogica, aggiungerei in modo esplicito, tra i fondamenti, la possibilità di esprimere anche il concetto di “compromesso”, che nella Logica è precluso.
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