Theremino ha scritto:Questo conferma in pieno quello che scrivevi nei post precedenti e anche quello che scriveva IsidoroKZ.
Quanta potenza emettono gli oscillatori dei Theremin?
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IsidoroKZ
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Il punto non è se Isidoro avesse ragione ma riuscire a capirlo. La mia conformazione mentale è probabilmente atipica, forse carente in qualcosa, e necessita per capire di avere un modello mentale della realtà.
In altre parole mi è del tutto impossibile capire un meccanismo semplicemente in base a formule e simboli.
Questo comporta notevoli difficoltà di comunicazione con chi si esprime con mentalità matematica, ma nel contempo mi permette, anzi mi costringe, a essere sempre molto semplice e concreto sia nel software che nella elettronica.
Capisco perfettamente il fastidio che prova Isidoro nei miei confronti. Per lui, che ha grande facilità nel maneggiare meccanismi totalmente astratti, alcuni miei comportamenti sono inconcepibili. Li interpreta come mancanza di buona volontà o stupida arroganza. Ma di fatto io sono cosi e tocca accettarmi. Il modo di spiegare di Isidoro spesso non lo capisco proprio o, se va bene, ci metto dei giorni a capirlo.
In altre parole mi è del tutto impossibile capire un meccanismo semplicemente in base a formule e simboli.
Questo comporta notevoli difficoltà di comunicazione con chi si esprime con mentalità matematica, ma nel contempo mi permette, anzi mi costringe, a essere sempre molto semplice e concreto sia nel software che nella elettronica.
Capisco perfettamente il fastidio che prova Isidoro nei miei confronti. Per lui, che ha grande facilità nel maneggiare meccanismi totalmente astratti, alcuni miei comportamenti sono inconcepibili. Li interpreta come mancanza di buona volontà o stupida arroganza. Ma di fatto io sono cosi e tocca accettarmi. Il modo di spiegare di Isidoro spesso non lo capisco proprio o, se va bene, ci metto dei giorni a capirlo.
Sono un appassionato di elettronica da sempre, ma ho dedicato più anni al software che alle formule della elettronica analogica. Ho decenni di esperienza pratica ma non conosco a memoria tutte le formule. Se sbaglio correggetemi.
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Questo peró stride con la tua preparazione teorica.
Un fisico teorico deve avere una capacità di astrarre notevole, che serve per capire concetti per i quali non possiamo avere esperienza diretta, o perlomeno avere una visione molto limitata nella nostra esperienza comune, quali per esempio relatività oppure cromodinamica quantistica...
Io non riuscirei mai e poi mai a capire una sola di queste materie se non attraverso gli occhi della matematica.
Boh
Pietro
Un fisico teorico deve avere una capacità di astrarre notevole, che serve per capire concetti per i quali non possiamo avere esperienza diretta, o perlomeno avere una visione molto limitata nella nostra esperienza comune, quali per esempio relatività oppure cromodinamica quantistica...
Io non riuscirei mai e poi mai a capire una sola di queste materie se non attraverso gli occhi della matematica.
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PietroBaima
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Theremino ha scritto:PerIsidoroKZ...i tuoi giudizi sulle mie conoscenze di elettronica non aiutano e, lo ripeto, sono fastidiosi.
Invece di considerarli fastidiosi dovresti riflettere sul perché tali giudizi nei tuoi confronti vengano emessi.
E' indispensabile che ci siano invece affinché gli utenti non vengano travolti dal tuo tsunami di parole e di auto celebrazioni. Queste ultime, a dire il vero, mettono già sul chi va là i nostri lettori, ma gli interventi di
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Ci penso, e gradualmente imparerò a scrivere in modo meno "fastidioso".
Spero che si sia notato un certo miglioramento rispetto ai miei primi post. All'inizio non potevo scrivere una sola riga che Isidoro mi bacchettava all'istante. Ora accade una volta su tre e a volte mi approva pagine e pagine senza dire niente.
Ho anche imparato, o almeno mi sembra, a non prendermela. E a evitare le polemiche "lasciando perdere".
Resta comunque, è qui non potrò farci niente, il mio metodo di capire che deve sempre passare dalla pratica. Questo mi ha comportato problemi fin da piccolo. Ho passato gli esami a fatica e spesso studiando in modo nozionistico, quindi dimenticando tutto già il giorno dopo l'esame. Nei quaranta anni successivi ho ristudiato tutto a modo mio, nell'unico modo che mi permette di capire veramente, cioè semplificando e legando ogni meccanismo alla pratica sperimentale. Quindi, forse, potreste definirmi un praticone, o praticante, non mi offenderei di questo.
Capita dunque che sono qui proprio per chiarire alcuni argomenti che non sono mai riuscito a capire bene (l'ho scritto più volte). Sarebbe fantastico se a queste richieste, mie o di altri utenti, corrispondesse un reale aiuto e non, come spesso ho notato, un tono di scherno per la ignoranza, qualche dogma caduto dall'alto e sostanzialmente un "arrangiati".
Prendiamo ad esempio il post 25 che hai evidenziato.
Per quanto dettagliato, non mi ha detto quello che mi serviva per capire. Già dall'inizio: "Uno stilo di 1m alla frequenza di 300kHz ha una resistenza di radiazione di frazioni di milliohm" mi è risultato del tutto oscuro. Mi sono subito chiesto ma perché? Da dove arriva questo milliohm? Le formule seguenti, per quanto dettagliate hanno solo complicato l'argomento senza spiegare il punto fondamentale.
Il finale poi "credere ai simulatori porta sempre male" ha dato il colpo di grazia a ogni possibilità di capire. E i post successivi, che mi hanno sostanzialmente dato dell'ignorante, non hanno migliorato la comprensione.
Spero che si sia notato un certo miglioramento rispetto ai miei primi post. All'inizio non potevo scrivere una sola riga che Isidoro mi bacchettava all'istante. Ora accade una volta su tre e a volte mi approva pagine e pagine senza dire niente.
Ho anche imparato, o almeno mi sembra, a non prendermela. E a evitare le polemiche "lasciando perdere".
Resta comunque, è qui non potrò farci niente, il mio metodo di capire che deve sempre passare dalla pratica. Questo mi ha comportato problemi fin da piccolo. Ho passato gli esami a fatica e spesso studiando in modo nozionistico, quindi dimenticando tutto già il giorno dopo l'esame. Nei quaranta anni successivi ho ristudiato tutto a modo mio, nell'unico modo che mi permette di capire veramente, cioè semplificando e legando ogni meccanismo alla pratica sperimentale. Quindi, forse, potreste definirmi un praticone, o praticante, non mi offenderei di questo.
Capita dunque che sono qui proprio per chiarire alcuni argomenti che non sono mai riuscito a capire bene (l'ho scritto più volte). Sarebbe fantastico se a queste richieste, mie o di altri utenti, corrispondesse un reale aiuto e non, come spesso ho notato, un tono di scherno per la ignoranza, qualche dogma caduto dall'alto e sostanzialmente un "arrangiati".
Prendiamo ad esempio il post 25 che hai evidenziato.
Per quanto dettagliato, non mi ha detto quello che mi serviva per capire. Già dall'inizio: "Uno stilo di 1m alla frequenza di 300kHz ha una resistenza di radiazione di frazioni di milliohm" mi è risultato del tutto oscuro. Mi sono subito chiesto ma perché? Da dove arriva questo milliohm? Le formule seguenti, per quanto dettagliate hanno solo complicato l'argomento senza spiegare il punto fondamentale.
Il finale poi "credere ai simulatori porta sempre male" ha dato il colpo di grazia a ogni possibilità di capire. E i post successivi, che mi hanno sostanzialmente dato dell'ignorante, non hanno migliorato la comprensione.
Sono un appassionato di elettronica da sempre, ma ho dedicato più anni al software che alle formule della elettronica analogica. Ho decenni di esperienza pratica ma non conosco a memoria tutte le formule. Se sbaglio correggetemi.
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Sempre riguardo al post 25, ecco come sarebbe stato comprensibile per la mia mente che, come ho premesso, è probabilmente atipica.
1) Una antenna lunga un quarto o mezza lunghezza d'onda, o comunque di lunghezza comparabile con la lunghezza d'onda, ha una impedenza di circa 51 ohm (o 75 o 300 a seconda che sia un dipolo, dipolo ripiegato, stilo, etc..).
2) Questo valore di circa 51 ohm, non importa la cifra precisa, è grossolanamente la impedenza dell'etere (non so se è la parola giusta correggetela se è il caso).
3) Man mano che si accorcia la antenna questa impedenza diminuisce in modo proporzionale al rapporto delle lunghezze (questo è abbastanza intuitivo).
4) Dato che il rapporto tra la lunghezza d'onda (1 km) e la lunghezza della antenna è di 2000 e oltre, l'impedenza scende nell'ordine dei milliohm.
Sarebbero bastate queste poche righe e avrei capito al volo.
1) Una antenna lunga un quarto o mezza lunghezza d'onda, o comunque di lunghezza comparabile con la lunghezza d'onda, ha una impedenza di circa 51 ohm (o 75 o 300 a seconda che sia un dipolo, dipolo ripiegato, stilo, etc..).
2) Questo valore di circa 51 ohm, non importa la cifra precisa, è grossolanamente la impedenza dell'etere (non so se è la parola giusta correggetela se è il caso).
3) Man mano che si accorcia la antenna questa impedenza diminuisce in modo proporzionale al rapporto delle lunghezze (questo è abbastanza intuitivo).
4) Dato che il rapporto tra la lunghezza d'onda (1 km) e la lunghezza della antenna è di 2000 e oltre, l'impedenza scende nell'ordine dei milliohm.
Sarebbero bastate queste poche righe e avrei capito al volo.
Sono un appassionato di elettronica da sempre, ma ho dedicato più anni al software che alle formule della elettronica analogica. Ho decenni di esperienza pratica ma non conosco a memoria tutte le formule. Se sbaglio correggetemi.
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E sarebbero state sbagliate
a partire dalla 1) Una antenna non ha una impedenza di 51 ohm se e` dalle parti della lunghezza d'onda, e non e` l'impedenza dell'etere, qualunque cosa voglia dire. Se intendi l'impedenza del vuoto e` dalle parti di 377ohm (una volta si diceva 120π Ω). Sara` anche intuitivo che accorciano l'antenna questa abbia una impedenza che scende proporzionalmente alla lunghezza, ma sfortunatamente non e` vero. Inoltre rimane sempre da spiegare come mai una antenna corta e` praticamente un cortocircuito dal punto di vista della resistenza di radiazione.
Purtroppo non hai mai studiato questa roba (e vanti di aver fatto programmi superlativi di ottimizzazione di antenne, che vorrebbe dire dare del tu a FEM BEM MOM e tanti altri metodi ancora), ma hai orecchiato malamente delle cose sentite, e neanche sempre giuste. Quello di cui parli non e' elettronica ma una tua personale costruzione mentale che per ragioni personali pensi abbia a che fare con l'elettronica.
Per quanto riguarda i messaggi che non commento, e` semplicemente perche' mi sono stufato, tanto e` inutile. Hai 40 anni di esperienza di progettazione e non stai certo a sentire il primo cretino che passa. Non sei in grado di capire quanto ti dicono gli altri. Hai scritto svariate cose sbagliate nella serie del progetto di alimentatori, ma anche se provassi a spiegarti perche' non vanno non saresti in grado di capire, perche' tanto il simulatore ti da` ragione... Quello e` un thread perso, senza possibilita` di cavarne nulla di buono, tanto vale lasciarlo andare per le terre.
Purtroppo non hai mai studiato questa roba (e vanti di aver fatto programmi superlativi di ottimizzazione di antenne, che vorrebbe dire dare del tu a FEM BEM MOM e tanti altri metodi ancora), ma hai orecchiato malamente delle cose sentite, e neanche sempre giuste. Quello di cui parli non e' elettronica ma una tua personale costruzione mentale che per ragioni personali pensi abbia a che fare con l'elettronica.
Per quanto riguarda i messaggi che non commento, e` semplicemente perche' mi sono stufato, tanto e` inutile. Hai 40 anni di esperienza di progettazione e non stai certo a sentire il primo cretino che passa. Non sei in grado di capire quanto ti dicono gli altri. Hai scritto svariate cose sbagliate nella serie del progetto di alimentatori, ma anche se provassi a spiegarti perche' non vanno non saresti in grado di capire, perche' tanto il simulatore ti da` ragione... Quello e` un thread perso, senza possibilita` di cavarne nulla di buono, tanto vale lasciarlo andare per le terre.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
Plug it in - it works better!
Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado)
Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
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Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
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ho introdotto qualche miglioramento:
1) Una antenna a dipolo lunga mezza lunghezza d'onda, risuona (non ha componenti reattiva) e ha una resistenza di circa 75 ohm.
Mezza antenna su un piano di massa infinito ha 37,5 ohm (si approssima 50 con le perdite)
2) Questo valore di circa 51 ohm, non importa la cifra precisa, è grossolanamentela impedenza dell'etere No, l'impedenza come rapporto fra campo elettrico e campo magnetico è 377 ohm.
Il nome etere era di moda a fine ottocento, quando si credeva esistesse (esperimento di Michelson), ora si chiama vuoto.
3) Man mano che si accorcia la antenna questa impedenza diminuisce in modo proporzionaleal rapporto delle lunghezze. Non so perché, ma dipende dal quadrato del rapporto delle lunghezze.
Le mie competenze sono limitate, ho fede in coloro che lo hanno calcolato 100 anni fa.
4) Dato che il rapporto tra la lunghezza d'onda (0,9 km) e la lunghezza della antenna 0,7 è di 1300 e oltre, l'impedenza scende nell'ordine deimilliohm microohm. e la reattanza capacitiva serie cresce da zero a diverse migliaia di ohm.
Non si possono sapere tutti i perché, alle volte occorre fidarsi, utilizzare formule che non si capiscono ma che altri hanno validato, ma NON si devono commettere errori. Altrimenti iponti crollano e i circuiti non funzionano.
Isidoro mi ha preceduto....73
1) Una antenna a dipolo lunga mezza lunghezza d'onda, risuona (non ha componenti reattiva) e ha una resistenza di circa 75 ohm.
Mezza antenna su un piano di massa infinito ha 37,5 ohm (si approssima 50 con le perdite)
2) Questo valore di circa 51 ohm, non importa la cifra precisa, è grossolanamente
Il nome etere era di moda a fine ottocento, quando si credeva esistesse (esperimento di Michelson), ora si chiama vuoto.
3) Man mano che si accorcia la antenna questa impedenza diminuisce in modo proporzionale
Le mie competenze sono limitate, ho fede in coloro che lo hanno calcolato 100 anni fa.
4) Dato che il rapporto tra la lunghezza d'onda (0,9 km) e la lunghezza della antenna 0,7 è di 1300 e oltre, l'impedenza scende nell'ordine dei
Non si possono sapere tutti i perché, alle volte occorre fidarsi, utilizzare formule che non si capiscono ma che altri hanno validato, ma NON si devono commettere errori. Altrimenti iponti crollano e i circuiti non funzionano.
Isidoro mi ha preceduto....73
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Non è possibile che un fisico (teorico o sperimentale che sia) non sappia calcolarsi l'impedenza del vuoto.
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PietroBaima
90,7k 7 12 13 - G.Master EY

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x Theremino, se vuoi essre certo
Adopera un programma di simulazione antenne:
simula una antenna verticale su un piano di massa infinito.
rileva la impedenza fra estremità antenna e piano di massa Z = R + JX al variare del rapporto h/lambda
Oppure simula una antenna a dipolo nel vuoto.
traccia un grafico e visualizzalo nel forum.

Adopera un programma di simulazione antenne:
simula una antenna verticale su un piano di massa infinito.
rileva la impedenza fra estremità antenna e piano di massa Z = R + JX al variare del rapporto h/lambda
Oppure simula una antenna a dipolo nel vuoto.
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