
- Ricordi d'infanzia e di vita.jpg (3.93 KiB) Osservato 5723 volte
Si tratta dei miei ricordi intimistici nello stesso tempo mi sembrano interessanti, e curiosi. Sono fatti che mi sono capitati, s’intravede di com’eravamo tanto tempo fa. Il libro è stato pubblicato qualche mese fa, (120 pag.) è stato già recensito da tre autori:
18 agosto 2016
Recensione di Angelo Pulpito.
… “È la prima volta che racconto l’accaduto e i sentimenti che l’hanno accompagnato in questo libro”. Di sentimenti in questo libro ce ne sono tanti, è in fondo un’autobiografia abbastanza poetica che guarda al passato con uno sguardo benevolo (i lavori in campagna, i buoi, l’asinello). Ma vi è descritto anche il dolore “i patimenti della seconda guerra mondiale” e finalmente “la fine della seconda guerra mondiale”. Poi la crescita, gli studi, la professione, i problemi d’amore, la separazione e alla fine… l’impressione che riceviamo da questa interessante autobiografia è che l’autore sia molto capace di descrivere i suoi “ricordi intimistici”, ma anche di rappresentare la vita così come scorre in ognuno di noi
10 agosto 2016
Recensione Di Giuseppe Belso.
•
Preziose testimonianze di vita raccolte in un libro scritto col cuore. Con le pagine scorrono i ricordi ricolorandosi a tinte vive. Ritornano alla mente suoni e profumi antichi. Gli echi attutiti della guerra e le paure, la tessera annonaria e i cumuli alti di macerie lasciati dalle bombe. Sotto le case crollate i corpi esanimi e i flebili lamenti dei sopravvissuti. Dice del padre in Etiopia. La voce dell’Autore si rattrista rievocando i giorni dell’asilo, presenti ancora nella mente pregnanti e vivi. Negli oscuri meandri della memoria riprendono corpo le suore cattive. A otto anni festeggia il diritto di poter vivere, libero dagli orrori della guerra. A pieni polmoni respira il vento e il mare. Racconta episodi che sembrano essere accaduti ieri o ier l’altro. Parla della sartoria di Mosé e della vecchia corriera che manda fumo denso. Rievoca l’orrore nel dover assistere ai giochi cruenti dei ragazzi grandi e a malvagità inaudita. Una gara consiste nello spaccare il guscio delle tartarughe lanciandole con violenza contro il muro della chiesa.
Squarci di folclore, il simpatico asinello, la casa dello zio Basilio, il mandorleto di Carroghedda, il compagno di classe Eustacchio e l’ocarina di terracotta che sguscia dalla tasca della tunica di Don Contu. E ancora il grande fico della zia Gigina, presidiato di giorno a contrastare i ladri. Fichi neri succosi e grandi. Il tempo di ieri.
Dal virtuale al reale
di Zeno Martini 06 giugno 2017
Quasi sempre cerco di immaginare come sia la persona reale con cui interagisco in un forum. Così è anche nel caso di Stefano Sunda per la sua pluriennale frequentazione del sito di ElectroYou e la scoperta di questo suo libro di ricordi mi ha fornito l’occasione per averne un’immagine più precisa, non dal punto di vista fisico, ma umano. Leggendolo, ho avuto la sensazione di trovarmi seduto in un tranquillo bar con una bella vista sul mare cagliaritano insieme ad un amico che, mentre sorseggiamo un buon moscato sardo, racconta con serenità ed un po’ di nostalgia ma anche orgoglio, gli eventi più importanti della sua vita, tratteggiando le persone e gli ambienti che l’hanno definita.
Di particolare intensità sono le memorie dell’infanzia, le fondamenta della persona adulta. Da esse emerge il duro scenario della seconda guerra mondiale con la successiva ripresa densa di speranze e voglia di tornare a vivere. In questo clima Stefano sviluppa la passione per il mondo elettrico che lo porta dai primi impianti civili a quelli dell’industria e dell’automazione. La sua passione per il mondo elettrico non si ferma all’attività professionale, ma prosegue come attività ricreativa nel modo dei radioamatori. E, come tutti, deve anche affrontare e risolvere problemi sentimentali con gioie, delusioni e speranze che lo portano infine ad un presente sereno e gioioso come un giro di valzer.
Ricordi di infanzia e di vita è un libro di semplice lettura che racconta una vita vera, quella in cui ognuno di noi si può ritrovare, facendo emergere in dal mondo virtuale la persona reale.
Una vita reale dietro una vita virtuale
di Zeno Martini 06 giugno 2017
Viviamo nell’epoca delle conoscenze virtuali ed arriva sempre il momento in cui si cerca di immaginare la persona che sta dietro l’avatar con cui ci capita di interagire. E’ successo anche con Stefano che conoscevo per la sua ormai pluriennale frequentazione del sito ElectroYou.
Con in suoi “Ricordi di infanzia e di vita” pubblicato su ilmiiolibro, ho avuto l’occasione di raffigurare in modo più preciso la sua persona. Nel leggere le sue pagine ho come avuto la sensazione di essere seduto in un immaginario bar, con un aperitivo davanti, mentre l’amico con cui sto, mi racconta la storia della sua vita, con nostalgia, orgoglio, e qualche inevitabile amarezza.
Sempre affascinanti i ricordi dell’infanzia che si stampano indelebili nella memoria e che permettono di trasferire a chi ci ascolta l’atmosfera delle nostre origini, gli scenari e le persone che hanno formato la nostra sensibilità ed il nostro carattere. E’ quanto fa Stefano nel descrivere il paesaggio sardo in cui è cresciuto.
Poi l’infanzia finisce, ma il bambino che siamo stati ce lo portiamo dentro nelle nostre avventure di adulto: nella curiosità, nella passione per il lavoro, nel bisogno di amore. In Stefano curiosità e passione passano attraverso le soddisfazioni che procura la conoscenza del mondo elettrico, dai semplici impianti civile ai più complessi impianti industriali, alla frequentazione attiva del mondo dei radioamatori. Con il lavoro e le passioni tecnologiche si intrecciano comunque, inevitabilmente, le vicende sentimentali, le speranze, i sogni, le occasioni perdute e quelle trovate per un finale felice come un giro di valzer.