Che differenza c'é tra elettrotecnica ed elettronica?
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Anche perché poi ti trovi materie ponte come architettura degli elaboratori che vive a metà strada tra uno studio formale dei modelli computazionali e la sintesi di circuiti logici
. Sinceramente trovo questo senso generalizzato di voler "catalogare" cose un po' castrante e poco effettivo :)
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Qualcosa non ha funzionato...
Lo sapete che l'arroganza in informatica si misura in nanodijkstra?
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fairyvilje
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6367 ha scritto:
Se le cose stanno così, allora l'elettronica di potenza non è elettronica, bensì elettrotecnica.
Anche l'energia ha informazioni che richiedono una elaborazione: componente continua, ripple, angolo di innesco... e questo richiede elettronica.
Il mio problema annuale, da semplice Insegnante, è che devo rispondere a dei ragazzini che ti chiedono: che differenza c'è? quale specializzazione scelgo? Allora trovo molto utile la risposta iniziale di g.schgor, alla quale aggiungo la distinzione tra elaborazione dell'informazione e gestione dell'energia; termino con la sovrapposizione tra le due tecniche e la diffusione dell'elettronica in tantissimi campi applicativi.
Probabilmente il punto di separazione sta tra il trasformatore (ma anche la dinamo tachimetrica..) che varia soltanto l'ampiezza di tensione e corrente e il diodo che con la sua non linearità consente innumerevoli elaborazioni. Non ultima quella di generare energia con l'effetto fotovoltaico...e mi mordo la coda!
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Quindi, tornando alla questione dei componenti attivi e passivi, credo di aver imparato qualcosa e provo a fare il punto:
I componenti attivi, a differenza di quelli passivi, sono in grado di esercitare staticamente un'azione di regolazione sulla corrente che li attraversa.
I componenti attivi si possono poi suddividere in due categorie:
1) Quelli la cui azione di regolazione può dar luogo ad una amplificazione maggiore dell'unità, con i quali per intenderci si potrebbe realizzare un oscillatore.
2) Quelli la cui azione di regolazione può dar luogo ad una amplificazione solo inferiore o uguale all'unità, quindi ad una attenuazione, come i normali diodi.
Io, istintivamente, ritenevo che i componenti attivi fossero solo quelli appartenenti al primo tipo e invece non è così.
Di conseguenza si può dire che l'elettronica studia il comportamento dei componenti attivi e dei circuiti dove sono utilizzati.
I componenti attivi, a differenza di quelli passivi, sono in grado di esercitare staticamente un'azione di regolazione sulla corrente che li attraversa.
I componenti attivi si possono poi suddividere in due categorie:
1) Quelli la cui azione di regolazione può dar luogo ad una amplificazione maggiore dell'unità, con i quali per intenderci si potrebbe realizzare un oscillatore.
2) Quelli la cui azione di regolazione può dar luogo ad una amplificazione solo inferiore o uguale all'unità, quindi ad una attenuazione, come i normali diodi.
Io, istintivamente, ritenevo che i componenti attivi fossero solo quelli appartenenti al primo tipo e invece non è così.
Di conseguenza si può dire che l'elettronica studia il comportamento dei componenti attivi e dei circuiti dove sono utilizzati.
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BrunoValente
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marc96 ha scritto:Il mio problema annuale, da semplice Insegnante, è che devo rispondere a dei ragazzini che ti chiedono: che differenza c'è? quale specializzazione scelgo? Allora trovo molto utile la risposta iniziale di g.schgor, alla quale aggiungo la distinzione tra elaborazione dell'informazione e gestione dell'energia; termino con la sovrapposizione tra le due tecniche e la diffusione dell'elettronica in tantissimi campi applicativi.
Certamente.
Resta il fatto che una distinzione netta e assoluta non esiste, e neanche sarebbe opportuna.
Molte aree sono sovrapposte.
Sempre più spesso l'elettrotecnico ha che fare con l'elettronica e viceversa.
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BrunoValente ha scritto:I componenti attivi, a differenza di quelli passivi, sono in grado di esercitare staticamente un'azione di regolazione sulla corrente che li attraversa.
Puoi anche vederla in questo modo: un circuito attivo e` in grado di dare in uscita una potenza maggiore dell'ingresso almeno per qualche frequenza.
Mentre un fisico o un elettrotecnico guarda la passivita` considerando tutta la potenza di uscita o di ingresso, un elettronico puo` considerarla frequenza per frequenza.
Un normale amplificatore e` energeticamente passivo, esce meno potenza di quanta ne entra, ma a qualche frequenza questa disuguaglianza e` violata e quindi lo considera attivo. Anche solo un raddrizzatore o un mixer a diodi ha in uscita, per qualche frequenza piu` energia di quella che c'era all'ingresso, e quindi e` attivo per un elettronico e passivo se si considerano tutte le energie.
Quanto detto riguarda l'attivita` o passivita` vista da un elettronico. Un retista la vede ancora in modo diverso.
Un motore elettrico che fa girare un alternatore con un diverso numero di poli fa una conversione di frequenza, un elettronico lo considererebbe attivo, non elettronico, ma tanto gli elettronici non si occupano di convertitori rotanti.
Ho sulla scrivania un libro che si intitola "Theory of Linear Active Network" che mi serviva per gli ultimi due capitoli. Ho provato a dare un'occhiata anche ai capitoli precedenti, ma non e` che ci abbia capito molto
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado)
Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
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Quindi se si dicesse più semplicemente che un componente è attivo quando è in grado di regolare una grandezza e basta, cioè senza andare a fare considerazioni energetiche, per gli elettronici sarebbe la stessa cosa o sbaglio?
..E mi sto accorgendo di non avere chiaro neanche cosa possa intendere un elettrotecnico e ancora di più un fisico, per componente attivo: se è vero che l'energia non si crea, allora forse un elettrotecnico intende, impropriamente, che sono attivi tutti quei componenti come dinamo e alternatori che convertono energia non elettrica in elettrica, ma cosa possa intendere un fisico mi sfugge, in ultima analisi dal punto di vista energetico i componenti sono tutti passivi ed è per questo che mi piacerebbe una definizione che non passasse per considerazioni energetiche almeno in elettronica.
IsidoroKZ ha scritto:Mentre un fisico o un elettrotecnico guarda la passivita` considerando tutta la potenza di uscita o di ingresso...
..E mi sto accorgendo di non avere chiaro neanche cosa possa intendere un elettrotecnico e ancora di più un fisico, per componente attivo: se è vero che l'energia non si crea, allora forse un elettrotecnico intende, impropriamente, che sono attivi tutti quei componenti come dinamo e alternatori che convertono energia non elettrica in elettrica, ma cosa possa intendere un fisico mi sfugge, in ultima analisi dal punto di vista energetico i componenti sono tutti passivi ed è per questo che mi piacerebbe una definizione che non passasse per considerazioni energetiche almeno in elettronica.
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BrunoValente
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