Vicino a casa è presente un’autoclave comunale che probabilmente utilizza un motore a corrente industriale.
In questi giorni l’impianto non sta funzionando bene e il motore si accende e spegne circa due volte al secondo per un periodo che dura da 30 a 60 secondi.
Il malfunzionamento ha effetti visibili anche dentro casa, infatti le lampadine accese mostrano un lieve ma percettibile abbassamento dell’intensità luminosa in concomitante con il funzionamento intermittente dell’autoclave.
Se durante il malfunzionamento misuro la tensione in una presa domestica con un normale tester, si nota come lo strumento riporti valori stabili su 234/235 volt, gli stessi indicati quanto l’autoclave è spenta.
La mia domanda è questa: è possibile che il tester sia troppo lento nel misurare repentini cambiamenti di tensione e non indichi alcuna variazione ?
In secondo luogo, gli elettrodomestici sono progettati per “far fronte” a certi cambiamenti di tensione o la loro vita operativa potrebbe venirne influenzata negativamente fino a guastarsi ?
Spero mi possiate dare qualche informazione. Grazie.
Tester e misurazione di repentini cambiamenti di tensione
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I "normali tester" sicuramente non sono adatti a misurare l'alternata di rete neppure quando il valore è stabile, figuriamoci a star dietro a variazioni "istantanee"; per quanto riguarda l'incolumità degli elettrodomestici generalmente non dovrebbero esserci grossi problemi (anche a casa mia spesso le poche lampade alogene presenti "sfarfallano") se non magari in alcuni casi particolari... in questo però attendi altri pareri* in quanto non ho le competenze necessarie per poterne essere certo. 
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claudiocedrone
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elettrongl ha scritto:In questi giorni l’impianto non sta funzionando bene e il motore si accende e spegne circa due volte al secondo per un periodo che dura da 30 a 60 secondi.
Il malfunzionamento ha effetti visibili anche dentro casa, infatti le lampadine accese mostrano un lieve ma percettibile abbassamento dell’intensità luminosa in concomitante con il funzionamento intermittente dell’autoclave.
Dovresti specificare meglio: se si accende e spegne circa due volte al secondo il periodo non può durare 30-60 secondi...cosa intendi?
Se l'abbassamento di luminosità dura solo mezzo secondo, il tester non è adatto a rilevare un abbassamento di tensione così breve, se invece dura 30-60 secondi allora sì.
Inoltre tutto dipende da dove è prelevata la tensione di alimentazione dell'autoclave: se è prelevata a monte dell'impianto domestico allora la tensione misurata alle prese dell'impianto è la stessa che alimenta anche le lampade, se invece è prelevata all'interno dell'impianto domestico potrebbe essere diversa.
Probabilmente, indipendentemente da quanto tempo resta acceso il motore, quello che osservi è un abbassamento istantaneo di luminosità in concomitanza con lo spunto del motore, che quindi non dura per tutto il tempo che il motore resta acceso, nel qual caso si tratterebbe di un abbassamento di tensione di durata brevissima e certamente non rilevabile con un tester
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BrunoValente
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elettrongl ha scritto:In secondo luogo, gli elettrodomestici sono progettati per “far fronte” a certi cambiamenti di tensione o la loro vita operativa potrebbe venirne influenzata negativamente fino a guastarsi ?
Dalle tante schede elettroniche che mi sono passate per le mani, non ho mai visto un circuito di protezione vero e proprio, a parte i Varistori per extratensioni sull'ingresso rete.
Non entro nel dettaglio per non andare off topic, ma sembra che l'industria non ama proteggere molto le schede elettroniche.
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stefanob70
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stefanob70 ha scritto:... sembra che l'industria non ama proteggere molto le schede elettroniche.
Affermazione un po' azzardata... anche perché l'industria non utilizza solo i varistori, ma anche i TVS, i PTC, i surge suppressor i fusibili, gli spark gap, i crowbar, i TBU, I GDT... i produttori li fanno, i costruttori li utilizzano.
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venexian ha scritto:Affermazione un po' azzardata...
Ho detto appunto che non volevo entrare nel dettaglio, ma stiamo parlando di elettrodomestici, e tra tante cose che hai citato, non se ne vedono.
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stefanob70
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Gli elettrodomestici devono rispondere a direttive che impongono la tenuta a determinate sovratensioni: continue, impulsive, a treni ecc. Gli stress da applicare sono normati in modo molto chiaro. E' libertà del progettista usare uno o più dei dispositivi atti a assicurare il funzionamento dell'elettrodomestico anche dopo l'applicazione delle sovratensioni. Se questo risultato si ottiene con dei semplici MOV, non serve altro. Se serve di più, si utilizza anche altro.
Il mio commento in [5] è per puntualizzare che non vedo mancanza di attenzione, cultura o interesse da parte dell'industria nell'inserire adeguate protezioni nelle schede elettroniche. Le aziende applicano (*) quanto viene stabilito dalle norme. Nel caso specifico, le norme sono alquanto stringenti e, a mio parere, perfettamente adeguate.
Non si può certo imputare a cattiva progettazione il guasto di una scheda progettata per essere utilizzata connessa alla bassa tensione 230 Vac nominali, se la stessa riceve all'ingresso una tensione di 400 Vac.
(*) Avrei dovuto scrivere 'dovrebbero applicare', ma mi limito a riferirmi alle aziende che si comportano correttamente.
Il mio commento in [5] è per puntualizzare che non vedo mancanza di attenzione, cultura o interesse da parte dell'industria nell'inserire adeguate protezioni nelle schede elettroniche. Le aziende applicano (*) quanto viene stabilito dalle norme. Nel caso specifico, le norme sono alquanto stringenti e, a mio parere, perfettamente adeguate.
Non si può certo imputare a cattiva progettazione il guasto di una scheda progettata per essere utilizzata connessa alla bassa tensione 230 Vac nominali, se la stessa riceve all'ingresso una tensione di 400 Vac.
(*) Avrei dovuto scrivere 'dovrebbero applicare', ma mi limito a riferirmi alle aziende che si comportano correttamente.
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claudiocedrone
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I 'buchi di tensione' sono normati come tutte le altre anomalie della rete. Tutti gli apparecchi devono dimostrare di non essere pericolosi anche in queste condizioni.
I cali di tensione, anche se possono sembrare innocui, sono invece un problema molto serio nelle macchine che incorporano motori elettrici.
Si pensi ad esempio a una pompa a membrana: se la tensione scende sotto il valore per il quale il motore stalla con il carico applicato, il motore si trova nella condizione di rotore bloccato, con aumento della dissipazione e del surriscaldamento. Se il progettista non considera questa evenienza, dalla stessa potrebbe risultare non solo il danneggiamento della macchina, ma anche un rischio per le persone e per le cose.
@claudiocedrone
'soccole' ?
I cali di tensione, anche se possono sembrare innocui, sono invece un problema molto serio nelle macchine che incorporano motori elettrici.
Si pensi ad esempio a una pompa a membrana: se la tensione scende sotto il valore per il quale il motore stalla con il carico applicato, il motore si trova nella condizione di rotore bloccato, con aumento della dissipazione e del surriscaldamento. Se il progettista non considera questa evenienza, dalla stessa potrebbe risultare non solo il danneggiamento della macchina, ma anche un rischio per le persone e per le cose.
@claudiocedrone
'soccole' ?
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venexian ha scritto: ...I 'buchi di tensione' sono normati come tutte le altre anomalie della rete. Tutti gli apparecchi devono dimostrare di non essere pericolosi anche in queste condizioni...
Ovvero... se i costruttori sono "seri" non dovrebbero risultarne problemi ?
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claudiocedrone
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