pierinter ha scritto: è chiara qui l'evoluzione della tecnologia, soprattutto dopo l'illuminismo!
Il problema è che vedendo le cose così non è chiaro il perché di questa chiara evoluzione: perché da un certo momento è sì mentre prima era no? L'intelligenza (naturale) della specie, quale che sia l'uso che ne è stato fatto e continua ad essere fatto, è abbastanza stabile da un lungo periodo di tempo ma evidentemente da sola non basta. La realtà di queste cose va indagata, oltre che dal punto di vista semplicemente storico (almeno per avere una sequenza ragionevolmente corretta degli eventi) anche dal punto di vista dell'intreccio evoluzonistico che si ha, esattamente come nel resto del mondo vivente, tra produzione di "mutazioni" e la successiva selezione che l'ambiente opera a loro sfavore o a loro favore in un gioco non facilmente prevedibile a priori. Ed è un bello studiare e scrivere che ti proponi... Personalmente, per quanto riguarda l'evoluzione della tecnologia (a qualsiasi livello: anche le schegge di selce degli antichi cacciatori itineranti erano una tecnologia!), mi pare che vi sia sostanzialmente una sola vera regola: chi cerca, se è lasciato libero di cercare e se non gli vengono posti i bastoni tra le ruote, trova sempre qualcosa che, anche se non utilizzabili fin da subito, sono sempre cose utili a sapersi: nessuno sa che cosa potrà venire in mente a chi verrà dopo di noi.
Sono ostacoli tra l'altro non necessariamente diretti o "frontali" come sono stati quelli che nel rinascimento hanno contrapposto Chiesa e intellettuali di tutti i generi (di cui Copernico e Galileo sono solo i più ricordati); esistono anche ostacoli indiretti non sempre percepiti per quello che sono realmente. Uno di questi è la convenienza economica di fare o meno una data ricerca: Rita Levi Montalcini, assieme ad altri, ha parlato spesso di "farmaci orfani" perché poco redditizi economicamente ma il concetto di qualcosa che nell'evoluzione economica e tecnologica della società può rimanere "orfano" o al contrario, se vincente, avere fin troppi padri a chiederne il riconoscimento, vale per qualsiasi tipo di tecnologia e prodotti. Anche a farne una tesina "sintetica", lo ripeto, ne hai da scrivere!
Voi a proposito di storia, che cosa direste per commentare questa chart? Pensavo di parlare un po' delle invenzioni soprattutto della seconda rivoluzione industriale e della 2 guerra mondiale, per arrivare poi allìnvenzione del transistor e attaccare con fisica erobot
Che quella chart è una foto in bianco e nero, neppure di gran qualità che cerca di rappresentare un mondo a colori. Al più lo puoi intendere come uno "scatto" veloce sul come sono andate le cose ma che da una parte non dice nulla sul perché le cose sono andate in quel modo e dall'altra non evidenzia la caratteristica più importante del "come sono andate le cose": e cioè che sono andate così per i fatti loro e senza alcuna consapevolezza profonda reale degli agenti umani che hanno appunto posto in essere quell'evoluzione.
E non c'è neppure da andare tanto lontano: quando sul finire degli anni quaranta venne scoperto il transistor ci sarà stato sicuramente tra i fisici che vi lavorano intorno qualcuno che magari si immaginava una successiva evoluzione verso i circuiti integrati e tutto quello che ne è seguito ma dubito molto che sperassero di arrivare, alcuni almeno, ANCORA VIVENTI, a vedere quello che è successo dopo, con l'integrazione a larga scala, i computer e persino la possibilità che "l'intelligenza artificiale" da argomento di chiacchiere intellettuali esotiche divenisse una concreta possibilità tecnologica.
Per parte mia posso dirti: trent'anni fa l'elettronica che allora studiavo mi sembrava qualcosa di avanzatissimo e difficilmente superabili. Oggi, che pure mi manca ancora qualcosa ai cinquant'anni, le cose di trent'anni fa mi sembrano preistoria, molto più allineate alle conoscenze tecniche di mio nonno che non alle mie attuali - e ti assicuro che sono pure indietro di un bel po': più o meno, in senso figurato, quanto può esserlo uno che è rimasto fermo alle mongolfiere quando il resto del mondo considera i jet un elemento assolutamente normale della vita di tutti i giorni.
In sostanza, quando ci si trova di fronte a certi grafici che pretendono di rappresentare "chiaramente" una comprensione degli eventi che in realtà di chiaro ha ben poco se non il puro e semplice fatto compiuto, occorrerebbe tenere a mente che "prevedere il futuro" dopo che è già divenuto passato, può essere anche un passatempo interessante ma che non ci fornisce in realtà la benchè minima idea CERTA su quello che sarà il futuro che deve ancora accadere. E questo vale anche per le cose che oggi ci sembrano più avveniristiche (ma che, se siamo in grado di anticiparle, è perché forse tanto avveniristiche non lo sono: le nostre capacità predittive si fermano dove si fermano le nostre capacità di valutare le conseguenze degli eventi in corso: oltre è il grande "bho!" del tirare a indovinare). Nessuno è in grado di prevedere, per esempio, se tra venti o trent'anni la cosiddetta intelligenza artificiale esisterà ancora come strada su cui evolvere la nostra società o se, magari perché rimpiazzata da qualcosa di più pratico, avrà fatto la stessa fine degli automi a orologeria che andavano di moda nel settecento o nell'ottocento. Su queste cose e a questi livelli possiamo solo stare ad aspettare di vedere cosa succederà: sicuramente si può dire che, piccola o grande, sarà qualcosa pieno di dettagli a cui avremmo dovuto pensarci prima ma alla fine non ci ha pensato nessuno! Ed è qui che sta il divertimento, no?
ho abbozzato anche una immagine di copertina:)
Eh, eh, eh! La copertina e il titolo di un libro vengono sempre prima del libro!

E' il libro che è un casino scriverlo... come ti renderai conto da solo: la cosa più sorprendente dello scrivere è che raramente lo scritto finale coincide con le intenzioni iniziali. In ogni caso... in bocca al lupo!

CIao
Piercarlo