Grazie.
Progettisti analogici... cominciate a preoccuparvi.
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he he he
Grazie.
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PietroBaima
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Oltre alle simpatiche battute vorrei aggiungere un'altra considerazione anche se ai più può apparire ovvia.
Chi è in grado di progettare (analogico), a prescindere dallo svolgimento di tale attività, è capace di interpretare i fenomeni, quanto accade e non accade nel e intorno a quel circuito: di conseguenza in grado di agire con cognizione di causa.
Saluti
Chi è in grado di progettare (analogico), a prescindere dallo svolgimento di tale attività, è capace di interpretare i fenomeni, quanto accade e non accade nel e intorno a quel circuito: di conseguenza in grado di agire con cognizione di causa.
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WALTERmwp
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Adesso racconto un piccolo aneddoto, poi vado a parlare di una pizzeria molto particolare in un altro thread (
), mentre aspetto di vedere i risultati di un algoritmo che ho appena lanciato su Mathematica per il test di un modello termico.
Un po' di tempo fa mi avevano affiancato un ragazzo, laureato in matematica a Manchester (che è una università piuttosto rinomata per i matematici, quindi le premesse erano non male).
Mi aspettavo certamente una persona da formare, ma, viste le premesse, immaginavo avrebbe potuto aiutarmi concretamente nel mio lavoro, che svolgo grossomodo da solo.
Errore di valutazione grande come il numero di Graham.
I vagoni della metropolitana, che prendo per tornare a casa, devono ancora essere ammaccati a causa delle capate che tiravo tornando a casa.
Una volta ha tirato fuori una tangente, risolvendo una LODE...
Ho cercato di avere pazienza e anche un po' di non mettere troppo in evidenza le sue piccole lacune, ma alla fine il boss se n'è accorto e l'ha trasferito a fare data entry (rimproverandomi anche un po' per non avergli detto subito come stavano le cose).
Un collega che si occupa di digitale mi diceva di non preoccuparmi, lui cerca di cogliere il lato positivo di Arduino. Dice che, grazie a questo prodotto, sa da subito chi scartare, quando legge dei CV con frasi del tipo "good knowledge in digital design, achieved using Arduino".
Dall'altra parte ci sono persone come Steve, che stimo molto, insieme a molte persone su questo sito, che hanno una competenza elettronica da guru che io nemmeno mi sogno, acquisita studiando e lavorando sodo da una vita.
Alla fine mi fermo sempre a pensare a queste cose, a quanto mi sento incompetente quando leggo i lavori di alcuni altri matematici, che devo studiare con impegno, oppure quando studio gli schemi di Steve e scrivo montagne di calcoli che lui annulla in fretta con quattro considerazioni, oppure quando leggo questo forum, oppure quando monto un circuito che non ha alcuna intenzione di funzionare e mi diverto a scoprirne il perché.
Poi ti arriva il tizio di turno e ti dice che basta scaricarti il programmino per fare questo o quello e che oggi bisogna progettare in real time e quindi non c'è più tempo da perdere a studiarsi le cose e, per fortuna, basta scimmiottare con i parametri del simulatore finché non viene qualcosa di ragionevole.
Ma poi come si farà a capire ciò che è ragionevole e ciò che non lo è? Mah...
Mette un po' tristezza, sì...
Un po' di tempo fa mi avevano affiancato un ragazzo, laureato in matematica a Manchester (che è una università piuttosto rinomata per i matematici, quindi le premesse erano non male).
Mi aspettavo certamente una persona da formare, ma, viste le premesse, immaginavo avrebbe potuto aiutarmi concretamente nel mio lavoro, che svolgo grossomodo da solo.
Errore di valutazione grande come il numero di Graham.
I vagoni della metropolitana, che prendo per tornare a casa, devono ancora essere ammaccati a causa delle capate che tiravo tornando a casa.
Una volta ha tirato fuori una tangente, risolvendo una LODE...
Ho cercato di avere pazienza e anche un po' di non mettere troppo in evidenza le sue piccole lacune, ma alla fine il boss se n'è accorto e l'ha trasferito a fare data entry (rimproverandomi anche un po' per non avergli detto subito come stavano le cose).
Un collega che si occupa di digitale mi diceva di non preoccuparmi, lui cerca di cogliere il lato positivo di Arduino. Dice che, grazie a questo prodotto, sa da subito chi scartare, quando legge dei CV con frasi del tipo "good knowledge in digital design, achieved using Arduino".
Dall'altra parte ci sono persone come Steve, che stimo molto, insieme a molte persone su questo sito, che hanno una competenza elettronica da guru che io nemmeno mi sogno, acquisita studiando e lavorando sodo da una vita.
Alla fine mi fermo sempre a pensare a queste cose, a quanto mi sento incompetente quando leggo i lavori di alcuni altri matematici, che devo studiare con impegno, oppure quando studio gli schemi di Steve e scrivo montagne di calcoli che lui annulla in fretta con quattro considerazioni, oppure quando leggo questo forum, oppure quando monto un circuito che non ha alcuna intenzione di funzionare e mi diverto a scoprirne il perché.
Poi ti arriva il tizio di turno e ti dice che basta scaricarti il programmino per fare questo o quello e che oggi bisogna progettare in real time e quindi non c'è più tempo da perdere a studiarsi le cose e, per fortuna, basta scimmiottare con i parametri del simulatore finché non viene qualcosa di ragionevole.
Ma poi come si farà a capire ciò che è ragionevole e ciò che non lo è? Mah...
Mette un po' tristezza, sì...
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PietroBaima
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Poi ti arriva il tizio di turno e ti dice che basta scaricarti il programmino per fare questo o quello e che oggi bisogna progettare in real time e quindi non c'è più tempo da perdere a studiarsi le cose e, per fortuna, basta scimmiottare con i parametri del simulatore finché non viene qualcosa di ragionevole.
Ma poi come si farà a capire ciò che è ragionevole e ciò che non lo è? Mah...
Mette un po' tristezza, sì...
Assolutamente, anzi da hobbista e "arduinista" sono anche un po sorpreso che nel settore professionale si voglia "vantare" una competenza a riguardo.
Mi sembrerebbe di fare un colloquio con la FIAT e dire che una volta giocavo con le macchinine. Oppure presentarsi alla NASA facendo notare che sappiamo fare un aereo di carta. Ancora, andare da ABB o KUKA con il modellino appena realizzato in Meccano...
Quindi lode a queste tecnologie che permettono ai più di avvicinarsi. Ma ancora più lode e rispetto a chi, dopo essersi avvicinato, prosegue per la faticosa strada della conoscenza, quella con la C maiuscola! Che solo il sudore e la fatica ti possono dare.
Più so e più mi accorgo di non sapere.
Qualsiasi cosa abbia scritto, tieni presente che sono ancora al mio primo rocchetto di stagno.
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PietroBaima ha scritto:Poi ti arriva il tizio di turno e ti dice che [...] bisogna progettare in real time e quindi non c'è più tempo da perdere a studiarsi le cose
Questo è un dubbio che ho quotidianamente. Mi preoccupa che abbiano commercialmente ragione loro. Mi preoccupa perché avrei grosse difficoltà a competere.
Domanda: ma il numero di Graham è inferiore a infinito, giusto?
Sjuanez ha scritto:Oppure presentarsi alla NASA facendo notare che sappiamo fare un aereo di carta.
Se sai fare davvero gli areoplanini di carta, forse alla NASA farebbero bene a essere interessati...
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Lo scrivo distante da false lusinghe
Insomma,
PietroBaima, non è che, più semplicemente, sei tu veramente bravo e non gli altri(in generale) scarsi ?
Alle semplificazioni si ricorre spesso un po in tutti i settori; complice sicuramente, dal mio punto di vista, una sorta di banalizzazione, anche non intenzionale, delle conoscenze utili e necessarie a definire un profilo professionale, che i media (in particolare la tv) diffondono ... mi ricordo di un candidato "presidente" multiforme .. operaio, navigatore, ma anche veggente, e ...
Saluti
se il "target" di riferimento sei tu sarà meno facile trovare una persona da inserire nell'organico, pur in affiancamento, ma che risponda con determinate competenze.PietroBaima ha scritto:Ho cercato di avere pazienza e anche un po' di non mettere troppo in evidenza le sue piccole lacune, ma alla fine il boss se n'è accorto e l'ha trasferito a fare data entry (rimproverandomi anche un po' per non avergli detto subito come stavano le cose).
Insomma,
Alle semplificazioni si ricorre spesso un po in tutti i settori; complice sicuramente, dal mio punto di vista, una sorta di banalizzazione, anche non intenzionale, delle conoscenze utili e necessarie a definire un profilo professionale, che i media (in particolare la tv) diffondono ... mi ricordo di un candidato "presidente" multiforme .. operaio, navigatore, ma anche veggente, e ...
Saluti
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WALTERmwp
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angel99 ha scritto:Questo è un dubbio che ho quotidianamente. Mi preoccupa che abbiano commercialmente ragione loro. Mi preoccupa perché avrei grosse difficoltà a competere.
Già, hai ragione. Il successo commerciale immenso di Arduino ne è la prova granitica, purtroppo.
angel99 ha scritto:Domanda: ma il numero di Graham è inferiore a infinito, giusto?
se dovessi risponderti da matematico rompiscatole dovrei dirti che la domanda non è corretta perché il numero di Graham è un numero, mentre infinito non lo è, quindi non è corretto confrontare due oggetti diversi fra loro. Da qui tutti i vari ragionamenti sotto il segno di limite.
Se invece ti riferisci alla solita scrittura con abuso di notazione
, allora la risposta è sì, però va interpretata così: Gh ha un valore preciso e non è infinito (sebbene sia un numero veramente impossibile da immaginare). Per trovare un numero più grande di Gh basta sommargli 1, mentre invece sommare 1 ad infinito non ha senso e sommare 1 ad un numero che tende ad infinito lo fa ancora tendere ad infinito.
Il "tende" che ho scritto qui sopra è quello che ti autorizza a dire che 1000
e 1001
sono praticamente la stessa resistenza nella pratica totalità dei casi, per esempio.-

PietroBaima
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Mi aggiungo alla domanda sputtanatrice di thread.
Più so e più mi accorgo di non sapere.
Qualsiasi cosa abbia scritto, tieni presente che sono ancora al mio primo rocchetto di stagno.
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angel99 ha scritto:Ma..., o
, o
, e
?
Domanda molto interessante e decisamente non banale.
Partiamo subito con un esempio.
Se non erro mi chiedi, prendendo per esempio il primo caso, se

L'operatore
non è banale da trattare, però se è vera l'approssimazione, deve esserci necessariamente qualcosa che non conosciamo che abbiamo trascurato. Chiamiamo questo contributo
e dichiariamo l'uguaglianza.
cioè

questo è ciò che otteniamo per avere l'uguaglianza.
Per avere approssimativamente questo risultato significa che dobbiamo trascurare un contributo dello stesso ordine di grandezza di Gh, quindi l'approssimazione appare grossolana.
E' come chiedere di trascurare una delle due resistenze di una serie, la quale è grossomodo uguale all'altra.
Ripetiamo questo ragionamento per

come prima:

divido per Gh

e questo significa che
deve essere dell'ordine dell'unità rispetto a Gh.Essendo Gh un numero enorme rispetto all'unità l'approssimazione è molto buona.
L'esempio "elettrotecnico" è quello di avere due resistenze in serie, una di (per esempio
e l'altra di qualche
.E' possibile analizzare, in questo modo, tutti gli altri casi, scoprendo che Gh è trascurabile rispetto a
, il quale è trascurabile rispetto alla sua tetrazione prima
, al fattoriale, ecc...Per l'infinito questo ragionamento non è più valido.
Facciamo un esempio.
Supponiamo di fissare il massimo numero rappresentabile a 9.
Se calcolo 7+1 non c'è problema, posso scrivere 7+1=8.
Se però calcolo 9+1 non posso più rappresentare il numero, per cui posso rispondere, con abuso di notazione, 9+1=NAN.
Lo stesso risultato lo ottengo facendo 9+2, 9+3 ecc...
Avendo
9+1=NAN
9+2=NAN
9+3=NAN
...
devo concludere che NAN non è un numero. Non può esserlo, perché violerei il teorema di unicità della soluzione del calcolo aritmetico scrivendo, come logica conseguenza, 9+1=9+2 (da cui poi magari concludere che 1=2...)
Quando la precisione è infinita (cosa possibile solo nella mente dei matematici) qualunque numero è rappresentabile, quindi l'infinito è necessariamente qualcosa che va oltre ciò che stiamo considerando.
Questo è il senso di infinito in fisica.
Se, per esempio, considero la formula (la riconoscerete)

quando la distanza fra le cariche tende a zero la formula tende ad infinito.
Questo è il segnale che stiamo trascurando qualcosa, perché stiamo assumendo come nulla una approssimazione e abbiamo scritto:

invece di

per non dover specificare cosa stiamo trascurando.
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PietroBaima
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