Salve
premetto che sono una capra in elettronica :)
Ho un piccolo circuito alimentato a 6 volt e devo alimentarne un altro con la medesima tensione sono se su un particolare punto del primo circuito è presente una tensione positiva (1 volt min.). In tale punto, la tensione è normalmente assente.
Il secondo circuito assorbe circa 50-60mA.
La necessità primaria è che questo circuito di controllo consumi il meno possibile (microampere?) quando è nello stato di idle, ovvero finché ovviamente non raggiunge il livello di trigger (in quel momento può consumare quello che vuole)
Quindi la mia necessità è praticamente simile a quella che si ottiene con un relè.
Qualcuno è¨ così gentile da pubblicarmi un circuitino di esempio?
Grazie
help per un piccolo circuito
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IsidoroKZ
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Se al posto di 1V di soglia fossero 1.182V, andrebbe bene lo stesso? Se la risposta e` si`, LTC1440 ed un transistore e dovrebbe essere risolto.
Come e` collegato all'alimentazione il carico che devi alimentare? Puoi interrompere indifferentemente il positivo o il negativo?
Come e` collegato all'alimentazione il carico che devi alimentare? Puoi interrompere indifferentemente il positivo o il negativo?
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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si tratta di fare questo: c'è una sirena di un allarme alimentata a batteria (6 volt). Quando questa è a riposo, su un dato piedino ci sono 0 volt. Quando la sirena va in allarme, su questo pin c'è una tensione che varia da 0.75v a 1.5v: in effetti noto solo ora che fluttua un po'.
Quando la sirena è in allarme vorrei comandare un combinatore gsm che funziona sempre a 6 volt. Se il combinatore viene alimentato, si registra alla rete cellulare e manda un sms. Quindi se la sirena va in allarme, partirà anche un sms.
Quindi dovrei alimentare questo gsm solo se la sirena è in allarme. Come dicevo è importante che il circuito di controllo abbia un consumo prossimo allo zero perché la sirena in questione è alimentata esclusivamente a batteria (consumo circa 1mAh).
Grazie
Quando la sirena è in allarme vorrei comandare un combinatore gsm che funziona sempre a 6 volt. Se il combinatore viene alimentato, si registra alla rete cellulare e manda un sms. Quindi se la sirena va in allarme, partirà anche un sms.
Quindi dovrei alimentare questo gsm solo se la sirena è in allarme. Come dicevo è importante che il circuito di controllo abbia un consumo prossimo allo zero perché la sirena in questione è alimentata esclusivamente a batteria (consumo circa 1mAh).
Grazie
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dimenticavo di aggiungere... meno componenti aggiuntivi si utilizzano per arrivare allo scopo e meglio è.
grazie ancora
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ortorob ha scritto:Quando la sirena va in allarme, su questo pin c'è una tensione che varia da 0.75v a 1.5 V: in effetti noto solo ora che fluttua un po'.
È abbastanza strano. Da chi è pilotato questo pin? Con cosa misuri questa tensione? Su che portata? Non ci sarà sovrapposta una componente alternata? Sai quanta corrente può fornire il pin?
ortorob ha scritto:Quando la sirena è in allarme vorrei comandare un combinatore gsm che funziona sempre a 6 volt.
Perché non lo colleghi in parallelo alla sirena?
ortorob ha scritto:consumo circa 1mAh
1 mAh è una
Come si fa a ragionare con questi dati inverosimili?
Quanto consuma il combinatore?
Come ti ha già chiesto Isidoro, è indifferente interrompere il positivo o il negativo del combinatore?
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GuidoB ha scritto:Come si fa a ragionare con questi dati inverosimili?
se è per questo, anche un combinatore che assorbe soli 60mA da una 6V è poco verosimile. Soprattutto in registrazione il GSM richiede correnti impulsive che possono sfiorare i 2A, non credo quindi l'OP intenda veramente alimentarlo.
Non è che il combinatore ha una sua alimentazione separata e/o una batteria tampone, e gli stai solo eccitando un ingresso?
Hai un codice modello per la sirena e il combinatore?
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È vero. 1 mA è una corrente e 1 h è un tempo. Una corrente per un tempo definisce una carica, non una capacità.
Nel Sistema Internazionale l'unità di misura della carica è il coulomb, definito come la carica trasportata da una corrente di un ampere in un secondo (anche qui, corrente per tempo).
Per misurare la carica che le batterie possono erogare si usano gli ampere-ora e non i coulomb, ma è solo una questione di comodità e consuetudine (1 Ah = 3600 C). Spesso si dice anche capacità di una batteria e non carica, per l'abitudine di assimilare una batteria a un "contenitore di carica". Dimensionalmente però è un'espressione scorretta.
Per quest'abitudine avevo scritto capacità e non carica. Ho corretto.
Nel Sistema Internazionale l'unità di misura della carica è il coulomb, definito come la carica trasportata da una corrente di un ampere in un secondo (anche qui, corrente per tempo).
Per misurare la carica che le batterie possono erogare si usano gli ampere-ora e non i coulomb, ma è solo una questione di comodità e consuetudine (1 Ah = 3600 C). Spesso si dice anche capacità di una batteria e non carica, per l'abitudine di assimilare una batteria a un "contenitore di carica". Dimensionalmente però è un'espressione scorretta.
Per quest'abitudine avevo scritto capacità e non carica. Ho corretto.
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Figurati. Non m'ero mai accorto che parlare di "capacità" di una batteria è dimensionalmente scorretto, e tu mi hai fatto ragionare. Grazie.
Ora ho ben chiaro che la "capacità" di una batteria non è la stessa cosa della capacità di un condensatore.
Nel primo caso è da intendersi come "massima carica immagazzinabile" (misurabile in coulomb o ampere-ora), nel secondo come rapporto tra carica e tensione (misurabile in coulomb al volt, ovvero farad).
Dovremmo usare una parola diversa per indicare la "capacità" di una batteria. Idealmente dovremmo dire carica. Ma dire carica di una batteria non rende bene l'idea. Io almeno la intenderei come la carica immagazzinata in un certo momento nella batteria, e non la massima possibile. Precisare dicendo massima carica immagazzinabile mi sembra troppo lungo e contorto. Ci scontriamo coi limiti del linguaggio naturale.
Ora ho ben chiaro che la "capacità" di una batteria non è la stessa cosa della capacità di un condensatore.
Nel primo caso è da intendersi come "massima carica immagazzinabile" (misurabile in coulomb o ampere-ora), nel secondo come rapporto tra carica e tensione (misurabile in coulomb al volt, ovvero farad).
Dovremmo usare una parola diversa per indicare la "capacità" di una batteria. Idealmente dovremmo dire carica. Ma dire carica di una batteria non rende bene l'idea. Io almeno la intenderei come la carica immagazzinata in un certo momento nella batteria, e non la massima possibile. Precisare dicendo massima carica immagazzinabile mi sembra troppo lungo e contorto. Ci scontriamo coi limiti del linguaggio naturale.
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