
Diamo voce ad una pendola
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claudiocedrone
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Il circuito che mi è stato proposto, per dare un semplice tocco all'ora o ad ora e mezz'ora sembra essere perfetto..
Vorrei segnalare questo thread nel caso la scelta finale fosse quella di un rintocco ogni mezz'ora evitando meccanica e sensore reed.

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Grazie
claudiocedrone e
balduzz per gli spunti.
Spinto dalla curiosità ho cercato come viene automatizzato il suono delle campane, un problema per certi versi simile, anche se più "in grande".
C'è il metodo "classico" che consiste nel muovere martelletti con elettromagneti, ma c'è anche un sistema che imita le campane con un "vile altoparlante" che riproduce "vili mp3" (qui per esempio producono e vendono centraline per entrambi i sistemi, e in questo video si vede un carillon elettronico artigianale che riproduce file .wav, fatto con un Arduino da un giovane per la sua parrocchia).
È chiaro che se uno vuole un carillon, tutto il sistema delle campane (una per nota), martelletti e successiva manutenzione gli costa una certa cifra, mentre il sistema ad altoparlante (che a quanto pare riesce ad imitare perfettamente le campane) forse gli costa meno di una sola campana, e non ha limite di note.
Quindi a maggior ragione per una pendola non metterei più di uno o due martelletti per una o due note. Accantono l'idea del carillon elettromeccanico, visto che sarebbe più caro e meno flessibile di un riproduttore mp3/sintetizzatore midi, un amplificatore e un altoparlante. Mi limito a uno-due martelletti per battere ore, mezze ore e quarti d'ora.
Purtroppo l'oscillatore a resistenza e condensatore non è preciso a lungo termine. Dopo poche ore non sarebbe più sincronizzato con la pendola. Anche un oscillatore al quarzo avrebbe questo problema, ma per il motivo opposto: non seguirebbe l'imprecisione della pendola.
Io credo che il sistema migliore sia prendere la "base dei tempi" dalla pendola, con levetta, magnetino e sensore reed.
Anche se rimbalza, il condensatore non ha fatto in tempo a scaricarsi attraverso R1 (ci vogliono varie decine di secondi) e non vengono prodotti altri impulsi. Puoi stare tranquillo.
Spinto dalla curiosità ho cercato come viene automatizzato il suono delle campane, un problema per certi versi simile, anche se più "in grande".
C'è il metodo "classico" che consiste nel muovere martelletti con elettromagneti, ma c'è anche un sistema che imita le campane con un "vile altoparlante" che riproduce "vili mp3" (qui per esempio producono e vendono centraline per entrambi i sistemi, e in questo video si vede un carillon elettronico artigianale che riproduce file .wav, fatto con un Arduino da un giovane per la sua parrocchia).
È chiaro che se uno vuole un carillon, tutto il sistema delle campane (una per nota), martelletti e successiva manutenzione gli costa una certa cifra, mentre il sistema ad altoparlante (che a quanto pare riesce ad imitare perfettamente le campane) forse gli costa meno di una sola campana, e non ha limite di note.
Quindi a maggior ragione per una pendola non metterei più di uno o due martelletti per una o due note. Accantono l'idea del carillon elettromeccanico, visto che sarebbe più caro e meno flessibile di un riproduttore mp3/sintetizzatore midi, un amplificatore e un altoparlante. Mi limito a uno-due martelletti per battere ore, mezze ore e quarti d'ora.
balduzz ha scritto:Vorrei segnalare questo thread nel caso la scelta finale fosse quella di un rintocco ogni mezz'ora evitando meccanica e sensore reed.
Purtroppo l'oscillatore a resistenza e condensatore non è preciso a lungo termine. Dopo poche ore non sarebbe più sincronizzato con la pendola. Anche un oscillatore al quarzo avrebbe questo problema, ma per il motivo opposto: non seguirebbe l'imprecisione della pendola.
Io credo che il sistema migliore sia prendere la "base dei tempi" dalla pendola, con levetta, magnetino e sensore reed.
BrunoValente ha scritto:guidama ha scritto:
..e quando si allontana abbastanza da aprire il circuito siamo certi che non ci siano aperture-chiusure momentanee che facciano però partire il solenoide?
I contatti reed hanno una certa isteresi che garantisce l'assenza di rimbalzi, ovviamente il magnete non deve rimbalzare altrimenti...
Anche se rimbalza, il condensatore non ha fatto in tempo a scaricarsi attraverso R1 (ci vogliono varie decine di secondi) e non vengono prodotti altri impulsi. Puoi stare tranquillo.
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claudiocedrone
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Ragazzi, state divagando ed uscendo dal seminato.
Affermate ditte tedesche e cinesi, già producono movimenti per orologi che, oltre a produrre i diversi suoni di un orologio (con diverse melodie), muovono le lancette e fanno oscillare un pendolo. Costano sui 50 euro.
Certo per qualcosa di innovativo c'è sempre il mercato e le start-up vanno forte, quindi caro omonimo (mi chiamo Guido anche io), non ti voglio dissuadere dal tentare questa avventura, ma certamente non per soddisfare il mio sfizio
Dato che nella vita non si può fare tutto, non credo che mi metterò a studiare la programmazione dei processori.
Quindi prevedo di realizzare, al massimo il circuitino che fare suonare la campana ad ogni ora, che, in fondo, era il mio limitato obiettivo iniziale.
Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato con interesse e consigli a questo piacevole dibattito e spero di avere magari incuriosito qualcuno ad interessarsi alle pendole antiche: sono oggetti di grande bellezza ed interesse artistico-tecnico, con un mercato attualmente ai minimi storici, che consente a chiunque, con un minimo di conoscenze di procurarsi dei bei pezzi con poco.
Può darsi che rivitalizzerò questo thread quando mi confronterò con la realizzazione pratica del circuito ed avrò di certo bisogno di qualche consiglio.
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Certo per qualcosa di innovativo c'è sempre il mercato e le start-up vanno forte, quindi caro omonimo (mi chiamo Guido anche io), non ti voglio dissuadere dal tentare questa avventura, ma certamente non per soddisfare il mio sfizio
Dato che nella vita non si può fare tutto, non credo che mi metterò a studiare la programmazione dei processori.
Quindi prevedo di realizzare, al massimo il circuitino che fare suonare la campana ad ogni ora, che, in fondo, era il mio limitato obiettivo iniziale.
Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato con interesse e consigli a questo piacevole dibattito e spero di avere magari incuriosito qualcuno ad interessarsi alle pendole antiche: sono oggetti di grande bellezza ed interesse artistico-tecnico, con un mercato attualmente ai minimi storici, che consente a chiunque, con un minimo di conoscenze di procurarsi dei bei pezzi con poco.
Può darsi che rivitalizzerò questo thread quando mi confronterò con la realizzazione pratica del circuito ed avrò di certo bisogno di qualche consiglio.

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GuidoB ha scritto:BrunoValente ha scritto:guidama ha scritto:
..e quando si allontana abbastanza da aprire il circuito siamo certi che non ci siano aperture-chiusure momentanee che facciano però partire il solenoide?
I contatti reed hanno una certa isteresi che garantisce l'assenza di rimbalzi, ovviamente il magnete non deve rimbalzare altrimenti...
Anche se rimbalza, il condensatore non ha fatto in tempo a scaricarsi attraverso R1 (ci vogliono varie decine di secondi) e non vengono prodotti altri impulsi. Puoi stare tranquillo.
Intendevo dire che, se il magnete cadendo rimbalzasse, produrrebbe dei rapidi impulsi più brevi del tempo di carica che si trasferirebbero direttamente all'elettromagnete compromettendo il movimento del martelletto.
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BrunoValente
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BrunoValente ha scritto:Intendevo dire che, se il magnete cadendo rimbalzasse, produrrebbe dei rapidi impulsi più brevi del tempo di carica...
Certo
Confidiamo che il rimbalzo, se c'è, sia piccolo e l'isteresi del contatto reed sufficiente a non farlo riaprire.
Ripensando al condensatore in parallelo al carico, suggerito da
Ho ridisegnato così lo schema:
I valori ottimi dei componenti si possono scegliere solo una volta che si conoscano le caratteristiche dell'elettromagnete (corrente di lavoro o resistenza, mentre la tensione di lavoro deve essere all'incirca quella della pila, quindi 3 V).
Il MOSFET, il reed, il supercondensatore, la pila al litio-cloruro di tionile (occhio al formato per trovare un portapila adatto, la 14500 corrisponde al formato AA, la 17500 è più panciuta, oppure prendila con terminali; è inquinante, bisogna disfarsene correttamente a fine vita), il diodo, il magnete e l'elettromagnete si trovano facilmente su Aliexpress anche con invio gratuito.
È conveniente accorciare uno dei terminali del reed e saldarci un filo di rame. Avvicinare un polo del magnete a questo estremo del reed per farlo chiudere.
Un'altra possibilità è avvicinare il magnete allineando l'asse Nord-Sud con l'asse del contatto reed. Le varie possibilità sono indicate nello schema.
Buona costruzione!

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GuidoB ha scritto:BrunoValente ha scritto:Intendevo dire che, se il magnete cadendo rimbalzasse, produrrebbe dei rapidi impulsi più brevi del tempo di carica...
CertoBrunoValente, hai ragione, rimbalzi troppo grandi del magnete subito dopo la fase di caduta della levetta e chiusura del reed darebbero questi problemi.
Confidiamo che il rimbalzo, se c'è, sia piccolo e l'isteresi del contatto reed sufficiente a non farlo riaprire.
Se c'è spazio a sufficienza, si potrebbe provare a posizionare il reed a metà della corsa di caduta dell'asticina col magnete in modo che eventuali rimbalzi interessino solo la corsa successiva alla posizione del reed.
Purtroppo il principale difetto dei supercondensatori è quello di avere una corrente di perdita relativamente elevata che rischia, essendo il condensatore sempre in parallelo alla batteria, di scaricarla inutilmente. Di recente ho usato dei supercap da 3000F che avevano una corrente di perdita di circa ben 5mA!; prima di procedere occorrerebbe valutare bene questo parametro...GuidoB ha scritto:Ripensando al condensatore in parallelo al carico, suggerito daAlbertoBianchi al post 27, potrebbe valer la pena utilizzare un supercondensatore per immagazzinare tutta l'energia necessaria per far scattare l'elettromagnete, in modo da sfruttare la pila fino all'ultimo.
Alberto
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