Appena la morsa del lavoro ha allentato la presa mi sono rimesso subito all' opera. Per varie necessità ho dovuto costruire anche la pinza, ora finalmente c'è un prototipo fisico sul quale ragionare. Vi faccio vedere come, più o meno (riscaldatore escluso) dovrà presentarsi la parte meccanica dell' elettroutensile:
In queste prime due foto si vede com'è realizzato l' elettroutensile; le parti che compongono la pinza sono essenzialmente due. La prima quella di colore bianco è quella che ospita il fissaggio del cavo, i morsetti di collegamento, i due supporti del riscaldatore ed il microswitch. E' costruita in Delrin una plastica piuttosto robusta ed economica che ben si presta alle lavorazioni alle macchine utensili. Ha però lo svantaggio di avere una bassa temperatura massima di esercizio che si attesta attorno ai 100°C. Dai primi test sembra comunque reagire bene.
La seconda parte, cioè quella inferiore è realizzata in alluminio. L' inserto collocato sotto al riscaldatore è realizzato in Teflon (PTFE). Il materiale scelto ha una buona resistenza alla temperatura 260°C e deve funzionare come contrasto quando la pinza inizia a premere per saldare il tubo. La decisione di inserire sotto al riscaldatore un' inserto plastico ha due motivazioni, evitare di falsare la resistenza del riscaldatore quando il microcontrollore esegue le misure e rendere possibile la sostituzione del contrasto una volta che l' usura l' abbia rovinato.
Si può notare inoltre che il principio di costruzione della pinza non è quello convenzionale, per l' operazione di saldatura infatti non è richiesto un grosso sforzo quindi ho preferito costruirla seguendo il principio della leva di terzo tipo. Questa scelta rende più semplice la realizzazione ed in particolare il passaggio del grosso cavo che termina sui morsetti del riscaldatore.
Questa foto invece fa vedere come è realizzato il rilevamento della chiusura della pinza, l' evento che da lo start al ciclo di saldatura. Come si può vedere il microswitch è fissato dietro al fulcro della pinza, in questo modo appena avviene la chiusura si ha la commutazione del sensore ed il microcontrollore comincia ad eseguire il programma. Per rendere possibile un minimo di regolazione sulla posizione di attivazione ho aggiunto un grano che funge da regolo, invitandolo o svitandolo è possibile variare (seppur di poco) il punto di start ciclo.
Qui si vedono i particolari della testina. Il primo morsetto (quello a forma di parallelepidedo) serve per abbracciare la calza del cavo. Per il montaggio viene tolto al cavo il primo strato di isolante in modo da liberare la calza che viene poi inserita nel morsetto e bloccata stringendo le due viti (testa a taglio), in questo modo si assicura una superficie di contatto piuttosto ampia. Il secondo morsetto invece è stato realizzato stagnando ad una boccola cinque dei sette conduttori interni del cavo multipolare (gli altri due conduttori servono al microswitch). Questa boccola viene poi inserita nel prigioniero che collega sia meccanicamente che elettricamente il supporto del riscaldatore alla pinza e fissata ad esso tramite il dado superiore.
Per l' altro morsetto il collegamento avviene allo stesso modo, un prigioniero parte dal supporto del riscaldatore e va a invitarsi direttamente nel morsetto per la calza.
Il materiale con il quale sono stati costruiti questi particolari è ottone e mi sono assicurato che qualunque sezione di contatto della testina non scendesse (teoricamente) al di sotto degli 8mm².
Aggiungo infine una nota sul riscaldatore che mi sta facendo impazzire. La forma che si vede in fotografia non ha nulla a che vedere con quella finale. O per meglio dire, mi comincia a piacere l' idea di dargli una forma così rotondeggiante per il semplice motivo che le dilatazioni del materiale dovute all' aumento di temperature vengono "assorbite" meglio e non sembra quindi necessario studiare un contatto strisciante.
Per la sezione del riscaldatore che si occuperà della saldatura la soluzione non è semplice. Dovrei riuscire a ruotare di 90° la parte di riscadatore che si trova in posizione centrale in modo da aumentare l' area di saldatura. Pensavo di ovviare costruendo il riscaldatore in tre pezzi distinti che poi verranno uniti per brasatura. Per il momento essendo molto più semplice la costruzione del riscaldatore attuale stavo valutando diverse sezioni e geometrie per "calibrare" i parametri costruttivi.
Per il momento è tutto ... a breve vi posto i risultati delle prime prove che come sempre hanno dato risultati a dir poco imbarazzanti
Ciao

Elettrotecnica e non solo (admin)
Un gatto tra gli elettroni (IsidoroKZ)
Esperienza e simulazioni (g.schgor)
Moleskine di un idraulico (RenzoDF)
Il Blog di ElectroYou (webmaster)
Idee microcontrollate (TardoFreak)
PICcoli grandi PICMicro (Paolino)
Il blog elettrico di carloc (carloc)
DirtEYblooog (dirtydeeds)
Di tutto... un po' (jordan20)
AK47 (lillo)
Esperienze elettroniche (marco438)
Telecomunicazioni musicali (clavicordo)
Automazione ed Elettronica (gustavo)
Direttive per la sicurezza (ErnestoCappelletti)
EYnfo dall'Alaska (mir)
Apriamo il quadro! (attilio)
H7-25 (asdf)
Passione Elettrica (massimob)
Elettroni a spasso (guidob)
Bloguerra (guerra)
